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Wednesday, August 23, 2017

Dopo 45 anni, esplosioni e subsidenza, la Norvegia a smantellare Ekofisk 2/4 A, la prima piattforma petrolifera del paese










Ekofisk 2/4A e' la prima piattaforma petrolifera costruita nei mari di Norvegia.

Si trova a circa 320 km da terra, dalla citta' di Stavanger.  Il giacimento venne scoperto nel 1969 dala Phillips Petroleum Company, ditta americana,  dopo che furono trivellati ben 200 pozzi nei mari del Nord.

Dopo la scoperta nel 1969, una prima struttura petrolifera, chiamata Gulftide, venne installata nel 1971. Era una piattaforma temporanea, con gambe mobili. Pompo' petrolio per tre anni e poi venne sostituita da una piattaforma permanente, da cui si e' estratto greggio dal 1974 al 2013.

Ekofisk si e' ingrandita nel corso degli anni e alla fine e' diventata un agglomerato di 29 piattaforme sotto i nomi di Cod, Ekofisk, West Ekofisk, Tor, Albuskjell, Eldfisk, Edda e Embla. Da qui partono condotte sottomarine che la collegano ad altri campi petroliferi dai nomi di Valhall, Hod, Gyda, Ula, Statfjord, Heimdal, Tommeliten and Gullfaks.

Il petrolio viene mandato nel Regno Unito, presso la Teeside Refinery, il gas viene mandato in Germania, presso la citta' di Emden.

Fiaalmente, Dopo quarantacinque anni di petrolio, e dopo avere aperto l'era della Norvegia come super-potenza petrolifera a livello mondiale, Ekofisk 2/4A verra' smantellata.

Assieme a lei, altre piattaforme ausiliari, la Ekofisk 2/4 H, la Ekofisk 2/4 Q e la Ekofisk 2/4 FTP, costruite in anni piu' recenti. Altre piattaforme resteranno in produzione e si stima che saranno attive almeno fino al 2050.

A rimuovere le quattro sara' la ConocoPhillips, che attualmente gestisce tutto il complesso trivellante Ekofisk al 35%. Gli altri operatori sono la Total al 40%, l'ENI al 12% e le due ditte di petrolio norvegesi, Statoil all'8% e Petoro al 5%.

Il metallo verra' trasportato presso il ferrivecchi AF Decom che si trova nella citta' di Vats sulla costa occidentale del paese. Finira' tutto al reciclaggio.

Ekofisk ha una storia interessante. Negli anni 80 fu scoperto essere affetto da subsidenza indotta dalla compattazione della roccia sotterranea - estrai petrolio e gas, e il sottosuolo si affloscia. E cosi ci sono stati vari interventi per riaggiustare il tutto, fra cui operazioni di pompaggio di acqua. Niente da fare, il fondale marino continuava a cedere.

Furono persi vari metri, con proiezioni di un totale di sei metri. E cosi il governo di Norvegia mise pressione alla Phillips di fare qualcosa.

Di queste piattaforme di Ekofisk cinque erano interconnesse e dovettero essere rimesse su in contemporanea. Vennero cosi tutte sollevate assieme, le gambe furono estese simultaneamente con tubi saldati sul posto. Le operazioni durarno quattro giorni, dal 17 Agosto 1987 al 21 Agosto di quell'anno.

Ma i guai di Ekofisk non sono tutti qui. Nell'Aprile del 1977, la piatatforma Ekofisk B 2/A detta Bravo esplose a causa di una valvola di sicurezza difettosa. Finirono in mare circa 20mila metri cubi di petrolio. Fu la piu' grande esplosione dell'area di una piattaforma petrolifera.

Panta rei, pure le trivelle. 

Che peccato che mentre in Norvegia le smantellano, in Italia si insiste a trivellare con 50 anni di ritardo, e dopo che tutto, esplosioni, subsidenza, sismicita' indotta, inquinamento e malattie sono state gia' sperimentate ovunque nel mondo si sia gia trivellato.




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Sunday, October 16, 2011

I petroavvoltoi: L'ENI e Leonardo da Vinci



Concentratore di energia solare, Leonardo da Vinci 1515

Fuggi quello studio del quale la resultante opera
muore insieme con l'operante d'essa

Leonardo Da Vinci,
Pensieri


L'ENI e' una maestra nel cercare di ripulirsi l'immagine con bellissime mostre d'arte, serate danzanti alla Scala, patrocini vari e pure vantando i loro primati in difesa dell'ambiente.

Lo fanno sempre, cercando di nascondere la morte che hanno portato in Italia e nel mondo dietro patine tanto luccicanti quanto finte, e mentre danzano e vanno a teatro, pianificano pure raddoppi estrattivi in Basilicata e continuano ad inquinare dappertutto.

Lo chiamano "creare consensi" ed e' una strategia collaudata. Ricordo ancora l'immagine pubblicitaria dell'ENI con una piattaforma in mare con un quadro di Caravaggio, rosso, sensuale, drappeggiato tutt'intorno quell'ormeggio di morte su tutti i giornali d'Italia.

Si, dei geni.

Addirittura qualche anno fa, se uno andava a Venezia, la prima cosa che si vedeva all'ufficio immigrazione era il cartello con "Welcome to Venice" sottoscritto dall'ENI. La stessa ditta che vuole trivellarli a 10 chilometri dall'aereoporto e che ha creato il disastro Marghera, con mercurio e altra robaccia nei sedimenti della laguna.

Adesso assieme all'ENI ci sono anche la British Petroleum, la Shell d'Olanda, la Petrobras di Brasile, la Pertamina , la Total, la Schlumberger, la Saudi Aramco, la ConocoPhillips, la ExxonMobil, la Spectrum Geo. Tutte insieme sponsorizzano una conferenza di petrolio e ci piazzano, non si sa perche', Leonardo da Vinci.

L'ENI infatti e' lo sponsor principale dell'ICE della AAPG - la International Conference and Exhibition dell'American Association of Petroleum Geologists - che tiene questa conferenza a Milano, dal 23 al 26 ottobre 2011.

E invece che Caravaggio scelgono Leonardo da Vinci per la loro reclame, inquinando una delle personalita' piu' fini che l'Italia abbia mai prodotto.

Leonardo da Vinci, quello che invento' le macchine per volare, che poteva vantarsi di essere un pittore, un architetto, un botanico, un matematico, un ingegnere, che gia' pensava all'energia solare 500 anni fa, quello che aveva riempito quaderni su quaderni con le sue idee visionarie, quello che stava 200 anni avanti ai suoi contemporanei... strumentalizzato dall'ENI che lo vuole mostrare ancorato al petrolio.

Dicono cosi:

Leonardo da Vinci, whose geological and paleontological observations and theories anticipated many modern principles of geology, worked in Milan for many years. It is therefore fitting that the technical programme for the 2011 ICE takes insipartion from Da Vinci’s genius to look at innovation in petroleum geosciences.

Leonardo da Vinci, le cui osservazioni e teorie geologiche e paleontologiche, anticiparono molti principi moderni di geologia, lavoro' a Milano per molti anni. E' dunque calzante che il programma tecnico per il 2011 prenda ispirazione dal genio di Leonardo da Vinci per guardare alle innovazioni nella geoscienza del petrolio.

Puro sciacallaggio sull'Uomo per eccellenza del Rinascimento Italiano.

No, cara ENI. Non ci siamo. Non ci siamo proprio per niente. Non avete capito niente e dovreste solo vergognarvi di strumentalizzare la nobilta' d'animo, la purezza della ricerca della bellezza e della verita' di Leonardo per trivellare l'Italia e il mondo.

E di cosa parlano? A parte le solite cose - tecniche varie, come ripulirsi l'immagine, o come avere maggiori profitti (= sfruttare il consumatore e speculare, speculare, speculare), e a parte le gite e lo shopping a Milano c'e' una cosa abbastanza raccapriciante:

"Drilling into the heart of a Volcano: Campi Flegrei, Italy" del professor Juergen Thurow, University College London.

"Trivellare nel cuore di un vulcano: i campi flegrei, Italia".

Rabbrividisco. Neppure il Vesuvio e' sacro? Dicono un sacco di belle cose, ma qui e' la chiave di quello che vogliono fare:

These data can be used to assess the potential of developing geothermal energy systems in Campi Flegrei.

Questi dati possono essere usati per accertare il potenziale sviluppo di energia geotermica dai Campi Flegrei.

Leonardo da Vinci, ne sono certa, si sta rivoltando nella tomba perche' lui era l'uomo del futuro e non del passato. Era l'uomo del pensare non dell'andare in automatico. Era l'uomo del sapere e non dello sfruttare.

Non c'e' niente di innovativo nella "geoscienza del petrolio", niente. L'innovazione sta altrove e basta guardare in alto, nel sole che risplende invece che ficcare la testa sottoterra in mezzo alla melma petrolifera.

Vergogna.

Non si sa molto della vita privata di Leonardo da Vinci, ma lascio' tutto quello che aveva ai poveri quando mori'. A me piace pensare che se fosse vivo oggi avrebbe usato la sua intelligenza per guardare oltre il petrolio e per il bene dell'umanita'.

Grazie ad Adriano Bellintani per la gentile segnalazione del link e della frase di Leonardo.