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Thursday, March 21, 2013

L'ambiente prima priorita' della chiesa - Sean McDonagh, teologo ambientalista


Vorrei chiedere, per favore a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo.


Father Sean McDonagh e' un prete irlandese dell’ordine di SanColombano. Ma a vederlo non si direbbe: si veste normale, parla normale e sta in mezzo alla gente normale.

Il suo messaggio trentennale e’ molto semplice: fede, ecologia e giustizia. Perche’ i primi a soffire le conseguenze della degradazione ambientale sono sempre gli ultimi, i poveri, gli indifesi, quelli che non hanno voce in capitolo. E questo vale per i paesi in via di sviluppo tanto quanto per noi occidentali.

La sua coscienza ecologica si e' formata durante il decennio trascorso da missionario nelle Filippine, fra gli anni 70-80,  quando ha toccato con prima mano le conseguenze della deforestazione selvaggia sul popolo indigeno T'boli. Da allora non ha mai smesso di invocare una vera “conversione ecologica” della chiesa cattolica,  che vada al dila’ delle dichiarazioni d’occasione e chiedendo ripetutamente che la giustizia ambientale diventi una priorita’ del Vaticano.

Nel corso del tempo Father McDonagh e’ diventato uno dei principali teologi ambientali, ha scritto libri, ha vinto premi, viene regolarmente invitato alle Nazioni Unite a parlare sui rapporti etica/ambiente. Non poteva mancare allora il suo appello a Papa Francesco: l’ambiente devediventare la priorita’ numero uno della Chiesa. E poi aggiunge che finora “laRoma ufficiale e’ stata chiusa su questo tema”, “e stata sorda, e’ stata cieca”.

E quindi, ben vengano le parole del nuovo papa.  Ma che non siano solo parole e che il Vaticano e chi guida le nostre diocesi sappiano lottare per l’ambiente, ma per davvero. Non e’ sufficente mettere un pannello solare sul tetto della curia, occorre invece che l’enorme potere delle chiesa venga calato nel particolare e che i vescovi usino la loro influente voce in favore di chi vive in un ambiente martoriato chiedendo che le cose cambino, da Gela a Taranto, da Viggiano a Falconara.

E visto che qui parliamo di petrolio, mi pare opportuno ricordare il clero d’Abruzzo che in questi anni ha ascoltato le ragioni della gente, della scienza, del buon senso, e un po’ anche mie, nel contrastare il petrolio d’Abruzzo e in favore del Parco Nazionale della Costa teatina. I vescovi Bruno Forte da Vasto, Tommaso Valentinetti da Pescara, Carlo Ghidelli e Emidio Cipollone da Lanciano, assieme al rappresentante della pastorale sociale Carmine Miccoli, sono ripetutamente scesi in campo senza paura contro l’ENI, la Forest Oil, la Medoilgas che hanno intenzione di bucare l’imbucabile in Abruzzo.

Io credo che l’intera conferenza episcopale d’Abruzzo e del Molise sia una manifestazione concreta di questa “conversione ecologica” di Father McDonagh.

E invece quelli di cui non riesco a capacitarmi sono i vescovi di Basilicata.

Perche’ tacciono? Di cosa hanno paura? Non vedono la degradazione ambientale della loro regione? Non vedono i conseguenti danni sociali ed economici, in termini di poverta’, emigrazione, malattie che la petrolizzazione targata ENI e Total ha portato loro? 

Perche’ difendere a spada tratta la vita – intesa solo come aborto ed eutanasia - e mai invece tutto quello che c’e’ in mezzo il nascere ed il morire e che si chiama qualita’ della vita,  aria pulita, acqua sana e la speranza di vivere sereni?

A Giugno 2011 scrissi a tutti i vescovi lucani. Silenzio tombale. 
E poi ancora a Marzo 2012. 

Agostino Superbo, Vincenzo Orofino, Giovanni Ricchiuti,Gianfranco Todisco, Salvatore Ligorio in tutti questi anni delle trivelle in Lucania non hanno saputo dire una parola in difesa del loro creato e della loro gente.

Sono loro i ciechi e i sordi di Father McDonagh?

E poi mi sovviene questa frase di tanti anni fa, di un altro gesuita: il potere serve solo per farci del bene, altrimenti e’ inutile, cari vescovi lucani.

The sole advantage of power is that you can do more good.
Baltasar Gracian,  padre gesuita, 1647

Saturday, January 12, 2013

200,000 no al fracking a New York



Today we’re delivering a loud and clear message to Governor Cuomo: 
New Yorkers want him to stand up to the oil and gas industry and ban fracking.

Eric Weltman, Food & Water Watch

Sono 200,000 i commenti e le ossevazioni contro il fracking mandate contro il fracking a New York in questi giorni. Si chiede un divieto integrale di fracking nello stato di New York. Allo stato attuale c'e' una moratoria provvisoria che vige dal 2008.

200,000.

Presentate tutte al governatore Andrew Cuomo ad Albany ieri, 11 Gennaio 2012.  C'erano anche i rappresentanti di tutti i maggiori gruppi ambientali, le associazioni di consumatori e i gruppi civici fra cui: New Yorkers Against Fracking, the Sierra Club Atlantic Chapter, Food & Water Watch, Frack Action, the Working Families Party, Water Defense, Democracy for America, Citizen Action of New York, Credo Action, Capital District Against Fracking, Three Parks Independent Democrats, Frack Free Catskills, Brooklyn For Peace, New Yorkers for Clean Water, the Society for Ethical Culture and Sharon Springs Against Fracking. C'erano anche vari politici, fra cui il senatore di New York Tony Avella che dice

The over 200,000 petitions that are being delivered today to Governor Cuomo exemplify the ever growing grassroots movement towards a complete ban on hydrofracking. Hydrofracking is not worth the risk of contamination to our water, farmlands and communities. We cannot allow the State’s environmental health to be jeopardized at any cost, let alone for an empty promise of an economic boom. New Yorkers from all over the state have spoken and the message is loud and clear: Say No to Hydrofracking!

Tuttii sondaggi eseguiti nello stato di New York mostrano che la maggioranza dei residenti e' contraria al fracking, a causa dei forti rischi all'acqua e all'inquinamento dell'aria e la contaminazione da sostanze tossiche e cancerogene.

Allo stesso tempo sono circa 107 le citta' che hanno messo un divieto integrale al fracking nelle loro municipalita' fra cui Buffalo, la seconda citta' piu' grande dello stato e Niagara Falls. Altre 70 stanno finalizzando i propri divieti al fracking.

Vediamo cosa fara' Andrew Cuomo, che tutti dicono ha intenzione di correre per presidente nel 2016, dara' ascolto ai suoi cittadini o si pieghera' all'industria del petrolio e del gas?

Wednesday, January 9, 2013

Imagine there is no fracking

Sulla finestra a destra, scrollare in fondo ed aggiungere il proprio nome e indirizzo.
Sull'indirizzo mettere citta', Italy e poi sullo stato cliccare AA.
 Come sempre, se si vuole, si possono aggiungere commenti personali, anche in Italiano alla fine.
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Lo stato di New York ha una moratoria sul fracking che vige da vari anni ormai.
In questi ultimi mesi pero' torna lo spettro delle estrazioni di gas da questo stato. I gruppi di attivisti sono stati eccellenti in tutto questo tempo, e hanno lottato con tutti i modi possibili, da Josh Fox, a Yoko Ono, e tante sono state le celebrita' a prestare il loro tempo e la loro voce a questa causa, da Mark Ruffalo a Ethan Hawke, da Lady Gaga a Matt Damon.
Yoko e Sean Lennon hanno addirittura comprato una pagina sul NY Times per mettere una pubblicita' anti fracking. Proprio come Rocco Papaleo!

Vincere contro il fracking a New York e' importante, perche' - che ci piaccia o no - le cose che succedono in questo paese, in qualche modo, e piu' che altrove, riverberano all'estero. E se si puo' fermarli qui, dove le lobby del petrolio sono forti e spietate, e nella terra del capitalismo, allora questo dara' coraggio e forza a tutte le comunita' trivellande del mondo.


Il governatore Andrew Cuomo vorrebbe aprire le trivelle in alcune comunita' rurali di New York State, e c'e' bisogno di tutti, da tutto il mondo, per fermare questa cosa.  Lui sara' molto vulnerabile alle pressioni sia nazionali che internazionali perche' vorrebbe portarsi a presidente nel 2016 ed e' importante fare il piu' rumore possibile.

E' facilissimo mandare "osservazioni" che qui si chiamano "commenti pubblici". Basta solo andare sul link di cui sopra e firmare. La scadenza per questi commenti pubblici e' Venerdi' 11 Gennaio 2013.

Infine, ho fatto tutto quel che potevo per la Sardegna, l'Abruzzo, la Puglia, il Veneto, la Lombardia, la Basilciata, l'Emilia Romagna, la Sicilia e il Piemonte.

A New York ci sono nata e quelle zone, un po', sono mie.