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Monday, September 23, 2019

Greta, ti voglio bene



Ho esitato a lungo prima di scrivere di Greta.

Mi pareva che di attenzione ne avesse gia' tanta, che sapesse il fatto suo, che fosse determinata e certa,  e che avesse smosso tante coscienze con la sua incoscienza di sedicenne, bella e innocente. E mi pareva che di lei fossero state scritte gia' tante cose, nel bene e nel male, delle sue trecce dei libri scandinavi di quando ero io adolesecnte, dei suoi viaggi in barca attraverso l'oceano, dei suoi sit in invece che andare a scuola, dell'idea di darle il premio Nobel per la pace.

Non avevo niente da aggiungere, per pudore verso una ragazzina caparbia ed idealista con una meta.
Ed e' sempre bello vedere le persone giovani avere degli ideali, quali che siano.

E invece vederla quasi in lacrime all'ONU ha smosso in me un sentimento di tenerezza, di una persona probabilmente stanca e forse un po confusa, che si e' ritrovata simbolo di una cosa piu' grande di se stessa e che cerca di fare del suo meglio in questo calderone mediatico in cui si e' ritrovata.

Uno ci deve pensare: a sedici anni a parlare a tutti questi imbalsamati della politica che non fanno un passo se non tutto il gotha dell'economia, dell'establishment, delle banche non ha prima dato il suo benestare, mentre che tutto il mondo la critica o la squadra.

Ho visto la sua impazienza, la sua rabbia, la certezza cristallina dentro di se che il clima e' davvero la cosa piu' importante del pianeta, piu' dell'immigrazione, della fame nel mondo, dei diritti delle donne e di Trump, Salvini e Macron. Perche' senza un pianeta sano, e tutto quello che rende il pianeta sano, alberi, animali, cieli blu e acqua limpida, non c'e' nemmeno tutto il resto.

E ho visto la sua frustrazione di fronte a codesti pseudoadulti di fronte a lei che non capiscono, che non si rendono conto che basta sedersi li, prendere decisioni logiche, e voila', si puo' iniziare domani a creare un pianeta senza fossili, migliore, per noi, per Greta e per tutti quelli che verranno dopo di noi.

La scienza e' chiara, l'evidenza e' lampante di fronte a noi, adesso, nel nostro quotidiano. Come fanno a non capire? A non vedere? A parlare di denaro, di crescita perenne, come se il pianeta fosse fatto per sfruttamento eternamente crescente. Come fanno a non pensare a quello che e' accaduto negli scorsi cento anni, e quanto peggio saranno gli anni a venire ora che tutto e' diventato fuori controllo. Ne parlo qui ogni giorno, ghiacciai che scompaiono, foreste distrutte, specie animali devastate, perdite di petrolio, inquinamento malato. Come non rendersi conto che non esistono prorita' piu' prioritarie di queste?

Evidentemente ci vuole il candore di una sedicenne a ricordarcelo.

E noi altri? A noi altri resta questo insegnamento: tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, nel nostro piccolo o grande che sia per questo pianeta, che e' di tutti, specie dei nostri figli. Lo dico sempre: chi e' genitore ha una responsabilita' molto maggiore di comprare ai figli l'ennesimo gadget o vestito alla moda, ed e' quella di agire per il pianeta. Piantare alberi, stare attenti allo spreco, denunciare gli scandali, arrabbiarsi, protestare, essere strumenti di intralcio a speculatori e schifosi, trovando tempo e coraggio anche laddove non ci sono.  E questo perche' non c'e' dono piu' grande di un ambiente sano per le generazioni future.

Greta, cara. Ti voglio bene e ti ammiro. Sii forte, continua ad urlare la tua verita', non accontentarti delle parole, esigi i fatti. Non avere paura di loro, persone troppo immerse nella melassa e paralizzate.  Ti assicuro che sono loro ad avere paura di te, perche' non hai niente da perdere, perche'  non devi scendere a compromessi, perche' hai ideali puri. Circondati di persone che ti vogliono bene, cerca di prendere del tempo per te, e riposati ogni tanto. E quando sei stanca pensa a quante cose buone hai fatto in questi pochi mesi per il mondo intero.

Ti voglio bene, e ti sono grata.




Sunday, September 22, 2019

Il numero degli uccelli in Nord America e' calato di 3 miliardi di unita' dal 1970 ad oggi


La perdita di uccelli, che fa parte della perdita' di biodiversita' sul pianeta.

Dal 1970 ad oggi sono andati persi 3 miliardi di uccelli.

Alla fine, come sempre, tutto parte dalle azioni dell'uomo, che hanno portato ad estinzioni e a perdita di esemplari ad un tasso che il pianeta non ha mai visto prima.  A livello mondiale si stima che 
la popolazione mondiale di esseri vertebrati (uccelli, pesci, mammiferi ed anfibi) e' calato del 60% dal 1970 ad oggi.

In questi giorni uno studio in Science mostra i risultati di studi specifici sulla popolazione di uccelli nel Nord America. E' stato eseguito da un gruppo di studiosi del Cornell Laboratory of Ornithology, guidato da  Ken Rosenberg in collaborazione con l'ente nazionale di geologia americano, lo US Geological Survey, e assieme a varie organizzazioni ambientali, nonche' con l'input di vari cittadini che hanno monitorato il passaggio di uccelli.

Il risultato e' sorprendente, ma neanche troppo vista la moria globale di uccelli, anfibi, insetti. 
C'e' stato appunto un calo di 3 miliardi di unita' che il 30% della popolazione di uccelli del Nord America in 50 anni.

Negli scorsi 50 anni dunque, un uccello su quattro e' andato perso.

Le specie di uccelli a sorrfire di piu' di perdita sono gli uccelli comuni come emerge da una lista di 529 specie monitorati da vari gruppi, inclusi cittadini normali, e da dati radar.

Parliamo di rondini, merli, allodole, storni che un tempo aiutavano a marcare le stagioni, che compaiono nelle nostre poesie, e nei nostri cieli di primavera. E che adesso sono sempre piu' rari.

Durante gli studi metereologici, gli uccelli spesso vengono rilevati dai radar; e da questi dati meterologici monitorati nel corso degli anni, emerge che negli scorsi dieci anni la popolazione di uccelli e' calata del 14% .

In soli dieci anni.
 
Perche' gli uccelli sono in declino?

Lo studio non identifica una causa specifica, ma molteplici. Alla fine tutti sappiamo i veri motivi: la perdita di habitat, l'aumento dell'urbanizzazione, l'uso di pesticidi, l'inquinamento e tutto cio' che questo ha comportato.

Ci sono sempre piu' edifici, infrastruttura, e in genere perdita di aree aperte. Spesso gli uccelli muoiono a contatto con linee della corrente, con finestre e anche con infrastruttura collegata alla rinnovabili, come pale eoliche e simili. In altri casi vengono mangiati da gatti e altri animali domestici. Fa ridere? Si, ma ci sono studi che stimano che ogni anno vengono uccisi miliardi di uccelli per colpa di gatti, urti contro automobili,vetri, linee della corrente e turbine eoliche.
Tutto questo non vuol dire che le rondini stanno per estinguersi. Vuol dire solo che cinquanta, e anche solo dieci anni fa, ce n'erano molte di piu', e che se non facciamo niente le cose non faranno che peggiorare. Quello che e' sorpredente e' il tasso veloce di moria di questi uccelli

E perche' tutto questo e' preoccupante?

Beh, a parte per la bellezza, per la biodiversita' e per il nostro pianeta che cambia in una direzione a noi ignota, gli uccelli hanno un ruolo importante nel nostro ecosistema: mangiano insetti, disperdono semi aiutano la pollinazione, e sono cibo per altri animali (non solo i gatti!).

Hanno un ruolo fondamentale nell'agricoltura, specie per chi vuole praticare l'agricoltura sostenibile perche' mangiano pesti e riducono la necessita' di pesticidi.
Magicamente pero' alcune specie di uccelli hanno visto aumentare il numero di unita': sono uccelli acquatici e rapaci, come aquile e falchi. Perche'? Grazie a leggi per la loro protezione.

Per esempio, da quando il DDT e' stato vietato, alcune specie di aquile reali sull'orlo dell'estinzione sono tornate a fiorire. La stessa cosa puo' dirsi di specie che vivono in zone lagunari, anche qui a causa di legislazioni protettive.

Per saperne di piu' esiste un sito, detto 3billionbirds.org che indica come aiutare gli uccelli.

Tenere uccelli in casa, usare vetri schermati per non farci urtare gli uccelli, piantare alberi perche' l'ombra aiuta gli uccelli, evitare i pesticidi, ridurre l'inquinamento, tutte queste cose assieme, unite a leggi per favorire gli uccelli potranno fare la differenza se lo vogliamo.

Tutto questo riguarda il Nord America, ma solo perche' lo studio si e' svolto li. E infatti, aneddoticamente ogni tanto sento dire, specie dalle persone di una certa eta', che non ci sono piu' le rondini in primavera o le lucciole d'estate. 

Ma non deve essere per forza una sentenza di morte: nel 1963, erano rimaste solo 487 coppie di aquile reali.

Adesso ce ne sono piu' di 10,000.


Friday, September 20, 2019

Tutti i campus dell'Universita' della California divestiranno dalle fonti fossili



Siamo arrivati a questo, finalmente o in diretto attacco a Donald Trump non importa.

Tutta la University of California divestira' dalle fonti fossili.
Tutti i suoi 10 campus in giro per lo stato, da San Diego a San Francisco.
 
Il sistema universitario piu' grande d'America.

Perche'?

Perche' secondo i fautori di questa iniziativa, il rischio economico portato dagli investimenti in petrolio e' affini e' *troppo rischioso* per il futuro.

Non parlano di ambiente, quanto di vile denaro.  E cosi, ben 150 milioni di dollari sono stati ritirati dai fondi universitari, frutto di donazioni ed affini, che erano investiti nelle fossili.

Tuto questo e' musica per le orecchie di noi tutti ambientalisti e non far' che mettere piu pressione ad altre universita', enti pubblici e privati.

E certo sono considerazioni economiche ma tutto questo arriva da noi, ambientalisti, amanti della natura, attivisti che abbiamo reso l'idea di una fossil fuel economy obsoleta.

Non bisogna mai dimentiare l'enorme potere che abbiamo in termini di numero, di opinione pubblica, di consumatori.

Un giorno ci arriveremo e quel giorno deve arrivare presto. Sta a noi fare di tutto, svergognando ogni giorno singolo giorno petrolieri, speculatori, politici, signor-no ed affini a cui del pianeta non importa un fico secco.


Tuesday, September 17, 2019

Sannazzaro de' Burgondi: esplosione alla raffineria ENI

In alto: immagini dello scoppio di Sannazzaro del Dicembre 2016.
In basso: immagini dello scoppio di Sannazzaro del Settembre 2019.




Sono in Italia.

Lavoricchio dopo pranzo e tutto concitato mi chiama mio padre dall'altra stanza.

C'e' una esplosione dell'ENI a Sannazzaro de' Burgondi.

Le immagini del telegiornale, il TG3 delle 2:30pm non lasciano spazio ad equivoci.

Una enorme lama verticale gialla, rossa, grigia e nera invade il nostro televisore.

Arrivo in ritardo per il servizio completo ma sento solo le parole rassicurante della signorina del telegiornale.

Nessun problema per la qualita' dell'aria.

Seeeehhhhh.

Ma come possono pensare che tutta quella robaccia in atmosfera che esce fuori dal nostro schermo non abbia conseguenza alcuna per chi invece la vede entrare nei propri polmoni?

Ma ci credono davvero quelli dell'ENI o del TG3 o del PD o del M5S o della giunta comunale che davvero la qualita' dell'aria resta immutata dopo uno scoppio del genere?

Se lo credono sono scemi.

Intanto vado su internet ad indagare. Pare che il tutto sia iniziato alle 6:30 di questa mattina, 17 Settembre 2019. Non ci sono stati feriti, per fortuna ma il boato si e' sentito nel raggio di circa 15 km. 

Il tutto-sotto-controllo e' arrivato sia dell'ENI che dal sindaco Roberto Zucca che da Raffaele Cattaneo, assessore regionale all'Ambiente.

Loro stessi hanno parlato di "una densa colonna di fumo nero", pero' ci tengono a precisare che tutto e' stato "subito domato", e che in soli dieci minuti e' tutto rientrato nei parametri normali. Pure l'ARPA locale di Pavia/Lodi rassicura che non ci sono state alterazioni significative della qualita' dell'aria. Addirittura non saranno necessari ulteriori accertamenti.

Dal canto suo l'ENI precisa che non si tratta di un incendio, ma solo di una fiammata.

Chissa' che differenza c'e'.

Precisa ulteriormente Raffaele Cattaneo che non c'e' stata fiamma, quindi neanche un incendio. L'unico vero danno e' stata la rottura di un vetro.

La stampa locale invece parla di aria irrespirabile. 

E intanto la raffineria e' tornata al suo lavoro di sempre.

Tuttapposto, presto, veloce e all'unisono. 

Prima osservazione. In Italia ci vogliono sempre giorni e settimane e mesi per venire a capo di qualsiasi cosa, e qui in meno di mezzagiornata hanno stabilito che e' tuttapposto. Come in Giappone insomma, efficenza perfetta! Chissa' perche' questa efficenza esiste solo quando c'e' da rassicurare tutti su guai ambientali dell'ENI!

E' infatti cosi ogni volta da 12 anni che faccio questo lavoro - che sia Pavia o Potenza non e' mai niente di grave.  Mai.

Seconda osservazione. Bene, se e' tutto cosi innocuo, perche' non facciamo una raffineria a cielo aperto, con le stesse fiamme funzionanti 24 ore su 24? E meglio ancora perche' non mandarci a vivere quelli dell'ENI assieme con il sindaco Roberto Zucca e con l'assessore Raffaele Cattaneo? E con tutti i loro discendenti, figli e mogli. Tanto e' tutto sotto controllo.

Ovviamente non e' la prima volta che succede.

Un altro incidente il 5 Febbraio del 2017 e poi ancora precedentemente il 1 Dicembre 2016 un'altra esplosione, con ordine alla popolazione di tenere chiuse le finestre a causa dell'alta colonna di fumo provocata dalle fiamme. Pure qui l'ENI disse che tuttapposto e non c'era inquinamento.

E certo.

I fumi neri sono un elisir di lunga vita!

Il Corriere invece ricorda che "il rogo" ha interessato un impianto di gassificazione, in una zona vecchiotta dell'impianto per il quale era programmato un fermo per manutenzione.

Morale della favola: questi impianti non sono fatti per durare in eterno, ci sono sempre problemi piu o meno grandi per la natura stessa delle operazioni che si portano avanti qui. L'ENI e i politici non diranno mai "abbiamo un problema Houston", invece diranno sempre che e' tuttapposto.

Sta a noi non crederci, fare tutto il possibile affinche di questi schifi ambientali non ne venga fatto neanche uno in piu' ed esigere che le nostre case e le nostre automobili vengano alimentate da energia green, dove non ci sono ne scoppi ne colonne di fumo ne tuttapposti bugiardi dell'ENI.

Al massimo c'e' il sole che splende. 

Monday, September 16, 2019

Il Calderone d'Abruzzo - il ghiacciaio piu' meridionale d'Europa non esiste piu'










Come era il Calderone nel 1915

 
Le croci rosse, in alto a sinistra mostrano dove arrivava la neve fra le due guerre mondiali.

Si trova, o si trovava in Abruzzo e si chiama Calderone.
A circa 2650-2850 metri di altezza, sull'Appenino.

E' o era il piu meridionale dei ghiacciai d' Europa.

Fino ad un secolo fa c'erano 70 metri di ghiaccio fresco nel suo punto piu' nevoso durante l'estate. Adesso e' rimasto nevischio.

Da anni mostrava segni di instabilita': gia' nel 2001, 2007 e 2012 ci sono stati scioglimenti di neve drammatici. E poi nel 2017 le sue nevi superficiali si erano gia' sciolte completamente "fuori stagione" a causa della siccita' e del caldo. Questo non era mai successo prima.

La storia si ripete adesso nel 2019 : di nuovo tutta la neve superficiale si e' sciolta anche quest'anno, lasciando solo ghiaccio residuo, esposto al sole.
  
A causa di tutti questi scioglimenti non piu' eventi eccezionali ma continui, il ghiacciaio non e' tecnicamente piu' tale ma e' un glacionevato.

Come funziona?  Il mecanismo e' cosi: le nevi sui ghiacciai sono composte da nevi stagionali, grazie alle nevi dell'inverno precedente, e poi da uno strato di ghiaccio sottostante, permanente. Nelle annate passate, appunto nel 2001, 2007 e 2012 le nevi superficiali, quelle stagionali dell'inverno precendente, sono parzialmente scomparse verso la fine dell'estate esponendo lo strato permanente che adesso e' di 15--25 metri. 

Pian piano anche lo strato permanente inizia a ridursi e lo strato superficiale si riduce.  E cosi nel gennaio 2014 il catasto italiano lo riduce a “glacionevato”, non piu'  “ghiacciaio”,  e anzi nel 2000 si e' pure spaccato in due. Un “glacionevato”,  e' meno di un ghiacciaio piu' piccolo di un ghiacciaio e di limitato spessore.

E cosi, a causa di questi scioglimenti parziali e non, il ghiacciaio del Calderone e' ora una cosa diversa. Cento anni fa c'erano 70 metri di ghiaccio, ora non resta niente.

Qui il video su Rai News

Sunday, September 8, 2019

L'uragano Dorian e il petrolio di Norvegia nel mare delle Bahamas





Dorian e' stato un uragano di categoria 5 ed ha speso tutto il tempo necessario per distruggere molto dell'isola di Grand Bahama.

Fra la distruzione che si e' portato dietro, l'uragano ha scoperchiato sei cisterne giganti di petrolio, portando a enormi perdite in terra e in mare. Come se di guai non ne avessero abbastanza.

La ditta che gestisce le cisterne e'... norvegese (mmh, ma non erano campioni di sostenibilita'?) ed e' la nostra amica Equinor, ex Statoil.

Negano che il petrolio sia arrivato in mare - ovviamente e da buoni petrolieri, norvegesi o barbari che siano. Dicono che si, ci sono state perdite attorno alla localita' South Riding Point ma che il petrolio e' rimasto contenuto.

In realta' le foto non coincidono al 100% con quello che dice Hasting Stewart, capo delle relazioni esterne per la Equinor. Terra e mare attorno al loro impianto apparivano sature di petrolio.

Le perdite coprono almeno 2 ettari sulla terra e ci sono scie nere attorno alle isole di Great Abaco e Nassau, oltre che sull'isola principale di Grand Bahama, dove sorgono le cisternein questione.

E le foto lo mostrano.


Monday, September 2, 2019

L'Irlanda piantera' 440 milioni di alberi contro i cambiamenti climatici - M5S e PD ci sentite?




Il tutto per venti anni, fino ad arrivare ad un massimo di 440 milioni di piante. Saranno coinvolti 8,000 ettari di terreno, ora campi agricoli che torneranno ad essere forestati.  Il target e' del 70% di piante conifere (pini e cipressi) e il 30 percento di piante a foglie ampie.

Essenzialmente aumenteranno le loro foreste e cura del suolo in modo che entro il 2030 buona parte della ricattura di anidride carbonide possa arrivare dagli alberi.

La comunita' agricola non e' felicissima di questa scelta,  ed il governo ne e' consapevole per cui nei prossimi anni ci saranno anche vari incontri con gli agricoltori per inconraggiarli a partecipare nell'iniziativa.

Altri obiettivi d'Irlanda: aumenti massicci di automobili elettriche con incentivi per arrivare fino a 100,000 autovetture l'anno con l'obiettivo di un milione entro il 2030 e lavori su almeno 50,000 case l'anno con lavori di retro-fit per efficenza energetica. 

Veniamo al teatrino PD-Lega-M5S, che e' proprio un teatrino che fa un po vergognare.

A me non importa davvero chi ci seduto su quelle poltrone rosse. Vorrei solo che lorsignori prendessero esempio e che facessero lo stesso in Italia. Quanti campi semiabbandonati ci sono in attesa di essere riforestati? Quante citta' invece di curare il verde lo abbattono ciecamente e stupidamente senza che nessuno faccia niente? E che dire di Jovanotti (che pieta') che per fare i suoi concerti della vanita' fa sradicare alberi a destra e a manca? 

Alberi, alberi, alberi e' la risposta facile e ottimale per tanti dei guai del nostro tempo.