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Thursday, December 24, 2015

San Diego, California 100% rinnovabile entro il 2035



"Today San Diego took a landmark step toward securing a 
greener and more prosperous future"


"The 100% renewable energy goal is a mandate.
 It is not a dream. It is not a wish or an aspiration. 
It's a legal committment". 

Nicole Capretz, citta' di San Diego


Il giorno 17 Dicembre 2015 con voto unanime del consiglio cittadino presieduto dal sindaco Kevin Faulconer, la citta' di San Diego, l'ottava citta' piu' grande d'America con 1.5 milioni di abitanti, ha deciso di diventarne la prima a transizionare verso il 100% di rinnovabili, usando sole e vento.

E' uno dei piani piu' ambiziosi della nazione. Si sono dati venti anni di tempo, ma a differenza di altre citta' come New York e San Francisco, il loro e' un obiettivo "legale", nel senso che se non lo faranno, le associazioni ambientaliste e lo stato della California possono multare l'amministrazione locale. Come dire, si mettono pressione da soli. 

Questi gli obiettivi di San Diego:

1. Usare energia rinnovabile in tutta la citta' entro il 2035

2. Dimezzare il traffico del 20% entro il 2020 e del 50% entro il 2035 potenziando il trasporto pubblico

3. Aumentare il numero di alberi in citta', con un programma di foresta urbana, che portera' il 15% di alberi in piu' entro il 2020 e del 35% in piu' entro il 2035.

4. Reciclare o fare compostaggio del 75% di immondizia entro il 2020 e del 90% entro il 2035.

5. Aumentare il numero di veicoli elettrici governativi e pubblici al 50% entro il 2020 e del 90% entro il 2035.

6. Tagliare le emissioni rispetto ai livelli del 1990 del 20% entro il 2020, del 40% entro il 2030 e dell'80% entro il 2050.

Ovviamente, il duro lavoro inizia adesso, perche' tutto questo significa ripensare la citta', la viabilita', lo smaltimento dell'immondizia, il modo di portare energia nelle case. Ogni anno ci saranno report con tutti i risultati raggiunti. Gli artefici del progetto dicono che e' tutto attuabile con la tecnologia
attuale, e che "yes we can".

E' stato un accordo raro perche' e' stato firmato sia dai democratici di San Diego, che controllano il consiglio comunale, che dal sindaco che e' invece un repubblicano.  Ma non e' stato difficile raggiungere un accordo, perche' la San Diego green porta progresso a tutti: al verde degli alberi si aggiunge anche il verde dei dollari negli investimenti e nell'ondata di lavoro che portera' trasformare la rete elettrica, installare pannelli solari e farne la manutenzione.   

Ci riusciranno? Non ci riusciranno? Altre citta' copieranno? Non lo sappiamo, ma sappiamo che e' un impegno e che ci provano, e che ci credono e che non e' vero che non si puo'. Come per tutto, basta solo volerlo e partire. Il resto verra' da se.
Buon Natale.


Tuesday, August 28, 2012

La Chevron di Richmond continua a sputare veleni 3 settimane dopo

























Questo il risultato dello scoppio di raffineria a Richmond, nella California del nord, nei pressi di San Francisco il giorno 6 Agosto 2012:

- 14,600 persone mandate all'ospedale con problemi di respiro e di irritazione agli occhi;

- 20,000 persone richiuse in casa a causa dei fumi e delle esalazioni tossiche in atmosfera;

- 80 vigili del fuoco da Richmond e citta' confinanti: El Cerrito, Rodeo, Hercules, Moraga e Orinda al lavoro per 5 ore a spese pubbliche per cercare di domare l'incendio;

- 3 livello di pericolosita' il piu' alto: irritazione alla pelle, naso, sistema respiratorio e agli occhi

- emissioni di idrogeno solforato, diossido di zolfo, benzene e fenoli;

L'incendio e' scoppiato alle 11:30 della sera, e quelli della Chevron a tuttoggi non sanno perche' ci sia stato.

Dicono che stanno facendo delle investigazioni e stanno collaborando con le autorita' per aiutare a "chiarire le dinamiche" e che restano a disposizione. Della serie: sara' stato lo Spirito Santo! E dicono che appena si sa pcosa e' successo loro garantiscono che "non succedera' mai piu".

Per ora a parte le fandonie della Chevron, quello che si sa e' che l'incendio e' probabilmente scoppiato a causa di un tubo corroso dall'usura che ha causato l'emissione di varie sostanze tossiche in atmosfera.

Emissioni che continuano a tuttoggi, 28 Agosto 2012.

Non si possono fermare perche' non e' sicuro per nessuno andare nel punto d'impatto. E cosi quel che esce, esce indisturbato.

Oltre alla Chevron, ci sono quattro agenzie governative che indagano: l'EPA (the Environmental Protection Agency), l'OSHA della California (Occupational Safety and Health Administration), ed i gruppi goverantivi statali sulla qualita' delll'aria e della sicurezza di sostanze chimiche.

Pare che vogliano dare alla Chevron la piu' alta multa possibile: $25,000 di multa per ogni giorno di esalazioni tossiche.

Purtroppo quella di Richmond e' una raffineria che esiste dal oltre 100 anni, e certo non e' questo il primo degli incendi. Ce ne sono stati tanti altri fra cui

2007 -  incendio e ferimento di un operaio
2003 -  emissone di mezza tonnellata di idrogeno solforato
2002 -  emissione di idrogano solfoarto e di diossido di sodio
2000 -  emissione di diossido di sodio
1999 -  esplosione di gas, ed emissioni di sostanze tossiche.

La raffineria e' stata un vero disastro per Richmond, che in teoria potrebbe una cittadina come quelle classiche della Calfornia dell'immaginario: vicino al mare, clima temperato, paesaggio da cartolina.

E invece il 13% del suo territorio comunale e' occupato dal mostro Chevron. Secondo i dati ufficiali dello stato della California la raffineria emette piu' gas inquinanti di qualunque altro impianto di tutta la regione.

Le malattie respiratorie non si contano fra i residenti, tant'e' che e' chiamata la "Cancer Alley" della Calfiornia, in parallelo a quella della Louisiana.

La Chevron cerca di fare tutto quello che puo' per pagare meno tasse possibili e per avere agevolazioni ambientali, secondo vari gruppi cittadini.

E come in tutte le storie di inquinamento, chi soffre sono sempre i piu' poveri.

Chi infatti vuole vivere vicono a una mega raffineria?

A Richmond, il 40% degli abitanti e' di origine ispanica, il 30% sono neri. Il resto asiatici, bianchi e indiani. Vicino alla raffineria il tasso di poverta' aumenta vertiginosamente. Circa l'85% dei residenti nel giro di 3 miglia dalla raffneria e' infatti  considerati povero.

Vicono alla raffineria i tassi di tumore all'utero sono doppi rispetto la media del resto dello stato,  ed alta e' anche l'incidenza di tumori al seno, prostata, ovaie e di asma, specie nei bambini.

Dal 2006 ad oggi la Chevron ha accumulato oltre 100 citazioni per violazione delle leggi di protezione ambientale.

Qualche volta le paga qualche volta riesce ad evitarle.

Pero', siccome hanno i soldi, in tutte le pubblicita' locali - sul Los Angeles Times, sul Sacramento Bee, sul San Francisco Chronicle, quelli della Chevron non fanno altro ricordare quanto siano santi, e quanto ci tengano al benessere di Richmond.

Qui un bellissimo articolo di Antonia Juhasz sul Los Angeles Times.

Qui una intervista di Democracy Now, una associazione non profit al sindaco di Richmond, Gayle McLaughlin che conferma le purtroppo solite scene di vita petrolifera: malattie, poverta', inquinamento, prepotenza.

Chissa' se a Piero Angela queste cose gliele dicono.