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Friday, August 7, 2015

Pubblicato il decreto che approva Ombrina -- nonostante parole e balle di Luciano D'Alfonso



Notare che gli ignoranti del ministero 
neanche sanno scriverlo Rockhopper!





Con buona pace dei politici ignoranti
Con buona pace degli aspiranti politici
che invece di fare gioco di squadra pensavano di essere meglio degli altri.

Luciano D'Alfonso, si vergogni e non poco.

Invece di combattere, lei ha giocato a nascondino.

Ecco qui tutti gli altri, che hanno solo speculato su Ombrina. 










Titoli di un anno fa piu o meno.

Erano tutte balle da gente che non ha mai mosso un dito, veramente, contro Ombrina e che parlava solo per far prendere l'aria ai denti e per far finta.

E a parte i comunicati stampa e le parole, cari Legnini, Pezzopane, D'Alfonso, Realacci dove sono i fatti

Ecco qui i nostri eroi della maggioranza di regione - del PD:

Alberto Balducci, Camillo D’Alessandro, Bartolomeo Donato Di Matteo, Giuseppe Di Pangrazio, Sandro Mariani, Luciano Monticelli, Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Marinella Sclocco

E poi gli eroi del PDL-Forza Italia che hanno avuto cinque-sei anni per fermare Ombrina ma che hanno solo parlato:

Gianni Chiodi, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Emilio Iampieri, Lorenzo Sospiri

E poi ci sono quelli che vorrebbero farcisi una carriera politica con Ombrina, sedicenti imprenditori e tuttologi che scimmiottano cose che hanno letto nel corso degli anni da questo blog e che non valgono nemmmeno lo spreco di elettroni.

Ecco il risultato.

Volevo sentirlo Luciano D'Alfonso su RAIUNO a dire di essere contro le trivelle, e invece se ne va in vacanza. Rapito anche lui dagli UFO.

Che schifo.


Thursday, August 6, 2015

Tar Sands del Canada: mercurio, uova, uccelli e zolfo










Circa due anni fa, Jane Kirk della non-profit Environment Canada ha raccolto campioni di terra, neve, uova di uccelli ed altro materiale organico da circa 100 siti in Alberta, Canada e li ha analizzati.

E' emerso che le uova degli uccelli a valle dei corsi d'acqua dell'Athabasca dove ci sono impianti di lavorazione del bitume hanno tassi superiore di concentrazioni di mercurio di sedici volte rispetto al normale e in un area di 19,000 chilometri quadrati. 

Jane Kirk e colleghi  hanno anche trovato traccie di metilmercurio, una forma piu' tossica del mercurio nella neve per la prima volta. Siccome anche le uova di uccelli predatori sono contaminati, si pensa che anche i pesci, di cui gli uccelli si cibano, lo siano.

Un confronto con le uova analizzate nel 1977 mostra che i livelli di mercurio sono aumentati del 67%.

Ci si consola dicendo che i tassi di mercurio sono inferiori rispetto a quelli attorno agli impianti a carbone e agli inceneritori e alle zone fortemente urbanizzate, ma questa e' ben magra consolazione visto che qui siamo in zone scarsamente abitate - prima delle Tar Sands.

Gia' altri studi effettuati negli anni scorsi hanno mostrato l'aumento di mercurio nell'ambiente, nei fiumi e nei laghi. Qui ad esempio

Ai residenti gli enti governativi hanno detto che anche se la causa della contaminazione non e'
da attribuirsi ad incendi o a modifiche nella dieta degli uccelli, in realta' non si sa da dove venga quel mercurio, e che potrebbe venire da stabilimenti industriali dall'Asia.

Come dire, vedo la trave altrui ma non vedo la trave mia.

Gli hanno anche detto che le uova sono sane da mangiare.

Si, mangiatevele voi.







Wednesday, August 5, 2015

Renzi scrive ai parlamentari del PD




Caro Renzi,

lei scrive un sacco di fandonie. Non entro nel merito scuola, nel merito corruzione, nel merito mafie, nel merito tasse, nel merito immigrazione, nel merito degrado, anche se ci sarebbero da dire tante cose anche li. Resto in tema ambiente, per il quale continuo a digitare da anni, senza vacanze, senza stancarmi, senza paura.

A differenza dei parlamentari, gli attivisti non sono mai in vacanza. Lavorano gratis, Agosto o non Agosto. Non vengono pagati cifre da capogiro come i politici italiani e per distruggere il paese. Sono sempre li che cercano di capire, che non riescono ad accettare gli schifi immondi che ogni giorno regalate all'Italia. Pensavo che non si potesse fare peggio di Berlusconi e di Passera, ma il suo governo, caro Renzi, mi ha smentita.

Se mi volto indietro e provo a ripercorrere il cammino dell'anno appena trascorso vedo solo catastrofi petrolifere. Lo Sblocca Italia da lei tanto decantato oltre a sbloccare le trivelle e bloccare il cervello di chi l'ha votato, ha ucciso la democrazia. Adesso siete voi politicanti romani che potete scegliere per noi che fare dei nostri campi e dei nostri mari.

Ma che ne sapete voi? Ma chi pensate di essere?

Lo sappiamo tutti quanto ignorante sia la classe politica italiana, gente che rarissimamente conosce i territori e che firma le carte senza amore, senza conoscenza, senza interesse per la collettivita'. Solo per i propri tornaconti.

Che ne sa la Guidi o Galletti o la Vicari o Passera o lei stesso caro Renzi del mare di Monopoli?  Delle mucche di Zibido? Della costa dei trabocchi? Delle colline di Treviso? Della paura del terremoto degli emiliani? Di Ravenna che sprofonda?

Non ne sapete niente.

Se penso all'agosto del 2016, rabbrividisco. Lei caro Matteo Renzi non sa cosa sia la democrazia, e per me almeno, e' lampante e chiaro che e' una persona arrogante, insensibile, falsa. Si vede che non ha spessore. L'ho capito quando invece di ringraziare tutti quelli che si spaccano in quattro per salvare l'Italia dalle nuove Ilva, lei li ha chiamati con sprezzo "comitatini.  L' ho capito quando ho scovato le sue parole al convegno sul clima a NY pronunciate proprio mentre si preparava lo Sblocca Italia.

La recitava bene. 

Alla fine, a me dispiace solo per le colline, e per l'acqua, e per i pesci e per le persone che non hanno colpa di dover vivere in mezzo ai buchi, e ai fumi, e al petrolio.

Io non ce li ho i figli. Ho passato quasi dieci anni a informare mezza Italia su sismicita' indotta, airgun, idrogeno solforato, fanghi, osservazioni, royalties, e l'ho fatto prima ancora che si buttassero in questa mischia persone con secondi fini, associazioni che a lungo hanno dormito e che si svegliano solo adesso perche' il petrolio fa chic. Non c'e' stato tempo per molto altro nella mia vita. Forse non ce li avro' mai i figli.  E va bene cosi.

Ma lei si' che ce li ha. E la mia domanda e' molto semplice: vorrebbe lei mandare a vivere i suoi figli vicino alle trivelle? A farsi il bagno in mezzo alla monnezza petrolifera? Cosa gli dite lei ed Agnese dei cambiamenti climatici? E se tutte queste cose non vanno bene per i figli di Agnese e Matteo Renzi, perche' vanno bene per i figli degli altri?

Si. Il futuro dei figli degli Italiani e' in mano a voi parlamentari, e sono puzzolenti e sporche di vile petrolio.

Monday, August 3, 2015

Saipem e le mazzette brasiliane a Petrobras -- arte e contanti




Update da Reuters, 
13 Agosto 2015

Saipem e' stata raggiunta da avviso di garanzia dalla procura
di Milano per la corruzione del 2011.


Gli affari vanno maluccio,
considerate le perdite economiche
i guai giudiziari e i procedimenti giudiziari per corruzione.

Made in Italy.



Update dalla stampa di Brasile,
21 Settembre 2015

Renato Duque condannato a 20 anni e otto mesi di galera
per le mazzette ENI Saipem

Accertate almeno 27 pagamenti di tangenti

Duque paghera' 300 milioni di dollari di multa
assieme a lui condannato João Vaccari Neto, quindici anni di galera
altre condanne devono ancora essere quantificate




"Those denounced participated in a corruption and
money-laundering scheme to favour the Italian
company Saipem in the contracting of works at Petrobras".

Dai procuratori dello stato brasiliano di Parana',
che svolgono le indagini
su possibili petromazzette Saipem





Si chiama João Antônio Bernardi Filho, e' un rappresentante della Saipem ed e' accusato di avere pagato mazzette per conto della Saipem in Brasile. A riceverle un dirigente della Petrobras, la ditta nazionale petrolifera Renato de Souza Duque che e' gia' in carcere per tangenti.

Le accuse per Bernardi, Duque ed altri tre sono di corruzione e di reciclaggio di denaro. Secondo l'accusa dei procuratori dello stato di Parana che guida le indagini, gli accusati "hanno partecipato in un giro di corruzione e reciclaggio di denaro per favorire la ditta italiana Saipem nel ricevere contratti di lavoro presso Petrobras."

Per la precisione, nel 2011 la Sapiem cercava di ottenere ``favori" nell'assegnamento di contratti per la costruzione di un sistema di condotte sotterrranee di circa 19 chilometri per lo sviluppo di campi di petrolio ultraprofondi Lula and Cernambi, nell'offshore brasiliano, di proprieta' di Petrobras e dal valore di 250 milioni di real, circa 70 milioni di euro.

Non e' la prima volta che ci sono scandali di tangenti alla Petrobras, con flusso di denaro fra petrolieri e politici che hanno conivolto anche i sud-coreani della Samsung e gli svedesi della Skanska. E' la prima volta che viene implicata anche la Saipem.

Gli investigatori definiscono i metodi Saipem fra i piu' innovativi e creativi mai incontrati finora nelle indagini riguardanti la Petrobras. Perche'? Perche' pagavano in contanti ma anche con opere d'arte. Siamo Italiani, no? Secondo il procuratore Diego Castor de Mattos almeno in Brasile, nessuno aveva mai pensato ad opere d'arte per nascondere pagamenti illeciti a Petrobras. Come dire, anche in reparto mazzette straniere, "Italians do it better".

Funzionava cosi: Bernardi ed altri due consociati gestivano due societa' di copertura, una in  Uruguay, la Hayley SA, con conti bancari in Svizzera, e l'altra in Brasile, la filiale Hayley do Brasil tramite cui si reciclava il denaro. Bernardi utilizzava Hayley do Brasil per comprare opere d'arte alle aste che poi diventavano di proprieta' di Duque. Fra le opere d'arte comprate con le petrol-mazzette “Phantastic Panacea” dell'artista brasiliana Adriana Varejão e “Flower Party” di  João Antônio da Silva, anche lui brasilano. Alla fine, Renato Duque ha ricevuto da João Bernardi 13 opere d'arte per il valore di 170mila euro. Il totale versato da Bernardi per conto della Saipem a Duque secondo le indagini e' di circa un milione di euro.

Ma qualche volta alle pentole dei petrolieri mancano i coperchi. In uno di questi incontri per il pagamento delle mazzette, quando era quasi arrivato alla sede della Petrobras di Rio De Janeiro, Bernardi viene derubato e vanno in fumo 100mila real, circa 30mila euro.

La Saipem non ha niente da commentare, se non che quando sara' il momento, "collaboreranno" .

Se fosse tutto vero, certo e' che queste sono noccioline per la Sapiem, che e' di proprieta' dell'ENI al 43%. La ditta infatti e' accusata del pagamento di oltre otto miliardi di euro per contratti petroliferi in Algeria e per cui e' indagato anche l'ex capo Paolo Scaroni.

E grandi o piccole che siano queste  tangenti , le cose per la Saipem non vanno poi cosi a gonfie vele: hanno appena annunciato il taglio di 8800 posti di lavoro, il ridimensionamento di operazioni in Canada e in Brasile, e perdite di 1 miliardo di euro nel secondo quadrimestre del 2015. Ci si aspettavano 39 miloni di profitto.  Invece hanno accumulato piu' di 5 miliardi di euro di debiti.

Qui altre varie disavventure della Saipem nel corso degli anni: incidenti, fiamme, trivellazioni senza certificazioni, e chi piu ne ha piu ne metta.
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Secondo la giustizia brasiliana, un ex dirigente della Petrobras -- Renato Duque -- ha preso mazzette da un rappresentante Saipem nel 2011. In palio l'assegnazione di lavori petroliferi per la costruzione di condotte sottomarine per il trasporto di gas dai campi in mare Lula e Cernambi. Con queste mazzette la Saipem cercava trattamenti di favore.
 
Duque e' gia' sotto processo per corruzione e assieme a lui in questo scandalo, sono coinvolte altre quattro persone.

La conduttura di circa 19 chilometri avrebbe portato 14 milioni di metri cubi di gas ad est di Rio De Janeiro, per conto della Petrobras che e' proprietaria del 65% delle concessioni,  per il restante  25 percento dal gruppo inglese BG (che presto fara' parte della Shell) e infine dal gruppo portoghese Galp Energia SGPS SA al 10%.

Saipem non commenta. 

Il commento della D'Orsogna invece e': se e' vero, e se la Saipem (ENI) pagava mazzette in Brasile,
in quanti altri posti le paga?