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Wednesday, June 24, 2015

L'ignoranza di chi ci governa - trivelle ed airgun in tutto l'Adriatico


Update:

Il giorno 11 Maggio 2016 queste persone: 

Elena Stanizzi, Presidente, 
Antonella Mangia, Consigliere, Estensore, 
Valentina Santina Mameli, Primo Referendario
del Tribunale Amministrativo Regionale di Roma
Sezione Seconda Bis

hanno decretato che la Spectrum potra' andare avanti con le sue attivita' di 
prospezione nei mari da Santa Maria di Leuca fino a Ravenna,
respingendo il ricorso al TAR promosso da:

 Provincia di Teramo,
Comune di Alba Adriatica, 
Comune di Cupra Marittima, 
Comune di Giulianova, 
Comune di Martinsicuro, 
Comune di Pedaso, 
Comune di Pineto, 
Comune di Roseto degli Abruzzi, 
Comune di Silvi
 Comune di Tortoreto



Grazie a Enzo Di Salvatore per la segnalazione 





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24 Giugno 2015


La triste fine dell'Adriatico sotto il nuovo che avanza, Matteo Renzi.
Voglio solo sapere dove li portera' lui i bambini al mare
 e che gli dira' all'ombra delle trivelle.

E Mrs. Agnese, non ha niente da dire?

Notare: chi firma questi provvedimenti e' 
anche il Ministero dei Beni Culturali e...
del Turismo!!!!

Il turismo petrolifero di Dario Franceschini

d2 FP PG
ispezioni sismiche
Petroleum Geo-Services Asia Pacific
approvata il 12 Giugno 2015
14,000 kmq
Tutta la Puglia

Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Spectrum Geo
approvata il 3 Giugno 2015
Puglia, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Molise
14,100 e 16,100 kmq

Parere negativo di Puglia, Abruzzo e Marche.
Ma che importa.



d 359 C.R-.TU 
ispezioni sismiche
Transunion Petroleum Italia  
approvata il 12 Giugno 2015
700 kmq
Modica, Ragusa, Vittoria

Nessun parere della regione Sicilia





ispezioni sismiche
ENEL Longanesi Developments 
approvata il 12 Giugno 2015
750 kmq
Golfo di Taranto

Parere negativo della regione Calabria e Marche.
Nessun parere della regione Basilicata


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata il 12 Giugno 2015
260 kmq
Ostuni, Monopoli

Parere negativo della regione Puglia
d 503 BR-CS
perforazione di due pozzi esplorativi
Appennine Energy
approvata l'11 Giugno 2015
140kmq
Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio
Parere negativo della regione Marche


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
740 kmq
Ostuni, Brindisi
Parere negativo della regione Puglia

d65 F.R.-NP
ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730 kmq 
Brindisi, Lecce 
Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730kmq

Parere negativo della regione Puglia

ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Brindisi, Ostuni, Carovigno
860 kmq

Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Monopoli, Fasano
710kmq 

Parere negativo della regione Puglia


Una nuova piattaforma, quattro nuovi pozzi, 
due condotte sottomarine e cavi elettrici
Edison SpA
approvata il 16 Aprile 2015
 Pozzallo, Modica, Scicli

Nessun parere della regione Sicilia


Tre nuovi pozzi, possibilmente un quarto
Edison SpA
Termoli, Fossacesia, Campomarino, Rocca San Giovanni, 
Vasto, San Salvo, San Vito Chietino, Petacciato, 
Torino di Sangro, Casalbordino, Montenero di Bisaccia

 Parere positivo della provincia di Campobasso e della regione Molise


A volte ho solo una gran pena per le decisioni che vengono prese in Italia e per come la malapolitica distrugga il belpaese. Non c'e' amore, non c'e' rispetto, non c'e' intelligenza. Spesso sono solo specchietti, a cui neanche le allodole credono piu'. Siccome mi occupo di petrolio, parliamo di questo, anche se molte delle scelte dei governanti italici viste da quest'altro lato dell'oceano paiono ugualmente folli ed incredibili.

Matteo Renzi, il quarantenne primo ministro che ragiona come uno di epoche molto piu' antiche dei suoi anni, era il nuovo che avanzava.

A Roma, in un incontro sul clima, alcuni attivisti di Legambiente srotolano uno striscione con la scritta "No Oil" contro le trivelle in Adriatico. La risposta del premier, infastidito e sfidante e' stata: "Il vero nemico è il carbone e bisogna dire le cose come stanno cioè che il consumo di petrolio non può finire da qui a domani mattina"

Menomale che era il nuovo che avanzava, perche' piu' fossile di cosi non so se si puo.

E quindi, povera Italia. Stiamo qui a spulciare le pulci. Cosa rispondere. Beh, le cose non stanno proprio cosi' caro primo ministro. Questa non e' una gara al ribasso fra petrolio e carbone, e a chi inquina di piu o di meno. Tutte e due sono fonti fossili, non rinnovabili, che similmente sputano gas serra in atmosfera, che inquinano l'aria, l'acqua e i polmoni di chi vive vicino a impianti da cui vengono estratti, lavorati, trasformati. Il 40% delle emissioni di CO2 in atmosfera viene da petrolio e derivati. Tutte le organizzazioni scientifiche del mondo, ma proprio tutte, concordano che se vogliamo salvare il nostro modo di vivere,  le estrazioni e l'uso di petrolio deve drasticamente diminuire.

Forse da Firenze e dai palazzi immacolati di Roma e' possibile inventarsi improbabili sfumature di veleni, ma la verita' e' un altra. Il vero nemico, caro Matteo, siete voi politicanti che continuate a dire che e' tuttapposto con le trivelle in Italia, un paese che ha tutt'altra vocazione.  Il giardino del mondo ridotto ad una gruviera petrolifera perche' non sapete programmare, pensare, volere, osare.

Fino alla nausea ricordero' che se in Florida e in California hanno adottato barriere di protezioni di cento miglia, un motivo ci sara'. Fino alla nausea ricordero' che non si puo' essere Gela e Taormina allo stesso tempo. Fino alla nausea ricordero' che quel petrolio e' poco e scadente, e servira' solo per gli speculatori di paesi lontani. Qui si parla di trivellare sottocosta in Puglia, in Abruzzo, in Calabria, in Veneto, nelle Marche, in Sardegna, in Sicilia. Sottocosta. A cinque, sei chilometri da riva. Incluse ci sono localita' come Polignano a Mare, in Puglia, che e' stata inserita da CNN nella lista dei dieci posti "piu' cool" del mondo per cene indimenticabili grazie alla vista sul mare. Una di dieci localita', scelte nel mondo intero. Cosa promuoviamo adesso, la vista trivelle? Ci si rende conto che una volta arrivati i petrolieri resteranno per almeno due generazioni?  Possibile che Dario Franceschini, in teoria anche Ministro del Turismo, non abbia niente da dire? E che senso ha chiedere queste roboanti autorizzazioni transnazionali alla Croazia se ci accingiamo a trivellare tutto il trivellabile in Italia?

 Proprio qualche settimana fa sono state approvate quasi una dozzina di interventi di ispezioni sismiche con l'airgun in Adriatico. Cosa vogliamo diventare?  Le localita' petrolizzate sono un continuo snocciolarsi di storie di inquinamento, terremoti, corruzione, incidenti. E dall'altro lato ci sono comunita' che hanno *voluto* cambiare - Uruguay, Danimarca, Germania. Possibile che Matteo Renzi non riesca proprio a vedere l'ovvio?

Notare anche che in molte delle concessioni appena approvate le regione coinvolte - Puglia, Calabria, Abruzzo e Marche, hanno spesso detto no. Ma al governo di Matteo Renzi questo non importa. Proprio una democrazia sana. Io non riesco a capire perche' il buonsenso sia cosi lontano dalle menti di questi nostri governanti. Forse perche' vicini al potere, ai soldi, alle lobby, alle tentazioni delle multinazionali,  per cui il paesaggio, i cittadini, la bellezza, non contano piu'?

Che fare.  Occorre semplicemente non votarli piu'.
L'Italia merita di meglio del vecchiume rivestito a nuovo.













































Tuesday, June 23, 2015

Incendio di piattaforma in Messico: due morti, otto evacuati

Ennesimo incendo di piattaforma in Messico: la Abkatun A di proprieta' della Pemex e' scoppiata il giorno 7 Febbraio 2016 e ci sono stati due morti ed otto feriti. Non si si cosa sia andato storto.



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Questi altri incidenti, del 22 Giugno 2015, sempre della Pemex










Ecco qui, il terzo incidente Pemex in tre mesi. Messico. Incendio sulla piattaforma Akal-H, gas e petrolio che fuoriescono, ma e' tutto "sottocontrollo". 

In Aprile sono morti in sette. In Maggio altri due morti. Per fortuna queste volte niente vite umane.



Passiamo a Rio De Janeiro, dove Reuters riporta che l'oleodotto ha causato una perdita di petrolio in mare mentre il greggio veniva trasportato da un impianto a mare con la raffineria in riva, contaminando leggermente il mare della "Costa Verde" zona ecoturistica e coperta da foresta.

Monday, June 22, 2015

Rospo Mare e' stata e verra' acidificata



Acidi nel 2015, e acidi nel 1982
 Il testo qui sotto e' stato scritto nel 1991:




Notare che l'acid job esisteva gia' nel 1984!
Notare le ultime parole del testo "they had no water treating facilities"

Dove finiva quest' "acqua" di monnezza petrolifera e con acidi?
Beh, lasciamolo all'immaginazione!!

:)





Horizontal Well Technology, S. D. Joshi 1991


Lo scorso 15 Aprile 2015 i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali hanno rilasciato la compatibilita' ambientale per quattro nuovi pozzi nel campo Rospo Mare al largo di Vasto. I pozzi fanno parte dell'ampliamento della concessione, e sono progettati per restare per almeno due decenni nel mare d'Abruzzo.

Il petrolio di Rospo Mare e' di qualita' scadente, di indice API che oscilla fra gli 11 e i 12 gradi, peggio di Ombrina. Essendo un petrolio difficile da estrarre, la Edison utilizzera' aggressive tecniche di lavorazione fra cui quella dell'acidificazione. Nella richiesta di valutazione ambientale infatti si legge:

"Una volta terminata la perforazione, i pozzi del campo Rospo Mare verranno acidificati, completati, spurgati, ed allacciati alla produzione"

Si aggiunge che "tutti i pozzi" di Rospo Mare sono soggetti ad acidificazione per "migliorare la conduttivita' delle fratture."

Non viene illustrato quale sara' l'agente usato, ma la sostanza preferenziale per l'acidificazione e' di solito HCl o HF ad alte concentrazioni. Questi acidi servono per stimolare la produzione di idrocarburi, aiutando a dissolvere sedimenti, roccia e incrostrazioni particolarmente ostiche e a creare canali di scorrimento sotterranei per gli idrocarburi. Non viene illustrata la metodologia usata e se questi acidi verrano immessi a bassa o ad alta pressione. In caso di alta pressione, ci si aspetta di fratturare la roccia, non solo di dissolverla.

Rospo Mare esiste da piu di trent'anni e non e' la prima volta che viene acidificata. Testi risalenti agli anni novanta parlano di utilizzo di acidi gia' nel 1984 quando non erano disponibili impianti di trattamento delle acque di scarto. Le testuali parole sono "they had no water treating facilities". Non e' ben chiaro cosa abbiano fatto di quelle acque di scarto nel 1984, e ne se adesso, dopo trenta anni, ce le abbiamo queste "water treating facilities."

Ma se hanno acidificato nel 1984, e acidificheranno nel 2015... quante altre volte hanno acidificato nel frattempo e nessuno l'ha saputo?

I cinquant'anni di Rospo Mare in Adriatico devono fungere da monito per Ombrina. Anche Ombrina ha un petrolio scadente, durante le prove del 2008 ha necessitato di fanghi aggressivi ed e' stata acidificata. Ci sono anche previsoni di possibile fratturazione futura.

Rospo Mare ci insegna che una volta arrrivati, e' difficilissimo liberarsi dei petrolieri, perche' cercheranno sempre di spremere tutto lo spremibile, di aumentare il numero il pozzi, di estendere contratti e licenze, e la verita' su cosa esattamente facciano e cosa non facciano nei nostri mari non la sapra' mai nessuno. L'unico modo per fermare acidi, pesci inquinati, fratturazioni, fanghi di perforazione, petroliere ed incidenti e' quello di non farceli venire dal primo giorno. Ma mentre Rospo Mare ce la dobbiamo tenere, Ombrina non e' detto. E in questo momento, che gli piaccia o no, la responsanibilita' e l'onore di difenere l'Abruzzo e' tutta del suo governatore, Luciano D'Alfonso.

Caro Luciano: la partita Ombrina e' ancora aperta e il destino di questo UFO e' nelle sue mani.

Sunday, June 21, 2015

Texas: i cancerogeni benzene, toluene, ethyl benzene, xylene nell'acqua potabile



Nella zona del Barnett Shale in Texas, non lontano da Dallas ci sono circa 20,000 pozzi di petrolio sorti come funghi negli scorsi 10 anni. Assieme ai pozzi, tutto il contorno di tubature, monnezza di risulta, acqua di perforazione. E... dove finisce questa roba?

Beh, un po finisce nell'acqua potabile della gente.

E infatti, alcuni ricercatori della University of Texas, Arlington hanno monitorato l'acqua di pozzi artesiani nei pressi degli acquiferi Trinity e Woodbine. Alcuni di questi pozzi erano pubblici, altri privati. I monitoraggi sono durati per tre anni di seguito.

Cosa viene fuori?

Elevati livelli di metanolo, etanolo, arsenico e di altri metalli pesanti e cancerogeni, per un totale di dieci metalli pesanti e diciannove composti chimici, alcuni anche cancerogeni. Un totale di una trentina di materiali che certo non fanno bene al corpo umano.

Fra questa robaccia i BTEX (benzene, toluene, ethyl benzene e xylene) che portano problemi respiratori, al sistema nervoso, e che causano tumori.

L'articolo  "A Comprehensive Analysis of Groundwater Quality in the Barnett Shale Region" e' stato pubblicato il 17 Giugno su "Environmental Science and Technology".

L'autore principale dell'articolo e' Kevin Schug, Distinguished Professor of Analytical Chemistry, che gia' nel 2013 aveva presentato uno studio per documentare gli alti livelli di arsenico e di selenio nelle falde acquifere vicino ai pozzi del fracking.

E va bene, monnezza su monnezza. Ma quanti studi ancora servono per capire che queste cose e' meglio non farle?

Io ci manderei Matteo Renzi e tutti i suoi pseudoministri dell'ambiente a bere quell'acqua. Evviva il Texas, evviva lo Sblocca Italia, evviva Matteo Renzi.

Saturday, June 20, 2015

Anche i Red Hot Chili Peppers contro i petrolieri di Santa Barbara

 I piedi della figlia del bassista dei RHCPeppers.







Della serie: anche i ricchi piangono. Il bassista dei Red Hot Chili Peppers, tale Flea, al secolo Michael Peter Balzary porta sua figlia Sunny Bebop al mare, 75 miglia a sud dello scoppio di Santa Barbara e la bimba torna a casa con i piedi neri. 100 miglia di costa inquinata, piu' di 90 milioni di dollari di danni, monnezza di vario genere nel nostro oceano.

Ecco qui cosa da da dire Flea dei Red Hot Chili Peppers:

'She got your oil s**t product all over her feet.

'I won't let her swim in the ocean because it is full of toxic petroleum product.

'She was getting confident in the waves but now it's too filthy and unsafe.

'The birds, fish, and seals are ingesting it and getting sick.

'I can't surf.' 


E poi, parole colorite ma pertinenti:


'Some kid in the hood who made a mistake selling drugs will go to jail and have his life ruined but you, you evil lying scumbags will get away with a paltry fine that means nothing to you'

'You could have had a shut off valve but you saved cash there too.'

'You are the worst kind of human beings'

'I am infuriated you disgust me.'

Intanto 3000 residenti si sono riuniti in una nuova class action contro la Plains All-American Pipeline, proprietaria dell'oleodotto e da cui fluiva il petrolio di ExxonMobil e Venoco, da cui e' partito il tutto. 

E' la quarta class action contro i petrolieri.

Intanto, il petrolio si e' diffuso per circa cento miglia. Sono state chiuse spaggie e campeggi, e sono morti almeno 300 uccelli e mammiferi del mare.  Beaches and campgrounds were closed, fishing was prohibited nearby, and nearly 300 dead marine mammals and birds have been found.

Toccagi l'oceano e i pacifici e tranquilli califonrniani si arrabbiano veramente,


















Friday, June 19, 2015

Galletti: consultazioni transfrontaliere con la Croazia mentre l'Italia regala 30mila kmq di mare ai petrolieri







E' difficile trovare un filo logico fra le decisioni, le richieste e i dinieghi dei vari governi italiani in tema di ambiente, ed in particolare di petrolio e di airgun. Ci provo, ma e' tutta una serie di contraddizioni.

Si sono susseguite per anni le richieste di eseguire ispezioni sismiche e di trivellare il mare Adriatico e Ionico. Una delle piu' preoccupanti, per estensione territoriale, era la richiesta della Spectrum, ditta inglese, di sondare tutto il Mare Nostrum da Rimini fino a Santa Maria di Leuca con tecniche di airgun per poi vendere i risultati al miglior offerente petrolifero. Le richieste della Spectrum risalgono al 2011.

Tutto e' taciuto, a Roma e a Zagabria.

Ma la Spectrum non si ferma e nell'attesa dei permessi italici, nel 2013 esegue le proprie acquisizioni sismiche dal lato croato. I risultati sono utili in preparazione dell'offerta pubblica delle nuove concessioni sul lato croato.  L'allora ministro dell'economia Ivan Vrdoljak disse che grazie ai risultati della Spectrum potevano essere certi di avere buone riserve di idrocarburi nei loro mari.

“The vast majority of Croatia’s offshore legacy seismic data was obtained more than twenty years ago. After meeting with oil and gas companies I realized that we require new modern seismic data to attract them to participate in Croatia’s upcoming public call for tenders. Spectrum’s work has provided us with this data. More importantly the data points to prospective hydrocarbon deposits in the geologic structures of the Croatian Adriatic with greater clarity. We can already conclude, based on data from the early stages of processing, that hydrocarbon prospectivity is significant and that undrilled prospects are present throughout the entire Croatian side of the Adriatic. The newly acquired seismic data will be essential to understand the full hydrocarbon potential of the Croatian Adriatic. Interested oil companies will use the data to efficiently and effectively evaluate hydrocarbon prospects ahead of Croatia’s public call for tenders”

"La maggior parte dei dati sismici sui mari di Croazia e' stata ottenuta piu' di 20 anni fa. Dopo avere incontrato le ditte del petrolio e del gas ho capito che avevamo bisogno di dati sismici moderni per attirarli a partecipare alla imminente fase di gara pubblica per le concessioni in mare. Il lavoro della
Spectrum ci ha dato questi dati. Ancora piu' importante e' il fatto che questi dati mostrano con maggior chiarezza l'esistenza di depositi di idrocarburi nelle strutture geologiche dell'Adriatico croato. Possiamo gia' concludere dalle prime analisi dei dati che le prospettive di idrocarburi sono significative e che giacimenti non trivellati sono presenti lungo tutta la parte croata dell'Adriatico. I nuovi dati saranno essenziali per capire il pieno potenziale petrolifero della Croazia. Le ditte petrolifere useranno i dati per valutare efficentemente le prospettive di idrocarburi prima delle gare pubbliche per concessioni croate".

E poi aggiunge,

"This is a very important project for Croatia to consolidate its position on the energy map of the region, Europe and the world. The world’s largest companies have expressed great interest in the call for tenders and investing in Croatia.”

"Questo e' un progetto molto importante per la Croazia per consolidare la sua posizone nella mappa energetica della regione, in Europa e nel mondo. Le piu' grandi compagnie del mondo hanno espresso il loro interesse per la gara e per gli investimenti in Croazia."

Dal canto suo, il presidente della Spectrum, Rune Eng, dice

“With the completion of our latest seismic survey, Croatia has all the ingredients for a successful bid round in 2014: Proven hydrocarbon systems, moderate water depths, existing infrastructure, underexplored open acreage – and all in close proximity to major energy markets. Early results from processed data already indicate new, untested hydrocarbon systems and plays.” 
 
Evviva allora.

Ora qualcuno dira': beh se trivellano loro pure noi dobbiamo farlo. O anche il contrario, visto che noi trivelliamo gia' in Adriatico, ad esempio a Ravenna, e allora che lo facciano anche loro.

Io non credo affatto cosi.

Io credo invece che qualcuno avrebbe dovuto dire ai ministri croati - o chissa' lui stesso avrebbe potuto mostrare un po piu' di intelligenza e cercare informazioni magari non direttamente dall'industria del petrolio! - delle conseguenze delle trivelle in mare.

Non ne parliamo mai in Italia, e' un altro tabu, quello della subsidenza indotta del Ravennate.

C'e' stato anche un convegno a Venezia qualche tempo fa per parlare delle problematiche petrolifere in Adriatico, e cosa hanno concluso?

Niente. Solo tante belle parole.

In un mondo intelligente, i nostri politici, quelli che parlano tanto di ambiente o fanno finta di ambiente, sarebbero stati lungimiranti, e avrebbero deciso di fare di tutto per CHIUDERE l'Adriatico alle trivelle, invece che tappezzarlo di concessioni petrolifere da un lato e dall'altro.

Questo l'ho imparato da Montanelli tanti anni fa.
Fare la cosa giusta e' sempre la cosa piu' difficile.
 
Intanto, per non fare brutta figura, il nostro governo decide di chiedere alla Croazia di poter dire la sua sulle trivelle in Croazia. L'Italia chiede ed ottiene che si possano eseguire valutazioni transfrontaliere.

Il ministro Gianluca Galletti dice

“L’Italia ha una legislazione molto rigorosa sul tema delle trivellazioni, orientata prima di tutto alla massima sicurezza ambientale. Essere pienamente a conoscenza di quel che si verifica a poca distanza dalle nostre coste, a maggior ragione perché che si tratta di interventi energetici con un potenziale impatto ambientale, era per noi un passaggio irrinunciabile. Ed è anche un modo per rispondere a chi in questi mesi aveva temuto che l’Italia fosse semplice spettatrice di ciò che accade nell'Adriatico”.

E cosi, ci saranno secondo Galletti valutazioni di impatto ambientale anche da parte degli italiani per una concessione petrolifera croata in Alto Adriatico e nove nel Medio e Basso Adriatico.

Mmh.

Ma noi chiediamo il parere alla Croazia quando trivelliamo, o quanto facciamo airgun, o quando lottizziamo il mare?

Ma poi, chi deve farle queste consultazioni transfrontaliere? Il governo? I cittadini? Beh, se deve farle il governo, mi sa che e' tutta una farsa, visto che in Italia approviamo tutto. Come possiamo essere credibili se diciamo no alle trivelle in Croazia, quando le approviamo sottocosta in Abruzzo per dirne una.

E infatti, il giorno 3 giugno 2015 arriva il si alla Spectrum Geo. Hanno fato un po di prescrizioni e cosi le mega-concessioni d1 BP SP e d1 FP SP sono state approvate.  Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia vedranno le proprie coste "ispezionate" con airgun per la bellezza di 30mila chilometri quadrati di mare.

Dopo aver approvato questo scempio, come possiamo pensare di dare qualsiasi altra cosa che non sia il tuttapposto anche alla Croazia?

Ci avviamo verso la sesta era delle estinzioni di massa - ed e' colpa nostra




"We are now entering the sixth great mass extinction event"

“Our calculations very likely underestimate the severity of the extinction crisis. 
There are examples of species all over the world that are essentially the walking dead.”

  Paul Ehrlich, professore di biologia, Stanford University


Stiamo entrando in una nuova era di estinzioni di massa di specie animali e vegetali, in cui le specie viventi si estinguono ad un tasso che e' cento volte superiore al normale.

Lo conclude Paul Erlich professore di biologia di Stanford in uno studio appena pubblicato su Science Advances. Ehrlich non solo mostra i dati, ma invoce azioni urgenti per preservare specie in via di estinzione e i loro habitat, ricordando che il tempo fugge.

I dati parlano chiaro, e non e' neanche Erlich il primo a diffonderli: c'e' un consenso scientifico che i tassi di estinzione delle specie sono ai tassi massimi sul pianeta da quando sono scomparsi dal pianeta i dinosauri -- 66 milioni di anni fa.

Nel loro lavoro, Erlich ed i suoi collaboratori, Anthony Barnosky di Berkeley, Andrés García dell'Universita' del Messico, Robert M. Pringle di Princeton e Todd Palmer dell'Universita' della Florida, mostrano che le specie scompaiono a ritmi cento volte maggiore del normale e che se andiamo avanti cosi ci vorranno milioni di anni per recuperare i livelli di diversita' sul pianeta e che anche la specie umana potrebbe essere a rischio.

Pare catastrofico, ma i ricercatori hanno usato il conto delle specie estinte in tempi recenti con quelle di secoli fa, stimate attraverso tabulati di fossili di varie ere, ed hanno paragonato le estinzioni attuali con quelle del passato . Il risulato e' che prima della rivoluzione industriale, fra il 1600-1700 sono andate perse 22 specie in cento anni. Il numero e' aumentato sempre di piu nei secoli successivi. Fra il 1900 ed il 2010 sono andate perse 396 specie.
 
La loro conclusione? Noi umani stiamo generando uno "spasmo" globale di perdita' di biodiversita'.

Aggiungono che i loro calcoli molto probabilmente sottostimano l'urgenza della crisi perche' hanno cercato di essere il piu' prudenti possibile.  I motivi della perdite di queste specie sono l'arrivo di specie invasive, la perdita di terreno a causa di cementificazione, argricoltura, deforestazione, emissioni di CO2 e cambiamenti climatici, l'introduzione di tossine in atmosfera che alterano ed avvelenano gli ecosistemi.

Ricordano anche che uno strabiliante 41% di tutte le specie anfibie sono in pericolo, e cosi pure il 26% dei mammiferi secondo l'International Union for Conservation of Nature che tiene il conto. Erlich dice che molte sono le specie che sul pianeta sono essenzialmente degli zombie, morti viventi.

E non solo alcune specie soccombono, e' tutto l'ecosistema che cambia - il ciclo di pollinazione delle api, la purificazione delle acque dalle lagune, e questo alla fine non fara' altro che avere conseguenze negative anche sull'uomo.

Secondo Ehrlich occorrono adesso azioni forti e grandi per evitare che specie in pericolo possano aggiungersi alle liste di cui sopra, cercando di ripristinare gli habitat, evitare lo supersfruttamento dei terreni e rallentare i cambiamenti climatici. Un miracolo insomma.

Per adesso, Ehrlich spera che il suo lavoro possa aiutare a prendere coscienza di questi problemi.