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Thursday, November 11, 2010

Avatar contro i petrolieri




Perche' queste cose non succedono mai in Italia?

Il regista di Avatar e di Titanic, James Cameron, ha deciso di dare il suo supporto alle tribu' aborigene del Canada nell'intraprendere azioni legali contro varie ditte petrolifere che hanno distrutto il loro ambiente.

A Settembre 2010 il regista e' andato nello stato dell'Alberta, ha visitato tutti i progetti petroliferi della zona e si e' incontrato con il capo tribu' Allan Adam di Fort Chipewyan. Negli ultimi anni questa comunita' ha sofferto ogni sorta di problemi umani connessi allo sfruttamento delle "tar sands" canadesi, le sabbie bituminiche dalle quali si estrae petrolio.

Questa comunita' di sole 1200 persone e' affitta da tumori rari - ad un tasso che e' del 30% superiore a quello riportato per i canadesi in media - ed e' martoriata da morie di pesci, lesioni alla pelle, acque imbevibili e cibi contaminati da sostanze cancerogene. Ne abbiamo gia' parlato qui.

Fort Chip e' una comunita' piccola in una zona sperduta del nord del Canada, che spesso non e' stata ascoltata da chi sta in alto e i cui problemi sono stati sminuiti e passati per "fluttuazioni statistiche".

In Agosto 2010, lo studio di David Schindler che non lascia spazio a dubbi: le acque a valle degli impianti petroliferi sono piu' inquinate di quelle a monte.

Cosi' a Settembre 2010 arriva questo Cameron. Il Vancouver Sun riporta che il regista di Avatar e' andato di persona ad incontrare i capi delle tribu' di Fort Chipewyan e che ha assicurato gli indigeni del Canada che li assistera' a portare in causa i giganti del petrolio.

Cameron ha promesso che rimarra' coinvolto fino alla fine e che restera' vigile finche' il problema non sara' risolto. Ha detto che fara' qualsiasi cosa sara' necessaria e che parlera' con ministri e con il capo del governo canadese. Tirera' pure fuori i soldi per la causa.

Il governo dell'Alberta dice invece che va tutto bene - come da copione - ma scienziati e capi tribu' sono unanimi nel dire che non e' vero - i numeri da un lato, la vita quotidiana dall'altra.

Cameron dice che finora solo il 2% di tutte le sabbie bituminiche del Canada sono state sviluppate e che e' l'ora di fermarsi, almeno temporaneamente per capire tutti gli impatti ambientali e tutti i problemi di sicurezza per la salute delle persone.

Il capo tribu' Adam dice

.. the Alberta government and the federal government have refused to listen to us and now we’re going to make them listen to us.


Il governo dell'Alberta e il governo federale hanno sempre rifiutato di ascoltarci, e ora li costringeremo ad ascoltarci.

Questo e' quello che puo' fare una persona famosa, far parlare di un problema tutto il mondo, e far si che chi governa faccia le cose giuste, volente o nolente.

In Basilicata abbiamo una regione intera che aspetta che qualche "persona importante" si svegli e chieda che ci sia un maggior rispetto per la gente.

Dove sono i nostri registi a fare cose simili a quelle di James Cameron per i lucani? A portare in causa l'ENI? A dire a Vito de Filippo che e' ora di fermarsi e di capire dove si sta andando?

Piu' in generale, dove sono i miliardi di Berlusconi regalati in beneficienza alla Bill Gates? O per aggiustare Pompei? O per curare i parchi italiani? O il risolvere i problemi della gente vale solo per quelli di Ruby?

Perche' Madonna ha dato 500 mila sterline ai terremotati de l'Aquila e i divi italiani si sono limitati a fare una canzoncina?

Dove sono i ricchi e i potenti d'Italia a fare le cose per amore mentre tutto va in rovina in questo paese?



Fonti: Vancouver Sun
Huffington Post

Wednesday, November 10, 2010

BP story - oleodotti corrotti a Prudhoe Bay




BP knowingly, or with deliberate recklessness,
failed to properly maintain,
operate, inspect and monitor
its pipelines at Prudhoe Bay


Dagli atti al processo contro la BP

In Italia la manutenzione e' spesso un optional, e mi sono qualche volta chiesta chi e' che controlla il livello di corrosione degli oleodotti petroliferi esistenti, in Basilicata ma anche nel resto d'Italia.

Ecco allora la storia di Prudhoe Bay, in Alaska, firmata BP.

Accadde un anno dopo lo spaventoso incendio alla raffineria di Texas City, dove morirono 5 persone.

Il campo di Prudhoe Bay fu scoperto nel 1968 e all'apice della sua produttivita' giunse a produrre 1.5 milioni di barili di petrolio al giorno, nel 1977 e per conto della BP. Alla fine degli anni ottanta il declino a causa del depauperamento del giacimento. Nel 2006 si estrassero solo 400 mila barili di petrolio.

Fino a quella data, il 2006, la BP e l'industria petrolifera avevano continuato a sostenere l'ottima coesistenza fra natura e petrolio, e che si poteva continuare a cercare e a pompare petrolio su larga scala senza rischi.

Questo sogno svani' il 2 Marzo del 2006.

Gia' fra il 1996 e il 2004 si erano registrate circa 500 perdite di petrolio l'anno nel campo petrolifero di Prudhoe Bay. Qualche volta le perdite erano state minori, qualche volta piu' gravi ma siccome era tutto cosi' remoto, non aveva mai fatto davvero notizia.

Come direbbe la Confindustria, tutt'apposto.

Ma il 2 Marzo del 2006 un operaio per caso vide una macchia nera coprire le nevi e ghiacci dell'Alaska vicino all'oleodotto del campo di Prudhoe bay.

La macchia era in realta' un enorme quantita' di petrolio amaro.

Un tubo mangiato dall'erosione aveva perso circa 267 mila galloni di petrolio, un milione di litri. L'operaio se n'era accorto solo dopo cinque giorni dall'inizio delle perdite.

Quando iniziarono le indagini, tutti i tecnici rimasero esterrefatti dalla vastita' del problema corrosione. In alcune parti i tubi della BP erano spessi tanto quanto una lattina di coca-cola. Per roba altamente corrosiva.

Il petrolio era fuoriuscito da un buco di 60 centimetri di diametro! Dovettero sospendere l'intero sistema di tubazione per varie settimane per aggiustare il problema.

E la colpa di chi e'? Tutti unanimi: del fallimento della BP di monitorare la corrosione dei suoi tubi.

Queste "dimenticanze" non erano casuali, ma una diretta conseguenze di pratiche decise dall'alto per far risparmiare soldi alla BP.

Meno controlli, meno personale, piu' guadagno. Tanto piu' che il campo diventava meno produttivo a causa dell'eta' e del naturale declino. Cioe': il campo invecchia e pompa di meno, e allora invece di aumentare i controlli, li diminuiamo cosi il guadagno resta alto.

I primi allarmi c'erano gia' stati nel 1992, quando si parlo' di accumuli pericolosi di calcio nelle tubature. Nada.

Nel 2003 un rappresentante dell'unione dei lavoratori - una sorta di sindacato - scrisse una lettera all'avvocato della BP per dirgli che erano preoccupati della mancanza di personale addetto ai controlli della corrosione. Dissero che non era accettabile che il numero dei controllori della corrosione fosse ridotto da otto a sei. Nada.

Il capo della sezione ambiente, tale Walter Massey, scrisse in un report del 2004 che se non si interveniva subito, ci sarebbe stata una "major catastrophic event" e che il taglio alla sicurezza aveva causato "grave corrosione" agli impianti. Nada.

Seguirono altri email e lettere dello stesso tipo inviati periodicamente alla casa madre. Nada.

Finalemente nel 2006 il tubo corrotto esplode con enormi distese di petrolio scintillante fra il bianco delle nevi dell'artico.

Nel 2007 la BP fu multata di 20 milioni di dollari per il disastro ambientale. Nel 2010 e' stata portata in causa dal fondo pensioni britannico perche' a causa della poca serieta' della BP hanno perso soldi. Il fondo copre gli interessi di 67,000 lavoratori britannici, inclusi quelle delle citta' di Edinburgo.

Durante le indagini venne fuori che la BP aveva cercato di risparmiare sugli inibitori di corruzione e che le decisioni in merito non venivano prese in base alla sicurezza, ma in base ai guadagni.

Fino a quel momento la BP aveva postato profitti record.

Ecco come: per 14 anni non avevano fatto manutenzione e controlli di sicurezza!

BP had received repeated warnings from multiple sources and knew that its pipelines were severely corroded, repeatedly cut corrosion-inhibiting maintenance in order to reduce costs and improve profits, and failed for more than 14 years to inspect the inside of the pipelines with an in-line inspection tool that would have precisely identified the level and location of the corrosion.

Della BP riparleremo, perche' la storia degli oleodotti non e' finita, ma la domanda che sorge spontanea, e ': e in altre parti del mondo?

E in Italia? L'idrogeno solforato e' altamente corrosivo, e il petrolio italico ne e' saturo.

Chi controlla?

Le acque di produzione sono corrosive, e queste aumentano con il passare del tempo. Chi controlla?


Fonti: Wikipedia, Oil and Gas

Monday, November 8, 2010

A Mario Di Blasio


Ricevo questo commento, proprio nel giorno del mio compleanno da parte di Mario Di Blasio che lavora per una innominabile "company" di idrocarburi. Dice:

"Se lei fa il fisico dovrebbe avere una mentalità scientifica, e quindi attenersi ai fatti e alle prove. Quindi prima di scrivere un post dovrebbe essersi documentata sulle fonti originali. Invece a me sembra che si sia documentata sugli articoli dei quotidiani. Quello che ha scritto non è vero, non è vero perniente. Magari fosse vero. Io lavoro per una company che si occupa di ricerca idrocarburi e purtroppo per noi le cose non stanno come dice. L'Abruzzo sta diventando offilimits per noi. E non è una bella cosa per nessuno. Non è vero che la ricerca di idrocarburi è il diavolo, è una attività industriale che se fatta con criterio porta benefici e non rovian il territorio. Ma comunque sia, si documenti prima di dire quello che dice. Chiodi e i suoi ci stanno rovinando."

Direi che lei ha ragione: "se fatta con criterio porta benefici".

Io pero' finora non ho trovato alcuna comunita' dove le estrazioni di petrolio sono fatte con criterio, e sa perche'? Perche' e' impossibile.

Lo ripeto: e' IMPOSSIBILE attuare estrazione/lavorazione/raffinazione di petrolio da nessuna parte del mondo senza danneggiare ambiente e qualita' di vita. E' impossibile tirare fuori monnezza e melma dalla pancia della terra e pensare che questo non abbia conseguenze negative per la salute di persone e ambiente.

Io lo so, lo sanno gli Abruzzesi, lo sanno i lucani, e nel suo intimo lo sa pure lei.

Lei e' di parte e fa il suo mestiere che e' di difendere l'indifendibile - i petrolieri.

Io no. Non ho nessun interesse privato in questa storia, voglio solo che il mare dove andavo da bambina e i campi su cui i miei nonni si sono spaccati la schiena non diventino un cimitero ecologico. Tutto qui.

Se la sua "company" trova l'Abruzzo "offlimits" e impossibile, io non posso che rallegrarmene e augurarle maggiore fortuna altrove, non certo fra le campagne del Montepulciano d'Abruzzo.

Anche i contadini, i pescatori, gli alberganti e i gestori di B&B hanno diritto al lavoro, e c'erano tutti prima di lei e della sua "company".

Quello che avete fatto in Basilicata non ve lo lasceremo fare in Abruzzo e prima ve ne andate da qui, meglio e' per tutti.

Ecco le parole di un suo ex-collega:

Se c'è una cosa preferita dalle aziende che fanno drilling è risparmiare sulla sicurezza e sulle attenzioni verso l'ambiente. Te lo dice uno che in 10 anni di lavoro nell'indotto per il drilling & evaluation, ne ha viste di tutti i colori... Me ne sono andato l'anno scorso, per scegliere di avviare un'attività in proprio, sana e pulita. E mi sento, insieme alla mia famiglia, come se avessi già riguadagnato 10 anni di vita.

Mi dia retta, qui non vi ci vuole nessuno, meglio se ve ne andate e ci lasciate in pace.

Thursday, November 4, 2010

Prop 23



Davide contro Golia
2 novembre 2010

Sono profondamente grata di vivere in California. Sono arrivata a LA nel 1999 e a un certo punto ho deciso che non me sarei mai piu' andata. E questo non solo perche' vivo vicino al mare, o perche' fa sempre caldo o perche' qui ci sono mille cose da fare e da imparare.

La California e' uno stato progressista, da dove partono tutte le idee, le innovazioni tecnologiche che poi saranno nelle case e nei cervelli delle persone del resto del mondo. E' uno stato che da attenzione ai temi dell'ambiente, dell'attivismo, della giustizia sociale, dell'uguaglianza e dove le cose si fanno senza paura, anche se non sono mai state fatte prima.

Ecco allora la storia di Prop 23, ripresa in maggior parte dall'LA Times di oggi.

La California e' il primo stato USA ad avere le leggi e un piano vero per combattere il global warming, sul principio del piu' inquini, piu paghi.

La legge e' stata approvata nel 2006 da Schwarzenegger ed entra in vigore nel 2011.
Si chiama AB 32. Assembly Bill 32.

La legge obblighera' in particolare le raffinerie a pagare soldi in base a quanto inquinano e questo ai petrolieri non sta bene. Ovviamente.

Ma Arnold Schwarzenegger non e' Gianni Chiodi e ha scritto la legge senza preoccuparsi di loro, sebbene qui in California ci sia pure la sede legale della Chevron.

Ecco allora che due compagnie petrolifere, Valero e Tesoro, con sede in Texas, decidono di promuovere un referendum per fermare questa legge AB 32 - e le loro tariffe antinquinamento. Valero e Tesoro operano le raffinerie piu' inquinanti della California.

Non potevano dire di essere a favore del global warming, perche' la gente se li sarebbe mangiati vivi, e cosi' hanno cercato di propagandare il messaggio che AB32 sarebbe stato negativo per l'economia e l'occupazione sarebbe crollata.

Il solito senso di colpa o inquini o resti disoccupato.

Proponevano questi signori con Prop 23 di aspettare che la disoccupazione fosse scesa sotto il 5.5% e solo dopo un anno di questo tasso si sarebbero potute installare le leggi contro il global warming.

Il tranello sta nel fatto che la disoccupazione e' adesso al 12% e che per solo 3 volte in tutta la storia della California la disoccupazione e' rimasta sotto al 5.5% per un anno intero. Per cui se Prop 23 fosse stata approvata, praticamente le leggi contro il riscaldamento globale non sarebbero mai state applicate.

Eccoci allora al referendum.

I petrolieri con tutti i loro soldi contro la collettivita'.

Da dove si inizia? Tutto sembrava impossibile. Invece si e' iniziato con il rimboccarsi le maniche - ed e' stato bellissimo.

Da un lato sono scesi in campo i ricchi filantropi americani - categoria che non esiste in Italia - (ce lo vedete Berlusconi regalare tutti i suoi soldi come Bill Gates per il bene dell'umanita'?). Hanno messo i soldi oltre Bill Gates, anche Google, Intel e imprenditori dell'high tech (altra categoria inesistente in Italia) che pensano che la green economy sara' una fonte di crescita economica per questo stato.

E' l'eco-economia, e' il futuro, siamo noi.

Il Los Angeles Times e il San Francisco Chronicle hanno mandato una serie di editoriali dopo l'altro contro questi affaristi texani e Arnold Schwarzenegger ha avuto parole durissime contro i petrolieri chiamandoli "sporche ditte petrolfiere del Texas".

Ma soprattutto ci sono stati i 3200 volontari che hanno fatto 2.8 milioni di telefonate, mandato 3.4 volantini elettorali, organizzato dibattiti all'universita', mandato email alla gente, contattato elettori e mandato SMS.

C'e' stato il contributo di tutti.

Attori e personaggi famosi ispanici hanno spiegato e convinto i messicani a votare per sconfiggere i petrolieri, la chiesa episcopale di San Francisco l'ha predicato ai suoi fedeli in modo "industriale", una ditta telefonica chiamata CREDO mobile ha offerto gratis le telefonate, hanno organizzato picchetti alle pompe della benzina di Valero e Tesoro.

Il gruppo ambientale Sierra Club ha organizzato ben 84,000 conferenze in giro per la California, l'American Lung Association - l'Associazione americana per la difesa dei polmoni (si esiste pure questo e di solito combattono contro Big Tobacco) ha chiamato tutti i suoi medici e infermieri per darsi da fare e spargere il messaggio.

Tutto questo per amore della causa.

E' stata la piu' ampia e sofisiticata operazione di politica ambientale mai messa in atto in tutto il mondo, secondo il LA Times.

La gente normale.

Sono stata sobbissata di email e volantini, e sono pure andata a qualche evento. Anzi il 30 ottobre ho anche parlato io ad una platea di Santa Monica della nostra storia dell'Abruzzo e quanto importante sia che la California continui ad essere un pioniere dell'ambiente, perche' questo da speranza al resto del mondo.

Il 2 Novembre 2010 Prop. 23 e' stata sconfitta.

Nei miei sogni piu' reconditi, era questo tipo di partecipazione popolare che volevo per l'Abruzzo.

Wednesday, November 3, 2010

La legge di Chiodi















Di mestiere faccio il fisico, e credo che di fronte all'evidenza dei fatti non ci sono chiacchere che tengano.

In alto la mappa del petrolio di Gianni Chiodi su elaborazione WWF e Legambiente.

Le zone chiare = vietato trivellare.
Le zone scure = petrolizzate come vi pare.

Qui a un fianco la mappa del Montepulciano. Il viola sono i nostri vini. Le mappe parlano da se.

Secondo Gianni Chiodi e' dunque vietato trivellare in cima ai monti ma e' legale trivellare fra le colline del Montepulciano.

Dopo tante promesse, due anni di attesa, Daniela Stati che va e che viene, un sacco di balle, e questo e' quello che riesce a partorire il governatore piu' molle d'Italia.

Evviva.

Tuesday, November 2, 2010

E Bomba?




Oggi, sono sicura un sacco di chiacchere pompose da parte di Gianni Chiodi e del suo governo trainato dalla gente.

Dimentica tante cose quest'uomo:

1) arriva tutto con ritardo immane

2) se non cera la gente a corrergli dietro lui neanche sapeva cos'e' il petrolio, come non sa cosa sia il fracking, il petcoke, e le navi fpso.

3) il petrolio no e gli inceneritori si? il petrolio no e il nucleare si? il petrolio no e le biomasse si? il petrolio no e la centrale snam a sulmona si? e che differenza c'e'?

4) Per le trivelle a Bomba la decisione finale SPETTA AL GOVERNO REGIONALE. Voglio vederlo qui il coraggio vero se c'e' l'ha quest'uomo.

Un governatore inutile, spinto dal vento, che fa le cose solo sotto pressione e a chi spinge piu forte, senza la spina dorsale di guidare nessuno, nemmeno se stesso.

Fa piangere.

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Dopo l'annuncio della bocciatura del pozzo Ombrina Mare da parte degli uffici ministeriali, la cittadinanza della Valle del Sangro attende impaziente una simile decisione da parte della commissione VIA regionale per i pozzi di idrocarburi previsti per Bomba.


La societa' statunitense Forest Oil Corporation ha infatti presentato un progetto per sfruttare un giacimento di idrocarburi nella zona di Bomba in prossimitita' di due zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) ai piedi di una fragile diga, in un territorio geologicamente instabile e sismico, nelle strette vicinanze del centro abitato di Bomba e con forti emissioni di sostanze inquinanti, dannose per la salute umana.

Come per Ombrina Mare molti sono stati i portatori di interesse a manifestare la propria contrarieta' al progetto della Forest Oil: singoli cittadini, associazioni e comitati di cittadini, scienziati, medici, associazioni di categoria, commercianti ed operatori turistici, la Comunita' Montana, e molti comuni della zona, fra cui Atessa, Bomba, Colledimezzo, Montebello Sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna.

Le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale della Forest Oil sono state inoltrate agli uffici regionali nei tempi utili e secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che obbliga chi prende le decisioni sul territorio a tener conto in maniera vincolante del parere dei residenti.

Da una attenta lettura delle motivazioni del rigetto di Ombrina, siamo giunti alla conclusione che tutte le ragioni del diniego per Ombrina possano essere applicate anche al caso Bomba-Forest Oil.

A nostro parere, sarebbe del tutto inutile preservare Rocca San Giovanni se poi si scavano pozzi e si costruiscono raffinerie a Bomba o qualsiasi altra localita' dell'entroterra abruzzese.

Ci ausipichiamo che le recenti vicende petrolfiere in Abruzzo, la recente puntata di Report sui pericoli delle piattaforme in mare e l'esempio della Basilicata martoriata convincano la classe politica abruzzese ad impegnarsi sul serio ed onestamente
per promuovere uno sviluppo fondato sulla tutela dell'ambiente e del territorio, sulla green economy, sulla promozione turistica e la valorizzazione delle risorse naturali e tradizionali.

L'Abruzzo non ha bisogno di sfruttare le sue scarse e scadenti risorse minerarie - come vorrebbe farci credere la propaganda affaristica di Confindustria - ma di una direzione chiara per un futuro migliore, libero dalle trivelle.

Monday, November 1, 2010

San Francisco: zero waste entro il 2020. USA: no inceneritori dal 1997



Questo blog e' nato per parlare di petrolio. Ci sarebbero pero' tante cose da dire su mille altri argomenti ambientali e sociali che affliggono l'Italia. Anzi, il fatto che qui si parli di petrolio non vuol dire che le altre piaghe italiane siano meno importanti, o meno raccapriccianti.

E' solo che il petrolio e' stato il tema a cui mi sono dedicata, su cui ho potuto far qualcosa preventivamente - cioe' prima di arrivare alla violenza e semplicemente lavorando sull'informazione, sull'intelligenza, sul buon senso della gente.

Mi piacerebbe che ci fosse qualcun altro che iniziasse ad andare in giro per l'Abruzzo, per l'Italia a parlare di monnezza, di fiumi, di mega-elettrodotti, allo stesso modo, paese per paese, a spiegare alla gente che tutto nasce dalle nostre azioni quotidiane e che la costruzione di mega-impianti di morte non e' la soluzione.

Oggi ho visto la puntata di AnnoZero in cui si parla di Tersigno, le proteste della gente e lo schifo per le strade di Napoli. Mi e' venuto un groppo in gola e per una volta voglio parlare di monnezza.

Bertolaso parla di miasmi e di proteste, di impianti che non funzionano, di discariche vicino agli ospedali come se tutto fosse normale. E grazie. Per la sua informazione, studi epidemiologici in tutto il mondo parlano di correlazioni evidenti fra malattie e inceneritori.

Uno per tutti: la BBC.

Ma che gli importa a Bertolaso - non ci deve mica abitare lui la vicino.

Poi dall'altro lato, vedo che in Italia si copia tutto degli USA - Halloween, Cold Case, gli SUV, Mc Donald's, le pubblicita' in inglese, Abercrombie and Fitch, i muffin e le bagels. Ma perche' le cose buone degli USA non le copiamo mai invece?

Inceneritori:

No new incinerators have been built in the U.S. since 1997, due to massive public opposition, identified health risk, economic cost and the uptake of waste reduction practices such as recycling and composting.

Negli USA non sono stati piu' costruiti inceneritori dal 1997, a causa di enorme opposizione pubblica, identificazione di rischi alla salute, costi economici e la crescita di pratiche per ridurre la produzione di immondizia: il reciclaggio e il compostaggio.


In tutta Los Angeles e San Francisco fanno la raccolta differenziata porta a porta da tempo immemore. La citta' di Santa Monica ti regala pure i vermi se vuoi farti il compostaggio a casa. Io produco mezza busta di immondizia al mese. E qui non c'e' distinzione fra termovalorizzatori o biomasse - sono tutti inceneritori, punto e basta.

Even the most technologically advanced incinerators release thousands of pollutants that contaminate our air, soil and water. Many of these pollutants enter the food supply and concentrate up through the food chain. Incinerator workers and people living near incinerators are particularly at high risk of exposure to dioxin and other contaminants

Anche gli inceneritori piu tecnologicamente avanzati rilasciano tonnellate di inquinanti che contaminano la nostra aria, suolo e acqua. Molti di questi inquinanti entrano nella fornitura di cibo e si concentrano nella catena alimentare. I lavoratori degli inceneritori e la gente che vive vicino agli inceneritori sono a rischio particolarmente elevato di esposizione alla diossina e altri contaminanti.

E poi ancora:

U.S. communities have been pioneers in the field of Zero Waste. Zero Waste is the design and management of products and processes to reduce the volume and toxicity of waste and materials, conserve and recover all resources, and not burn or bury them.

Le comunita' americane sono state dei pioneri nel campo dei Rifiuti Zero. Rifiuti Zero e' la progettazione e la gestione di prodotti e processi per ridurre il volume e la tossicita' dei rifiuti e materiali, per conservare e recuperare tutte le risorse, e non bruciarli o sotterrarli.

Gli stati del Massachussetts, Rhode Island, Delaware and California hanno o bannato o posto severi limiti alla costruzione di inceneritori, a favore di pratiche e politiche di Rifiuti Zero.

La citta' di San Francisco recicla il 75% di tutta la sua monnezza e si e' prefissata di arrivare ai Rifiuti Zero nel 2020. Si parla di introdurre leggi per impedire la produzione e l'uso di materiali che non si possono reciclare, mettendo tasse aggiuntive su chi produce contenitori usa e getta. A San Francisco sono vietati i sacchetti di plastica per la spesa.

E' qui che dovremmo imparare a copiare, non le porcherie che ti danno da mangiare a Mc Donald's, o riempire i nostri paesetti con inutili SUV.

Non so degli olandesi, ma a Bertolaso posso assicurare che gli Americani a vedere l'inceneritore ad Acerra non ci vengono mica!

E invece di parlare di inceneritori, dov'e' la regione Abruzzo che propone i rifiuti zero per l'anno 2020? Dove sono le citta' di Roma, Palermo o Torino che propongono i rifiuti zero per l'anno 2020 - 2030 - 2100?

Dove sono gli italiani che CHIEDONO queste cose PRIMA che si arrivi alla monnezza dentro ai parchi nazionali?

Fonti: CleanAir