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Saturday, January 23, 2016

San Francisco: vietate bottigliette di plastica e nel 2020 zero monnezza



"San Francisco has set the goal of achieving zero waste, 
or sending nothing to the landfill or incineration, by the year 2020."



Leggo che il governo Renzi ha deciso con lo Sblocca Italia di costruire almeno 12 inceneritori. Nota: non li potro' mai chiamare termovalorizzatori, perche' non c'e' niente da valorizzare. Sono inceneritori perche' bruciano monnezza, e dunque inceneriscono.

In Italia ce ne sono 42 gia' in funzione, sei autorizzati e adesso con i nuovi dodici in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo, e Puglia arriveremo a sessanta. 

Ecco allora cosa accade a San Francisco. La citta' piu' verde d'America. Per evitare di generare immondizia hanno deciso di vietare la vendita di bottiglie di plastica tout court.

L'inquinamento da plastica e' uno dei piu' grandi problemi ambientali perche' non si degrada su tempi brevi e spesso finisce negli inceneritori. Il 90% degli uccelli ha mangiato plastica e il 60% ne ha dei pezzi in corpo. Abbastanza plastica e' buttata via ogni anno da circolare il pianeta ben quattro volte. E peggio ancora, la meta' della plastica viene usata una sola volta. Complice anche l'industria planetaria della plastica, che ha ogni incentivo per vendere-vendere-vendere.  E il reciclaggio? Si, in teoria, ma spesso c'e' qualcosa che va storto, e' costoso smaltirla ed e' difficile veramente differenziare per bene. Per fare un esempio in Italia la stampa dell'Alto Adige riporta che almeno la meta' della plastica che si dovrebbe reciclare viene bruciata. In Alto Adige.

Ecco allora che arriva San Francisco con la sua decisione monumentale: vietare la vendita di bottiglie di plastica per ridurre l'enorme spreco associato alla loro vendita. 

Il divieto verra' attuato in quattro anni. E' un divieto che gia' esiste in 14 parchi nazionali d'America e anche in varie universita' della East Coast, ma questa e' la prima volta che e' una citta' intera a vietare bottigliette. La multa sara' di mille dollari per chi vende le bottiglie, e ci saranno incentivi per usare bottiglie riusabili, in vetro per esempio.

Sara' l'ecatombe? No. Il presidente della commissione per l'ambiente di San Francisco, Joshua Arce dice che questo sara' un nuovo passo verso il loro obiettivo di zero immondizia entro il 2020. La sperimentazione e' gia' stata portata avanti per anni, con eventi pubblici senza bottigliette ed e' andato tutto bene, secondo Arce. Dice che il divieto e' “another step forward on our zero-waste goal".

Cosa hanno da dire i colossi della plastica che producono le bottigliette, fra cui la potentissima American Beverage Association di cui fanno parte Coca-Cola e Pepsi? Dicono che e' un tentativo "malinformato" della citta' di risolvere i loro problemi per il beneficio degli "avidi" reciclatori.
 Sono comici quasi quanto i petrolieri!

A San Francisco sono vietate da anni le buste di plastica, e pure i contenitori di polistirolo, divieti che hanno poi adottato anche in altre citta', fra cui Los Angeles. Per non parlare del vuoto a rendere che esiste in tutto lo stato della California dal 1987. A San Francisco dal 1996 -- da venti anni! --  hanno programmi di partnership fra ristoranti da un lato e orti, vigneti e aziende agricole dall'altro, coordinato dalla citta' e grazie al quale gli avanzi vengono mandati al compostaggio e poi usati per concimare i campi. Ovviamente il tutto non e' fatto a casaccio, ma ci sono esperti agronomi, viticoltori e biologi a creare il compostaggio ottimale. Il risultato e' di cosi gran qualita' che la domanda di questo concime "naturale" e' sempre in eccesso rispetto all'offerta. E' tutto a chilometro zero: i ristoranti comprano ortaggi, verdure e vini localmente e gli avanzi tornano ai campi.  

Nel 2006 hanno reso obbigatorio il riuso di tutti i materiali per l'edilizia. E cioe' se rinnovi o abbatti un edificio non puoi mandare *niente* in discarica.  Cosa devi farci? Separare il tutto in cantiere e mandare metalli, legno, cemento, cartone a impianti specializzati nel loro riuso. Ci sono anche centri specifici che si occupano di rifiuti misti, piu' difficili da separare. Il tutto e' a spese del costruttore. Chi viola la legge rischia multe e processi penali, oltre che la revoca dei permessi edilizi. 

Il compostaggio e' qui obbligatorio dal 2009. E si, ci sono controlli e multe. Ogni mese la citta' organizza programmi per le scuole e per la cittadinanza su come fare per reciclare e per fare il compostaggio al meglio. I raccoglitori per l'umido sono dappertutto e ogni piccolo passo che si pensa, e che si attua verso lo zero waste viene pubblicizzato con orgoglio. Da quando e' passata l'ordinanza nel 2009 il business del reciclaggio e' aumentato notevolmente, portando anche lavoro.

E' quindi, e' una comunita' intera che lo vuole, dal sindaco ai cittadini. Nessuno neanche menziona la parola inceneritore qui.  Per ora il tasso di reciclaggio a San Francisco e' dell'80% ed entro il 2020 si vuole avere il recupero totale di immondizia. Cioe' non si vuole mandare *niente* in discarica. Niente. Tantomeno incenerire.

San Francisco ha 850,000 abitanti e zero inceneritori. Se ci riescono loro a reciclare l'80% della loro immondizia e a programmare per il zero-waste nel 2020, ci possono riuscire tutti. Italia compresa.

Qui le immagini della San Franisisco green e zero-waste.



Tuesday, December 8, 2015

La Rockhopper inizia a trivellare gas in provincia di Chieti

Se le cifre sono vere, la Rockhopper paghera' esattamento ZERO lire di royalties. Siamo infatti al disotto della franchigia dei 25 milioni di metri cubi l'anno.

Evviva!










In data 13 Novembre 2015 la Rockhopper Exploration annuncia ai suoi investitori di avere iniziato le sue attivita' produttive in Abruzzo.  Non si tratta dell'estrazione di petrolio da Omrbina Mare, di cui la Rockhopper e' similmente titolare, quanto dell'estrazione di gas dal campo Civita, che fa parte della concessione Aglavizza nei pressi di Cupello.

Il campo Civita e' di 100% di proprieta' della Rockhopper: si stima che inizialmente si estrarranno qui 12,500 metri cubi al giorno e che la produzione aumentera' a 25,000 metri cubi al giorno a regime. 

Oltre a Civita, la Rockhopper  e' presente in Italia con il campo offshore Guendalina al largo delle coste emiliane. Nel complesso la ditta prevede di guadagnare 9 milioni di dollari nel 2016.

Il CEO della Rockhopper, Sam Moody, e' entusiasta e ricorda agli investitori che Civita e' il loro primo progetto su terraferma, che e' stato completato per tempo e secondo il budget previsto.  E' per loro un grande successo, tecnico, di management ed economico.
  
La concessione di coltivazione Aglavizza, fu conferita alla ex Mediterranean Oil and Gas il 17 Dicembre 2012, e oggi, a distanza di tre anni, viene sfruttata La concessione restera' valida fino al 2032.

Interessante che nell'estate del 2014 un folto gruppo di parlamentari, per la maggior parte del Movimento 5 Stelle, posero una interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico proprio in merito ad Aglavizza. Si notava che nel decreto di conferimento della concessione del dicembre 2012,  si imponeva alla Mediterranean Oil and Gas di iniziare i lavori entro sei mesi dall'emanazione del decreto stesso,  cioe' nell'estate del 2013 e di iniziare l'estrazione entro l'anno, cioe' nell'estate del 2014. 

Addirittura i senatori osservavano che secondo il decreto di conferimento "la mancata osservanza del primo comma richiamato in premessa e riguardante i tempi di inizio lavori e produzione, oltre che degli articoli 3 e 5, provoca la decadenza della medesima concessione".

Cioe' secondo i parametri imposti dallo stesso Ministero, Aglavizza sarebbe dovuta decadere un anno e mezzo fa, visto che i lavori non sono ne partiti nel 2013 ne tantomeno nel 2014.
Non e' chiaro se e quale risposta sia arrivata.  

La Mediterranean Oil and Gas ha ufficialmente cessato le sue attivita' nell'Agosto del 2014, per cui il fato di Aglavizza avrebbe essere dovuto essere deciso interamente sotto la gestione della stessa: la compravendita alla Rockhopper Exploration cioe' non avrebbe dovuto includere Aglavizza il cui titolo nell'Agosto 2014 avrebbe dovuto essere decaduto.

Come mai la Rockhopper puo' adesso estrarre gas? 

Tutti i siti petroliferi del mondo hanno parlato dell'avvio delle operazioni estrattive di Aglavizza da almeno tre settimane.

Come mai i politici d'Abruzzo non ne sapevano niente? 

Dove sono stati gli uffici regionali ad informare la popolazione? O a chiedere delucidazioni al ministero? Dal giorno in cui si e' insediato, cosa ha fatto Luciano D'Alfonso per fermare le trivelle in regione?  Cosa fara' adesso? 

Chi denuncera' lo scandalo e pretendera' che venga chiarito perche' la Rockhopper possa trivellare una concessione in teoria non piu' attiva? 

Che senso ha lottare fino allo stremo contro Ombrina Mare e poi invece permettere alla Rockhopper di trivellare in terraferma? 

Misteri della politica italiana. 



Thursday, June 5, 2014

Sergio Marchionne: non comprate la 500 elettrica



Novembre 2014, al campus dell'unviersita' 
3 macchine elettriche su 4 sono FIAT 500.





"I will sell the minimum of what I need to sell and not one more"



"Either through idiocy or… well, idiocy is the only thing that comes to mind… rather than produce and sell the car at a scale where Fiat gets its money back and starts making a profit, Mr Marchionne has decided to bash electric cars and tell customers to not buy the Fiat 500e (as if they could anyway). Never mind that the 500e has been bringing many new customers into the Fiat brand."



Ecco le review:

 







Peccato che Marchionne non voglia venderle!!!

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Da vari anni ormai in California esiste il Zero Emission Vehicle Program, il programma "ZEV" secondo il quale le case produttrici di automobili devono vendere una certa percentuale di veicoli  ad emissioni zero nel nostro stato. La percentuale aumenta a cadenza periodica, e per il periodo 2014-2017 e' fissa al 14%. L'ente che regola il tutto si chiama CARB - California Air Resource Board.

Questa percentuale del 14% si applica a tutti i produttori di automobili, e dunque anche alla FIAT di Sergio Marchionne che vende in California la FIAT 500.

Ora, e' evidente che per fare una auto elettrica ci vuole un certo investimento di capitale e che se di modelli ne costruisci pochi, non riesci ad ammortizzare i costi.

E' proprio quello che' e' successo alla FIAT che pensava di costruire tante FIAT 500 elettriche quanto bastava per fare contente le leggi di California, senza troppi altri investimenti ne di pubblicita' ne' per progetti futuri.

E cosi, siccome ne ha costruite poche, la FIAT perde circa 14,000 dollari per ogni automobile venduta. Ci vogliono infatti nuovi servizi, nuove procedure di vendita, nuovi accordi con nuovi partner, visto sopratutto che era la prima auto elettrica mai venduta dalla FIAT in California.
Il prezzo della 500 normale e' di circa 17,000 dollari. Quello della 500 elettrica e' di 32,000 dollari, quasi il doppio. Nonostante l'alto prezzo e gli incentivi statali, e a causa delle produzione limitata, la FIAT non riesce a coprire i costi e ci perde.

E quindi per Marchionne, meno ne vende di auto elettriche meglio e'.

Inaspettatamente pero' la FIAT 500E dove la e sta per elettrica, e' esplosa sul mercato californiano.  A quanto pare la preferiscono in moltissimi alla 500 tradizionale perche' e' una macchina facile e divertente da guidare e perche', nel bene o nel male, la macchina elettrica e' adesso una moda. Le review sono eccellenti, tutti la amano, e ci sono poche macchine in inventario.

E quindi cosa deva fare Marchionne?

Beh, credo che chiunque abbia un po di sale in zucca, correrebbe a produrre altre auto elettriche, e con la produzione di massa, a cercare di ottimizzare i rapporti costi/profitti. Insomma a dare al consumatore cio' che chiede e in modo da guadagnarci, e questo sopratutto perche' l'auto elettrica e' qui per restarci.

E invece... Marchionne dice ai suoi clienti di non comprare la FIAT 500e!!!!

Si, ha detto questo ad un convegno a Washington in cui ha detto che l'unica ditta che riesce a guadagnarci con le automobili elettriche e' la Tesla, il cui modello base e' molto costoso e che quindi:

"I hope you don't buy it because every time I sell one it costs me $14,000. I'm honest enough to tell you that."

Parole testuali di un grande imprenditore.

Notare che il gruppo Renault-Nissan ha venduto oltre centomila auto elettriche negli USA, incluse la Nissan Leaf e le Renault ZOE, Twizy,  Kangoo ZE, Fluence ZE e la Nissan e-NV200.  E non lo fa perche' e' un ente di beneficenza o perche' glielo impone la legge di California. Lo fa perche' ha trovato il modo di guadagnarci.

E la FIAT 500e supera la Nissan sotto ogni punto di vista - bellezza e fluidita' di guida. 

Notare anche che la Chrysler aveva un programma detto ENVI, per sviluppare macchine elettriche. Fu eliminato cinque anni fa, appena dopo l'acquisizione da parte del gruppo FIAT. Dove sarebbe oggi la FIAT 500 e la FIAT in generale se Marchionne e i suoi amici fossero stati lungimiranti e se si fossero tenuti e sviluppati il programma di macchine elettriche?

La FIAT 500e e' in vendita per ora solo in California, perche' la domande e' forte, perche' la legge lo impone. Dall'estate del 2014 sara' in vendita anche in Oregon.

E' prodotta in Messico.





Wednesday, June 8, 2011

Luigi Albore Mascia e le trivelle a Pescara - dolce dormire


La Petroceltic ad Ortona

In questi ultimi anni del petrolio, la citta' di Pescara ha piuttosto dormito sul tema delle trivelle.

Lo si vede anche dagli ultimi sviluppi della Petroceltic, cone le sue due concessioni, la d505 alle Tremiti/Vasto e la d507 di fronte a Pescara/Montesilvano/Francavilla.

Le concessioni sono praticamente indentiche e riguardano l'esplorazione sismica con le tecniche di air gun, come primo passo verso le trivellazioni permanenti, se il petrolio c'e' e se i signori d'Irlanda reputeranno conveniente estrarlo.

Quello che cambia pero' e' il diverso modo che la cittadinanza ha avuto nell'attivarsi contro le trivelle.

Contro la d505 si e' attivata mezza Puglia. Lucio Dalla ha gia' partecipato alla manifestazione del 7 Maggio e si presentera' con Asia Argento e Renato Zero al concerto del 30 giugno contro le trivelle al largo delle Tremiti.

Hanno deciso di fare ricorso al tar del Lazio, contro la Petroceltic:

Regione Puglia
Comune Manfredonia
Comune Vieste
Comune Rodi Garganico
Comune Vico del Gargano
Comune Peschici
Comune Vasto
Comune Termoli
Legambiente
WWF
Italia Nostra

E per Pescara? Silenzio tombale.

Nessuna persona famosa o meno famosa ha ben pensato di scandalizzarsi.

Nessun sindaco ha deciso di prendersi la briga di capire veramente cosa si puo' e non si puo' fare.

Nessun albergatore, nessun ristoratore ha espresso preoccupazione.

Non sono un legale ma questo e' quello pero' che mi dice uno degli avvocati che cura la faccenda per la d505 delle Tremiti/Vasto:

Gli Enti territoriali hanno legittimazione ad impugnare il decreto 505 e quindi possono presentare direttamente un ricorso davanti al TAR del Lazio.

E i legali della Puglia lo sanno di cosa parlano perche' hanno gia' scacciato un altro pozzo al largo di Monopoli-Otranto, oltre un anno fa, esattamente con un ricorso al TAR.

Per chi volesse contattare il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e dirgli di darsi una mossa il suo email e' qui:

sindaco@comune.pescara.it



Quello di Francavilla:

Antonio Luciani
sindaco@comune.francavilla.ch.it


Quello di Montesilvano:

Pasquale Cordoma
sindaco@comune.montesilvano.pe.it

Monday, November 1, 2010

San Francisco: zero waste entro il 2020. USA: no inceneritori dal 1997



Questo blog e' nato per parlare di petrolio. Ci sarebbero pero' tante cose da dire su mille altri argomenti ambientali e sociali che affliggono l'Italia. Anzi, il fatto che qui si parli di petrolio non vuol dire che le altre piaghe italiane siano meno importanti, o meno raccapriccianti.

E' solo che il petrolio e' stato il tema a cui mi sono dedicata, su cui ho potuto far qualcosa preventivamente - cioe' prima di arrivare alla violenza e semplicemente lavorando sull'informazione, sull'intelligenza, sul buon senso della gente.

Mi piacerebbe che ci fosse qualcun altro che iniziasse ad andare in giro per l'Abruzzo, per l'Italia a parlare di monnezza, di fiumi, di mega-elettrodotti, allo stesso modo, paese per paese, a spiegare alla gente che tutto nasce dalle nostre azioni quotidiane e che la costruzione di mega-impianti di morte non e' la soluzione.

Oggi ho visto la puntata di AnnoZero in cui si parla di Tersigno, le proteste della gente e lo schifo per le strade di Napoli. Mi e' venuto un groppo in gola e per una volta voglio parlare di monnezza.

Bertolaso parla di miasmi e di proteste, di impianti che non funzionano, di discariche vicino agli ospedali come se tutto fosse normale. E grazie. Per la sua informazione, studi epidemiologici in tutto il mondo parlano di correlazioni evidenti fra malattie e inceneritori.

Uno per tutti: la BBC.

Ma che gli importa a Bertolaso - non ci deve mica abitare lui la vicino.

Poi dall'altro lato, vedo che in Italia si copia tutto degli USA - Halloween, Cold Case, gli SUV, Mc Donald's, le pubblicita' in inglese, Abercrombie and Fitch, i muffin e le bagels. Ma perche' le cose buone degli USA non le copiamo mai invece?

Inceneritori:

No new incinerators have been built in the U.S. since 1997, due to massive public opposition, identified health risk, economic cost and the uptake of waste reduction practices such as recycling and composting.

Negli USA non sono stati piu' costruiti inceneritori dal 1997, a causa di enorme opposizione pubblica, identificazione di rischi alla salute, costi economici e la crescita di pratiche per ridurre la produzione di immondizia: il reciclaggio e il compostaggio.


In tutta Los Angeles e San Francisco fanno la raccolta differenziata porta a porta da tempo immemore. La citta' di Santa Monica ti regala pure i vermi se vuoi farti il compostaggio a casa. Io produco mezza busta di immondizia al mese. E qui non c'e' distinzione fra termovalorizzatori o biomasse - sono tutti inceneritori, punto e basta.

Even the most technologically advanced incinerators release thousands of pollutants that contaminate our air, soil and water. Many of these pollutants enter the food supply and concentrate up through the food chain. Incinerator workers and people living near incinerators are particularly at high risk of exposure to dioxin and other contaminants

Anche gli inceneritori piu tecnologicamente avanzati rilasciano tonnellate di inquinanti che contaminano la nostra aria, suolo e acqua. Molti di questi inquinanti entrano nella fornitura di cibo e si concentrano nella catena alimentare. I lavoratori degli inceneritori e la gente che vive vicino agli inceneritori sono a rischio particolarmente elevato di esposizione alla diossina e altri contaminanti.

E poi ancora:

U.S. communities have been pioneers in the field of Zero Waste. Zero Waste is the design and management of products and processes to reduce the volume and toxicity of waste and materials, conserve and recover all resources, and not burn or bury them.

Le comunita' americane sono state dei pioneri nel campo dei Rifiuti Zero. Rifiuti Zero e' la progettazione e la gestione di prodotti e processi per ridurre il volume e la tossicita' dei rifiuti e materiali, per conservare e recuperare tutte le risorse, e non bruciarli o sotterrarli.

Gli stati del Massachussetts, Rhode Island, Delaware and California hanno o bannato o posto severi limiti alla costruzione di inceneritori, a favore di pratiche e politiche di Rifiuti Zero.

La citta' di San Francisco recicla il 75% di tutta la sua monnezza e si e' prefissata di arrivare ai Rifiuti Zero nel 2020. Si parla di introdurre leggi per impedire la produzione e l'uso di materiali che non si possono reciclare, mettendo tasse aggiuntive su chi produce contenitori usa e getta. A San Francisco sono vietati i sacchetti di plastica per la spesa.

E' qui che dovremmo imparare a copiare, non le porcherie che ti danno da mangiare a Mc Donald's, o riempire i nostri paesetti con inutili SUV.

Non so degli olandesi, ma a Bertolaso posso assicurare che gli Americani a vedere l'inceneritore ad Acerra non ci vengono mica!

E invece di parlare di inceneritori, dov'e' la regione Abruzzo che propone i rifiuti zero per l'anno 2020? Dove sono le citta' di Roma, Palermo o Torino che propongono i rifiuti zero per l'anno 2020 - 2030 - 2100?

Dove sono gli italiani che CHIEDONO queste cose PRIMA che si arrivi alla monnezza dentro ai parchi nazionali?

Fonti: CleanAir