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Monday, August 27, 2018

L'ENI combina guai in Norvegia e viene sgridata dall'ente di sicurezza petrolifero








Eccoli qui, quella della nostra armata brancaleone.

L'ENI in Norvegia che periodicamente recepisce avvisi di mancato adempimento alle norme di sicurezza in Norvegia. 
 
Il castigatore e' sempre lo stesso, il Petroleum Safety Authority (PSA) che ha mandato l'ultimo avviso di una lunga serie all'ENI per le sue attivita' in Artico, nel campo Goliat.

Il PSA ha indagato le condizioni su Goliat dall'8 al 18 Giugno 2018.

Hanno determinato questa bella sfilza di "non conformities" in merito all'esecuzione delle trivellazioni, le operazioni sui pozzi, il management della preparazione in caso di energenza, le loro progettazioni e la valutazione del rischio.

Ecco cosa dicono:

Results

Non-conformities were identified in connection with:
  • Planning and risk management of drilling and well operations
  • Management of Change (MOC)
  • Systematic emergency preparedness training
  • Classification of safety-critical equipment
  • System for follow-up of competence and training of temporary employees
  • Training and exercises for drilling and well personnel
In addition, improvement points were identified in connection with:
  • IWCF Certification not carried out
  • Employee participation
  • Quality and language of procedures
  • Robustness in the event of nurse’s absence
  • Learning from well control incidents
  • Knowledge and use of Well Control Bridging Document


Cioe' l'ENI non e' in adempienza nelle proprie pianficazioni e nella valutazione del rischio delle sue trivelle, nell'addestramento del suo personale in caso di emergenza, nella formazione di lavoratori temporanei. In piu' devono migliorare le proprie certificazioni, e devono imparare dai vari incidenti sui pozzi.

Non e' la prima volta che accade tutto questo, e anzi, io credo che l'ENI ci sia abituata!

Ecco qui:


Goliat e' il campo petrolifero piu' a nord della Norvegia, a 85 chilometri a nord della terraferma. C'e' qui anche una FPSO. Il petrolio di Goliat e' in realta' di buona qualita', con indice API 32 e viene mandato nei mercati del Nord Europa.  Il 65% di Goliat e' dell'ENI, e il 35% della Statoil, ora chiamata Equinor.

Il tutto e' in azione dal 2016 ma i problemi esistono dal giorno in cui hanno aperto.

Produce solo i 2/3 di quanto inizialmente si progettava (11mila barili al giorno); ed e' stata chiusa diverse volte proprio per problemi alla sicurezza e all'ambiente.

Chissa' cosa succede esattamente, e' solo che essendo cosi lontano, cuore non vede occhio non duole. 

Perche' trivellano qui, in condizioni cosi estreme? Perche' la Norvegia sa che il bacino tradizionale da cui prende petrolio, il mare del nord, e' in declino, e quindi si spingono in posti sempre piu' delicati, piu' difficili, piu' imperversi.

E in questo caso si sono affidati all'ENI!

Solo che l'ENI non ci azzecca e cosi si sono pure messi in partnership con un ente privato, la Point Resources, nota anche come Var Energi "la nostra energia", per cercare di trivellare meglio, con piu' risorse e conoscenza della situazione norvegese con il target di ottimizzare tutto e di ottenere tutti assieme, ENI e Point Resources, 250mila barili al giorno entro il 2023.

Ambiziosi, eh?

Ma ci pensa l'ente di sicurezza petrolifera nazionale, il Petroleum Safety Authority a fermare la festa.

L'ENI dovra' rispondere il 21 Settembre 2018.

Vediamo che scuse si inventano.

Solo una domanda: ma dov'e' l'ente di sicurezza petrolifero d'Italia?
Chi fa controlli simili in Basilicata? A Ravenna? In Sicilia? In Veneto?

Dopotutto, e' sempre ENI e se non ci azzeccano in Norvegia, come facciamo a fidarci di loro in Italia?



Monday, November 6, 2017

Goliat: chiusa FPSO dell'ENI in Norvegia per "gravi irregolarita'"








The Petroleum Safety Authority Norway (PSA) 
has audited electrical safety
and the person in charge of the electrical facilities at 
Eni Norge (Eni) on board the Goliat FPSO.


Serious breaches of the regulations were identified, 
and Eni has now been given notice of an order. 
Until the order has been complied with to the PSA’s satisfaction, 
all production from the Goliat floating production, 
storage and offloading (FPSO) unit must remain shut down.


Dagli ordini della Norway Petroleum Safety Authority all'ENI



Non gliene va bene una all'ENI in Norvegia.

E questo specie perche' la Norvegia esegue controlli e impone ordini.

L'ENI in Norvegia gestisce Goliat, fra le altre cose, una FPSO che serve per processare in loco il petrolio estratto dai mari del Nord.

E' una posizione difficile, le intemperie non rendono sempre la vita facile a strutture petrolifere e a FPSO. E l'ENI in Norvegia ha avuto gia' tanti problemi, per mancanza di competenza, per sfortuna, o chissa' anche per malafede.

Come parte di un normale controllo la Norway’s Petroleum Safety Authority (PSA) ha ispezionato Goliat fra il 19 e il 28 Settembre 2017.

Hanno trovato varie irregolarita' al sistema elettrico e hanno ordinato all'ENI di chiudere Goliat il giorno 5 Ottobre 2017.

Il tutto e' in messo in bellavista sul sito ufficiale della PSA.

Prima di riaprire Goliat ordinano all'ENI di: 

Complete the systematic survey of potential ignition sources related to electric Ex motors.

On the basis of the survey, implement the necessary technical, operational and organisational measures to reduce as far as possible the threat of ignition from all faults which represent an ignition source.

Fra queste irregolarita' dunque, pericolo di incendio da motori difettosi della FPSO.  Dicono che l'ENI ha tre settimane per sollevare obiezioni. Alla fine, nel loro ordine, PSA scrive:

“Until the order has been complied with to the PSA’s satisfaction, all production from the Goliat FPSO unit must remain shut down."
 
L'ispezione ha anche messo in evidenza che ci sono alti tassi di fallimento dell'integrita' dell'equipaggiamento della FPSO. Secondo l'ENI stessa il tasso di fallimento era del ... 38% durante le ispezioni! Di queste il 3.5% erano gravi.

E questo secondo l'ENI stessa.

Il giorno 6 Novembre 2017 arrivano risultati piu' approfonditi dell'ispezione. E arriva un nuovo ordine e' di revisionare in modo sistematico tutte le potenziali sorgenti di incendio della FPSO prima che la produzione possa tornare attiva.  Dicono che le irregolarita' sono serie. 

L'ENI deve indentificare tutte le non-conformita', chiarificare tutte le loro cause, presentare sistemi correttivi per evitare occorrenza di nuovi problemi e rischi. Devono anche fare una revisione del propri controlli del sistema elettrico, far si che tutti i ruoli siano chiari al personale, che le procedure siano compliate per iscritto, con linee guida e che tutto sia adeguato alle varie possibili condizioni a bordo. Devono anche presentare moduli di formazione che devono essere adeguati a tutti i ruoli a bordo della FPSO.

Questo e' quello che scrive PSA:

The report from the audit has now been completed, and identifies further breaches of the regulations. 
During the audit, nonconformities were identified relating to:

  • follow-up and handling of nonconformities
  • electrical safety and the person responsible for the electrical facilities
  • management and risk assessment of conditions related to ignition source control.
Furthermore, improvement points were identified relating to:

  • reporting of situations of hazards and accidents
  • planning and setting of priorities
  • heating-cable installation
  • safety supervisor.
On the basis of the nonconformities identified, the PSA has now given Eni Norge AS notice of the following order. 

Eni Norge is ordered to do as follows.
  • Review the company’s system for following up identified nonconformities, so that the nonconformities are corrected, their causes are clarified and corrective measures are initiated to prevent the nonconformities reoccurring. The effect of the measures must be evaluated.
  • Review all identified nonconformities related to ignition source control, clarify their causes and initiate corrective measures to prevent the nonconformities reoccurring.
  • Review nonconformities which have been closed without adequate correction to ensure the necessary handling of the nonconformities and adequate correction. This includes further handling of conditions described in the report’s nonconformity 5.1.1.
Conduct a review of the management system for the electrical discipline area and implement the measures necessary to ensure that:
  • roles and responsibilities are defined and understood
  • necessary procedures, guidelines and instructions have been drawn up and are complied with, and that these are adapted to the extent necessary to site-specific conditions on board
  • existing training programmes are evaluated and measures implemented to ensure that relevant training modules are tailored to and implemented for each position on board.

Il giorno 11 Dicembre 2017 il PSA di Norvegia eseguira' ulteriori controlli, e la scadenza finale per mettersi in regola sara' il giorno 1 Marzo 2018.

Questo e' quanto accade in Norvegia. Seguo queste cose da quasi 10 anni, e spesso leggo e/o scrivo del governo norvegese che impone limiti, controlli, manda ordini di chiusura. E in Italia? Ci sono controlli regolari? Le nostre infrastrutture a mare, a Ravenna o a Gela, sono davvero cosi sicure che non succede mai niente?

Davvero queste cose accadono solo in Norvegia?
In Italia e' tuttapposto, o vogliamo fare finta che sia tuttapposto? 










Wednesday, July 6, 2016

I sindacati di Norvegia: abbiamo un problema con la sicurezza dell'ENI





 “We can confirm that Eni notified us about a gas leak on Goliat on Sunday evening."

L'ENI conferma perdite di gas dalla sua piattaforma/FPSO a mare in Norvegia.
Dopo un mese dall'inizio delle sue attivita'.
 

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Si chiama ENI Norge ed e' la sussidiaria norvegese dell'ENI. Ha 425 addetti.

Si chiama Industri Energi ed e' il sindacato norvegese dei lavoratori dell'oil and gas.  Ha 60,000 membri.

E' notizia di questi giorni che Industri Energi ha espressamente manifestato le proprie preoccupazioni nei riguardi del management dell'ENI in Norvegia. Non si tratta di un specifico progetto, quanto dell'intera cultura dell'ENI che, secondo la Industri Energi, compromette la sicurezza. Tutto questo e' oggetto di un rapporto presso il Petroleum Safety Authority (PSA) di Norvegia, l'ente che regolamenta le trivellazione in Norvegia.

Il rappresentante dell'Industri Energi Martha Skjæveland dice che i problemi sono numerosi e che la situazione corrente e' seria. Si chiedono pertanto investigazioni approfondite per studiare le possibili infrazioni alle leggi norvegesi.

Il segretario generale di Industri Energi Jørn Erik Bøe dice che di queste presunte irregolarita' dell'ENI si e' gia' parlato piu' volte e che e' necessario avere regole piu' stringenti, specie per le ditte straniere che vengono a trivellare in Norvegia.

Fra i casi piu' eclatanti del cattivo management ENI e dei problemi alla sicurezza, il campo Goliat nel Barents Sea, completo di FPSO, che e' finalmente stato aperto nel Marzo 2016 dopo una innumerevole serie di ritardi e di problemi di sicurezza.  L'ENI e' qui l'operatore principale ed e' proprietaria di Goliat al 65%, mentre il restante 35% e' nelle mani della ditta statale norvegese Statoil.

Ad Aprile 2016, ecco qui: dopo neanche un mese, la prima perdita di gas da Goliat. 

A Giugno 2016 un lavoratore e' rimasto ferito durante le operazioni di scarico dalla FPSO dell'ENI. 

Tutto questo in Norvegia, e dopo soli tre mesi dall'apertura di Goliat. Se sono preoccupati delle operazioni ENI in Norvegia, e se fanno le cose un po a casaccio in Norvegia, come non possiamo essere preoccupati delle operazioni ENI in Italia?

Come non possiamo pensare che facciano le cose con la stessa leggerezza a Viggiano? A Ravenna? Nei mari dell'Adriatico?  Come non possiamo essere preoccupati delle operazioni di ditte ancora piu' piccole dell'ENI in Italia?

La soluzione e' sempre la stessa, non farceli venire dal primo giorno.