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Monday, December 18, 2017

Costa Rica: arrivano incentivi alle auto elettriche per una nazione zero fonti fossili











Il Costa Rica ci tiene davvero alla sua immagine di paese green, e questo non solo a parole quanto ai fatti.

Sappiamo tutti dei tentativi del paese verso l'energia elettrica 100% green, e che ormai da tre anni a questa parte il contributo elettrico da vento, sole ed idroelettrico e' quasi completo. E questo non solo grazie a risorse naturali, quanto anche ad investimenti intelligenti alla rete elettrica che permette la condivisione di elettricita' in modo funzionale.

Quello che pero' manca per una indipendenza vera dal petrolio e' il settore trasporti. E cosi, la nazione il giorno 15 Dicembre 2017 ha approvato una nuova legge per sussidi verso il trasporto elettrico.

I gas di scarico da fonti fossili rappresentano circa il 50% delle emissioni di CO2 del Costa Rica. La nuova legge ha per obiettivo quello di mettere in strada 37,000 veicoli elettrici entro 5 anni.

La nazione ha 5 milioni di persone, e 1.4 milioni di autovetture.  Queste automobili elettriche rappresenteranno dunque circa il 2.6% del totale.

Siccome tutto il resto e' gia' virtualmente 100% green, questa percentuale cosi bassa di auto elettriche, si calcola, sara' capace di portare il paese alla neutralita' da carbone. Cioe' verra' emessa meno CO2 in atmosfera di quanto il paese ne assorbe con la sua vegetazione.

E non c'e' solo il Costa Rica. L'America Centrale sta cercando di instaurare un corridoio green fra Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama per condividere l'energia fra loro.

E non importa che sono piccoli, o grandi, o che la natura ha dato loro risorse utili. Quello che conta e' che l'hanno voluto,  e che hanno usato cio' che avevano in modo intelligente, con intento, programmazione e lungimiranza.

Anche noi abbiamo potenzialita' in Italia (e non solo per l'energia, ma per milioni di cose, storia, cibo, geografia, creativita', bellezza) e' solo che non siamo capaci di volerlo, di pensare lontano, di fare squadra, e siamo cosi, fermi al lamento, e al passato.

Un giorno ci arriveranno in Costa Rica e noi staremo ancora a guardare: una piccola completamente libera dal petrolio e solo perche' "volli, fortissimamente volli".

Tuesday, July 11, 2017

La Shell, finalmente, a investire un miliardo di dollari l'anno su rinnovabili e auto elettriche










Beh, se l'hanno capito anche loro, vuol dire che proprio siamo arrivati alla fine di queste battaglie fra sole e petrolio.

I petrolieri, Trump, i politici pro-trivelle d'Italia, potranno tirare la corda ancora un po', certo, e forse qualche punto lo porteranno a casa, ma alla fine il punto d'arrivo non e' piu sottoterra, quanto verso l'alto, verso il sole, verso il vento.

La Royal Dutch Shell approva un nuovo piano secondo il quale spendera' un miliardo di dollari sul reparto "Nuove Energie". Sara' dedicato alle rinnovabili e alle necessita' delle auto elettriche.

Ora, io non credo neanche per un millisecondo al buon cuore di chi dirige le ditte di oil and gas, anzi, piu' si va su nella catena di comando, meno rispetto io ho per la loro integrita' e per la loro eticita'. Perche' dico questo? Perche' sono dieci anni che ho a che fare con loro, direttamente o indirettamente, e so che hanno in mente una sola parola: profitto.

Quindi, se annunciano questo investimento, non e' per amore, quanto perche' il mondo non e' piu' quello del 2007 o del 1997. E' un altra era, in cui il costo delle rinnovabili e' sempre piu' basso, e questo le rende competitive rispetto al petrolio.  Per molti versi, migliori del petrolio, specie fra il pubblico.

Anzi, fra i clienti, che sono fortemente collegati al profitto di cui sopra.

E infatti, fa un po ridere come lo annunciano questo nuovo investimento. Il CEO della Shell infatti, Ben Van Beurden al 22esimo World Petroleum Congress di Istanbul dice 

“In some parts of the world we are beginning to see battery electric cars starting to gain consumer acceptance” 

In alcune parti del mondo "iniziamo" a vedere che le macchine elettriche con batterie iniziano ad avere accettazione dei clienti.

Mmh.

Tesla? Dove sono stati quelli della Shell in questi anni in cui Elon Musk creava e rivoluzionava tutto il segmento del trasporto e dell'alimentazione delle macchine elettriche?

Non si sa.

Pero'e' evidente che devono avere un po' paura. Ora pure la Volvo li abbandona! Se usiamo l'energia dal sole, e poi le batterie, che tipo di business deve fare la Shell? O meglio, il profitto di cui sopra, da dove deve arrivare? 

Quindi, essendosi resi conto pure loro che non possono perdere il treno, decidono quanto meno di provarci. Dicono infatti, che oltre le batterie, ci sara' lo stesso un ruolo non nullo dell'energia tradizionale: con celle ad idrogeno, trasporto usando gas liquefatto, biocarburanti, dove non saranno usate le batterie.

Van Beurden continua con la solfa del fatto che sole e vento sono ad intermittenza e quindi ci sara' ancora un ruolo per le centrali a gas. Sara' ma intanto qui in California le smontano!

Al convegno di Istanbul c'era tutto il gotha del petrolio, tutti timorosi della stessa cosa: il profitto da dove deve arrivare in futuro?

Il ministro russo dell'energia,  Alexander Novak e il capo della Saudi Arabian Oil Company, Amin Nasser, hanno ribadito che petrolio e gas resteranno dominanti sul lungo termine. Ma Van Beurden ricorda che specie nei paesi in via di sviluppo, e dunque piu' appetibili per il profitto prossimo venturo,  e' molto piu' probabile che si passi dal niente direttamente alle rinnovabili, senza passare per le fossili.

Queste societa' non hanno zavorra petrolifera o fossile, in termini di infrastruttura, mazzette, status quo e per loro e' molto piu facile, nonche' conveniente, passare a sole e vento. Non e' un caso che India e Cina ogni giorno fanno un passo gigante in avanti su questo fronte.

E quindi la Shell si prepara.

Per profitto, non per amore.

Wednesday, December 14, 2016

La Chevy Bolt e il futuro arrivano nelle concessionarie di California



Arriva nelle concessionarie americane la Bolt EV, la macchina elettrica “normale” della Chevrolet, marchio sotto il controllo General Motors. Per la precision arriva in California ed in Oregon. E’ l’auto dell’anno 2017 per alcune riviste del settore, fra cui Motor Trend.

La Bolt e’ “normale” ma speciale allo stesso tempo: non da all’occhio, non costa un occhio, ma riesce a fare circa 200 miglia – 320 chilometri con una sola carica. Questo si che fa sgranare gli occhi verso il futuro.

Il prezzo base e’ circa 37,500 dollari, ma grazie agli incentivi statali in California la si potra’ acquistare a 29,000. Un prezzo ragionevole, piu’ o meno come una Toyota Prius. Una macchina dove non si deve andare a cambiare l’olio, i filtri, o andare a fare il pieno al distributore.

A fine 2017 arrivera’ anche la Tesla ad immettere sul mercato la sua Model 3, mirata ad un consumatore “normale” e con un prezzo “normale”. La Model 3 avra’ batterie diverse dalla Bolt e una maggiore automazione. Sara’ dunque una sfida fra le due case produttrici, ma sopratutto un sodalizio: seppure in concorrenza fra loro, il mercato ha potenzialita’ cosi grandi che alla fine entrambe portranno crescere, fare aumentare consapevolezza, e confidenza nel consumatore. Il successo dell’una sara’ il successo dell’altra.

Finora i piu’ grandi ostacoli all’acquisto di veicoli elettrici erano appunto il prezzo e l’autonomia: sia la Bolt che la Model 3 risolvono questo problema. Ci saranno altre sfide: il prezzo della benzina continua a calare, e di solito c’e’ anticorrelazione fra l’immatricolazione di veicoli ibridi ed elettrici e il costo del petrolio, e questo perche’ il risparmio di benzina e’ sempre un incentivo.

Ma il successo dei veicoli Tesla finora mostra la strada da seguire: prodotti esteticamente belli, affidabili, comodi, tecnologici, e che fanno un po sognare di essere parte del futuro.

Facciamo un passo indietro. In California esiste una legge che impone che entro il 2025 il 15% di tutte le auto vendute da tutte le case produttrici debbano essere a emissioni zero. Si chiama programma ZEV: Zero Emission Vehicle program.

Anche la FIAT risponde a questo obbligo ed e’ per questo che quando lanciarono la 500 sul mercato californiano ne dovettero creare una versione elettrica. Ma spesso, e questo vale anche per la FIAT, I produttori creano un numero minimo di automobile elettriche, tanto quanto basta per soddisfare i vincoli del programma ZEV.

Si chiamano “compliance vehicles” – veicoli per soddisfare i requisiti. A suo tempo l’amico Marchionne si lamento’ che il costo per produrre queste compliance vehicles era cosi elevato che praticamente erano in perdita. Anzi, arrivo’ a sconsigliarne l’acquisto.

Il CEO della Chevrolet, Alan Batey, dice che le Chevy Bolt non sono pensate come compliance vehicles, quanto come un investimento per il futuro. Ne produrranno tante quante il mercato vorra’. Oltre alla Bolt, dal 2010 la Chevrolet gia’ produce la Volt, modello ibrido con buon successo di numeri.

Perche’ il lancio della Bolt in California ed in Oregon? Perche’ di tutte le automobile elettriche vendute negli USA ogni anno, piu’ della meta’ sono in California, stato che ha corsie preferenziali per i modelli elettrici, e una rete di ricarica sempre piu’ efficente e dove fa chic comprare l’auto elettrica.

Secondo Motor Trend la con i suoi 200 cavalli e un passaggio da 0 a 60 miglia per ore in 6.3 secondi e’ non solo una macchina elettrica eccellente, ma e’ una macchina eccellente punto, elettrica o non elettrica.

Ci sono gia’ le liste d’attesa.

Marchionne, a quando anche in FIAT?