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Sunday, November 2, 2014

Homer Simpson ed il fracking








Il fracking arriva nella famiglia televisiva piu' seguita d'America: i Simpson.

Homer Simpson, il patriarca della famiglia, decide infatti di convincere la sua citta' a installare pozzi di gas naturale sul territorio comunale di Springfield, una sorta di neo Matt Damon nel film Promised Land con la camicia di flanella. Homer va in giro citta' per citta' ad esaltare le sorti del fracking: portera' lavoro a tutti, cosi potremmo comprare metanfetamine e pornografia.



Nello speciale c'e' anche Jane Fonda a dare la voce a Maxine Lombard, rappresentante politica che cerca di fermare il fracking e di cui il datore di lavoro di Homer Simpson, Monty Burns, si innamora. Ovviamente chi meglio di Jane Fonda in questo ruolo, considerate le sue lotte contro la guerra in Vietnam!

Lisa and Marge cercano invece di convincere Homer che c'e' di meglio del fracking. Homer e' il tipico amercano di ceto medio-basso: facilmente impressionabile, gran lavoratore e un po ignorante del resto del mondo. Ma quando gli si spiegano le cose cerca di migliorarsi ed e' questo che lo rende cosi' amabile al pubblico. Alla fine infatti Homer cambia idea sul fracking e usa le fiammate che escono fuori dal rubinetto contro Mr. Burns.

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La puntata e' andata in onda stasera, 1 Novembre 2014.


Thursday, January 31, 2013

Promised Land - al cinema



Everyone knows that fracking poisons the air and water. 
We wanted to show how it tears apart local communities 
and subverts democracies and corrupts political leaders
 and eviscerates all the things that Americans value.



Ci sono andata a vederlo Promised Land, qui a LA, durante le vacanze di Natale. Qui c'e' il trailer e la storia delle origini del film, scritto dai due protagonisti, Matt Damon e John Krasinski.

Non e' un capolavoro di arte cinematografica - ne ho visti di migliori di film, da un punto di vista di trama, di sentimenti e soprattutto di quel che porti via con te quando esci dalla sala cinematografica. Soprattutto dato il tema, si poteva osare molto di piu'.

Detto questo, e' un film solido e molte delle cose che mostra le ho riconosciute per averle sentite dalle mie orecchie e sperimentate sulla mia pelle - gli inganni dei petrolieri, le loro frasi da pane, amore e trivelle e il fatto, che alla fine per loro, e' tutto un business. Anzi, una delle protagoniste lo dice pure.

Il film si apre con Matt Damon (Steve) e Frances McDormand (Sue) che sono mandati dalla loro ditta madre Global Crosspower Solutions a McKinley, un villaggio rurale per convincere le persone a fare fracking.

Prima di arrivare vanno in un negozietto detto "Gas, Guns, Guitars and Groceries" - siamo nell'America rurale, eh! - dove Steve compra vestiti per rassomigliare ai suoi interlocutori, camicie di flanella e stivali da prateria.

Le origini di Steve sono rurali e lui capisce meglio di chiunque altro il cittadino medio di McKinley, come parlargli, come presentarsi.  Ce lo hanno mandato apposta anche se la compagnia non ha una cosi grande considerazione di lui. Cosi' invece che arrivare con la camicia da ufficio con la scritta "Global Crosspower Solutions" in bella vista Steve si presenta a mo' di cowboy. Come da manuale di psicologia: somigliare il piu' possibile a chi vuoi convincere in modo che ci si possa fidare di te.

Sue e Steve iniziano a bussare alle porte delle persone con il sole in tasca, e cercano di convincere il sindaco di McKinley ad appoggiarli con promesse paradisiache. Ssono sempre gentili, sempre sorridenti: sotto le vostre case c'e' shale gas di qualita', e' l'opportunita' della vostra vita, l'8% dei profitti verra' condiviso con voi direttamente, diventerete tutti milionari.

Basta solo firmare qui, e non preoccupatevi di cosa ci sia scritto. E se non firmate ce ne andiamo e non riceverete niente. Let some other guy be last.

Il sindaco a dire la verita' ha qualche riserva, ma tutto ha un prezzo, e cosi dopo qualche trattativa anche lui e' d'accordo. Si decide di mettere la questione fracking/no fracking al voto e cosi' arriva il primo meeting pubblico, nella palestra del liceo.

Steve/Matt Damon fa il solito discorsetto di processi puliti, efficenti, "we need this", 30 milioni di dollari di valore del gas, le vostre vite cambieranno per il meglio con le royalties e con questi soldi. Il fracking si fa da 50 anni e non ci sono stati mai problemi

Tuttapposto.

O cosi pare finche' non si alza dal pubblico il professore di scienza del liceo a fare una lunga lista di problemi e di guai collegati al fracking e facendogli notare che non sono 30 milioni, ma 150, secondo le stesse stime della Global.  Steve - istruito dalla Global - voleva fare il furbo per risparmiare sulle percentuali da condividere con la citta'.

Per un attimo, Steve e' preso alla sprovvista perche' pensava di avere a che fare con condadinotti, ma subito si ricompone e torna in se. Dove ha imparato tutto questo? Guardi che a causa delle regolamentazioni governative siamo perfetti, tutto quello che di male viene propagandato sui media riguardo il fracking sono solo tecniche per spaventarvi, in tutte le cause che abbiamo avuto non abbiamo mai perso.

Viene fuori che il professore di scienza del liceo era in realta' uno scienziato in pensione che aveva il PhD in Fisica e un Master in Ingegneria dall'MIT e da Cornell. Insegnava al liceo, da pensionato, per passione. Un fisico contro il fracking. Questo mi ha ricordato qualcosa e fatto sorridere.

Il resto del film mescola una storia d'amore, l'arrivo di un attivista contrario alle trivelle che si chiama "Dustin Noble" che cerca in tutto e per tutto di convincere le persone che Steve mente,  e un colpo di scena finale che non rivelo per rispetto a chi vuole vedere il film.

Qualcuno dei residenti abbindolato dalle promesse di Steve va e si compra la Corvette, mentre' e' chiaro a Steve stesso e agli altri che i soldi veri che arriveranno alle persone sono molto meno di quanto promesso. Sue continua a spingere Steve ad andare porta per porta e a promettere l'impromettibile e che occorre dire "natural gas is perfect" per arrivare a che tutti firmino per la concessione dell'uso minerario dei terreni agricoli.

"It's just a job" gli ricorda.

Vanno nelle scuole, mettono su una fiera sponsorizzata da Global. Insomma fanno tutto quel che possono per convincere i residenti. Ma Steve, e' pieno di interrogativi e questioni morali.

E poi... poi  si rede conto che quel che sta facendo e' di vendere menzogne, e cosi' nell'ultimo discorso che fa, prima del voto finale, nella stessa palestra, cambia idea e dice alla gente che stare li, fra i campi e i fienili, gli hanno fatto vedere le cose in modo diverso e che i residenti hanno ragione ad essere contrari al fracking, alle multinazionali.

"Who will take care of all this if you don't?".

E cosi, la vita di Steve cambia - via dalla Global, via dalla vita da petroliere a qualcos'altro.

E' un bel modo per trascorrere una serata e per poi discutere di questi temi a casa, in compagnia.

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Ovviamente i petrolieri sono saltati addosso al regista Gus Van Sant, a Matt Damon, e hanno anche preparato un film pro trivelle, che si chiama FrackNation.

I residenti di Armstrong County, dove il film e' stato girato hanno protestato perche' i contadini sono stati rappresentati in modo troppo condiscendente e che non il tema trivelle non e' stato descritto in modo bilanciato.

Il rappresentante dell' Independent Petroleum Association of America  dice che occorre darsi da fare per rispondere a questi tipi di attacchi che useranno "studi scientifici" da dare ai critici cinematografici e al pubblico. Dicono anche che useranno Facebook e Twitter per lanciare messaggi di contrarieta' a questo film. Un po come hanno cercato di fare - ma senza successo - al tempo di Gasland.

E cosi, in Pennsylvania, i petrolieri hanno comprato una pubblicita' "progresso" da mandare nelle sale
prima del film per trasmettere il messaggio che danno lavoro e che e' tutto sicuro. I produttori dicono che sono sorpresi dalla massiccia campagna denigratoria contro il film.

Matt Damon e' stato chiamato bugiardo dall'industria del petrolio, e anzi Phelim McAleer, il regista del documentario pro-fracking, FrackNation di cui sopra, dice che e' tutta politica e propaganda da parte dell'attore. Dice che non e' vero che l'acqua si inquina, e che l'acqua che e' contaminata e'  tutta naturale.

E poi aggiunge che nonostante tutto, il film gli e' piaciuto.






















Friday, September 21, 2012

Matt Damon: "The promised land" un film antifracking



Io sono sempre scioccata dal comportamento delle persone "famose" in Italia.

L'esempio di Rocco Papaleo e' quello che e' piu' evidente: un lucano che fa la pubblicita' all'ENI senza vergognarsi, probabilmente in cambio di assegni a molti zeri, ma c'e' anche il silenzio di tutti gli altri.

Raramente si sente la voce dei famosi e potenti per le cose buone - qualche Pugliese famoso ha mai denunciato la situazione a Taranto prima che diventasse di moda? Qualche Abruzzese quella di Bussi? Qualche veneto quella di Marghera? Qualche sardo quella di Sarroch?

Forse sono io che non lo so, ma non mi risulta. Se guardo invece le celebrita' USA mi pare che abbiano tutti un qualche progetto piu' o meno umanitario, di protesta, di valorizzazione delle comunita' ed il tutto mettendo mano al portafoglio. Non sempre condivido le cose per cui prestano la loro immagine, ma mi piace che non abbiano paura di esporsi.

Madonna che stacca l'assegno da 500,000 sterline dopo il terremoto dell'Aquila solo perche' ha i nonni aquilani e' una cosa che non dimentico. Angelina Jolie che regala un terzo - un terzo! - dei suoi introiti,  a cause di beneficenza, e per le cose in cui crede. Per non parlare di Bill Gates, di Warren Buffett, di Eli Broad che hanno deciso di devolvere tutto quello che hanno accumulato a cause umanitarie prima di morire.

Bruno Vespa quanti soldi ha dato all'Aquila?
Quante parole ha speso per la petrolizzazione dell'Abruzzo?
Berlusconi quanti soldi lascera' a cause umanitarie?

Cosi' solo pensieri notturni.

E allora ecco qui Matt Damon, un gran signore, che prende e fa un film contro il fracking.

Fa un film.

E fare un film a Hollywood non e' uno scherzo. Ci vogliono investitori, tempo, energia. E no, qui i film non li finanzia il governo: i contributi statali al cinema non esistono.

Quello di Matt Damon allora e' un progetto vero ed impegnativo che va al dila di andare in TV a dire "io sono contro il fracking".

Vuol dire che ci crede per davvero.

Infatti, non solo ci recita dentro, se l'e' scritto pure da solo il film.

La pellicola si chiama "The promised land" e ha per regista Gus Van Sant, lo stesso di Good Will Hunting, quello per cui lo stesso Matt Damon e Ben Affleck hanno vinto l'Oscar nel 1998.

Altri attori sono Frances McDormand, John Krasinski, Hal Holbrook and Rosemarie DeWitt.

Il film esce nelle sale USA il 28 dicembre, in tempo per essere candidato agli Oscar del 2013.

La storia e' semplice: Matt Damon e Frances McDormand sono petrolieri che cercano di fare il lavaggio del cervello ad una piccola comunita' che trivellare e far fracking e' cosa buona e giusta - soldi, soldi soldi.

Ma la gente si ribella. Non so come finisce il film, ma non e' importante.  L'importante e' che Matt Damon portera' l'informazione sul fracking negli USA e nel mondo ad un altro livello, ed i petrolieri stanno gia' studiando come fare le proprie contromosse - ma sara' difficile per loro trovare qualcuno che possa fargli da testimonial.

Altre celebrita' che si sono adoperate in modo piu' o meno visibile contro il fracking sono state Ethan Hawke, Zoe Saldana, Mark Ruffalo, Debra Winger e Robert Redford.

L'entusiasmo e' contagioso.







I miss PRT and hope it was all worth it.