In 1998 Eni signed the first agreement between an oil company and an Italian Region containing issues of Sustainability. The agreement included initiatives related to the protection of the environment.
Dal sito della sostenibilita' Eni
I responsabili del Centro Oli di Viggiano hanno sempre assicurato gli agricoltori che le loro attività non avrebbero provocato alcun danno. Ma dopo il primo raccolto di grappoli d’uva oleosi e maleodoranti e di mele annerite, gli agricoltori hanno dovuto abbandonare la coltivazione.
Filippo Massaro, cittadino lucano
proprio una bella protezione dell'ambiente!
Co - che? Conferenza Petrolio e Ambiente. Matera, Marzo 2011.Filippo Massaro, cittadino lucano
proprio una bella protezione dell'ambiente!
Si', e' una cosa seria - hanno invitato mezzo mondo per dire che trivellare la Basilicata alla cieca - dentro i parchi nazionali, in riva al mare, fra i campi, dietro case ed ospedali, e nelle vite umane - va bene!
Secondo loro si puo', e' possibile, sebbene tu cittadino di Basilicata vedi lo schifo che l'industria petrolifera ha portato alla tua terra, alla tua societa', alla tua economia, al tuo ambiente e avresti voglia di urlare che lo sai che e' tutta propaganda.
E cosi, per non fare ridere i polli, la chiamano Copam, per farti pensare a Copacabana, alla Coop a tutto fuorche' all'assurdita' di sposare assieme petrolio e ambiente sano.
NON SI PUO' !
NON E' MAI SUCCESSO DA NESSUNA PARTE AL MONDO!
NON E' MAI SUCCESSO DA NESSUNA PARTE AL MONDO!
Dicono che il loro scopo e' di:
identificare e comprendere i processi di funzionamento dell'industria dell'upstream petrolifero, definire gli impatti ambientali e sanitari associati con le attività estrattive, nonchè i sistemi di monitoraggio e controllo dell'ambiente circostante. Verranno inoltre analizzati gli impatti sociali, politici ed economici nonchè le opportunità di sviluppo economico dei territori coinvolti nelle attività.
Tradotto in italiano:
Vogliono farti il lavaggio del cervello che si puo' fare tutto.
Che gli impatti ambientali sono inesistenti.
Che il miele al petrolio fa bene alla salute.
Che i campi dove la Total ha seppellito veleni tossici per anni sono stati ottimamente fertilizzati dalla monnezza petrolifera.
Che il monitoraggio ENI iniziato 12 anni dopo quanto previsto e con le centraline che funzionano un giorno si e dieci no e' solo un dettaglio.
Che i rifiuti petroliferi nelle dighe di acqua potabile e le sorgenti acquifere chiuse per colpa dell'inquinamento petrolifero sono cosa buona e giusta.
Che la puzza di idrogeno solforato fa bene alla salute.
Che i campi abbandondati e i giovani che scappano via sono il progresso.
Che i tumori che aumentano e' per colpa del destino.
E chi sono fra gli invitati di questo convegno, amico di quell'altro pietoso spettacolo del convegno di Assomineraria e Confindustria svoltosi a Chieti a Febbraio dove i petrolieri hanno fatto una figura barbina?
Ovviamente solo persone di parte o gente che da fuori viene a dire ai lucani di sopportare tutto, di accettare e di starsi zitti. Gente che della Lucania, dei soprusi quotidiani dell'ENI, della Total, della permissiva legge italiana e della codardia della sua classe politica, non sa un bel niente.
Troviamo il nostro amico Davide Tabarelli, di Nomisma Energia, quello che fa le consulenze alle ditte petrolifere. Troviamo Assomineraria, nella persona di Sergio Polito. Troviamo Ezio Mesini la sui carriera comprende un periodo di vari anni a servizio di una non meglio specificata "industria petrolifera che opera nel mare del Nord, USA, Africa e Italia".
Ma la cosa piu' scandalosa, per me, e' che a rappresentare la Basilicata ci siano solo persone che non ho mai sentito nominare per la loro attivita' sincera in difesa dell'ambiente e della gente di Basilicata.
Primo in classifica il governatore Vito de Filippo, che finora pur essendo il capo della regione, non e' stato mai capace di difendere il suo popolo per davvero, non ha mai saputo dire no, e che invece di salvare quello che di buono resta della Basilicata ... propone che questa stessa debba diventare un "hub energetico"!
Ma per chi? Per che cosa? Come? Gia' l'avevano detto per l'Abruzzo! Ma quanti hub ci servono in Italia???
Assieme a lui, l'ex governatore Filippo Bubbico, vago e possibilista durante il suo tempo alla regione, e poi Filomena Pesce, Salvatore Lambiase, Lucia Possidente, Maria Felicia Marino, Piero Lacorazza, Agatino Mancusi. Chi sono questi?
Ho cercato, ho indagato, non mi risulta che nessuno di loro si sia mai distinti per
aver fatto qualcosa di buono per fermare un solo pozzo di petrolio, sebbene siano tutti presidenti o assessore di qualche tipo di ufficio provinciale o regionale.
Nessuno, nessuno, nessuno del popolo lucano, della OLA, Antonio Bavusi, Pietro Dommarco, Vito L'Erario, Enzo Palazzo, Maurizio Bolognetti, Giuseppe di Bello, Antonio Nicastro, e' stato invitato. A me neanche ci pensano - troppa paura della verita', eh?
Parlano di stakeholder, ma se neanche un cittadino e' stato invitato! E chi sono gli stakeholder? Tabarelli di Nomisma che ha sede a Bologna?
All'aceto. L'unica cosa da fare per i lucani e' di organizzarsi, andare li e dire NO NO NO. Non ci crediamo. Chiaro e forte.
Loro riprendono le loro valigie luccicanti e se tornano a Milano, Londra e New York a contarsi i quattrini.
A te ai tuoi figli restera' la monnezza petrolifera, il sangue amaro, e un futuro al sapore di zolfo.




