.

.
Showing posts with label McMurray. Show all posts
Showing posts with label McMurray. Show all posts

Sunday, April 14, 2019

Nonostante il finto figo Trudeau, il Canada continua ipocritamente a trivellare e a devastare

































Justin Trudeau la racconta e la sorride bene.
Ma la realta' non e' come lui vorrebbe farci credere.

Le Tar Sands del Canada, un angolo remoto a nord del paese avvolto un tempo da neve e ghiaccio e distese di bianco e' ora coperto di raffinerie, terreni violentati, fumi e puzze.

E' il piu' grande progetto industriale del mondo intero.

C'e' una autostrada che attraversa le Tar Sands per fornire vie di trasporto ai petrolieri.

Fanno ottocento chilometri di impianti di estrazioni di petrolio, raffinerie, desolforatori, vasche di monnezza varia, acqua inquinata. Ottocento chilometri, senza sosta. Nel complesso l'area in sui si eseguono queste operazioni di estrazione di Tar Sands e' grande quanto l'Inghilterra intera.

L'Alberta ha quattro milioni di persone, e se fosse una nazione indipendente sarebbe il quinto principale paese produttore di petrolio al mondo. Si calcola che le riserve di bitume dell'Alberta siano di 170 miliardi di barili.

I danni provocati da queste estrazioni a chi ci vive li, e al pianeta sono incalcolabili. Malattie, fumi, petro-economia, cambiamenti climatici, corruzione.

Eppure in Alberta vogliono pompare ancora di piu', espandendosi e mangiando ancora piu tundra. Vogliono colorare il bianco e il verde di nero.

Chi sono questi folli che vogliono continuare la devastazione? Beh, i politici dell'Alberta, ma anche il governo centrale del figo Trudeau non e' che abbia detto o fatto niente in contrario. E' un elefante in una stanza, tutti sanno, nessuno dice niente. E l'elefante si sposta e fa danni maggiori in altre stanze.
Ma c'e' di piu': a livello internazionale Trudeau e i suoi compari cercano di passare per verginelle ambientali, come la Norvegia, a fare la predica agli altri, presentando scintillanti azioni contro i cambiamenti climatici. 
Per gli altri, mica per se. Dicono che queste Tar Sands portano lavoro, che i legami fra residenti e trivellatori sono "complessi" e che occorre pensare, parlare, "dialogare".

Mi sovviene quando questo lo diceva l'ENI.

Fra i paradossi del Canada: quando si discutevano gli accordi di Parigi dicevano che volevano un tetto massimo dell'aumento delle temperature mondiali di 1.5 gradi centigradi.  Poi quando ci furono le proteste per l'ennesimo oleodotto che doveva attraversare il paese per portare petrolio dalle Tar Sands al mare, il cosiddetto Trans Mountain Oil Pipeline nel 2018, il governo di Justin Trudeau
lo nazionalizzo', al costo di quasi 4 miliardi di euro per essere sicuri che si sarebbe costruito e per incassare i petro-yuan dalla Cina.

La ditta in questione, la ex proprietaria dell'oleodotto, si chiama Kinder Morgan, ed e' basata in Texas. Gia' operano un oleodotto fra l'Alberta ed il mare - oleodotto vecchio di 65 anni e lungo 1,150 chilometri. Volevano semplicemente costruirne un altro, in parallelo dalla portata maggiore per far arrivare al mare, al porto, e in Cina ancora piu' petrolio. Ma sia i progetti per l'oleodotto nuovo che quello esistente vecchio si snodano lungo territori immacolati, attraverso fiumi e pure nel  Jasper National Park. Le proteste da mezzo mondo portarono quelli della Kinder Morgan ad annunciare che si sarebbero ritirati nell'Aprile del 2018.

Il governo del finto figo Trudeau had deciso di prendere in mano le redini del progetto e di completarlo con fondi pubblici. E quindi, da un lato il paese ha approvato una carbon tax il giorno 1 Aprile 2019 per tagliare le emissioni di CO2 ma allo stesso tempo vuole espandere le esportazioni di petrolio verso il mare per poterlo vendere ai cinesi.

Come puo' essere?

Non e' un controsenso?

Il finto figo Trudeau dice che dobbiamo agire per salvare il pianeta ma poi nazionalizza gli oleodotti!
Intanto nel cuore delle Tar Sands si continua a trivellare e a generare il petrolio per l'oleodotto e per i cinesi. C'e' gente che si ammala a tassi mai visti di tumore, bambini, giovani e vecchi. C'e' la foresta boreale ferita, ci sono gli animali malati e confusi dalla perdita di habitat, c'e' l'aria putrida in cima al mondo.
E' una questione del potere infinito dei petrolieri, che quando arrivano distruggono tutto, in Basilicata come in Alberta, perche' mangiano l'essenza stessa della democrazia e finiscono con il fare il bello e il cattivo tempo sulla pelle di tutti gli altri.

Il Canada non raggiungera' gli obiettivi preposti per il 2020 contro i cambiamenti climatici, ne tantomeno quelli per il 2030 imposti a Parigi. E questo a causa dell'industria del petrolio che si calcola emettera' 100 milioni di tonnellate di CO2 l'anno nel 2030.

E' intero apporto della Nigeria, paese produttore di petrolio pure lui e con 190 milioni di persone, contro il 30 del Canada.

Il Canada nonostante la sua patina progressista e' invece un vero petro-stato. Il petrolio rappresenta la sua maggior fonte di reddito e di conseguenza i governi, gli enti controllori, e pure alcuni corpi univeristari sono asserviti ai petrolieri. 

L'epicentro di tutto e' una vasta area a nord di Edmonton e attorno al fiume dell'Athabasca. La citta' di Fort McKay e' quella maggiormente colpita e qui vivono varie comunita' indigene devastate dall'industria petrolifera. 

Come detto in passato qui non si estrae vero petrolio, ma *sotto* la foresta borale c'e' roccia bituminosa impregnata di petrolio che deve essere trattato in modo chimico e altamente impattante per *spremere* poche gocce di petrolio. I trattamenti sono intensi e per ogni barile di petrolio prodotto dalle Tar Sands, siccome deve arrivare dal trattamento estremo di sabbie bituminose, ce ne vogliono dai sei ai dodici in totale di acqua fresca, che diventano poi monnezza tossica.

La devastazione si puo' vedere fino da google maps.

Oltre allo smantellamento di foresta boreale i laghi artificiali di monnezza a cielo aperto per metterci l'acqua ora tossica. Contengono monezza per 500 mila piscine olimpioniche.
Si, cinquecentomila piscine!
L'acqua e' cosi tossica che se ci cadono gli uccelli muoiono stecchiti. 
Le morie sono cosi frequenti che devono esserci messi degli spaventapasseri. Non sempre funzionano.

I pesci nel fiume Athabasca e nei suoi tributari sono troppo inquinati da mercurio e non si possono mangiare. Oltre ai pesci le carni della selvaggina sono inquinate da troppo arsenico e anche questi non si possono consumare. Le concentrazioni di mercurio e arsenico sono decine di volte superiori a quanto considerato sano. Lo stesso dicasi per le papere. Ora a noi queste idee di pescare e di andare a caccia per mangiare possono sembrare stravaganti ma questo e' stato il modo tradizionale di vivere delle comunita' indigene della zona per millenni. 
Il fiume Athabasca era usato come mezzo di trasporto dagli indigeni, visto che si snoda fra le principali citta' della zona: Fort McMurray, Fort McKay, Fort Chipewyan, ma adesso a causa dell'inquinamento e della continua estrazione di acqua in molti posti i livelli dell'acqua sono cosi fortemente calati che non e' piu considerato navigabile in alcuni tratti.
Alcune comunita' devono bollire l'acqua prima di usarla perche' e' troppo inquinata.

Tutta la vita naturale ne ha risentito: caribou, bisonti, elci, uccelli, pesci, acqua, foresta, persone.

Tutt'a un tratto non si puo' piu' bere, mangiare, viaggiare vivere in simbiosi con il fiume.
Lung l'Athabasca sorgono 175 progetti estrattivi con ditte da tutto il mondo: l'american Exxon, la canadese Suncor, la CNOOC della Cina per fare alcuni nomi. Finora la maggior parte del petrolio arrivava negli USA adesso invece si vuole aprire ai mercati asiatici.



Il fato di questi laghi di monnezza tossica e' incerto. Sono cresciuti in modo esponenziale in volume e numero durante gli scorsi 50 anni. Non si sa cosa fare. Si sa solo che perdono e che la monnezza spesso finisce nell'acqua del fiume, in teoria da essere usata dagli umani.

 
L'aria e' inquinata, ci sono le piogge acide. Ai petrolieri non importa di investire per salvare l'ambiente e devastano senza accorgimento alcuno. Anche perche' il finto figo Trudeau glielo permette. 
 
Il suo governo, come tutti quelli passati, approva tutto, sempre e comunque.

E con l'ambiente si ammala l'uomo con forti tassi di cancro, aborti spontanei, bimbi morti alla nascita. Se ne parla da anni. Nessuno fa niente. 

E poi c'e' la parte piu' orribile di tutto: il ricatto o muori di cancro o muori di fame.
Gli indigeni qui non sono mai stati ricchi e ai petrolieri basta regalare un po di promesse di lavoro, di case, di progetti sociali, magari aiutare ad aprire negozi, e voila', la politica e a volte anche i residenti, gli si prostrano ai piedi.
Solo che le promesse non si concretizzano mai per davvero.
Un po come in Basilicata. 

Il costo per ripulire tutto?

Circa 200 miliardi di euro.



Non si puo' vincere con questa gente. La soluzione e' sempre non farceli venire dal primo giorno, costi quel che costi.





 



 


Monday, May 16, 2016

Canada: le fiamme arrivano ai depositi petroliferi delle Tar Sands dell'Alberta





Il ciclo si e' proprio chiuso. 

Gli incendi di Fort McMurray sono arrivati presso le Tar Sands dell'Alberta ed hanno incendiato campi e settori lavorativi.

Ben 665 unita' abitative presso il Blacksand Executive Lodge sono andati in  fumo. Vivevano qui i lavoratori del petrolio. Distrutto anche il Noralta Lodge un paio di chilometri ad est, anche questo adibito ad abitazione, nonche' gli impianti della AFD Petroleum, altri cinque chilometri piu a nord.

Tutti gli impiegati del petrolio della zona, circa 8,000 persone, sono state evacuate.

Altri avvisi di evacuazione sono stati inviati per precauzione ad altri 19 siti di estrazione petrolifera, fra cui gli impianti della Syncrude e di Suncor.

Il cielo e' ancora arancione. 

Rilasciati diossido di zolfo, gas acidi, nitrati di ossigeno, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, toluene, styrene, metalli e diossina.

L'incendio e' ora chiamato "The beast".

L'aria e' a "rischio estremo" per chi ha problemi di respirazione, e non si vede la fine, anzi si prevede che le fiamme presto arriveranno nello stato confinante l'Alberta, il Saskatchewan.

E no, non e' la natura che e' matrigna, e' che siamo stati noi matrigne di noi stessi.


Friday, May 6, 2016

Fort McMurray - la capitale petrolifera del Canada interamente ingolfata dalle fiamme





1600 kmq

il 20% di case di una citta' di 90,000 persone distrutte

100,000 evuacuati

le fiamme coprono un area piu' grande 
dell'intera area metropolitana di Londra
e New York 

Prodotti 1 milione di barili al giorno di meno rispetto al normale


Si spera solo nella pioggia



 In rosso l'incendio al 5 maggio 2016. 
In grigio gli impianti petroliferi delle Tar Sands dell'Alberta

Lo status delle 15 raffinerie ed affini attorno a Fort Mc Murray

Shell Canada, Imperial Oil, Husky Energy, ConocoPhillips, Statoil, Athabasca, 
Suncor, Nexen, Syncrude, Connacher Oil and Gas
hanno chiuso o preso misure di precauzione




The fire will likely burn for weeks and weeks


Fort Mc Murray, Canada. L'epicentro delle estrazioni di bitume del paese. La capitale delle Tar Sands dello stato dell'Alberta. La localita' con maggiore concentrazione di raffinerie e di impianti emissivi di CO2. Fort Mc Murray e' vittima del suo stesso trivellare. La citta' e' infatti sommersa da fiamme devastanti che hanno lasciato dietro ceneri, devastazione e paura, dovute principalmente ai cambiamenti climatici.

E' il cerchio che si chiude.

In questo inizio di Maggio 2016 a Fort Mc Murray le temperature sono piu' elevate del normale, la vegetazione e' secca, non piove da tanto, e' cosi' il numero di incendi aumenta a dismisura. Sono 330 per quest'anno, il doppio del normale. In piu' la stagione calda, in cui aspettarsi incendi si e' allungata di molto, dal 1 Maggio di ogni anni, come era nel 1979 al 1 Marzo come e' stato quest'anno.  

Gia' nel 2015 ci fu una lunga e inaspettata siccita'. Lo stato dovette dichiarare lo stato di "emergenza agricola" perche' mancava l'acqua per le irrigazioni. Anche l'inverno in Alberta e' stato caldo come non mai, con basse precipitaizioni nevose. Al tutto va ad aggiungersi la perturbazione El Nino che ha accentuato l'aridita'. Ai primi di Maggio la temperatura e' stata anche di 33 gradi centigradi, mentre in media e' di 14 gradi centigradi.

Il professor Mike Flannigan dell'Universita' dell'Alberta conferma che in larga parte gli incendi sono dovuti ai cambiamenti climatici. "This is consistent with what we expect from human-caused climate change affecting our fire regime" ha detto.

E non sono falo' di poca durata, e' una settimana e piu' che la situazione e' fuori controllo. La citta' di Fort McMurray ha quasi 90,000 abitanti, una superficie di circa 850 chilometri quadrati ed e' stata interamente evacutata. La maggior parte dei residenti ha trovato riparo ad Edmonton, la capitale dello stato. Le fiamme si sono propagate in fretta e la gente non ha avuto il tempo di prepararsi per abbandonare la citta'. A un certo punto anche l'autostrada era avvolta da fiammate giunte anche ad 80 metri di altezza.  Alcune persone sono state portate via in elicottero.

Si teme adesso che le fiamme possano anche arrivare all'infrastruttura petrolifera alla periferita della citta'.

Intanto sono andate distrutte 1600 case. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. La foresta arde. Il cielo e' arancione, nero, grigio. Non piu' azzurro.  L'aereoporto e' stato messo in salvo solo grazie ad una massiccia presenza di vigili del fuoco.  Il fuoco ha divorato piu' di 1000 chilometri quadrati.
I residenti parlano di scene di guerra.

Le autorita' sanno pero' che senza l'aiuto di madre natura, le fiamme saranno inarrestabili: semplicemente l'estensione territoriale dell'incendio e' troppo grande, i venti troppo forti.  Le fiamme continuano a mangiare tutto cio' che trovano. Sono riuscite a saltare fiumi e strade e se non arriva la pioggia ci sara' ben poco da fare. Il bello e' che non piove da due mesi a Fort Mc Murray.

Secondo le autorita' ci vorranno mesi per completamente estinguere il fuoco.

Intanto la NASA parla di un Marzo 2016 di caldo record, dopo un 2014,  un 2015 ed un Gennaio ed un Febbraio 2016 da caldo record.

Che dire. E' evidente che e' tutto parte della stessa storia. Quello che succede a Fort Mc Murray e' soltanto l'antipasto di quello che ci aspetta: eventi naturali che diventano estremi a causa dei cambiamenti climatici dovuti principalmente all'uso di fonti fossili. In questo caso sono incendi, ma sono stati e saranno uragani, allagamenti, piogge torrenziali, scioglimenti di ghiacciai. E' la natura che segue le sue leggi. Noi le diamo le condizioni iniziali, lei fa quello che deve fare.

E' solo che qui e' ironico perche' questa devastazione accade proprio nel cuore del problema: nella culla del petrolio canadese.

Qui le immagini di Fort Mc Murray divorata dall'incendio.