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Tuesday, April 2, 2019

Alaska: bocciate le trivelle di Trump, ripristinati i divieti di Obama






Un giudice federale d'Alaska ha deciso che trivellare in un area d'Alaska di 520 mila chilometri quadrati non si puo'.  E oltre ai mari d'Alaska non si potra' trivellare nemmeno in 15mila chilometri quadrati nell'Atlantico dal Maryland al Maine.

La decisione e' stata presa dal giudice federale Sharon Gleason, nominata da Obama nel 2012.

Questo provvedimento e' una brutta botta per Trump perche' potrebbe creare un clima di sfiducia quando in estate la sua amministrazione cerchera' di vendere altre concessioni in Artico.

Non solo, il giudice Sharon Gleason ha anche vietato la costruzione di una autostrada nel bel mezzo di una riserva naturale in Alaska.  Oltre a lei, un altro giudice, nominato invece dal presidente Reagan, Lewis Babcock, ha bloccato due concessioni per trivellare gas naturale in Colorado perhe' nei progetti non si teneva in sufficente considerazione l'impatto sulla vita animale e il contributo di queste trivelle ai cambiamenti climatici.

Si tratta di 171 pozzi in North Fork Valley, dove vivono elci, cervi e renne.

Molte di queste decisioni sono ostacoli posti sulla strada di Trump che voleva  eliminare tutte le protezioni e le aree protette stabilite sotto Obama.

La conta e' di circa 25 decisioni prese, dall'inizio della presidenza Trump, contrarie al desiderio di Trump di trivellare, trivellare, trivellare, spesso in barba a leggi promulgate per difendere ambiente, animali ed anime. Anche se ci sono appellli e ce ne saranno anche su queste ultime tre decisioni, e' innegabile che le corti abbiano posto un freno alla mania di bucare il mare e la terra del presidente arancione. 

Altre decisioni? Per esempio, agli inizi di Marzo, un altro giudice federale ha fermato le trivelle su altri 1200 chilometri quadrati nel Wyoming.

Ovviamente i petrolieri dicono che non sono contenti delle decisioni prese ma che continueranno a perseguire i loro diabolici programmi in altri mari, in nome del "potenziale energetico" della nazione e cosicche' "l'American consumer" potra' trarre benefici dalla leadership energetica del paese.  Parole di Erik Milito, vice presidente dell'American Petroleum Institute.

Ci ha visto invece bene Obama.

La protezione di queste terre e di questi mari era stata imposta sul finire del mandato Obama, sotto l'Outer Continental Shelf Lands Act, una legge che prevede che un presidente possa togliere unilateralmente terreni e mari dalla scure delle trivelle senza approvazione del congresso, ma che allo stesso tempo impone che per *ripristinare* quelle stesse trivelle, occorra invece il consenso parlamentare.

E' stato questo infatti il verdetto di Sharon Gleason: che se Trump vuole trivellare quei mari protetti da Obama, deve prima cercare l'approvazione del governo. Non puo' farlo di testa sua. Quindi, per Obama e' stato facile proteggere, mentre per Trump sara' piu' difficile distruggere.  

E quindi tutte le protezioni del mare varate il 27 Gennaio 2015 prima e il 20 Dicembre 2016 poi restano in piedi, finche' non parla il Congresso. E visto che il congresso e' in mano democratica, poco ci credo che Trump la possa spuntare in tempi brevi.

E l'autostrada? La mitica Sharon Gleason ha riconosciuto che il segretario dell'interno, Ryan Zinke, non ha ben giustificato l'utilita' dell'autostrada nel bel mezzo dell'Izembek National Wildlife Refuge, dove tante specie migratorie si fermano in inverno e che e' stato protetto per decenni. 

Vince l'ambiente, vince Obama.


Sunday, October 12, 2014

Le renne radioattive di Norvegia




La scorsa settimana il Norwegian Radiation Protection Authority ha reso pubblico il suo State of the Environment, un rapporto annuale sullo stato dell'ambiente. Il governo ha trovato alti livelli di cesio-137 nelle renne selvatiche che vivono nel Jotunheimen National Park del paese.
 
Il cesio-137 e' un isotopo che in buona parte deriva dalle reazioni che si usano nelle centrali nucleari.  Chernobyl in questo caso.

E infatti quasi trenta anni fa, l'esplosione della centrale nucleare sovietica rilascio' cesio-137 in atmosfera che in qualche modo arrivo' in Norvegia, fu assorbito nel sottosuolo ed eccoci qui, e' arrivato nel corpo delle renne.

Inger Margrethe H Eikelmann, una delle scienziate coinvolte nello studio ricorda che in realta' la Norvegia fu relativamente fortunata in quanto non fu molta la radioattivita' giunta nel paese a causa di Chenobyl. Ci sono pero' delle specie che sono piu' sensibili alla radioattivita', in particolare i funghi
della specie Cortinarius caperatus che concentrano il cesio-137 dal terreno al loro interno.

E infatti subito dopo il disastro nucleare il commercio e il consumo di questo tipo di funghi fu vietato fino al 2002.

Chi mangia questi funghi oltre all'uomo? Le renne di Norvegia. E ovviamente piu' funghi mangiano, maggiore e' la radioattivita', e quindi le concentrazioni di cesio-137 fluttuano con le annate e con l'abbondanza di funghi.

Nel 2014 ce ne sono stati tanti - una caratteristica delle estati umide e lunghe, come quella di quest'anno, quando la temperatura media per un po di tempo e' arrivata a 30 gradi anche in Norvegia.

L'unita' di misura della radioattivita' e' il becquerel.  A Settembre di quest'anno la media di cesio-137 nelle renne fu di  8,200 becquerel per chilogrammo, mentre due anni fa il tasso era 1,500 becquerel per chilogrammo.

Tutto questo non ha sorpreso i ricercatori perche' e' noto che le renne amano questo tipo di funghi. 

I livelli di radioattivita' sono “extremi” dice Lavrans Skuterud, un altro scienziato coinvolto nelle misure.  E non ci sono solo le renne, ma anche le pecore. Per loro il livello considerato sano di radioattivita' e' di 600 becquerel per chilogrammo. In quelle catturate nella stessa zona delle renne, il livello era di 4500 becquerel per chilogrammo.

Che fare?

Beh, una delle soluzioni e' di non portare renne al macello per il consumo di carne fino a Novembre, quando i livelli di radioattivita' scenderanno e nel frattempo fargli mangiare cibo senza radioattivita'.
Piu' di questo non sanno pensare, perche' cosa altro puoi fare? 

Non e' ben chiaro quali siano gli effetti alla salute delle renne radioattive, che in generale appaiono sane, ne su chi mangia quelle carni - in particolare la popolazione Sami della Norvegia settentrionale.

Il cesio-137 di Chernobyl arrivera' al suo "half-life" nel 2016, quando la radioattivita' sara' meta' di quella originale, ma per far scomparire il resto, ci vorra' molto, moltissimo tempo.

Nelle parole di Inger Eikelmann “It will never be zero.”

Questo per ricordare che come per il petrolio, come per il nucleare, basta un solo incidente a cambiare la nostre vite - e quelle delle renne -  per sempre, o comunque per molto tempo e in modi che non possiamo prevedere.


Gypsy mushrooms are a favourite food of reindeer.