.

.
Showing posts with label pipeline. Show all posts
Showing posts with label pipeline. Show all posts

Sunday, June 17, 2018

I contadini del Nebraska restituiscono la terra agli indiani d'America per fermare oleodotto










E' la prima volta nella storia degli USA che succede.

E succede per cercare ancora una volta di scongiurare l'odiatissimo oleodotto della TransCanada Keystone Pipeline che dovrebbe attraversare le terre degli indiani d'America.

Una coppia del Nebraska, Art ed Helen Tanderup hanno trasferito parte della loro terra alla tribu' dei Ponca. Si tratta di circa 1.6 acri di terreno che cadono nel cosiddetto "Trail of Tears." dei Ponca.

E' una piccola donazione certo, ma con un risvolto importante.

Gli indiani hanno uno status speciale, ed e' molto piu' difficile ottenere permessi per interventi di alto impatto ambientale, perche' hanno sovranita' sui loro terreni. Cioe' decidono loro, non lo stato o Washington.

E cosi adesso TransCanada dovra' vedersela con i Ponca e non con Mr. e Mrs. Tanderup.

Per di piu' il Trail of Tears, il tracciato delle lacrime, e' considerato sacro, perche' gli indiani forzati ad abbandonare le loro terre in Nebraska in favore dell'uomo bianco l'hanno percorso con lacrime, fame e sudore nel 1877, per arrivare nelle riserve designate per loro in Oklahoma dal governo centrale.

Avevano solo mais da mangiare. Molti sono morti, stremati.

I Ponca si stanno dando da fare per installare progetti solari proprio lungo il corso dell'oleodotto, per piantare mais della resistenza, simbolo del Trail of Tears, e per ostacolare Keystone XL il piu' possibile.

La donazione di Mr and Mrs Tanderup e' stata applaudita da ambientalisti, indiani d'America e dalle persone di buon senso che non ne vogliono piu' sentire di terreni dati in pasto ai petrolieri e che invece chiedono a gran voce una transizione veloce verso le rinnovabili.

Ma il loro gesto e' piu' profondo ed e' figlio di una sensibilita' piu' antica. E' da 5 anni che i due piantano mais nel loro terreno in coinidenza con il tracciato delle lacrime, in onore del fatto che gli indiani durante il loro tragitto avevano solo quello da mangiare.

Ogni anno il mais raccolto lungo il tracciato viene donato ai Ponca in memoria di tutti gli eventi tragici del 1877.




Thursday, February 23, 2017

Dakota Access Pipeline - di cotanta speranza ai Sioux restano le fiamme


















Queste un po le scene da e intorno a Cannon Ball, nel North Dakota.

I campi di protesta degli indiani e dei loro sostenitori sono stati evacuati con la forza da membri delle forze dell'ordine hanno perlustrato le tende e arrestato dozzine di persone.

Ci sono volute tre ore e 220 poliziotti, nonche' 18 guardie nazionali per andare tenda per tenda.

Fra gli arrestati 46 persone, incluso un gruppo di militari di guerra che hanno resistito per un ora di tempo.

E come poteva essere altrimenti? Ci erano riusciti pelo pelo sotto Obama ad ottenere un fermo temporaneo, figuriamoci se con il nuovo presidenteil fermo poteva restare.

E cosi, tutti via. Mica un oleodotto da 3.8 miliardi di dollari piu' aspettare? 
Tutti via, volenti o nolenti, e a sfregio bruciano pure tutto quello che trovano.

Alcuni dei protestanti,per la maggior parte indiani, erano li, vicino al Standing Rock Indian Reservation, da Aprile 2016.  Al culmine delle proteste c'erano migliaia di persone. Adesso ne erano rimaste poche centinaia a causa del freddo e dell'arrivo dei tribunali.

A costruire l'oleodotto la ditta del Dallas chiamata Energy Transfer Partners in cui Donald Trump e' o e' stato un investitore. Non si sa con certezza se lo sia ancora perche' il nostro presidente (brr!) non rende i suoi investimenti pubblici, ma di certo si sa che fino a Novembre 2016 lo era, come riportato da Forbes Magazine.  Il cosidetto Army Corps of Engineers che si occupa della manutenzione dei sistemi idrici della nazione aveva annunciato che occorreva sgomberare tutto entro il giorno 22 Febbraio, per questioni di sicurezza legate a possibili inondazioni e straripamenti di fiumi. 

Dicono pure che erano preoccupati per la sicurezza dei manifestanti e della grande quantita' di monnezza che avevano lasciato - tende, e macchine che avrebbero potuto finire nei fiumi.  Mercoledi 22 Febbraio erano quasi tutti andati via, a parte qualche recidivo, fra cui il gruppo di veterani di guerra.  

Non e' ben chiaro perche' ld tende e tutto il resta e' stato bruciato: alcuni dicono che la bruciatura era necessaria perche' le tende erano ormai ghiacciate e semi incorporate al tereno; altri che la bruciatura era un riturale indiano. 

E cosi, tre ore dopo era tutto finito.

Almeno a Standing Rock. 

E questo perche' uno dei rappresentanti dei Sioux, Chase Iron Eyes, ricorda che la battaglia continuera' nei tribunali e con il supporto dell'opione pubblica. 

Intanto la Energy Transfer Partners ha incominciato i lavori per stendere il suo tubo di petrolio sotto il lago Oahe vicino al fiume Missouri. 

E cosi avremo petrolio fresco fresco dal North Dakota fino all'Illinois.

Che vuoi che siano i diritti delgi indiani.

Che vuoi che siano i diritti di chiunque.

Sunday, December 4, 2016

I Sioux esultano: l'oleodotto nelle terre degli indiani a Standing Rock non passa - per ora.
























“The bitter cold has not chilled the passion behind stopping the pipeline. The many members of ‘Veterans Stand for Standing Rock,’ brought supplies such as gas masks, earplugs and body armor, to stand firm as a unit to protect protesters from the police and their rubber bullets. 
But instead, tonight they dance.

 It looks like the Americans have won, after all.”


La notizia e' appena arrivata: l'Army Corps of Engineers ha annunciato che non approvera' i permessi per costruire il Dakota Access Pipeline sotto un pezzo del fiume Missouri e vicino a terre sacre agli indiani d'America. Si temeva per l'inquinamento dell'acqua e per la devastazione dei cimiteri centenari.

Jo-Ellen Darcy la Assistant Secretary delle opere interne per conto dell'Army dice che considereranno percorsi alternativi, in cui ci saranno delle valutazioni di impatto ambientale con le osservazioni del pubblico. 

La storia parte molto tempo fa.

Il Dakota Access pipeline e' un proposto oleodotto di 1700 chilometri che avrebbe dovuto trasportare 400,000 barili di petrolio ogni giorno (64 milioni di litri!) provenienti dai campi petroliferi detti Bakken e Three Forks nel nord Dakota ed estratti con il fracking, nella sua versione per petrolio.

In questo momento il petrolie viene trasportato via rotaia. L'oleodotto cosi come era stato proposto nel 2014 avrebbe dovuto attraversare il North Dakota, South Dakota, lo Iowa, e poi finire nella citta' di Patoka, nell'Illinois. Da qui, una ragnatela di altri oleodotti avrebbero dovuto trasportare il petrolio in tutta la nazione.

Dicono che l'oleodotto servira' a decongestionare il trasporto su rotaia ed a renderlo meno pericoloso, e dunque a salvare l'ambiente.

Dicono.

Arrivano i costruttori a realizzare questo DAPL - Dakota Access Pipeline. La ditta si chiama proprio come l'oleodotto, Dakota Access ed e' una filiale della Energy Transfer che gia' controlla 114mila chilometri di oloeodotti USA.

Indovinate con chi fa affare questa Dakota Access e questa Energy Transfer?

Con il futuro presidente Trump!

Il quale aveva anche annunciato il suo supporto per tale oleodotto.
Inziamo bene.... 

Ad ogni modo, la costruzione del DAPL e' iniziata verso Aprile 2016, dopo essere stata approvata da vari enti statali interessati, e dopo anche vari espropri di terre di privati.

Piu' o meno siamo ora all'87% del tracciato gia' completato. Doveva essere tutto finito entro il 1 Gennaio 2017.

Ma ci sono di mezzo gli indigeni, gli indiani d'America che protestano da due anni almeno.

Non vogliono l'oledotto. Punto. Questo perche' vivono in simbiosi con l'acqua del fiume Missouri, sotto il quale dovrebbe passare l'oleodotto, e sono preoccupati di eventuali perdite che potrebbero inquinarla. E poi come detto sopra,  l'oleodotto si snoderebbe fra terre a loro sacre, siti archeologici e cimiteri. Soprattutto, dicono di non essere mai stati interpellati nella progettazione di questo oleodotto.

Le proteste si sono intensificate nell'estate del 2016: quando quelli della Dakota Access si intestardiscono e decidono di non voler cedere nemmeno su un particolare tratto dell'oleodotto. E' un tracciato particolare, sotto il Lake Oahe, anche questo parte del sistema idrico del Missouri, lago particolarmente prezioso ai Sioux e a soli 800 metri dalla loro riserva.

I permessi per gli oleodotti negli USA devono essere dati da vari enti. Gia' a Settembre 2016 l'amministrazione Obama aveva dato il suo no al cosiddetto DAPL. La palla passava appunto a questo Army Corps of Engineers.

Chi sono costoro?

E' un corpo piu o meno indipendente fondato circa 200 anni fa per studiare ed approvare a livello centrale strade, canali, ferrovie ed altra infrastruttura di "importanza nazionale" che magari comprendono piu' stati e che in qualche modo interessano l'approvvigionamento idrico nazionale.

Per esempio, quando venne approvato il Clean Water Act, sotto Nixon nei primi anni '70, questi dell'Army Corps furono incaricati di sorvegliare tutte le infrastrutture idriche nazionali per far si che   i controlli all'acqua potabile venissero eseguiti secondo la nuova legge e che i limiti di inquinamento venissero rispettati.

L'Army Corps deve dunque dare il suo nulla osta a tutti i progetti che in qualche modo intaccano o hanno la possibilita' di intaccare la rete e le sorgenti idriche nazionali.

E doveva darlo -- e l'ha dato -- anche per il Dakota Access Pipeline.

Le cose pero' si complicano quando di mezzo ci sono gli indiani d'America, maltrattati da 500 anni.

Gli indiani hanno un attaccamento profondo alle loro terre, e in teoria le riserve in cui vivono sono oggi sotto la propria giurisdizione. Sulle riserve per molte cose hanno l'autonomia e possono decidere da se.  C'e' pero' una imporante considerazione: durante la conquista del west le tribu' indigene vennero spesso spostate dalle loro terre ancestrali verso altri siti, che oggi sono diventate le riserve indiane.

In molti casi queste riserve nulla hanno a che fare con i siti storici. Cimiteri, aree archeologiche e altre zone che gli indiani considerano sacre non sempre (e anzi quasi mai!) sono dentro i confini delle riserve. Semplicemente a suo tempo le riserve vennnero disegnate a tavolino altrove, senza preoccuparsi di metterci dentro l'area X perche' non ci pensarono o perche' era impossibile farlo.

L'Army Corps riconosce tutto cio' e quindi ogni volta che devono approvare un progetto nelle vicinanze di siti di indiani d'America sono sotto l'obbligo di fare tutto il possibile per identificare siti archeologici o storici di speciale importanza per le tribu indiane vicino a tali progetti, anche se fuori dalle riserve, e soprattuto che gli indiani debbano essere interpellati *prima* che le loro ex-terre diventino qualsiasi altra cosa.

E questo, in questo caso non e' successo.

I Sioux di Standing Rock Sioux non sono stati consultati -- o cosi dicono.

L'Army Corps e i signori del Dakota Access dicono invece di si ed e' in base a questa supposta consultazione che hanno hanno approvato il tutto con un "fast tracking".

Ma i Sioux sono stati consultati si o no?

E' proprio su questa domanda che ad Agosto 2016 si apre un contenzioso legale con i Sioux che chiedono che i lavori siano fermati anche sulla base della supposta non-consultazione ne con loro ne con nessun altro. Non ci sono neanche state approfondite valutazioni ambientali.

Le autorita' locali dicono invece che "molto probabilmente" i Sioux erano stati consultati e quindi si poteva continuare con questo oleodotto.

Le proteste si allargano, iniziano a parlarne l'intero paese. Arrivano i protestanti sui siti in massa.

La Dakota Access continua a costruire il suo oloedotto in zone di minor dissenso. 

Poi il Dipartimento della Giustizia, il Dipartimento dell'Army, il Dipartimento dell'Interno sotto l'amministrazione Obama mandano una ingiunzione per fermare tutti i lavori sulle terre che i Sioux considerano sacre in modo da capire come procedere, mentre ci sono i vari teatrini sulla consultazione si o no.

Viene chiesto a piu' parti da questo Army Corps of Engineers di rivedere la propria posizione e di fare una valutazione di impatto ambientale piu' approfondita, che consideri maggiormente l'opinione dei Sioux.

Intanto la protesta si allarga.

Quasi tutte le tribu' americane hanno dato il loro supporto ai Sioux di Standing Rock. Vari membri della Camera e del Senato hanno scritto ad Obama chiedendogli di intervenire direttamente per fermare l'oleodotto della nostra discordia.

Sono state settimane intense, con feriti, atti di vandalismo, tensione, giornalisti arrestati.

Ma gli indiani e chi li appoggiava non si sarebbero arresi.  Intanto i lavori in altre parti del tracciato sono andati avanti, ed e' per questo che in realta' l'oleodotto, a parte il pezzetto dei Sioux, e' quasi completo.

Ma lo stesso, questa decisione odierna, dell'Army Corps of Engineers segna una vittoria. Dopo tanti mesi di testardaggine, infatti, quelli dell'Army Corps oggi 4 Dicembre 2016 si sono dovuti arrendere all'evidenza, ad ammettere che non avevano fatto le cose per bene nell'approvare questo Dakota Access Pipeline cosi in fretta e senza interpellare i diretti interessati.

Dave Archambault II, il rappresentante dei Sioux di Standing Rock ha ringraziato tutti - Obama, il Dipartimento della Giustizia, il Dipartimento dell'Interno, e pure l'Army Corps per questo risultato. 

Dopo mesi e settimane di angoscia, oggi hanno esultato un po tutti al canto di “We will not fight tonight, we will dance!”

La gente era qui accampata da settimane e mesi, e ci si preparava a resistere per tutto l'inverno, accampati al freddo pur di non darla vinta ai petrolieri. 

Erano arrivate le celebrita' in persona o a dare il loro supporto - da Jane Fonda a Mark Ruffalo, da Leonardo di Caprio a Robert Kennedy, da Susan Sarandon a Ben Affleck, da a Shailene Woodley. Ci sono state azioni di protesta in vari campus americani, per le strade di Washington e di New York, e qualche giorno fa sono arrivati anche 2mila veterani di guerra a dare una mano.

Neve, freddo, minaccie. Non c'e' stato niente da fare, alla fine, abbiamo vinto ancora noi, gente normale, con la persistenza, e la resistenza ad oltranza.

Grazie. E' un bel giorno.

PS: Non ho mai parlato del referendum italico del 4 Dicembre perche' non voglio fare l'esperta di cose che non mi competono. Ma che questo annuncio dei Sioux arrivi lo stesso giorno della vittoria del No fara' di questa domenica, una bellissima domenica di tardo inverno e di speranza.