.

.
Showing posts with label pesce. Show all posts
Showing posts with label pesce. Show all posts

Thursday, April 18, 2019

Il cucciolo di orso polare vaga a 700km dalla sua casa, affamato e smagrito






Siamo in Russia, nel villaggio di Tilichiki dove il 16 Aprile un orso polare e' stato avvistato in citta'. La sua tana e' a 700 chilometri piu' a nord.

Cosa ci faceva cosi lontano dal suo habitat naturale?

Cercava cibo. L'orso non mostrava segni di aggressione, ma era stanco e magro ed ha circolato per vario tempo in tutta la penisola di Kamtchatka dove si trova il villaggio di Tilichiki appunto alla ricerca di qualcosa da mangiare. I residenti gli hanno dato del pesce.

Si ipotizza che l'orso abbia circa due anni e che abbia viaggiato su un isolotto di ghiaccio dal Bering Sea fino alla penisola in questione. Tipicamente gli orsi vivono con le loro madri fino ai tre anni, quindi questo esemplare e' un cucciolo, non abituato a cercare cibo da solo.

E' questo un fenomeno che preoccupa sempre piu' i villaggi della Russia settentrionale perche' le storie di orsi affamati diventano sempre piu' numerose e piu' tristi. L'idea e' di sedarlo e di riportarlo a casa con trasporto aereo.

Povero orso, vaglielo a spiegare che questi sono i nostri tempi moderni, eh?

Wednesday, May 3, 2017

Meta' della vita marina e' scomparsa in 40 anni



L'uomo.

Abbiamo distrutto meta' della vita marina negli scorsi 40 anni.

Uno ci deve pensare -- il pianeta vive, si evolve, si adatta per miliardi di anni. Arriviamo noi e in 40 anni distruggiamo tutto quello che madre natura ha perfezionato per cosi a lungo.

Tutto questo e' il risultato di inquinamento, pesca industriale, cambiamenti climatici. E ha per conseguenza non solo la fine di specie animali e della biodiverstia' sul pianeta, ma anche della vita degli umani, specie in paesi dove la pesca e l'agricoltura sono le fonti primarie di lavoro e di approviggionamento alimentare.

Tonni e sgombri sono diminuiti del 75% dal 1970 ad oggi.

Un quarto di specie di squali e di raggi sono vicini all'estinzione.

La barriera corallina d'Australia e morta o morente.

La meta' di tutti i coralli del mondo e' scomparsa.

Se non cambia niente entro il 2050 i coralli non ci saranno piu'.

E' grave questo? Certo, perche' sebbene i coralli occupino meno dell'1% della superficie oceanica, un terzo delle specie marine vivono qui o in stretto contatto con le barriere coralline.

Le mangrovie, e le poseidonie oceaniche sono scomparse in molti angoli del pianeta.

Il 29% delle specie commestibili di pesce e' calato del 90%.

E non solo il brodetto di pesce che scompare quanto la protezione offerta da queste specie animali in termini di "purificatori" naturali del mare. Aiutano a contrastare il dilagare di alghe e proteggono le coste.

Un gruppo di scienziati canadesi, guidati da Boris Worm della Dalhousie University in Halifax, Nova Scotia aveva gia' preannunciato tutto questo: se non facciamo niente, entro il 2048 potrebbero scomparire tutte le specie marine: la biodiversita' cala, l'ambiente marino declina e le nostre vite cambiano, e non per il meglio.

La biodiversita' e' fondamentale: piu specie ci sono nel mare, piu' sano e'.

Intanto siamo entrati nella sesta era di estinzioni di massa. Le specie animali e vegetali scompaiono a un tasso 100 volte superiore rispetto a 100 anni fa.

La quinta era di estinzioni di massa fu quella di 65 milioni di anni fa - morirono tutti i dinosauri.

Chissa' se l'uomo sopravvivera' a se stesso dopo la fine della sesta era delle estinzioni di massa.

Thursday, May 21, 2009

L'affondamento della Prestige: nunca mais










La petroliera Prestige si inabisso' lungo le coste spagnole della Galizia nel 2002.

Fu il peggior disastro ambientale della storia della Spagna. Migliaia e migliaia di chilometri di costa e di spiagge spagnole e francesi furono devastate. Furono contaminate anche l'isola di Wight, e le isole Canarie.

L'incidente fu a causa di una tempesta che causo' il distacco di un pezzo di nave e da cui vennero riversati in mare 20 milioni di galloni di petrolio, circa 80 milioni di litri.

La nave peregrino' per vari porti perche' nessuno voleva accoglierla, e alla fine si inabisso' nel mare.

Il comandate della nave fu arrestato per non avere collaborato nell'opera di salvataggio e per distruzione ambientale.

Il rilascio del carico di petrolio della Prestige duro' per mesi, riversando 500 litri al giorno senza sosta.

Il risultato e' che ci furono morie di coralli, squali, pesci e di uccelli. L'industria della pesca soffri' moltissimo e tutta l'attivita' fu fermata per sei mesi a causa del grave inquinamento. Il governo spagnolo fu accusato di voler minimizzare la portata dell´incidente per non creare danni di immagine.

Nonostante l'opera di pulizia, portata avanti soprattutto dai volontari della Galizia e nonostante le premure di tenere tutto a tacere, l'inquinamento persistette, anche se non in modo visibile come le macchie nere del petrolio. Dopo un anno dall'incidente infatti, ci furono studi dell'Universita' de La Coruna a mostrare che a causa del petrolio della Prestige, pesci, crostacei e polipi avevano alti livelli di idrocarburi aromatici policiclici (il benzene), che sono cancerogeni.

Si calcolo' che la vita marina sarebbe stata impattata dagli scarichi per almeno 10 anni e che tutta la catena alimentare ne avrebbe risentito, dal plankton all'uomo. Il fermo dei sei mesi, secondo vari ricercatori non e' stato sufficiente a garantire l'assoluta sicurezza dei prodotti marini, infatti si consiglia ancora di non mangiare pesce della Galizia.

Alla fine dell'operazione pulizia i cittadini formarono un gruppo detto "Nunca mais" per vigilare sul loro mare e per chiedere risarcimenti. Il costo sia economico che ambientale, fu paragonabile a quello della petroliera americana che si inabisso nell'Alaska, la Exxon Valdez: entrambi gli incidenti costarono attorno ai 2 mila miliardi di euro.

Il porto di Ortona continua ad ingrandirsi, nel silenzio generale. Nonostante le parole di Scaroni all´Aquila, quel porto e' li per commerciare petrolio, che arrivera' da Ombrina, Pineto, Miglianico, Vasto, Teramo e da altre localita' dell´entroterra pronte ad essere trivellate a partire dal primo gennaio 2010. Come ho ripetuto all'inverosimile, gli incidenti petroliferi sono frequenti, gravi, e riversibili solo su scale molto molto lunghe ed il porto in quella posizione cosi centrale per la costa teatina e per questo infelice ne aumentera' le possibilita'.

Ad Ortona, cittadini e amministratori avevano una scelta: turismo o petrolio. A parte qualche eroico gruppo di persone, la maggior parte degli Ortonesi, per silenzio, ignavia o menefreghismo ha effettivamente scelto il petrolio per la propria citta.

E' triste ma e' cosi.



Fonti:New Scientist, Wikipedia