.

.
Showing posts with label fiscali. Show all posts
Showing posts with label fiscali. Show all posts

Friday, September 16, 2016

Chevy Bolt EV: la prima macchina elettrica normale con 400 chilometri di autonomia






Per una volta la normalita' vince. 

Siamo tutti un po innamorati della Tesla, con il suo stravangante boss, Mr. Elon Musk, cosi carismatico, coraggioso, e impaziente di cambiare l'automobilismo mondiale. La sua idea era -- ed e' -- semplice: piano piano creare un mercato vero di automobili elettriche che possano in un futuro il piu' possibile vicino a noi prendere il posto di quelle a benzina.

Fra le tante difficolta' quella di creare veicoli ad un costo ragionevole e che possano andare a lungo e lontano senza bisogno di ricariche troppo frequenti.

Musk ci si e' gettato anima e corpo, creando vari modelli, belli, green, e lussuosi, ma che mantengono in un certo senso l'aura dell'esclusivita', se non fosse altro per il prezzo delle Tesla. Ma considerato che e' stato il pioniere e che tutto quello che e' venuto dopo (dal parlare di auto elettriche al farle) e' stato grazie alla visione e all'osare di Musk, onore e rispetto a lui. 

Ed ecco che compare la nostra normalita': la Chevrolet -- detta comunemente Chevy -- un marchio comune qui negli USA, non certo un marchio come BMW o Mercedes o, appunto,Tesla. Un marchio normale di proprieta' della General Motors.

Ebbene, la Chevrolet ha appena annunciato il lancio sul mercato del loro nuovo modello, la Bolt EV interamente elettrica. Questa macchina fara' quasi 400 chilometri con una ricarica sola.

Per la precisone 383 chilometri - cioe' 238 miglia.

E' un record mai raggiunto per una macchina "normale".

E non e' un numero che si sono inventati quelli della Chevrolet. E' una cifra certificata dall'EPA - l'agenzia per la protezione dell'ambiente degli USA.

Il giornalista-recensore del Los Angeles Times, Charles Fleming,  l'ha sperimentata lungo la Scenic Route One, da Monterey (un po piu' a sud di San Francisco)  a Santa Barbara (un po piu a nord di Los Angeles). E ha verificato, che si, la Bolt EV fa esattamente quanto promesso.

Quasi 400 chilometri su una sola carica.

Dice che guidarla e' un piacere, che e' silenziosa, facile da manovrare, comoda.  Ricorda che la Chevy Bolt ha una batteria a 288 celle che le permette di essere spaziosa ed avere il bagagliaio libero. Si puo' ad ogni momento sapere quanta energia si sta usando e quanto manca alla scadenza dell'autonomia. La macchina e' programmata per non superare mai le 92 miglia orarie - cioe' 150 chilometri all'ora.

Fleming dettaglia il suo viaggio con tutte le sue fermate, il tipo di tracciato e ricorda che in realta' l'autonomia dipende dal tipo di guida fatta. Nel suo caso una guida prudente -- appunto normale! -- gli fa scoprire che in realta' la Chevy Bolt EV puo' anche arrivare a... 290 miglia, cioe' 460 chilometri.

Per certe macchine e' piu' dell'autonomia di un pieno di benzina.

In realta' c'e' un modello che promette la stessa autonomia. E' la versione piu' costosa della Tesla Model S, che costa 110,000 dollari. Minimo. La Chevy Bolt EV costera' circa 37,500 dollari.

E' evidente che e' qui la differenza: la Tesla costa tre volte di piu'.  E se vogliamo fare della guida elettrica qualcosa di massa, e' la Chevy che diventa straordinaria nel suo prezzo e nel suo prodotto.

Il governo della California fra l'altro offre vari sgravi fiscali che possono far abbassare il costo a circa 30,000 dollari.

Qui negli USA e' considerato un prezzo piu' che normale.

Il tempo di ricarica della Chevy Bolt EV e' di meno di due ore sul ricaricatore piu' veloce - il Level 3 fast charger e di 9 ore sul Level 2 fast charger. Se uno la ricarica invece con la corrente di casa ci vogliono invece 59 ore, due giorni e mezzo.
La Chevy Bolt EV verra' messa in vendita alla fine del 2016 in tutti gli USA e sara' costruita in Michigan.

Quali sono le prospettive per il successo della Bolt EV? 

La Chevy ha dietro di se decenni di esperienza, rivenditori in tutti gli USA, e una affidabilita' che viene appunto dal suo essere un marchio normale. Non e' la stravagante e costosa Tesla. E questo potrebbe portare gli aquirenti a non guardarla con il sospetto di una cosa nuova e di moda passeggera, ma invece come una vera alternativa alle auto a benzina.

Si stima che le vendite raggiungeranno il 100mila veicoli nel primo anno, proprio per il suo essere normale - normale nel prezzo, nell'autonomia a cui siamo abiutati, nel suo aspetto. 

E potrebbe essere proprio questa normalita' a fare della Bolt EV un gran sucesso e a trasformarla in qualcosa di straordinario per il nostro pianeta.




Thursday, February 4, 2016

Sussidi fossili planetari: dieci milioni di dollari al minuto









While the large size of our new estimates may be surprising, 
it is important to put in perspective just how many 
health problems are linked to energy consumption and air quality.



One in eight global deaths are attributable just to air pollution.

Organizzazione Mondiale della Sanita'



This very important analysis shatters the myth that fossil fuels are cheap by showing just how huge their real costs are. There is no justification for these enormous subsidies for fossil fuels, which distort markets and damages economies, particularly in poorer countries

Nicholas Stern,  London School of Economics
 

E'  una cifra strabiliante: $5.3 trillioni di dollari, il 6 e mezzo percento del PIL mondiale. E' la quantificazione dei sussidi energetici fossili mondiali nel 2015.

E' difficile fare un vero conto dei sussidi governativi all'industria fossile. Questo perche' molte sono le definizioni di sussidi e ciascun governo le presenta secondo criteri propri. Ma quale che sia il modo di contare, sono sempre una enormita' di fondi pubblici e di agevolazioni in tasse, in servizi, che finiscono dalle tasche di tutti a quelle di pochi. 

La questione piu' importante di tutte e' che oltre ai soldi veri e propri, alle agevolazioni fiscali, e a tutti i benefici "diretti" ci sono altri sussidi che e' difficile quantificare: come si quantificano la salute delle persone, la distruzione dell'ambiente, i cambiamenti climatici che oil, gas e carbone hanno portato a questo martoriato pianeta?

Qualche mese fa, un report del Fondo Monetario Internazionale ha cercato di fare delle stime. Per il 2013 si parlava di $4.9 trillioni di "benefici" per i nostri amici fossili; per il 2015 appunto di $5.3 trillioni. Questi "benefici" sono stimati essere sussidi diretti -- cioe' vile denaro -- e indiretti cioe' alberi e polmoni, ogni anno.

Ci vuole un po' di tempo per capire l'enormita' della faccenda, ma tutti questi trillioni sono 5,300 miliardi di dollari, sono 5,300,000 milioni di dollari. O se vogliamo fare la divisione, sono 10 milioni al minuto, ogni santo minuto, ogni santo giorno.

Come e' arrivato il Fondo Montetario Internazionale a questa stima che loro stessi dicono essere sorprendente? Oltre ai miliardi diretti che dal pubblico sono finiti nelle tasche dei signori del fossile, tre quarti di questi 5,300,000 milioni di dollari sono stati stimati essere derivanti dai costi in salute.  Cioe' stiamo rimpinguendo le casse di oil gas e carbone con la nostra salute.

La cosa buffa ma non troppo e' che David Coady uno degli autori del rapporto del Fonto Monetario Internazionale quando sono arrivati alla cifra di 5.3 trillioni di dollari, pensava di avere sbagliato a fare i conti.  Ma poi si e' accorto che le cifre erano giuste. “It is the true cost associated with fossil fuel subsidies.”

Per quanto riguarda i fondi diretti dalle stime di Oil Change International, una non-profit americana si calcola che se si mette tutto assieme e al netto di costi alla salute si arriva a cifre che oscillano dai 775 miliardi di dollari fino ai mille miliardi 

Il giorno 3 Dicembre 2015 le agenzie internazionali Climate Change International e Climate Action Network hanno poi reso noto i livelli di sussidi diretti al solo petrolio nei paesi industrializzati e li hanno messi a confronto con i fondi stanziati per l'energia rinnovabile, nella forma del Green Climate Fund. Fanno 80 miliardi di aiutini per cercare monnezza.

In media, si spende 40 volte di piu' sul petrolio che su sole e vento.



oilchangeinternational-climateaction


L'Australia da 113 volte di piu' per la ricerca di petrolio che alle rinnovabili. Il Canada 79 volte di piu'. Il Giappone 53, il Regno Unito 48, l'Italia 42, gli USA 32 volte di piu', la Germania 21 e la Francia 6.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, se eliminassimo i sussidi all'industria fossile, le morti per inquinamento atmosferico verrebbero dimezzate, si potrebbero evitare 1.6 milioni di decessi e le emissioni in atmosfera calerebbero del 20%. Questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice il Fondo Monetario Internazionale che non mi pare proprio questo grande ente ambientale.  Dal canto suo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' dice che tenere le fonti fossili sottoterra portera' a benefici significativi alla salute e all'economia locale.


E in Italia? Secondo Oil Change International i fondi fossili diretti del nostro paese sono 3 miliardi e mezzo. Altri dati di Legambiente parlano di quasi 15 miliardi di dollari. Comunque sia, sono cifre enormi.

Infine, sempre secondo Oil Change International i paesi del G20 ogni anno usano circa 88 miliardi di dollari pubblici come sussidi alla ricerca di petrolio.

La cosa triste e' che questi miliardi di sussidi esplorativi sono il doppio di quello che costerebbe portare elettricita' e riscaldamento in tutte le case del pianeta entro il 2030.