Grazie Don Carmine, il portavoce della Conferenza Episcopale D'Abruzzo e del Molise contro Ombrina Mare e tutti gli scellerati progetti di devastazione ambientale d'Abruzzo.
Chiodi ci senti?
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In questi giorni e' diventata nota l'approvazione da parte del Ministero dell'Ambiente del progetto petrolifero denominato Ombrina Mare 2.
Dopo le paure scatenatasi nelle scorse settimane, dopo le notizie che per qualche giorno sono state diffuse su uno sversamento al largo di Rospo Mare, ancora una volta sento alzarsi con forza
sentimenti di tristezza e timore da tantissimi abruzzesi.
L'Ufficio di Pastorale Sociale, per conto della CEAM, si e' gia' espresso varie volte negli anni, inviando anche proprie osservazioni al progetto petrolifero in oggetto.
Gli stessi arcivescovi e vescovi della CEAM hanno presentato in due occasioni analoghi comunicati per esortare tutti alla custodia del Creato e ad uno sviluppo sostenibile, partecipato democraticamente e nell'interesse del bene comune e non solo di una parte del Paese.
Auspico ancora che la politica tutta, dai futuri parlamentari fino ai Consigli Comunali, e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che e' la Costa
Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.
Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato, ponete la sua salvaguardia al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune, rifuggite da interessi particolari ed egoistici, che possono
compromettere il benessere di tutti e la capacita' di futuro delle giovani generazioni.
Ai credenti, in particolare, si impone il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignita' della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, in nome del Vangelo e per il bene del mondo intero.
don Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM
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Friday, February 22, 2013
Tuesday, February 19, 2013
Elezioni, ambiente e trivelle in Abruzzo
Elezioni 2013 - chiunque vincera' fara' la cosa giusta?
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In occasione delle prossime elezioni chiediamo a tutti i candidati al Parlamento italiano di impegnarsi in modo sincero e disinteressato a lavorare per il bene comune dell’Abruzzo e dell’Italia. Sebbene i problemi del nostro Paese siano molti, è ormai non più procrastinabile adoperarsi fattivamente per la difesa dell’ambiente e della salute.
Cave, inceneritori, gasdotti, bonifiche da effettuare, trivelle a mare e in terra sono tutte questioni sulle quali vorremmo richiamare l’attenzione di chi si candida ad assumere nella prossima Legislatura poteri decisionali. Quello che si chiede è un impegno pubblico, coraggioso e concreto, affinché la tutela dell'ambiente diventi realtà.
Occorre dire NO con chiarezza:
- alla realizzazione della raffineria “Ombrina Mare”, a poche miglia dalla Costa teatina;
- alla realizzazione della raffineria sul lago di Bomba;
- alla realizzazione del gasdotto “Sulmona-Foligno” e alla costruzione della Centrale gas di Sulmona, in ragione della scelta di localizzare l’opera in un territorio ad alto rischio sismico;
- alle trivellazioni della Riserva naturale del Borsacchio.
Chiediamo, inoltre, che il Parco nazionale della Costa teatina venga finalmente costituito.
Tutelare l’ambiente significa elevare la qualità di vita dei cittadini e lasciare una speranza a chi verrà dopo. Significa rilanciare l’economia della nostra Regione, il lavoro della sua gente, la sua immagine turistica nel Mondo.
Pia
Acconci – Professore associato di Diritto internazionale – Università degli Studi di Teramo
Domenico
Angelucci – Docente di Anatomia patologica –
Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Tom
Chou – Professore ordinario di Matematica e biomatematica – University of California – Los Angeles
Albina
Colella – Professore ordinario di Geologia – Università degli Studi della Basilicata
Simona
D’Antonio – Professore aggregato di Diritto amministrativo – Università degli Studi di Teramo
Maria Rita
D’Orsogna – Professore associato di Matematica – California State University – Northridge
Cristina Dalla Villa - Professore aggregato di Diritto ecclesiastico -
Universita' degli Studi di Teramo
Cristina Dalla Villa - Professore aggregato di Diritto ecclesiastico -
Universita' degli Studi di Teramo
Fausto
Di Biase – Professore associato di Analisi matematica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Laura C.
Di Filippo – Professore aggregato di Criminologia – Università degli Studi di Teramo
Marco
Di Folco – Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Giovanni
Di Guardo – Professore associato di Patologia generale e anatomia patologica generale – Università degli Studi di Teramo
Enzo
Di Salvatore – Professore associato di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo
Maurizio
Donato – Professore aggregato di Economia politica – Università degli Studi di Teramo
Gabriella
Galante – Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico – Università degli Studi di Teramo
Giovanna
Mancini – Professore associato di Diritto romano – Università degli Studi di Teramo
Mario Micheli – Professore assistente di Matematica – University of Washington
Michela
Michetti – Ricercatore di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo
Vito Rocco
Moretti
– Docente di Letteratura italiana –
Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Angela
Musumeci – Professore ordinario di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Teramo
Franco
Ortolani – Professore ordinario di Geologia – Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Annalisa
Pace – Professore aggregato di Diritto tributario – Università degli Studi di Teramo
Rossano
Pazzagli – Professore associato di Storia moderna – Università degli Studi del Molise
Stefano Perfetti - Assegnista di ricerca in Diritto costituzionale - Univesit?
degli Studi di Teramo
Manuela
Pintus – Assegnista di ricerca in Biochimica – Università degli Studi di Cagliari
Emanuela
Pistoia – Professore associato di Diritto dell’Unione europea – Università degli Studi di Teramo
Maria del Carmen Polletta
– Ricercatore presso Istituto Nazionale di Astrofisica – IASF – Milano
Clara Primante – Dottoranda presso il Centre de Recerca Ecològica y Aplicacions Forestals - Universitat Autonoma de Barcelona.
Greg
Roberts – Ricercatore presso Centre
National de Recherche Scientifique – Toulouse
Federico
Roggero – Professore aggregato di Storia del Diritto medievale e moderno – Università degli Studi di Teramo
Laura
Ronchetti – Ricercatore presso l’ISSiRFA-CNR – Roma
Piero
Rovigatti – Professore aggregato di Urbanistica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Marcello
Salerno – Ricercatore di Diritto costituzionale – Università Telematica “Leonardo Da Vinci”
Gabriella Saputelli - Ricercatore presso ISSiRFA-CNR - Roma
Gabriella Saputelli - Ricercatore presso ISSiRFA-CNR - Roma
Lucia
Sciannella – Ricercatore di Diritto pubblico comparato – Università degli Studi di Teramo
Dario
Sciulli – Ricercatore di Politica economica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Tonino
Scolocco – Professore Ordinario di Statistica – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Angela
Stanisci – Professore Associato di Botanica ambientale e applicata – Università degli Studi del Molise
Francesco
Stoppa – Professore ordinario di Geochimica e vulcanologia – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Chad
Topaz – Professore associato di Matematica – Macalester University – St. Paul
Nicola
Viceconte – Ricercatore presso ISSiRFA-CNR – Roma
Stefano
Villamena – Professore aggregato di Diritto amministrativo – Università degli Studi di Macerata
Luciano
Vitacolonna – Ricercatore di Critica letteraria e letterature comparate – Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti e Pescara
Paolo
Zuddas – Ricercatore di Istituzioni di Diritto pubblico – Università degli Studi dell’Insubria
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Saturday, April 14, 2012
Bomba, su Google News
888 Press Release
Virtual Strategy
Vero Beach Tattoo
Silo Breaker
Il testo in inglese e' qui - grazie a Sammy, Paul e Randi per averlo diffuso su Google News.
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The people of Abruzzo, Italy have once again scored a giant victory in their David versus Goliath fight against Denver-based oil giant Forest Oil Corporation, in their quest to protect one of Europe's most biodiverse regions.
On April 10th, 2012, the Commission for Environmental Impact Evaluation in Abruzzo, headed by Mr. Antonio Sorgi, unanimously rejected gas drilling and refining plans as proposed by the Forest Oil Corporation, headed by CEO Craig Clark, after a prolonged awareness campaign involving residents and activists.
According to public documents, the American oil giant had begun considering drilling a first cluster of five gas wells, a refinery, and multiple waste pits back in 2008. The company had anticipated extracting a total of at least 50 billion cubic feet of natural gas containing high levels of hydrogen sulfide to be refined 200 meters from the nearest residence in Bomba, Abruzzo, population 900.
Bomba sits along the banks of a popular recreational lake by the Parco Nazionale della Majella, a scenic national park that draws local and international visitors due its pristine environment and breathtaking views. Its economy is largely driven by agriculture and tourism.
Residents reacted strongly to drilling plans and uncovered Forest Oil Corporation's reports, according to which drilling could pose severe hydro-geological risks to a highly unstable, seismic area prone to subsidence and landslides. The project also called for the emission of pollutants from the refinery exceeding Italian legal limits, which would permeate the town center.
Official statements in opposition to drilling by the Forest Oil Corporation were filed by nineteen municipalities in the area, the Province of Chieti, the Catholic Church, the World Wildlife Federation, the Union of Merchants and Tourist Operators, and dozens of local organizations as well as the heirs of American author John Fante.
In a last-ditch effort to gather public support, executives from the Forest Oil Corporation visited Bomba in August 2011. They were confronted with incensed residents, who asked cogent questions that the Forest Oil executives were incapable of addressing. Later, the company stated that it was the first time in their 95-year history that they had received such informed and firm opposition from a local population.
The campaign to save Bomba is part of an ongoing effort to save Abruzzo, Europe's green heart, from turning into a giant oil field. The campaign has been largely coordinated by Professor Maria R. D'Orsogna, a California resident with origins in Abruzzo. In the past five years, this international activism has led to the rejection of another oil field and refinery in Ortona, sponsored by Italian oil giant ENI, and of the Ombrina Mare oil rig proposed by Mediterranean Oil and Gas of London.
In a brazen act of defiance against Italian officials and the unanimous will of local population, the Forest Oil Corporation of Denver plans to appeal.
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Tuesday, December 13, 2011
Comunicato stampa Oceana sulle trivelle nei mari Italiani

Grazie a Nicolas Fournier dalla sede Oceana di Bruxelles. E grazie a Hermes Pittelli per avermi aiutato con gli indirizzi della stampa. Spero che ci si renda conto che queste cose non piovono dal cielo - ci e' voluto un bel po' di energia e di tempo per mettere tutto assieme.
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13/12/2011
L’ESPLORAZIONE DEGLI IDROCARBURI IN ITALIA METTE A REPENTAGLIO GLI ECOSISTEMI DELL’ADRIATICO E DELLO STRETTO SICILIANO
Le balene, i delfini e le tartarughe marine sono tra gli esemplari della fauna marina messi a repentaglio dalle attività di perforazione al largo
Oceana é allarmata per la recente evoluzione nello sfruttamento delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane che mettono a repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino e la sopravvivenza della popolazione costiera. L’organizzazione, che si occupa della conservazione dell’ambiente marino, incita Corrado Clini, il recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo Italiano a fermare il leasing delle nuove perforazioni al largo e a porre in essere una moratoria su tutto il Mar Adriatico per proteggere quest’area così importante e ricca dal punto di vista biologico; richiama inoltre gli altri leaders a de-carbonizzare il settore energetico italiano e ad investire nelle energie rinnovabili.
“Le aree soggette alla perforazione per ottenere gli idrocarburi sono vicine a delle aree marine protette ed ad altri siti di fondamentale importanza nello stretto di Sicilia che sono siti cruciali per la riproduzione di specie migratorie rare come gli squali bianchi, i tonni o le tartarughe marine”, ha dichiarato Nicolas Fournier, coordinatore dell’ufficio di Oceana di Bruxelles. “Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino. Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.

© OCEANA. Juan Cuetos. Spiaggia con fuga di carburante. Perdita di carburante dalla barca Don Pedro. Ibiza, Spagna.

© OCEANA/ Carlos Minguell. Flabellina rosa (Flabellina affinis) su un’alga. Secca delle Bocche di Puglia, Brindisi, Italia.

© OCEANA/Keith Ellenbogen. Fondo marino con piante acquatiche (Posidonia oceanica). Isola di Pantelleria, Italia.
In particolare, crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero Italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6,600 km2 e che é limitrofa a nove zone speciali di conservazione (ZSC) integrate nella Rete Ecologica “Natura 2000”, ad un Parco Nazionale, a delle Aree Speciali Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’Area Marittima Protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010).
Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica.
Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012.
Questi piani di sfruttamento saranno nocivi per 65 km2 di Posidonia oceanica Virginale che fiorisce al largo delle coste pugliesi, che é un habitat “prioritario” in base alla Direttiva europea. Questo habitat marino non é solo un’area di fondamentale importanza per la cova di svariate specie di pesci e di crostacei ed un fondamentale bio-indicatore dell’integrità dell’ecosistema, ma serve anche ad assorbire in maniera efficace il diossido di carbonio. Degli studi sui servizi degli ecosistemi stimano che il valore di questo habitat così particolare si aggira intorno a più di 14.000 Euro per ettaro. A rischio é anche la tartaruga caretta (Caretta caretta), classificata come specie a rischio dall’Unione Nazionale per la Conservazione della Natura, che si sposta per vaste aree del Mar Adriatico durante la sua migrazione. L’area é inoltre abitata da balene e cetacei, ivi inclusi gli zifi, le stenelle striate e i tursiopi, che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica.
“Lo scopo ultimo delle compagnie petrolifere é di perforare lungo tutta la costa adriatica, mettendo a rischio non solo la fauna marina ma l’intera comunità e lo stile di vita che sono strettamente legate per generazioni a un mare sano, tra cui la pesca e il turismo” ha dichiarato la Dottoressa Maria R. D’Orsogna, professore di Fisica alla California State University (Northridge) ed esperta di petrolio e gas. Ha aggiunto che “sarebbe incosciente autorizzare lo sfruttamento petrolifero in un ecosistema così delicato, con un perenne rischio di esplosioni, di perdite o di scarico in mare che metterebbe continuamente a rischio queste acque virginali.”
Ancora più preoccupante é che simili operazioni siano state annunciate per l’intera costa italiana orientale e per la Sicilia, dove le operazioni di approvazione da parte delle autorità competenti sono già cominciate. Queste includono, tra l’altro, i progetti sottoposti ad approvazione della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, della compagnia inglese Spectrum Geo per l’enorme area di 30.000 km 2 di esplorazione sismica che si stende su tutta la costa adriatica da Rimini al sud della Puglia, o per la compagnia australiana Audax Energy che richiede di perforare lo stretto di Sicilia in un’area molto sensibile dal punto di vista ambientale che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.
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