.

.
Showing posts with label balle. Show all posts
Showing posts with label balle. Show all posts

Monday, July 9, 2018

ENI-balle: diventiamo "carbon neutral -- ma continuano a trivellare







“Se vogliamo che tutto rimanga come รจ, bisogna che tutto cambi”

O almeno facciamo finta.  


E' un altra petrol-balla che arriva direttamente dal CEO dell'ENI, Claudio Descalzi.

Hanno infatti annunciato che diventeranno "carbon neutral".

Cioe' emetteranno tanta CO2 quanta ne riassoribiranno. Perche' e' una petrol-balla? Perche' se siamo dove siamo con i cambiamenti climatici e tutti gli squilibri che stiamo vivendo in questi ultimi 50 anni e' per colpa dei petrolieri, che hanno rilasciato in atmosfera tonnellate e tonnellate di CO2 nel corso dei decenni.

CO2 emessa per cercare, trivellare, raffinare, stoccare e poi nell'utilizzo del petrolio.

E ora Claudio Descalzi vuole dirci che lui sa tirare fuori petrolio senza creare un grammo in piu' di CO2?

Suvvia e' impossibile. E secondo me lo sa pure lui.

E infatti, il nostro Descalzi non offre nessun piano concreto di come tutto questo avverra'.

Smetteranno di tagliare foreste per farci campi di petrolio in Africa? Pianteranno una nuova Amazzonia? Smantelleranno il Centro Oli di Viggiano? Sovvenzioneranno l'auto elettrica a tutti gli Italiani? Smetteranno di fare gas flaring in Nigeria?

Mistero.

Lui l'ha chiamata una decisione "epocale", ma dice che "come" questo succedera' sara' annunciato a fine anno. Per ora dice solo che l'ENI ottimizzera' i processi di produzione di immondizia. Scusi, ma che ginnastica contorta e' questa? Un annuncio per dire che il vero annuncio ci sara' a Dicembre?

Notare che nessuna ditta petrolifera ci e' riuscita mai, anche perche' non e' chiaro se uno debba mettere in conto *tutta* la CO2 prodotta da Mr. Petrolio o se solo vogliamo parlare della CO2 connessa, per esempio, al consumo di elettricita' negli impianti di raffinazione.

Tutto questi mi fa un po pensare a quando l'ENI e le sue comari scrivono sui rapporti di valutazione ambientale che faranno la raccolta differenziata sulle piattaforme e poi invece gettano barili e barili di monnezza petrolifera a mare.

Una vera opera ecologica!

Notare che per esempio la BP dice che entro il 2025 le sue emissioni di CO2 resteranno ai livelli del 2015. E anzi dicono che taglieranno pure le emissioni di 3.5 tonnellate l'anno in modo da manternersi in pari con la produzione nuova di petrolio.

E' un acquisto questo? Non credo! E' solo un annuncio fatto per fare l'annuncio e che in realta' non significa niente.  Vogliono far finta di essere agnelli quando sono solo orchi.

La Shell invece dice che ha "aspirazioni" di dimezzare le sue emissioni entro il 2050.

Aspirazioni? 2050?

Anche qui, solo petrol-balle.

Descalzi invece va oltre e dice che:

“A new and strategic cycle has begun for Eni; from being an oil company it has become an energy company and is now betting on the circular economy to become carbon neutral".





Io invece penso solo una cosa: che questi soggetti vogliono solo continuare andare avanti a fare fare quello che hanno sempre fatto: distruggere il pianeta e a far soldi incuranti di chicchessia.

Ma siccome cresce a livello planetario l'odio verso le ditte di petrolio, che cosa altro possono fare i trivellatori se non almeno cercare di fare finta di essere amanti di detto ambiente? In modo da non essere odiati piu' di tanto, in modo da trovare scusanti, e magari poter dire ai politici: si trivelliamo oggi, ma entro il 2050 diventeremo carbon neutral!

Non ci sara' nessuno nel 2050 a verificare, ma intanto oggi hanno concluso accordi e affari. 

Una prova di tutto questo e' che la Norvegia e il suo fondo pensioni, che ha un grande peso nel mercato di energia fossile, ha appena annunciato che le compagnie nelle quali investe devono presentare dati su come usano acqua e le conseguenze delle loro attivita' sul clima.

Questi dati devono essere forniti alla non-profit londinese "Carbon Disclosure Project".

Quindi, la gente li odia, ci sono gli accordi di Parigi e la politica che timida timida cerca di contenerli, e pure nel settore degli investimenti arrivano adesso vincoli, e quindi, si parte con il green-washing. Semplice no?

Intanto, mentre che faceva tutti questi proclami, in altra sede l'ENI annuncia che aumentera' la sua presenza petrolifera' in Norvegia, assorbendo una ditta privata chiamata Point Resources.

In questo modo, dicono potranno espandere il loro portfolio di trivelle, rivitalizzando pozzi vecchi, ed esplorare nuove risorse.  Potranno trivellare una enorme area di mare fra il mare del Mord ed il Barents Sea to the North Sea e tirare fuori 180,000 barili di petrolio al giorno, con un picco nel 2023 di 250,000 barili di petrolio al giorno.

Secondo varie stime per ogni barile di petrolio estratto l'equivalente di CO2 creato e' di 317 kg di CO2. 

180,000 barili di petrolio al giorno sono 28,620,000 litri di petrolio al giorno,
180,000 barili di petrolio al giorno sono 570 tonnellate di CO2 al giorno.

250,000 barili di petrolio al giorno sono 39,750,000 litri di petrolio al giorno.
250,000 barili di petrolio al giorno sono 1260 tonnellate di CO2 al giorno.
 
E si, stiamo freschi ad aspettare il carbon neutral di questi qui. 


Saturday, February 19, 2011

Il misero convegno di Rainone


Be as beneficent as the sun or the sea,
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory

R.W.Emerson

Oggi l'articolo su Il Centro riguardante i deliri dell'industria petrolifera per convincerci a lasciarli trivellare l'Abruzzo. Esordisce cosi': "Si puo' parlare di idrocarburi in maniera logica e non ideologica?"

Come a dire, finora le cose dette sono ideologiche.

Sono ideologici i cancri della Lucania?

Sono ideologiche le dighe di acqua inquinata in Basilicata?

Sono ideologiche le moratorie anti-trivelle negli USA?

Sono ideologici i limiti a 160Km dalla costa della California?

E' ideologico lo scoppio nel golfo del Messico?

Sono ideologici i terremoti di Cleyburne?

E' ideologica la subsidenza nell'Emilia Romagna?

E' ideologica la legge italiana che consente limiti di idrogeno solforato sei mila volte superiore a quanto prescritto dall'organizzazione mondiale della sanita'?

A me pare invece molto piu' ideologico il parere di Mario Rainone, che dice "un geologo non puo' essere contro il petrolio, e' come se un ingegnere demonizzasse il calcestruzzo".

Cioe' secondo lui un geologo deve essere favorevole a prescindere - pure se il petrolio e' monnezza, pure se fosse sotto piazza San Pietro, o chissa, sotto casa sua.

Proprio delle parole logiche, scientifiche e coerenti.

Si e' preso la briga di parlare per tutta la sua categoria!

Beh, questo fisico, con H-index 9 volte superiore al suo e 20 anni di meno, gli dice che invece i fisici hanno l'abitudine PRIMA di studiare il caso, e POI di esprimersi sulla base di dati, numeri fatti e non per partito preso o perche' sono amici di Assomineraria, o dell'ENI.

O pensa che io abbia motivi ideologici? E quali di grazia?

NON E' MAI SUCCESSO PRIMA DA NESSUNA PARTE DEL MONDO CHE LA QUALITA' DELLA VITA SIA MIGLIORATA DOPO IL PETROLIO!

Che lui beve il vino di Viggiano ? Va al mare a Gela? Mangia le cozze di Porto Marghera? Porta i suoi figli a respirare l'idrogeno solforato?

Questo fisico non ha interessi personali in tutta questa faccenda, a differenza degli altri illustri presenzianti alla conferenza. Eccoli qui:

Vittorio Scisicani, che faceva parte del Majella Petroleum System e che invece di parlare alla gente, se n'e' stato zitto zitto a godersi la sua "sponsorizzazione" ENI.

Davide Tabarelli, che fornisce servizi di consulenza ai petrolieri tramite la Nomisma e che dice che in Emilia Romagna turismo e petrolio crescono insieme. Ma quando mai! Ma se le trivelle gli hanno fatto sprofondare tutta la zona attorno a Ravenna e del Delta del Po'! Il mare e' sporco. La stessa ENI dice che il campo di Angela-Angelina e' responsabile del 60% della subsidenza nel suo bacino, e che la subsidenza durera' per 25 anni dopo che il pozzo e' stato dismesso.

Paolo Orsini della Sivam e Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas che parlano di sicurezza e di turismo - ricordando i Motel Agip!!! - oddio, rido da sola!

LA MOG non ha neanche i soldi per piangere, chissa' come la fanno la sicurezza a una FSPO che vorrebbero construire a Rocca san Giovanni - senza risk assessment, senza dati, senza piani.

E che ce ne dice della sicurezza dei pozzi scoppiati a Policoro, a Trecate, a Paguro? Degli incidenti alle raffinerie di Mantova, di Viggiano, di Busalla, di Gela?

Franco Terlizzese invece parla di burocrazia. Vuole snellirla? Bene, decidiamo una volta per tutte che l'Adriatico e' chiuso alle trivelle. Fanno cosi' negli USA - i cinque grandi laghi sono chiusi alle trivelle, e hanno una estensione territoriale maggiore del mare Adriatico. Idem lungo la costa Atlantica e Pacifica.

Fine della burocrazia.

Paolo Primavera ancora tira fuori numeri magici - 6000 persone che lavorano nell'industria del petrolio. Ah, si! Si vede che gli e' rimasto il miraggio di Chieti come Dubai! Le migliaia di famiglie di contadini non contano, invece.

Ma chi e' questa gente? Se ci fate caso, tutti gli intervenuti sono persone o venute da fuori, o mai sentite prima o che hanno interessi di parte.

Mario Rainone conclude dicendo, tutto contento, che per la prima volta in Italia (modesto il tipo!) si e' riuscito a ragionare pacatamente di petrolio.

E' questo che vogliono, esserti amici, farti vedere che si, trivelleranno, ma che vuoi che sia.

Un mucchio di signori bianchi di mezza eta' con i vestiti eleganti, che ti tranquillizzano e che vogliono farti pensare che la tua indignazione sia sbagliata. Come la prima volta che incontrai l'ENI - 10 di loro, a porte chiuse - e credevano di poter fare a tarallucci e vino con me, facendomi sentire che ero io non avevo capito bene, e che sarebbero stati gentili come colombe.

Invece no, ho visto, ho parlato, ho indagato. La conclusione e' sempre la stessa. Sono loro che mentono sapendo di mentire.

La tua indignazione e' sana.

Devi essere arrabbiato, devi non credegli, devi non lasciare a questa gente di abbindolarti.

Vogliono solo distruggere l'Abruzzo per le loro tasche.

La prova e' in questo Majella Petroleum System - lo sapeva mezzo dipartimento di Geologia di Chieti - non lo sapevi tu, cittadino d'Abruzzo.

La prova e' in questo convegno, che si svolge solo dopo 4 anni di lotte e di proteste. Pensate che se non ci fossimo ribellati, avrebbero mai fatto un convegno per parlare alla gente? No, avrebbero trivellato e amen.

Fanno tutto questo per "creare consensi", per mettere un po di zucchero su una pillola che sara' amarissima, come lo zolfo che vogliono tirare fuori da sotto la tua terra.

Chiodi, Di Giuseppantonio, Legnini, e tutti gli altri politici che hanno detto un mezzo no alle trivelle ieri, non l'hanno fatto perche' convinti, ma solo perche' noi cittadini d'Abruzzo gli abbiamo fatto capire che non saremmo scesi a compromessi, e che o stanno dalla parte della gente o senno' non li votiamo piu'.

E dunque, di nuovo: non crediamogli, resistiamo, e difendiamo l'Abruzzo con le unghia e con i denti e con quello che loro non hanno e non avranno mai - il cuore.

Fonti: Il centro