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Tuesday, December 29, 2015

ENI: la Basilicata e' il Texas d'Italia



The road towards serious and sustainable growth passes through here.

Marco Bardazzi, ENI, Agosto 2015


Nel corso degli ultimi due anni si è registrato un significativo numero 
di episodi di visibilità della fiaccola che genera
diffusa preoccupazione nelle comunità residenti

Aldo Berlinguer, assessore all'ambiente Basilicata, Dicembre 2015  

Sono varie settimane che la stampa di Basilicata riporta una serie di articoli di fiammate, di puzze e di boati dal Centro Oli di Viggiano. Non sono fenomeni una tantum ma si ripetono frequentemente -- errori umani, macchinari, corto circuiti, imprevisti nella produzione. C'e' sempre una scusa. Ma checche' ne dica l'ENI queste cose sono normali quando si ha a che fare con impianti petrolchimici. Ci sono stati in passato, ci sono adesso, e ce ne saranno ancora.

Vado a vedere allora cosa dice l'ENI in proposito e mi imbatto in un bellissimo articolo pubblicato
il giorno 24 Agosto 2015 per il suo pubblico anglosassone. E infatti l'articolo e' rigorosamente in inglese, e compare sul sito web aziendale con il titolo: Inside the Texas of Italy, in riferimento alla Basilicata. L'autore e' Marco Bardazzi - il communications director dell'ENI.

E' nella sezione "education".

La Basilicata il Texas d'Italia. 

Lo leggo. Altro che education. L'articolo e' uno di quelli che prenderebbe dieci nella sezione "propaganda".  E se ci dovesse essere un sottotitlo sarebbe "propaganda contadina".

Infatti, si apre tutto con immagini bucoliche, e con domande del tipo "vedete voi qui i pozzi di petrolio?" E infatti non si vedono. 

Dicono che i pozzi sono difficili da distinguere perche' nonostante questo sia il piu' grande campo petrolifero dell'Europa continentale, l'ENI ha messo cosi "tanta cura" nel metterli in produzione, che il territorio e' pienamente rispettato, e l'impatto ambientale limitato. E quindi i 27 pozzi e i 100 km di oleodotti sotterranei non sono assolutamente un problema. Per di piu hanno anche 8 centraline di monitoraggio ogni chilometro quadrato che "sniffano" l'aria del Centro Oli, e che controllano  rumori, qualita' dell'aria, sismicita' del territorio. Hanno pure oltre 400 siti di monitoraggio per la flora e per la fauna in cento chilometri quadrati attorno al Centro Oli.

Insomma, il paradiso terrestre.  Anzi, non mancano riferimenti alla Scandinavia e dicono di essere meglio di Norvegia, Gran Bretagna e Olanda!

In Olanda, secondo loro, c'e' meno monitoriaggio sismico che in Basilicata, il centro trattamento d'Irlanda e' meno meticoloso e da nessuna parte c'e' il silenzio che c'e' in Basilicata, fra Viggiano e Grumento Nova. In Basilicata si vedono ampi spazi, i ritmi sono quelli dell'agricoltura centenaria, si sentono le cicale, i cani abbaiare, e si sentono i profumi della campagna. Mettono in mezzo pure i peperoncini "cruschi" della lucania e la cucina tradizionale. Manca solo che suggeriscano ricette al  petrolio.

Dicono pure di far ricerca per capire quali siano i "migliori colori" per camuffare i pozzi, e quindi le tonalita' scelte sui loro bei tralicci sono ottimali. Solo la cima degli impianti, purtroppo, e' rossa per la sicurezza dei voli aerei. Tutto il resto e' dipinto dalle sfumature naturali della Val D'Agri. Quando tutto finira' i pozzi invisibili verranno smantellati e vedremi dei bellissimi campi di calcio. Da questo:


a questo: 

 Non era meglio la campagna che il cemento semiabbandonato?


The noise impact on the environment is equally contained. Let’s try to get inside the drilling tower, the noisiest part (even if from the outside the sound is very muffled). Have you ever seen a well while it drills the ground? As in this short video:













A look inside the drilling tower

And when the drilling is finished, and the well goes into full production? Let’s go back to the previous well, the one in the middle of the “soccer field”: in this video, there’s all the noise you will hear, that is, none. The only thing that disturbs silence of the Val d’Agri in this case is the sound of the gravel beneath my feet.













The power of silence

Mount Enoch 5 is a point in the network that Eni has built over the years in Val d’Agri, which belongs to the Southern District (DIME), located in a former convent in Viggiano. The overall network is illustrated in this diagram:













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A strategic network



E poi, accanto a questi paesaggi bucolici le produzioni strabilianti: nel 2014 l'Eni ha impiegato ben 3500 persone, con un incremento del 23% rispetto al 2013, e del 45% rispetto al 2012. Veramente dal 2012 hanno impiegato 1500 persone di piu'? Qualcosa in me non ci crede. E che lavoro fanno questi 1500 addetti in piu'?  Ma ecco qui il barbatrucco, solo 400 sono permanenti. Gli altri non si sa.

Arriva poi Enrico Trovato, un "giovane manager" che si e' fatto il giro del mondo al petrolio prima di arrivare in Basilicata. Dice che nel mezzo di tutte le difficolta' economiche del sud, "la crescita di ENI Basilicata, che continua da anni, fa bene sia per l'economia che per la qualita' del lavoro." C'e' una costante crescita di personale specializzato, che fa da trampolino di lancio per il futuro.

Si vaglielo a dire a tutti quelli che abbandonano la Basilicata perche' e' *sempre* fra le top three delle piu' povere d'Italia secondo l'ISTAT nonostante vent'anni o quasi di petrolio. 
Ma l'ENI non desiste. Nel prosieguo della loro propaganada, il petrolio, in Basilicata e' "parte della storia e dell'abbondanza naturale", come il grano, le olive o l'eccellente vino dell'Aglianico del Vutlure. Anzi, gia' ai tempi dell'arrivo dei monaci benedettini nel medioevo si sapeva che il petrolio sgorgava naturale dal fiume Tramutola.  Nessuno sapeva che fare di questa enorme ricchezza, finche' non e' arrivata l'ENI che dopo varie peripezie e' riuscita a sfruttarla. E infatti dal 1988 al 2014, l' ENI ha pagato alla Basilicata ben 1.6 miliardi di royalties con cui hanno finanziato scuole, universita', centri storici, protezione civile. Oltre che portare lavoro.

Che eroi! Che magnanimi!

Ma... e le fiammate del Centro Oli? Quando arrivano a parlare di quelle? Non vogliono dirci che sono delicati fuochi di artificio per il beneficio dei residenti? E le "anomalie di funzionamento"? E i boati? E le puzze? E l'immondizia petrolifera seppellita sottoterra a Corleto Perticara? Come si dice anomalie di funzionamento in inglese? Ma, no, perche' turbarsi. Nessun problema perche' qui di anomalie, di fiammate, di veleni non se ne parla. C'e' spazio solo di pozzi dipinti di verde e di canti di cicale.

Non poteva mancare il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, che fa consulenze petrolifere da anni e che quindi mi pare ben situato per continuare nell'opera di propaganda.

Tabarelli, esperto adesso anche di turismo, dice che -- ovviamente! -- l'industria non e' in conflitto con il turismo e la cultura e che anzi, sono complementari. Tira fuori il caso Ravenna che ha otto siti UNESCO, e che nello stesso tempo da lavoro a 5000 persone con stabilimenti a 500 metri dal mare.
Anzi, turismo, agricoltura e pesca usano pure le stesse strade e gli stessi hotel. 

Dove iniziare? Tabarelli dimentica di dire che Ravenna sprofonda a causa della subsidenza indotta dalle estrazioni metanifere e che quegli 8 siti UNESCO ce li avrebbe anche senza le trivelle. Non mi risulta che i turisti vadano a vedere i mostri di raffinazione, ma che invece gli interessino Gallia Placidia e il mausoleo di Teodoro. Che esisterebbero pure senza l'ENI. Sulle strade penso che si commenti da solo.

Tornando alla Basilicata allora occorre fare "sharing, integration, coexistence". Concetti che ben si adattano alla Val D'Agri, pure da un punto di vista... religioso!

Non ci lasciano niente, eh? E infatti c'e' la Madonna Nera di Viggiano che guarda benevola le attivita' di Viggiano. Una Madonna che e' sopravvisuta a persecuzioni, ai Saraceni, alle invasioni degli Arabi e che venne seppellita per secoli in un fosso per evitare che fosse distrutta. Venne poi ritrovata
grazie a dei fuochi attorno a Viggiano. E' poi diventata la protettrice e regina di Lucania grazie a Papa Paolo VI. Pure il papa scomodano.

E' veramente un insulto all'intelligenza di chi legge.

La vera Viggiano targata ENI e' una serie infinita di fiammata dopo fiammata,
di puzze, di inquinamento, di pesci morti, di disoccupazione, di poverta'.










Monday, February 2, 2009

Il nuovo assessore all'ambiente: Daniela Stati


Ecco cosa le ho scritto. Spero che vogliate scriverle anche voi, e magari mettere in copia
cc al presidente Chiodi e al suo staff. Occorre che capiscano tutti che si tratta di un problema grave, che riguarda tutta la regione e che non si puo' continuare ad aspettare.

daniela.stati@regione.abruzzo.it,
presidente@giannichiodi.com
stampa@giannichiodi.com

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Gentile assessore Stati,

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna, sono un fisico, ho 36 anni, sono abruzzese, ma da vari anni vivo e lavoro a Los Angeles dove sono docente universitario.

Le scrivo in merito alla questione della petrolizazione della nostra regione, un problema gravissimo che ci riguarda tutti: da Vasto a Teramo, e passando per l'entroterra: la Majella, LettoManoppello, Sulmona e Navelli sono tutte localita' dove l'industria petrolifera vorrebbe insediarsi.

Tutto questo e' assolutamente incompatibile con l'Abruzzo che conosciamo oggi. Se decidiamo di percorrerla, sara' una strada a senso unico, un processo che irreversibilmente peggiorera' il nostro territorio e la nostra salute.

Ci sono migliaia di articoli scientifici che mostrano come le attivita' estrattive e lavorative del petrolio peggiorino la qualita' della vita delle persone, la loro salute, quella del territorio e delle specie animali e vegetali. In particolar modo le emissioni tossiche derivanti dall'attivita petrolifera causano: danni ai polmoni, al sistema circolatorio, neurologico, alla pelle agli occhi, asma, edemi, aborti spontanei nelle donne, difetti al DNA, tumori, leucemie, linfomi e deformita' nei nascituri.

Le esperienze di Falconara, Busalla, Gela, Viggiano, Priolo, Augusta, Sarroch, Porto Marghera e Manfredonia, Cremona, Trecate e Mantova mostrano inequivocabilmente che in presenza di impianti petroliferi (pozzi e/o raffinerie di qualsiasi genere) i tumori di persone e bambini aumentano drasticamente, i terreni si impregnano di sostanze tossiche, l'agricoltura, il turismo e la pesca muoiono.

In Basilicata il petrolio ha distrutto l'agricoltura. Trovano traccie di idrocarburi nei vini, nel miele, nel bestiame, nelle persone. Il turismo e l'immagine della regione in generale e' in declino, l'emigrazione aumenta. Dal petrolio il popolo non ha avuto nulla e nulla e' stato salvato dalla furia petrolifera. Hanno persino impiantato 15 pozzi di petrolio all'interno dei parchi regionali, inquinando falde acquifere e terreni. Non possiamo permettere che questo accada anche da noi. Sarebbe uno schiaffo morale ai nostri nonni che hanno difeso la terra durante la guerra e ai nostri figli che hanno diritto ad una vita sana.

Spero vivissimamente che anche lei senta questo problema come uno dei piu' gravi della nostra generazione di cittadini abruzzesi. Spero altresi che lei ed il suo assessorato vogliate contrastare in maniera decisa, forte e senza tentennazione alcuna qualsiasi tipo di progettazione petrolifera, scellerata e inutile per l'Abruzzo.

In qualita' di assessore all'Ambiente, lei ha una grande responsabilita' in questo senso, e il futuro delle prossime generazioni di abruzzesi e' nelle sue mani. Come donna, e come mamma, spero che lei abbia a cuore il futuro della nostra gente e che si adoperi in tutti i modi per dire no all'Abruzzo petrolizzato e per dare ai nostri figli un Abruzzo piu' sano, piu' giusto, e non degradato, inquinato e tossico.

Da persona di scienza ho ritenuto di dover fare la mia parte ed ho visitato in lungo ed in largo l'Abruzzo, usando il mio tempo e a mie spese, facendo informazione scientifica, accurata ma comprensibile, riempendo lo scandaloso vuoto che quelli che l'hanno preceduta hanno creato.

Finora la regione Abruzzo come istituzione non ha fatto nulla per l'informazione concreta, organizzata e reale per i cittadini su questo tema. Spero che questo possa cambiare e che lei senta di potersi fare promotrice di eventi e manifestazioni a livello regionale per continuare a sensibilizzare la popolazione ed in supporto, anche materiale, alle decine e decine di associazioni sorte sul territorio per proteggerlo.

Se desidera maggiori informazioni a proposito, sono disposta a mandarle tutta l'informazione che ho raccolto in questi mesi.

Non vivo in Abruzzo, e il mio futuro quasi certamente si svolgera' lontano dalla mia terra d'origine. Ho dedicato a questo tema molti mesi ormai, con duro lavoro e impegno costante.
Il tutto solo perche' da persona di scienza so che quello ci si prospetta e' molto grave ed io sento l'urgenza fortissima e irrestibile di lavorare per difendere e migliorare il posto da dove vengo anche se non mi e' dato di poterci vivere.

Spero che lo stesso sentimento animi anche lei, e che possa abbracciare questa causa con tutta la passione che ha.

Grazie,

MRD

Thursday, November 20, 2008

Il gioco degli scarica barili



Ormai siamo in piena campagna elettorale e tutti dicono a parole di essere contro la raffineria di petrolio ad Ortona. Per molti si tratta solo di parole vuote, messe li solo perche' ormai siamo tanti, e dire qualsiasi altra cosa sarebbe un suicidio politico. Siamo davvero stati bravi ad informare, a non mollare e ora ciascun politico, almeno sui siti web, ha un trafiletto dedicato al centro oli. Tutto questo e' merito di noi cittadini!

Mi sono allora chiesta, cosa dicono ai propri potenziali elettori quelli che hanno MESSO LE FIRME al progetto dal 2001 ad oggi? Il web e' fantastico e offre a noi cittadini la stessa possibilita' di far sentire la nostra opinione al pari dei politici che ora con tanta nonchalance vanno propagando di essere contro.

Nella fattispecie, sono andata a vedere cosa dice nel suo sito web Franco Caramanico, che e' stato per vari anni l'assessore all'ambiente per l'Abruzzo. Per la precisione dal 2005 fino al Giugno del 2008. Per sua stessa ammissione (gliel'ho chiesto io stessa a Paglieta), e' stato in quel periodo l'uomo piu' importante d'Abruzzo sulle tematiche ambientali.

A differenza degli altri, le sue affermazioni sulla raffineria di Ortona si aprono con una serie di scusanti di vario genere che in sostanza si riducono a tre punti:

1) le leggi non sono retroattive e ci sono termini massimi per l’impugnazione di alcuni atti

2) fu tutto deciso dalle giunte passate, di centro destra

3) non si e' discusso di questo tema dal 2001 fino al 2006

Non dice mai che lui stesso ha firmato una serie di documenti e provvedimenti. La conclusione di tutto non scritta ma che, credo, si vorrebbe passare ai lettori, e' che non e' colpa sua. Certamente non e' SOLO colpa sua, ma, siccome era l'autorita' piu' importante dell'Abruzzo su questo tema, Franco Caramanico, secondo me, ha delle enormi RESPONSABILITA. Cosi funziona: chi sta in alto deve assumersi il peso delle decisioni fatte e non fatte. Il non sapere o il non potere non sono scusanti quando si ricoprono dei ruoli cosi importanti.

Innanzitutto, io non so che titoli abbia Caramanico per poter fare l'Assessore all'Ambiente, visto che e' laureato in ingegneria elettronica. Forse non sapeva all'inizio cosa avrebbe significato una raffineria di petrolio in Abruzzo. Forse e' stato superficiale e ha pensato che fosse qualcosa di poco conto. Questa non e' una colpa, non possiamo tutti sapere tutto. Ma, se non lo sapeva doveva informarsi. Era pagato per quello. Una persona competente di fronte ad un progetto del genere avrebbe studiato, avrebbe chiesto, avrebbe indagato su cosa significasse per davvero una raffineria fra le vigne. Qualsiasi persona di media intelligenza avrebbe capito che e' un progetto deleterio, e si sarebbe data da fare, ma per davvero, a prescindere dalle colpe del passato.

Di li, il passo successivo: una volta capito che le trivelle riguardano il 35% del territorio e che e' una scelta irriversibile e nefasta, si poteva INFORMARE la gente. Renderla partecipe, spiegarci, che fra l'altro e' un nostro diritto.

In quegli anni dal 2005 fino al 2007, quando la popolazione NON SAPEVA NULLA, cosa ha fatto di concreto l'Assessore Caramanico? Si potevano investire risorse e tempo per fare quello che ora sta facendo la gente di buona volonta'. Di chi e' questo compito? Dei volontari? A tutt'oggi e' stato tutto delegato alla cittadinanza. Non ho mai sentito di un incontro fatto dalla regione per SPIEGARE alla gente cosa significa il petrolio. MAI.

E, parallelamente, a qualunque stato dei permessi ci si trovava, chiunque li avesse emanati, Roma, l'ENI o il comune di Ortona, una persona che ha davvero a cuore l'Abruzzo avrebbe trovato un modo legale per fermare l'iter del centro oli. Noi bloggers e cittadini non siamo nessuno, eppure dritte e storte qualcosa abbiamo fatto! La legge del 4 Marzo e' stata approvata. Chissa perche' a Caramanico non e' venuto in mente di proporre questa legge PRIMA che seimila persone si presentassero all'Aquila. Chissa' perche' non l'ha proposta lui invece che Fabrizio di Stefano, che ancora ringrazio. Abbiamo fatto di piu' noi per il bene dell'Abruzzo che l'Assessore all'ambiente.

E poi, ammettiamo pure che sia vero che gli atti non si potevano rescindere. Uno avrebbe potuto NON FIRMARE quelli nuovi. Uno si sarebbe potuto dimettere. Uno avrebbe potuto andare in televisione e dire: "Cari Abruzzesi, io non posso essere uno strumento di morte, e dunque, per il vostro bene, mi dimetto."

Sarebbe stato un eroe!

Chissa', forse era piu' importante non contrariare l'allora presidente della regione Ottaviano Del Turco, poi finito in galera per tangenti, e che del si all'ENI fece una bandiera, piuttosto che difendere la nostra salute.

Io non ce l'ho con Caramanico nel particolare. Sono sicura che un altro al suo posto si sarebbe comportato ugualmente. Ce l'ho con il tipo di politica che rappresenta, dove il contatto con la gente e' minimale e si pensa sempre di potersi nascondere dietro a delle scuse vaghe. Dove non si vogliono fare le scelte difficili, dove non si ha coraggio e si va con la corrente piuttosto che fare cio' che e' giusto fare. Dove non si chiede mai scusa. Accetterei anche se dicesse "ho sbagliato, ora mi impegno a fare meglio". Non e' piu' elegante che nascondersi dietro: non e' colpa mia? Ripeto, la maggior parte dei poltici italiani e' come lui. Purtroppo per loro pero' la musica e' cambiata. Una volta alla gente gli si poteva raccontare quattro frottole, ma ora non e' piu' cosi'.

Ci vorra' del tempo, ma prima o poi saremo una democrazia vera anche in Italia. Se la gente si indigna, se ci diamo da fare, se non ci arrendiamo, se ci rendiamo conto del potere che abbiamo come collettivita', saremo noi i padroni del nostro destino. E' inevitabile. Spero che questa del petrolio sia un primo passo verso qualcosa di migliore, non solo per la terra, ma per la nostra coscienza civica e democratica.

Wednesday, July 23, 2008

L'arroganza del potere


Ieri sera, 22 Luglio siamo stati a Paglieta. Oltre alla mia presentazione c'e' stata la proiezione del video Il ritorno di Attila, di Antonello Tiracchia. La serata, a parte qualche spruzzo di pioggia e' stata gradevole e partecipata, fin quasi verso la fine.

Erano presenti vari politici. Oltre al sindaco di Paglieta, che e' stato gentile e concreto, perche' ha detto che assieme ad altri comuni del comprensiorio prenderanno posizioni ufficiali contro il centro petrolifero, si sono presentate altre personalita' amministrative. C'erano Tommaso Coletti, Camillo d'Alessandro, Maria Rosaria La Morgia, Franco Caramanico e Angelo Orlando, fra quelli che ho potuto riconoscere io fra la folla. A loro, come dico sempre, il mio grazie per essere venuti, per avere partecipato. Alcuni di loro hanno preso la parola dopo la mia presentazione e dopo la proiezione del video.

Franco Caramanico, ex assessore dell'ambiente della regione Abruzzo, e' venuto a parlare da noi ed ha detto, facendo il suo solito gioco di scarica barili, che la responsabilita' non e' sua. La responsabilita' e' dei comuni interessati, la responsabilita' e' delle amministrazioni precedenti, e che siccome le decisioni sono state prese prima che lui arrivasse, lui non ha potutto fare a meno di autorizzare il progetto. Un uomo di grande coraggio dunque. E' li dal 2005 e non ha saputo dire altro che e' colpa degli altri. Ha anche aggiunto che il governo regionale ha fatto degli atti contro il centro petroli (credo si riferisse alla legge del 4 Marzo, ma quella caro Caramanico e' figlia solo ed esclusivamente dell'impegno popolare) e che ora esiste un piano dell'aria che impedisce la costruzione di altri centri petroli. Possiamo dunque star tranquilli!

Ho allora chiesto di parlare e gli ho chiesto perche, visto che era lui la persona piu' importante per la protezione dell'ambiente in Abruzzo, non ha sentito il dovere di informare il popolo. Non mi ha dato una vera risposta, mi si e' dimenato sulla scia delle parole precendenti - non e' colpa mia, e' colpa degli altri, abbiamo fatto la legge regionale del 4 Marzo. Allora mi sono un po innervosita. Non sono una scema. Se uno ti fa una domanda, devi rispondere alla domanda e non arrampicarti sugli specchi. Gli ho rifatto la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Di nuovo parole che sinceramente non ricordo perche' erano vuote. Alla fine della discussione pubblica, gli sono andata vicino, e in oresenza di due testimoni, gli ho fatto a tu per tu la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Ero stanca, arrabbiata e disgustata di questo modo arrogante di fare in cui le risposte sono fuori tema e proncunciate con tono di condiscendenza. Forse anche lui era stanco perche' mi ha candidamente detto:

Non ho informato perche' per informare occorreva dare una soluzione, e siccome le soluzioni erano difficili da fare era meglio non diffondere la notizia.

Non sono parole testuali, ma piu' o meno questo e' il senso di quello che lui ha detto. Di nuovo, una prova di grande coraggio, di amore per il popolo, e di senso di servizio alla collettivita'. Lui e' stato l'assessore all'ambiente, era lui che doveva prendersi il compito di parlare alla gente, non doveva venire una da Los Angeles a spiegare cos'e' l'idrogeno solforato, non dovevano esserci comitati ad alimentare la partecipazione del popolo. Era una precisa responsabilita' dei governanti, non dei volontari.

Poi arriva Angelo Orlando. Parlava in politichese e continuava a chiamarmi in modo un po condiscendente, professore', dottore', usando parole come VAS, VIS, legge xyz del 2001, legge abc del 2005, insomma non si e' capito nulla di cosa volesse dire. Tra l'altro siccome non sono un esperto di procedure legali, non ho mai parlato di VAS, VIS legge xyz del 2001, legge abc del 2005 e via dicendo. Per cui non capisco perche' parlasse a me.

Comunque del suo discorso non ho capito nulla. Ho anche chiesto ad altri cosa avesse detto e neppure loro hanno compreso granche' del suo intervento. So solo che in un precendente incontro con lui, domenica mattina, in forma privata, gli chiesi, 'ma non si puo' fare una legge FACILE e pulita dove si dice l'Abruzzo rifiuta qualsiasi insediamento petrolifero? E' cosi difficile?' E lui mi disse che non si puo' fare, che invece occorre prenderla di sguiscio, porre postilli, vincoli, aggiunte etc. Siccome non ne so molto, sono stata zitta, ma di nuovo continuo a non capire perche' sia tutto cosi complicato e perche' nessuno abbia il coraggio neppure di proporre una legge del genere. Poi ci si lamenta che le leggi in Italia sono contorte e labirintine.

Gli altri non hanno detto nulla, se non che non sono potuti venire a Pescara all'incontro con l'ENI per altri impegni. Di questo incontro parleremo un altra volta, devo ancora digerire tante cose, dalle parolaccie che mi hanno detto, fino alle sciocchezze che ho sentito da Andreussi e soci. Dei nostri politici erano presenti solo Camillo d'Alessandro. Onore a lui per essere venuto, ma e' andato via prima della fine. Dov'era Franco Caramanico?

Ci rendiamo conto che la difesa dell'Abruzzo e' stata affidata a gruppi di volontari?
Se non era per i comitati e le associazioni locali, il centro oli a quest'ora era gia' li che sputava veleni.

Non andiamo avanti cosi. Mi sarei aspettata un po piu di umilta'. I nostri politici sono arroganti. Invece di dire: abbiamo sbagliato, non ci abbiamo pensato che era giusto informare la popolazione, chiediamo scusa e da oggi ci impegnamo a fare questo o quell'altro, a rendervi piu' partecipi, a proteggervi meglio, sono li a dire che non e' colpa loro, ma colpa di qualcun altro. Si commentano da soli.

Il primo inquinatore dell'Abruzzo e' la politica, cosi' dice Gianni Belcaro nel video del ritorno di Attila. Purtroppo ieri sera ne ho avuto la conferma.