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Tuesday, January 15, 2019

Israele: l'ENI accusata dello spiaggiamento di 46 tartarughe caretta-caretta, specie protetta e vulnerabile













Recupero di tartarughe caretta caretta morte e morenti in Israele.
Il dito e' puntato contro le ispezioni sismiche dell'ENI.

A investigation by the Nature and Parks Authority was able to determine that the cause of the mass killing was due to seismic surveying by the company from Italy.

Over a period of 24 hours, roughly 20 explosions were set off every nine seconds.

Proprio in questi giorni la stampa italiana va in fibrillazione sull'opportunita' di trivellare le nostre acque - chi non vuole petrolio in mare e' impegnato in lotte sbagliate, e' antipatriottico, o semplicemente scemo. 

Ci viene detto che Albania-Croazia-Montenegro, ma pure Turchia-Grecia-Israele-Egitto si lasciano bucare facilmente e che dovremmo

Ovviamente, dall'altro lato l'ENI, che a leggere la stampa italiana le manca solo l'aureola di santita' perche' tutte le nefandezza di questa ditta di morte scivolano via, anche se si tratta di tribunali, tangenti e tumori.


Sulle sue spiagge negli scorsi tre giorni ritrovate morte o morenti 46 tartarughe marine, della specie Caretta Caretta, che sono in via di estinzione e protette da ogni trattato possibile nel Mar Mediterraneo e in tutto il mondo.

Di queste 46 tartarughe, 31 sono poi morte davvero. Quindici invece sono sopravvissute ma sono malandate, e non si sa se ce la faranno.


E' stato il centro israeliano Sea Turtle Rescue Center a intervenire dopo il mega-spiaggiamento, con loro dozzine di volontari. Le tartarughe avevano danni agli organi interni - polmoni e stomaco. Alcune avevano accumuli di fluidi e sangue nei polmoni.

Tutte.

Le tartarughe caretta caretta pesano circa 200 chilogrammi ciascuna, e non e' stato facile prendere tutte quelle povere bestie, e portarle in centri specializzati. Alcune sono arrivate morte, altre sono state invece operate d'urgenza. Alla fine, come detto ne sono rimaste in quindici, che dovranno sottostare a terapia di recupero lunga fra i sei e i dodici mesi.

Cosa e' successo?

Anche se e' troppo presto per conclusioni finali, tutti puntano al dito all'ENI e alle sue operazioni di airgun nell'area. Questa non e' solo la tesi di residenti, volontari o della D'Orsogna.

Questa e' la tesi della Nature and Parks Authority che attribuisce la moria di tartarughe alle ispezioni sismiche dell'ENI eseguite una settimana fa. Hanno mandato esplosioni di airgun ogni nove secondi, da una batteria di venti punti di emissione, per un giorno intero.

La moltiplicazione e' presto fatta:

24 ore * 60 secondi / 9 secondi * 20 = 3200 spari al giorno

Occorrerebbe mandare tutti i sostenitori dell'airgun e dei pozzi di petorlio in Italia sotto una raffica di 3200 spari al giorno, ad intensita' del tutto innturali e impossibili da sopportare per la vita marina.

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Poco si parla di tartarughe caretta caretta. 

Si trovano in vari oceani - Pacifico, Atlantico, Indiano e pure nel nostro Mar Mediterraneo.  Le femmine vanno a riva raramente per depositare (poche) uova: quattro circa ogni due o tre anni.  Ci vogliono dai 17 ai 30 anni per raggiungere la maturita', e la speranza di vita per queste tartarughe e' al massimo di una settantina di anni.

Sono una specie vulnerabile, e qui negli USA sotto la protezione per le specie in pericolo di estinzione, l' Endangered Species Act del 1973.

Ma perche' sono importanti? Perche' sono un elemento essenziale per l'equilbrio dei mari. Spesso ci si riferisce a loro come di una specie centrale per una ecologia sana.
Si cibano di crostacei e invertebrati, e spezzettandoli aiutano a fornire calcio per altre specie; aiutano a tenere i fondali marini sani, e la circolazione di nutrienti con il loro movimento. Spesso le loro uova sono anche cibo per altre specie. Perdipiu' sulla sua carapace ci sono colonie di piante e di animali che formano altri micro-habitat: in alcuni casi ci possono essere finoa a 100 specie animali e vegetali!

Saturday, December 9, 2017

L'Albania ordina ai petrolieri di Cina e Canada di risarcire i danni dai terremoti da fracking

















La piccola e silenziosa Albania ci da una grande lezione di ambiente e di vivere civile.

Ricevere informazioni da Tirana non e' facile: il paese e' isolato, le informazioni rare, e le barriere linguistiche difficili da superare, anche nei tempi di internet. Tutto quello che scrivo qui arriva un po' dalla stampa anglosassone (Reuters), un po dalla stampa Albanese in inglese, un po dalle traduzioni da google e sopratutto dai gruppi Facebook di attivisti anti-fracking in Europa.  Un grande grazie alla mia amica Francoise Lienhard che mi ha inviato quasi tutto questo materiale.

Il preambolo della faccenda e' che si trova in Albania il piu' grande campo petrolifero d'Europa su terraferma. Si chiama Patos Marinza ed e' nei pressi della citta' di Fier. Ci sono qui 30 villaggi minori e 1370 pozzi di petrolio. Di questi villaggi, uno dei piu grandi e' quello di Zharrez.

Dal 2004 fino a poco tempo il campo di petrolio di Patos Marinza e' stato gestito da una ditta Canadese, la Bankers Petroleum. Nel 2016 questa ditta e' stata venduta ai cinesi della Geo-Jade Petroleum.

Fra le varie accuse alla Bankers Petroleum prima della vendita ai cinesi quella di avere sottostimato gli incassi dal petrolio  del 50% per evitare di pagare le tasse al governo di Tirana.  Nel corso degli anni anche una serie di multe per la mancata protezione dell'ambiente.

Un preambolo secondario e' che l'area di Fier, e' anche dove si concentra la produzione agricola del paese: un terzo della produzione di ortaggi arriva da qui. Meloni, fagioli, grano, olive, mais e agrumi.  Vivono qui circa 300mila persone, circa il 10% della popolazione del paese.

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La nostra storia parte da Zharrez, il villaggio piu' grande di Patos Matinza.

Nel 2008 la Bankers Petroleum inizia a usare fracking in un area gia' fortemente compromessa da un punto di vista ambientale.

L'acqua diventa imbevibile, l'agricoltura soffre, iniziano i terremoti e gli scoppi.

Tutto come da copione.

Nel 2013 tre terremoti di magnitudo 4 della scala Richter.

Nel 2015 scoppi durante la trivellazione di nuovi pozzi di petrolio.

Ci si ferma per un po, il governo promette di indagare, ma non se ne fa e non se ne sa quasi niente. La Bankers Petroleum riprende a trivellare.

E riprendono pure i terremoti.

Secondo l'Istituto Albanese per la Sismologia, fra il Settembre ed il Novembre del 2016 ci sono sati circa 2700 terremoti a Zharrez.

Piu' di 30 al giorno.

La gente inizia a vedere crepe nei muri, i tetti iniziano a cedere e la paura inizia a crescere.

Qui c'e' un video su Facebook, in Albanese, con intervista ai residenti.

Qui invece un video con i danni causati alla scuola "Sotir Capo" nella vicina citta di Fier (Sotir Capo era un artista albanese emigrato a Filadelfia).

I residenti hanno iniziato a lamentarsi dei danni dovuti alle trivelle e al fracking gia' dal 2009, ma nessuno li ha ascoltati.  Sono sorte piccole associazioni locali, una delle quali detta Nisma Thurje che fra l'altro e' la stessa che ha postato tutti i video di cui sopra, e a seguire.

In tutti questi anni, ogni volta che arrivava un terremoto nei pressi di Fier, la Bankers Petroleum insisteva che si trattava di un terremoto naturale. 

Il governo non aveva granche' da commentare. Ma ovviamente data la gran frequenza delle scosse, mai vista prima, i residenti non hanno creduto alla "normalita'" di questi eventi.

Isolati o no, anche in Albania sapevano cosa fosse il fracking.

E cosi le proteste e le documentazioni sono continuate, a persistere negli anni.

Il giorno 18 Dicembre 2016 un forte boato. E' l'ennesimo terremoto di magnitudo 4 ed e' anche la goccia che fa traboccare il vaso.

I residenti decidono di mettere su uno sciopero della fame documentato in questo link di Facebook. A parte qualche pubblicazione locale, la stampa ufficiale del paese non ne ha parlato tanto, ne' dello sciopero della fame, ne' tantomeno delle proteste precedenti, ma gli attivisti hanno continuato e grazie a Facebook, almeno internamente in Albania si inizia a diffondere coscienza.

Ci si inizia ad organizzare anche per bloccare le strade di accesso ai campi petroliferi.

Dopo circa una settimana alcuni rappresentanti governativi visitano gli attivisti, che continuano a chiedere soluzioni ad inquinamento e terremoti da petrolio nelle loro case.

Qui altri filmati dello sciopero della fame della fine del 2016.

Finalmente il governo promette di intervenire per trovare soluzioni concrete.

Ma tutto il mondo e' paese anche in Albania e di tante promesse non resta niente. I cittadini decidono di partire con un altro sciopero della fame, nel Febbraio del 2017. Nonostante il silenzio dei media ufficiali, le informazioni circolano, e il numero di protestanti aumenta. Anche i ragazzi cercano di mostrare solidarieta' con i protestanti.

Finalmente arriva l'ora di cambiare tattica. Non piu' sciopero della fame. Il messaggio deve arrivare dritto dritto ai politici.  E cosi si decide di marciare tutti assieme verso Tirana. A 126 chilometri di distanza. Partono in 40. L'obiettivo e' di

1. Far vietare il fracking in Albania
2. Chiedere compensazione per i danni subiti
3. Ripristino ambientale.

Si parte il 22 Febbraio 2017 come documentato da questo video. Per la strada tanta solidarieta' ed affetto con la gente che marcia accolta con cibo, acqua, coperte e applausi dai villaggi circostanti. Alcuni video dell'accoglienza sono qui, e ancora qui, e poi ancora qui e finalmente qui. 

Chi era troppo stanco, o debilitato dallo sciopero della fame e' stato trasportato in sedie a rotelle da altri attivisti che si sono aggiunti strada facendo.  

Non e' mancata la pressione da parte della polizia di desistere. Addirittura la direttrice della scuola Sotir Capo minaccia di espellere i bambini i cui genitori erano coinvolti nella marcia. Ma loro sono andati avanti. Anzi hanno chiesto ai politici di marciare con loro in solidarieta'.

Questo il loro manifesto: 
Declaration of the marchers
  1. The police in Fier is putting pressure on the family of the marchers by asking them that we stop the march.
  2. Mirjeta Nasto, director of the Sotir Çapo school in Zharrëz threatens the children of the marchers with expulsion from school.
  3. The Ministry of Energy lies about the evaluations. No evaluation whatsoever has been done. The houses (not all of them) have been photographed from the outside and that’s all. The Ministry has no idea at all about the damage to each specific house. We challenge them to make their “evaluations” public.
  4. The Prime Minister, Deputy Prime Minister, Miniser of Energy, etc. are invited to come to Kavaja, or to join us on the road to Tirana and to tell us the solution they have found. If they don’t, this means there is no solution.
  5. Our march is not the property of any party. We march only and alone for our houses.
The march will continue until we have a solution. If there isn’t, we will get down in Tirana and won’t move an inch alive until we have won our right. We don’t owe our houses to any party, we have built them with our blood and sweat.
We will no longer bow down!



Finalmente il governo cede ed accetta di venire incontro ai protestanti, ed accetta di vietare il fracking nel paese. La Bankers Petroleum rimborsera' tutti i danni causati ai residenti che celebrano sulle strade di Tirana. 

Era il Marzo del 2017.

La Bankers Petroleum ovviamente non ci sta e dice che sebbene smettera' di pompare fluidi ad alta pressione a Patoz Marinza, prima di risarcire i residenti deve eseguire "studi" approfonditi.

Il giorno 5 Giugno 2017 la folla e' tornata a protestare di nuovo in occasione delle elezioni locali, chiedendo ancora di essere compensati per le case distrutte dal fracking, interrompendo la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento. 

Non si sa come andra' a finire.  

Per ora, durante l'Ottobre del 2017 la Bankers Petroleum, bonta' loro, ha deciso di piantare alberi in dieci ettari di terreno a Patos Marinza.

Ma comunque vada a finire, onore ai 40 che hanno camminato fino a Tirana, da soli, spinti sulle sedie a rotelle, sotto il freddo, per esigere che i loro diritti venissero rispettati.

Onore a loro.


 



Saturday, September 23, 2017

La regione Puglia e l'ARPA non hanno verificato le prescrizioni sulla TAP. Il Ministero revoca loro l'autorita'






Alla stampa di Puglia: se copiate/vi ispirate si prega di citare. 
Ci vuole lavoro per fare tutto questo.



Secondo il Ministero dell'Ambiente i gasdotti verso l'Italia “rivestono carattere di interesse strategico"  sono una "priorità a carattere nazionale",  sono di "pubblica utilità", e addirittura hanno carattere"indifferibile e urgente".

Il Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto sopranominato TAP  fa parte di questa serie di lavori.

Il gas partira' dall'area del Mar Caspio e arrivera' in Europa.  L'allaccio iniziale sara' dal Trans Anatolian Pipeline, al confine fra Grecia e Turchia, si passera' poi in Grecia, Albania e finalmente si arrivera' in Italia, dove il gas sara' immesso nella rete nazionale.

La parte italiana di tale gasdotto si snoda per 45 chilometri in mare Adriatico prima e in terraterma a Medelugno, in provincia di Lecce. Percorrera' poi altri 8 chilometri in Puglia prima di arrivare alla rete nazionale.

Il consorzio che costruisce la TAP si chiama TAP-AG e appartiene alla British Petroleum per il 20%, alla SOCAR, la ditta di stato petrolifera dell'Azerbaijan, per il 20%, alla SNAM italiana per il 20%, alla Fluxys del Belgio per il 19%, alla Enagás di Spagna per il 16% e alla Axpo di Svizzera per il 5%.

La sede centrale della TAP-AG e' a Baar in Svizzera; ci lavorano 200 persone. Il suo ruolo e' solo di trasportare gas verso l'Italia, non di produrlo o di commercializzarlo.

In Italia, il permesso per la realizzazione della TAP e' stata accordata nel 2014. Come parte del progetto approvato nel 2014, ci sono tutta una serie di prescrizioni: e' compito dell' "ente vigilante" controllare che queste precrizioni siano eseguite correttamente. Alcune sono affidate alla regione Puglia, altre all'ISPRA, altre al Minsitero dell'Ambiente.

Il gionro 18 Settembre 2017, il Ministero stesso informa che la TAP-AG ha segnalato ritardi da parte della regione Puglia e dell'ARPA Puglia nel verificare queste prescrizioni. Avevano mandato documentazione gia' a partire dal 2015, ma queste verifiche non sono state mai completate.

E cosi', siccome gli enti vigilanti non hanno vigilato, il governo recova questi compiti di verifica alla regione Puglia e all'ARPA Puglia.

Perche' la regione Puglia e l'ARPA Puglia non hanno eseguito questi controlli? Chi controllera' adesso la correttezza dei lavoro? Quali sono le conseguenze di questa revoca dei permessi di verifica?  Ovviamente, tutti ci chiediamo dell'utilita' di questo gasdotto nei mari e lungo le spiagge salentine, ma visto che la sua realizzazione e' stata accordata ormai da tre anni, perche' nessuno controlla lo stato dei lavori?

O e' una tecnica per rallentare la costruzione della TAP?

La cosa interessante pero' e' che nell'Aprile del 2017 la stessa regione Puglia, almeno secondo i documenti ministeriali aveva chiesto di "avocarsi" i procedimenti per la verifica dei controlli.

Non si sa.

Quello che pero' sappiamo e' che le seguenti verifiche non sono mai state portate a termine:

dalla Regione Puglia: A18) studi sismici per verificare la vulnerabilita' della condotta in caso di sisma con parametri fisici del suolo e del sottosuolo, e in caso di saturazione del carico del gas; studi sulle dimensioni sulla condotta per verificare sicurezza massima in rischio di frana; 

dalla Regione Puglia: A.23) valutazione di rischio di incidenti, "spillamenti e spandimenti" in fase di cantiere;

dalla Regione Puglia: A.31) redazione di un Progetto di Monitoraggio Ambientale che dovra' presentare le criticita' ambientali, azioni per il monitoraggio, minimizzazione dell'impatto su atmosfera, ambiente idrico, ambiente marino, suolo, sottosuolo, vegeratazione, flora, fauna, ecosistemi, rumore e paessaggio

dalla Regione Puglia: A.32) capitolato di appalto con tutte le azioni progettuali, mitigative, e compensative con particolare alla salvaguardia di ambiente marino, acque superficiali e sotterranee, salute pubblica, clima acustico, qualita' dell'aria, stoccaggio del terreno di scotico

dalla Regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA Puglia: A.41) piano di monitoraggio della fauna stanziale e migratoria per assicurare che le tutele imposte dalla Rete Natura 2000 per la protezione della fauna nelle aree protette vengano rispettate; controllo che i lavori vengano eseguiti fuori dei periodi di nidifcazione e riproduzione delle specie protette

dall'ARPA di Puglia: A.24) monitoraggio delle emissioni degli inquinanti e rumore, con le azioni da intraprendere nel caso in cui i valori limite verranno superati, numero e posizione delle centraline, sistema di allerta per la popolazione in caso di emissioni critiche

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.28) Interventi di mitigazione dell'impatto paesaggistico con interventi di mascheramento e di fabbricati "armonizzati" al contesto territoriale circostante

dalla regione Puglia con il coinvolgimento del comune di Melendugno:
A.44) Approvazione delle misure di mitigazione e di ripristino vegetale, specie per la ricollocazione delle piante di ulivi,

dall' ARPA di Puglia con il coinvolgimento della regione Puglia: A.45) Presentazione di un progetto quinquennale sulla rivegetazione, specie per gli ulivi.

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.40) Siccome c'e' la "accertata interferenza" del metanodotto a terra con alcuni habitat protetti, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare varianti nel percorso per cercare di eliminare tali interferenze, considerando le caratteristiche floro-vegetali dell'area. Se questo non fosse stato possible, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare un progetto con i dettagli per il ripristino utilizzando le migliori tecniche di ingegneria naturalistica. L'ampiezza della fascia di lavoro deve essere limitata a 18 metri.

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Ecco.  La Regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno verificato niente di tutto cio', almeno dal 2015 ad oggi. Come detto: perche'?

Perche' la regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno controllato? Perche' avevano paura di dover dire "si" a prescindere? Perche' non hanno gli strumenti? Perche' non gliene importa? O e' una strategia per opporsi in modo "passivo" a questa TAP odiata da tutti?

E' certo uno scandalo al giorno d'oggi continuare con gas e petrolio e scavi e trivelle e oleodotti. E' uno scandalo fare le cose contro la volonta' popolare, estirpando ulivi centenari e mettendo a soqquadro il carattere delle nostre regioni e dei nostri campi.

Ma e' uno scandalo anche il far finta di niente, e neanche assicurarsi che quei pochi controlli che il nostro governo impone, sulla salute pubblica, la sismicita' indotta, la preservazione della natura, la qualita' dell'aria e dell'acqua, poi non vengano eseguiti.

Intanto Matteo Renzi arriva tutto bello in Puglia a parlare di un piccolo e necessario tubino, e a dire che non i deve polemizzare sulle trivelle. 

Nel 2017. Che stoltezza.



 











Monday, April 6, 2015

Patos Marinza, Albania: esplosione e inquinamento da pozzi petroliferi





 
Patos Marinza e' il piu' grande campo petrolifero onshore d'Europa


1 Aprile 2015

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Fier, Albania















 

Circa 40 residenti hanno camminato piu di 125 chilometri da Patos Marinza alla capitale Tirana per protestare i danni causati dalle trivelle a Patos Marinza negli scorsi mesi. La citta' piu' colpita e' Zharrez dove, il portavoce dei residenti Qani Rredhi afferma che di circa 700 case esistenti, 570 hanno lesioni e 70 non sono piu' abitabili.

I protestanti hanno lamentato i ripetuti terremoti causati alla ditta Bankers Petroleum con fino a 30 terremoti al giorno di varia intensita', tutti presumibilmente dovuti al fracking e alle iniezioni ad alta pressione di fluidi nel sottosuolo, visto che le scosse sono iniziate giusto un po l'inizio delle operazioni di fratturazione idraulica.

Il fracking arriva nel 2008, i terremoti mai visti prima nel 2010. 

La Bankers Petroleum era fino a pochi mesi fa canadese ed e' ora diventata di proprieta' cinese. E' stata infatti acquistata dalla Geo-Jade Petroleum nel Settembre del 2016.  In risposta alle proteste, il governo albanese ha intimato alla Bankers/Geo-Jade Petroleum di pagare i danni ai residenti e di non iniettare piu' materiale liquido in zona.

Per tutta risposta i trivellatori sino-canadesi hanno affermato che per il momento fermeranno le iniezioni di fluidi nel sottosuolo, ma che prima di pagare i danni metteranno su un gruppo di studio per capire perche' la terra ha termato cosi spesso dal 2010, pochi mesi dopo l'inizio del fracking, ad oggi.

Il giorno 5 Giugno 2017 la folla e' tornata a protestare in occasione delle elezioni locali, chiedendo ancora di essere compensati per le case distrutte dal fracking, interrompendo la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento.

Le foto in alto mostrano la devastazione di Patos Marinza, con o senza fracking, prima o dopo del 2010. 

***** 

6 Aprile 2015



"We drink water but we don't even know if it's drinkable. 
In fact, we don't know what we're really drinking"

"We are all ill. A generation of our children is poisoned"




 "An uncontrolled leak of natural gas occurred during drilling operation"
Ah certo!




Nei pressi della citta' di Fier, in Albania sorge quello che viene considerato il piu' grande campo petrolifero d'Europa per riserve di greggio, quasi due miliardi di barili - contro i soli cinquecento milioni della Val D'Agri.  Il campo albanese si chiama Patos-Marinza oil field, dista 10 chilometri da Fier ed e' in uso dal 1928. 

Lo scoppio e' accaduto mentre si trivellava un pozzo orizzontale: una fuga di gas ha portato allo scoppio con fumi tossici innalzatisi nel cielo per centinaia di metri.  I residenti hanno filmato pozzi artesiani che sono scoppiati a causa degli scompensi nel sottosuolo con miscele esplosive di gas, acqua e roccia.


Non e' la prima volta che accadono episodi del genere, con esplosioni, puzze, microterremoti, vasche sature di inquinanti a cielo aperto, puzza di metano e inquinamento. Anzi, da molto tempo la popolazione di Fier e dintorni e' preoccupata per gli effetti sulla salute dei pozzi di petrolio.

Il campo e' vecchio e c'e' di mezzo anche la mancata manutenzione durante gli anni del comunismo ad inquinare acqua e polmoni.  Anzi, per molto tempo, dal 1940 al 1990 e' stato vietato vivere vicino al campo di Patos-Marinza a causa del troppo inquinamento. Adesso le regole sono piu' "flessibili" e non certo perche' l'inquinamento e' diminuto. Infatti ci si lamenta di problemi respiratori e di mal di testa con puzze insopportabili specie d'estate.

"Many kids have been injured while playing near the derricks. One of them was killed as he fell into a well"


Ad altri bambini hanno amputato le gambe a causa di incidenti con mezzi petroliferi. 


La Bankers Company, ditta canadese, ha ricevuto la concessione nel 2004, con la promessa di ripulire il tutto. In precendenza il campo era gestito dalla ditta nazionale Albpetrol. Un po' i canadesi ci hanno provato a bonificare, ma i residenti dicono che e' stato poco e sbagliato. Per esempio, la Bankers Company ha ricevuto circa 100 milioni di dollari dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo ma di questi solo sei sono stati spesi per opere di bonifica e di ammodernamento. Quasi tutte le spese sono state per opere che avrebbero beneficiato direttamente i petrolieri e non la qualita' di vita dei residenti.

I canadesi si sono poi espansi a Kuçova, il secondo principale campo petrolifero d'Albania. In questo momento la Bankers Company e' la ditta piu' lucrativa di tutta l'Albania con introiti di circa 600 milioni di dollari l'anno. Nello stesso tempo la benzina albanese cosa di piu' che in tutti i paesi vicini - Macedonia, Montenegro e Kosovo e la gente continua a soffrire puzze, inquinamento e disoccupazione. 

Riguardo l'incidente del primo aprile, la Bankers Petroleum, ha ammesso la propria responsabilita'. Le autorita' hanno annunciato indagini penali contro di loro.

Intanto continuano a trivellare un pozzo nuovo ogni tre giorni.