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Wednesday, July 11, 2012

Kalamazoo vs. Lambro


  

Kalamazoo, Michigan 2010



Già a pochi mesi dal disastro l'interesse dei media italiani 
per questa catastrofe ambientale è andato scemando. 


Finalmente nel Michigan, il giorno 21 Giugno 2012 hanno riaperto il Fiume Kalamazoo, due anni esatti dopo lo sversamento di un milione di galloni di petrolio amaro, pesante, corrosivo, proveniente dal Canada.

L'incidente - la rottura di un oleodotto della Enbridge Energy Partners - accadde il 26 Luglio 2010 e contamino' circa 36 miglia di fiume e di terreno circostante.

Fanno 50 chilometri di fiume e fanno 4 milioni di litri di petrolio schifoso.

La gente dovette lasciare le case per la puzza e l'inquinamento.

La pulizia del fiume finora e' costata $804 milioni di dollari.
E' il piu' grave e il piu' costoso incidente ad un oleodotto mai accaduto sul suolo USA.

I costi sono tutti pagati dalla Enbridge, e dalla sua compagnia assicurativa. I lavori sono stati monitorati dall'EPA - l'Agenzia di Protezione per l'Ambiente.

E cosi, dopo due anni, hanno riaperto quasi tutto il fiume, ad eccetto che poche centinaia di metri, la zona piu' inquinanta, presso Red Morrow Lake, Michigan.

Ma questo non vuol dire che il fiume sia del tutto pulito - anzi, per la pulizia totale ci vorranno altri mesi ancora e le macchie di petrolio in alcuni posti sono ancora visibili.

Ci si raccomanda di non toccare le chiazze se si va giu' con la canoa, e hanno pure messo i fazzolettini lungo il fiume per pulirsi le mani!

Riassunto: hanno speso circa 800 milioni di dollari, e non ancora finito perche' dopo due anni il fiume e' ancora coperto di macchie di petrolio.

I fazzolettini sono gratis.

Della serie: un indente dura pochi minuti o ore, le conseguenze sono catastrofiche.

Oggi 11 Luglio 2012 invece l'ente predisposto a indagare sulle cause dell'incidente, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha presentato la documentazione sul perche' dell'incidente:

1. Stress sulle tubature dovuto a corrosione;

2. Mancanza di prevenzione da parte della Enbridge che sapeva da 5 anni prima che ci potevano essere perdite piu' o meno gravi;

3. La Enbridge tenne in azione l'oleodotto per ben *17 ore* dal momento in cu ila falla si apri', sebbene tutti i sistemi di monitoraggio avessero indicato la rottura dell'oleodotto. Non ci furono indagini della compagnia in quel frangente, non risposero alle allerte dei cittadini che sentivano puzza di petrolio e la condotta fu fermata solo grazie all'intervento di terzi;

4. La Enbrdige non aveva equipaggiamento necessario ad intervenire, pur volendo farlo (ma non voleva!)

5. Le regolamentazioni non erano sufficentemente severe.

Ovviamente gli occhi di tutti sono puntati sul proposto Keystone XL pipeline che dovra' - se costruito - portare molto piu' petrolio di questo dal Canada agli USA.

I petrolieri hanno invece detto che e' stata solo una fatalita' e che la Enbridge e'  "una good company" che ha avuto un "bad accident".

Dicono che faranno migliorie e che non si sottrarranno alle loro responsabilita'.
Dicono.

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Lambro, Febbraio 2010


Parallelamente in Italia, a cavallo fra il 22 e il 23 Febbraio 2010 ci fu un altro "incidente", quello del fiume Lambro in cui i patrioti della Lombarda Petroli decisero di riversare nel fiume Lambro - ed in modo del tutto volontario - circa 2.5 milioni di litri di gasolio e di oli combustibile. 

Altre stime parlano di 10 milioni di litri, cifre paragonabili a quelle di Kalamazoo.

La marea nera parti' da Villasanta - nei pressi di Monza, per attraversare Melegnano, San Zenone al Lambro, Lodi, Sant'Angelo Lodigiano, le province di Cremona, Reggio Emilia, Ferrara, il Po e poi anche il mare Adriatico.

Venne pure danneggiato - ironia della sorte - una "Ecocity".

Ci sono stati fortissimi danni all'ecosistema con moria di specie animali e vegetali. Di tutti gli animali ritrovati nei pressi dell'oasi di Montorfano, nei pressi di Melegnano, non e' sopravvissuto nessuno.

L'ipotesi e' che il riversamento sia stato azionato volontariamente da parte di Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, i proprietari della Lombarda Petrolio per evitare di pagare le accise su quei prodotti.

Furbi, eh.

Sulla stampa non c'e' molto di cosa ne sia del fiume due anni dopo.

La cosa piu' recente che sia riuscita a trovare e' del maggio 2012 in cui si conferma l'accusa ai due cugini Tagliabue per disastro doloso, assieme al direttore dello stabilimento da cui parti' il greggio, Vincenzo Castagnoli. La pena massima potrebbe essere 12 anni.

Ma invece, dopo due anni, com'e' andata a finire per il fiume?

I titoli dell'epoca erano apocalittici - "disastro ambientale senza precenti", "pulire il fiume sara' un impresa", "marea nera", "ci vorranno decenni per pulire tutto".

E allora mi chiedo:

Quale ente ha seguito o sta seguendo i lavori?

Qualche giornalista e' tornato a vedere lo status del fiume, a due anni dall'"incidente"?

I signori della Lombarda Petroli e la loro assicurazione - ammesso che ce l'avessero - hanno pagato il ripristino?

Quanto e' costato il ripristino?

C'e' stato bisogno di chiudere il fiume mentre veniva ripulito?

Se si, e' stato riaperto?

I campi al margine del fiume sono stati ripuliti?

Ci sono i fazzolettini?

Oppure e' stato fatto tutto all'Italiana e come veniva detto a pochi giorni dallo scoppio dal professor Ferruccio Trifiro' di Bologna:

"in gran parte il materiale inquinante andrà a finire sul fondo del fiume e lì si ritroverà soprattutto la frazione più pesante degli idrocarburi usciti dalla raffineria".

Mistero.

Il Lambro, petrolio o non petrolio, e' uno dei fiumi piu' inquinati d'Italia.








Wednesday, February 22, 2012

Giuseppe e Rinaldo Tagliabue: cosa non si fa per denaro














Assolti con formula piena i due gestori della ex petrolchimica, i cugini Rinaldo e Giuseppe Tagliabue, unitamente all'ex direttore di stabilimento Vincenzo Castagnoli.

2400 tonnellate di petrolio nel fiume e nel mare
 Evviva




a viver come bruti...

Stavo per andare a dormire quando mi e' capitato questo articolo sul CorSera sul disastro nel fiume Lambro. Ero curiosa di sapere come fosse a finita, cosa aveva causato quella mega marea nera che aveva tenuto l'Italia in sospeso per qualche giorno nel 2010. Se n'era parlato anche sulla stampa USA.

Non avrei mai potuto immaginare che fosse stato uno sversamento volontario.

Come ricorda il Corriere, un paio di anni fa finirono nel fiume Lambro quasi 2,400 tonnellate fra olio combustibile e gasolio. Morirono decine e decine di pesci, tutto l'ecosistema venne devastato. Il petrolio arrivo' fino al Po. Ci vollero giorni per ripulire la marea nera, e chissa' se e' mai stato tutto veramente messo in ordine.

Credo che a suo tempo in pochi potevano anche solo sospettare che non fosse un incidente, qualcosa di orrendo si, ma pur sempre al di fuori della volonta' di amministratori, gestori, personale. Sara' stata una valvola, poca manutenzione, disattenzione, un qualche squilibrio dei fluidi, chissa'.

Invece no. Era tutto programmato, pensato, calcolato.

Quello che infatti viene fuori dalle indagini dei due PM Emma Gambardella e Donata Costa e con il procuratore Corrado Carnevali, e' che i titolari della Lombarda Petroli, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue operavano un traffico illegale di idrocarburi. Per nascondere le imposte evase, avevano ben pensato di rigettare i prodotti petroliferi in acqua, cosi da far quadrare i conti e nascondere che non avevano pagato le tasse.

Si parla di circa 5 milioni di euro.

Semplice no? Tanto il fiume e' una pattumiera, vero?

La Lombarda Petroli era a suo tempo una raffineria con circa 300 persone addette, poi calate a 10 con la trasformazione dell'impianto in un centro di stoccaggio.

Di qui, enormi flussi in entrata e in uscita, e enormi possibilita' di imbrogliare, di non registrare, di evadere. Secondo le indagini, i due fratelli semplicemente hanno avuto paura di controlli della finanza e cosi' non hanno esitato a riversare idrocarburi pesanti nel Lambro, nel fiume della loro stessa citta'.

E ancora secondo il Giorno i due hanno " finto di coordinare i soccorsi e davano ordine agli operai intervenuti di versare acqua sugli idrocarburi presenti sul terreno con lo scopo di aumentare i quantitativi del prodotto disperso e far perdere le tracce degli ammanchi, così causando la tracimazione del prodotto."

Cioe, anche a fatti accaduti, avendo visto il disastro combinato, ancora pensavano ai loro soldi, e a come fare per nascondere i loro carburanti.

I due rischiano fino a 12 anni di carcere per disastro doloso.

Ma come si puo'? Non capisco veramente - e' qualcosa al di fuori della mia comprensione, davvero.

Monday, March 1, 2010

Petrolio nel fiume Lambro













Assolti con formula piena i due gestori della ex petrolchimica, i cugini Rinaldo e Giuseppe Tagliabue, unitamente all'ex direttore di stabilimento Vincenzo Castagnoli.

2400 tonnellate di petrolio nel fiume e nel mare
 Evviva



Ovviamente arrivo con molto ritardo sulla questione del fiume Lambro, nei pressi di Monza, dove circa una settimana fa c'e' stato uno sversamento di petrolio. Ecco comunque le mie riflessioni in merito e soprattutto il sito Facebook sul tema , con varie discussioni e testimonianze.

Questo sito e' stato aperto dal mio amico lombardo Francesco Pirovano, per chiedere che vengano accertati responsabili e che non si minimizzino i danni. Lui si e' recato sul luogo del delitto e questo e' quello che mi dice:

Qui e' uno schifo. Sono andato a vedere il Lambro e il depuratore di Monza e l'odore e' insostenibile. Le autorita' minimizzano sui danni alla salute e all'ambiente.

Come sarebbe bello se una volta - una volta sola in Italia - potessimo fidarci delle autorita' e dei nostri governanti.

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Il fiume Lambro e' un affluente del Po, e' lungo 130 km ed ha gia' abbastanza problemi per conto suo a causa della pesante urbanizzazione lungo il suo corso. Attraversa le province di Como, Lecco, Monza, Milano, Lodi e Pavia. Come sapete meglio di me, il 23 febbraio del 2010, alcuni sventurati hanno riversato nel fiume DUE MILIONI E MEZZO DI LITRI DI PETROLIO da una raffineria dismessa, detta Lombarda Petrolio di Villasanta.

E' tutto come da copione: ci sono state molte morie di anatre, pesci e uccelli i cui corpi si sono potuti vedere lungo le sponde del fiume, l'Oasi naturale di Montarfano a Melegnano in provincia di Milano e' stata fortemente impattata con danni a piante rare, il petrolio ha inquinato i condotti agricoli e i terreni vicino al fiume, ha gravemente compromesso il raccolto e, nonostante gli sforzi di Bertolaso, Prestigiacomo e compagnia il petrolio ha raggiunto il Po e le provincie di Cremona, Ferrara, Reggio Emilia.

Ovviamente le autorita' rassicurano tutti - non ci sono problemi e danni per la salute pubblica, anche se e' tutto puzzolente e l'aria era irrespirabile a Milano, anche se la gente si e' vista cortili e argini dei fiumi impregnati di petrolio, anche se nei comuni del Polesine e' stato vietato usare l'acqua potabile, anche se gli animali muoiono, anche se hanno trovato cancerogeni nell'acqua stessa. Tutto bene.

Nonostante tutte le minimizzazioni, credo che invece i commenti di Legambiente siano semplici e chiari:

"Un disastro ambientale senza precedenti per l'ecosistema del fiume Lambro che ne pagherà a lungo le conseguenze."

Come da copione ci sono stati anche i soliti approfittatori e i lati oscuri - ieri il 28 febbraio del 2010, una ditta sconosciuta ha riversato i propri rifiuti tossici nel fiume per evitare i costi di smaltimento. Della serie - visto che lo schifo c'e' gia', approfittiamone.

Allo stesso tempo non si sa bene come mai questa Lombarda Petroli non avesse dichiarato di avere nei propri serbatoi quantita' cosi' grandi di petrolio, forse per non rientrare nelle direttive Seveso? Secondo questa occorre:

- identificare le sostanze pericolose

- creare un piano di prevenzione e di emergenza concertando gli sforzi fra i vari enti, con la presenza di una autorita' predisposta all'ispezione

- informare gli abitanti e controllare l'urbanizzazione

Che sistemi di precauzione aveva questa Lombarda Petroli? Che tipo di informazione aveva fatto fra gli abitanti? Che tipo di sistema di sorveglianza aveva? Pare che l'area della ex-raffineria dal 2005 e' al centro di un progetto di recupero per trasformarla in un quartiere residenziale di 300 mila metri quadri. Chi porta avanti questo progetto sono i proprietari della raffineria stessa - i cugini Tagliabue e la Addamiano Costruzioni di Nova Milanese.

Ovviamente, siccome tutto e' stato fatto da ignoti, sono quasi sicura che tutto finira' a tarallucci e vino, come quasi sempre in Italia. Sarebbe invece bene fare tutto il possibile per identificare gli sciacalli, e soprattutto rendere responsabili i padroni del sito di quanto successo.

Sono i proprietari del sito che avrebbero dovuto essere stra-sicuri che nessuno entrasse nel loro stabilimento a manomettere silos di stoccaggio di petrolio, sono i proprietari del sito che avrebbero dovuto installare sistemi di vigilanza, di telecamere, di sorveglianza. Sono loro che avrebbero dovuto essere assicurati contro disastri di questo tipo. Le multe dovrebbero essere pesanti, molto piu' dei danni verificatesi, in modo tale che *nessuno* in futuro che gestisca complessi di questo tipo, possa decidere di agire in leggerezza.

Mio padre per tanti anni ha avuto una impresa di costruzioni a New York, e ricordo le sue mille premure ogni volta che aveva un cantiere aperto: qualsiasi cosa sarebbe successa, sabotaggio o no, la responsabilita' ultima sarebbe stata sua.

La Exxon Mobil per avere causato la morte di 85 uccelli ha dovuto sborsare 600 mila dollari. Voglio sapere quanti soldi paghera' la Lombarda Petroli e i cugini Tagliabue per non avere installato un piu' efficace sistema di sicurezza e per non avere evitato che ignoti venissero a sabotarla.

Qui un po di articoli relativi:

Wikipedia, la Repubblica, Corriere 1, Corriere 2, La Repubblica 2, La Repubblica 3