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No all'Italia petrolizzata

L'ENI, la vera grande azienda corrotta italiana - J Assange

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Roberto Cingolani vada sostenibilmente a trivellare a casa sua

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Wednesday, July 26, 2017

UK: al bando tutte le macchine a benzina e diesel entro il 2040









 "There is no alternative to embracing new technology," 

“We can’t carry on with diesel and petrol cars,
not just because of the health problems that they cause, 
but also because the emissions that they 
cause would mean that we would accelerate climate change, 
do damage to our planet and the next generation.”


Michael Gove, Environment Secretary, UK


L'annuncio arriva dal governo di Londra tramite il Segretario dell'ambiente Micheal Gove: entro il 2040 non saranno piu vendute macchine a petrolio e a diesel. 

E questo perche' il Regno Unito non puo' piu' andare avanti con carburanti fossili a causa dei danni fatti a persone e all'ambiente. D'altro lato, saranno incoraggiate la produzione e la vendita di automobili elettriche.

Dice che non c'e' alternativa. Dice che non possiamo andare avanti cosi per i danni alla salute causati dalle emissioni e per i danni al pianeta e alle generazioni successive.

Questa decisione fa parte di una strategia piu grande, dal costo di circa 3.9 miliardi di dollari, per aria pulita nel Regno Unito, dove si stima che le morti per inquinamento siano circa 40,000 l'anno.

Ovviamente il 2040 e' lontano, e le esigenze di aria pulita sono a breve termine, e non solo nel Regno Unito.

La decisione arriva proprio adesso perche' il 31 Luglio era il termine ultimo fissato dai truibunali inglesi per il governo di creare programmi anti inquinamento, specie contro i livelli di diossido di azoto emessi dal diesel, che erano oltre quanto stabilito dall'Unione europea in almeno 81 strade ad alto volume di traffico in 17 citta'. 

Di queste strade, 48 sono a Londra. Le altre sono a Birmingham, Derby, Leeds, Nottingham, Southampton, Bristol, Bolton, Manchester, Bury, Coventry, Newcastle, Sheffield, Belfast, Cardiff e Middlesborough.

Perche' siamo arrivati qui? Perche' il numero di diesel sulle strade britanniche e' aumentato da 3.2 milioni di vetture nel 2000 ad oltre 10 milioni nel 2017. In precdenza c'erano state tasse sul diesel, per ridurre le emissioni e per scoraggiarne l'acquisto. Queste tasse furono eliminate proprio nel 2000 sotto il governo di Tony Blair, causando l'aumento delle vendite e sopratutto dell'inquinamento da diesel.

Adesso e' arrivata la resa dei conti. Gia' Sir David King, che fu il principale consigliere scientifico sotto Tony Blair dice che l'idea di eliminare le tasse sul diesel fu un errore.

E cosi oggi, a Londra ci sono vari giorni l'anno in cui viene consigliato alle persone di restare dentro per evitare lo smog, o in cui viene fermato il traffico automobilistico. E anche se sono arrivate maggiori piste ciclabili, aumento della viabilita' pubblica e costi contenuti per chi si sposta in treno o in autobus, tutto questo non e' sufficente. C'e' anche la proposta di mettere una tassa di 16 dollari al giorno per entrare a Londra con veicoli non a basse emissioni, di incentivare la rottamazione di auto diesel, di sincronizzare semafori e rendere il traffico piu scorrevole. 

Il cambiamento non sara' facile, ne nel Regno Unito ne altrove: i produttori di autombili si lamentano dei costi nella transizione, della perdita possibile di lavoro per chi e' impiegato nell'industria automobilitistica tradizionale. Chi gestisce la rete elettrica dovra' adeguarla al maggior consumo di elettricita', e si dovra' capire da dove debba arrivare l'elettricita' in piu che sara' necessaria per alimentare le auto non-fossili. Ci vorra' per esempio, maggiore produzione dall'eolico offsbore.

E' per questo che ci vuole tempo, e che la strategia e' a lungo termine: per dare a tutti il modo di accettare il cambiamento e di programmare.

L'idea e' che entro il 2050 ci saranno emissioni zero in tutte le strade del Regno Unito.

Se sia una chimera o una ambizione possibile, non si sa ancora, ma di certo se niente si fa, mai niente ne verra' fuori.

A quando i programmi per veicoli ad emissione zero in Italia? Per il bando delle auto a benzina in Italia? Per gli incentivi alle automobili elettriche?




Posted by maria rita at 10:32 PM No comments:
Labels: alternativa, automobili, diesel, divieto, elettriche, Gove, inquinamento, Micheal, produzione, smong, strategie, tecnologia, UK

Sunday, November 29, 2015

Los Angeles: dalla centrale di stoccaggio di Aliso Canyon perdite di metano da tre mesi




Update 30 Gennaio 2016:
3000 persone evacuate
2800 in lista di attesa

decine e decine di casi di perdite di sangue dal naso,
mal di testa, tremori, tosse, nausea, vomito

Scuole evacuate nel raggio di 5 miglia 

Rischi di contaminazione delle falde acquifere 

30,000 persone a rischio
60 denunce individuali o class action

Il pozzo che perde e' del 1953
vecchio e mal funzionante
e' a 1 miglio dalle case
 
 $7,500 dollari al mese per famiglia evacuata, 
$500 di bollette, 
$45 al giorno per persona
2700 purificatori installati nelle case di chi e' rimasto



 Update del 6 Gennaio 2016: 
dichiarato stato di emergenza.
traccie di idrogeno solforato

Puzza, 
Giramenti di testa
Evacuazioni
Nessuno sa cosa fare
Ancora 50 mila chilogrammi di metano all'ora 
che finiscono in atmosfera

-----



Update 21 Dicembre 2015

Sono due mesi che nessuno sa come fermare l'enorme flusso di metano.
Mal di testa, evacuazioni, puzze, class action, proteste.
Il pozzo continua a perdere.

E' un nuovo golfo del Messico su terraferma.

Due mesi, al ritmo di 50,000 chili di metano all'ora


 Update del 10 Dicembre 2015:
Immagini in infrarosso di Aliso Canyon quasi due mesi dopo.










Succede a Porter Ranch, nella San Fernando Valley di Los Angeles. Sorge qui un impianto di stoccaggio di gas, risalente al 1972. Ad Ottobre una fuga di metano che nessuno sa fermare. E cosi perdite e puzza invadono Porter Ranch da un mese, per ora senza soluzione.


L'impianto si chiama Aliso Canyon Storage Facility e le perdite risalgono al 23 Ottobre 2015. E' stata una fessura lungo un tubo che scorre a 3 chilometri sottoterra a portare alla fuga di gas in superficie. Non si sa bene dove sia questa fessura, si sa pero' che la tubatura, di 20 centimentri di diametro circondato da uno strato protettivo di altri 30, ha ceduto.


Dal sottosuolo arrivano in superficie la bellezza di 50 mila chilogrammi di metano l'ora, pari al 25% di tutte le emissioni dell'intero stato della California. Una quantita' enorme. Oltre al metano, dal sottosuolo arrivano mercaptani, additivi che sanno di zolfo e che causano problemi di nausea, svenimenti, bruciore agli occhi, mal di testa e perdite di sangue dal naso, come i residenti di Porter Ranch ben sanno.


Quanto tempo ci vorra' per sistemare la perdita? Non si sa. Forse uno, due, tre mesi, o almeno questo e' quello che dice la Southern California Gas Company che gestisce lo stoccaggio di Aliso Canyon. Hanno provato a fermare le perdite pompando fluidi nel sottosuolo ma non ci sono riusciti. Si pensa di trivellare un nuovo pozzo per fermare o per convogliare il metano altrove, ma ci vorranno molti mesi per completare l'opera.  Il supervisore della citta' Micheal Antonovich dice che il fatto che non si sappia quando si tornera' alla normalita' e' "insensato ed irresponsabile".

La Southern California Gas Company pero' cerca di tranquillizzare tutti perche' la puzza e le perdite non rappresentano, secondo loro, un pericolo "imminente".  Si, certo, perche' non devono respirare loro ne metano ne mercaptani! Oltre a queste sostanze, nella zona sono stati registrati alti tassi di benzene, un carcerogeno e di etano e propano. I livelli di metano sono di 616 parti per milione, contro i 2 che vengono normalmente registrati.

Le autorita' hanno ordinato alla Southern California Gas Company di rendere pubblici tutti i dati sulle perdite, fornendo video e dati strutturali. Oltre ad Aliso Canyon Storage Facility la ditta in questione gestisce altri tre campi di stoccaggio di gas nella California del Sud. Quello di Porter Ranch e' un campo dismesso di petrolio. 

Ma la gente protesta e non ci sta a respirare aria fetida e cosi' la Southern California Gas Company, ha evacuato circa 130 famiglie con altre 550 richieste da processare. Verranno mandati in alberghi nei dintorni e pagati un massimo di $250 per stanza per notte, piu' vitto e tasse.  Le multe potrebbero arrivare a 75,000 dollari al giorno. Arrivano volantini e rssicurazioni. Le proteste non si placano.

Finora l'unica soluzione che hanno trovato e' stata di spruzzare dei deodoranti in citta', idea che i residenti hanno immediatamente bocciato - gia' ne basta una di puzze.

E' una storia di cui non conosciamo ancora il finale.



Anche in Italia ci viene detto che tutti gli impianti di stoccaggio sono sicuri, e che mai e poi mai potranno avere perdite, o problemi di alcun genere. Anzi, secondo chi li gestisce sono pure a prova di sisma. Sono sicura che anche a Porter Ranch tanti anni fa dissero la stessa cosa.  Ma chi poteva immaginare nel 1972 che una piccola e banale fessura quaranta anni dopo avrebbe portato a un mese di perdite di metano in atmosfera, senza che nessuno sappia oggi cosa fare? E non si tratta di un piccolo spiffero di metano -- si tratta di un quarto delle emissioni di tutto lo stato di California!

Della serie, sempre tuttapposto.











Posted by maria rita at 10:17 AM 1 comment:
Labels: aliso, angeles, antonovic, canyon, fuga, gas, los, mercaptani, metano, Micheal, Porter, puzz, ranch, residenti, socal, stoccaggio

Wednesday, March 25, 2009

Petrolieri all'assalto


Mentre Chiodi continua a parlare a vanvera, i petrolieri continuano ad avanzare imperterriti.
Continuano a divorarsi quanto di piu' bello abbiamo: campi, mari, ricordi e innocenza. Il tutto nel silenzio generale della stampa, della comunita' nazionale, degli Abruzzesi stessi.

E' arrivato il tempo della ribellione.

Mi arrivano infatti nuove segnalazioni dagli impreterriti Giosue' e Lorenzo, e dagli amici di Impronte e del Comitato Natura Verde che hanno tutti scovato notizie di petrolieri che affilano le armi per venire in Abruzzo.

Questi non si fermano, nonostante le chiacchere inutili dell'altrettanto inutile goverantore Chiodi.

Nel suo sito, l'ENI continua a dire che Miglianico sara' produttivo entro il 2009. Infatti hanno distrutto le vigne.

La Mediterranean Oil and Gas nel report di fine anno per il 2008, annuncia che presto trivella' commercialmente Ombrina mare, a pochi chilometri dall'Acquabella di Ortona. L'Acquabella e' un mare pristino, pulito, sano. Questa gente si portera' via uno dei nostri mari piu' belli. Dicono di sperare che i permessi ministeriali arrivino presto. Considerata la stoltezza dei nostri politici, dalla Prestigiacomo alla Stati, da Berlusconi a Chiodi credo che glieli regaleranno quei permessi.

Nella lettera di fine anno ai propri investitori, Mr. Micheal Bonte-Friedheim, il capo della MOG, che ha uffici ad Ortona nello stesso palazzo del sindaco Fratino, scrive ai propri investitori:

"Dear Shareholder, the succesful appraisal of Ombrina Mare was a giant stride forward in the Company's aspiration to become a medium size oil and gas producer in the central Mediterraneran area. Due to its size, the Ombrina Mare field now dominates the Company's assets and focus. The Comnpany will continue to advance its full portfolio of assets but our focus will necessarily be directed towards maximizing the value form Ombrina Mare. "

E cioe' vogliono usare il nostro mare per diventare una compagnia petrolfiera piu' grande di quel che sono, e punteranno tutto su Ortona. Questo vorra dire petrolfiere, zozzerie, incidenti, vista mare petrolizzata. Benefici agli abruzzesi: zero. Grazie Fratino! Grazie Chiodi! Uno schifo.

Mi associo con tutto il cuore alle parole del comunicato stampa di Impronte e del Comitato Natura Verde:

I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.

Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto.
Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.

Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro.

Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.

Prima che sia troppo tardi.


Lettori di questo blog. E' il tempo di scendere in massa in piazza. Io sono in Europa verso la meta' di maggio. Proviamo ad organizzarci tutti per il 16 o il 23 maggio, sabato ore 11 a Pescara? Che ne pensate? Ecco, visto che c'e' questa quasi paura di proporre una data, lo faccio io. Manca un mese e mezzo, dobbiamo esserci tutti.

Il tempo e' finito.
Posted by maria rita at 4:36 PM 11 comments:
Labels: abruzzo, Bonte, Chiodi, ENI, Fratino, Friedheim, idrogeno solforato, mare, Micheal, mog, ombrina, Petrolio, zolfo
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Sismicita' indotta

Komorovo, Siberia
Groningen, Olanda
Groningen, Olanda 2
Groningen, Olanda 3
Groningen, Olanda 4
Prague, Oklahoma
Prague, Oklahoma 2
Luther, Oklahoma 3
Gazli, Russia
Cleburne, Texas
Cleburne, Texas 2
Azle, Texas
Youngstown, Ohio
Greenbier, Arkansas
Guy, Arkansas
Coalinga, California
Vancouver, Canada
Raton Basin, Colorado
Timpson, Texas
Caviaga, Italia
Basilea, Svizzera
Valencia, Spagna
Scientific American, 2012
USGS, 2012
Science, 2013

Forest Oil, Bomba

Giorgio Mazzenga, il capo
La figuraccia dei Texani
Incontro Forest Oil - Bomba
La posizione della provincia di Chieti
La Forest Oil e il ranch radioattivo
La Forest Oil e i 5 giorni di gas
Gli eredi di John Fante per Bomba
Le bugie di Uberto Crescenti
L'ignaro Eugenio Caporrella
L'ignaro Eugenio Caporrella - part 2
L'ignaro Eugenio Caporrella - part 3
E Bomba?
Lettera al Denver Post
Osservazioni per Bomba
L'arrivo della Forest Oil - 2009
Coscienza civile

Petrolieri? Non crediamoci

Petrolieri? Non crediamoci
28 Agosto 2010

Le ragioni degli abruzzesi

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8 Agosto 2010

Le "ragioni" dei petrolieri

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3 Agosto 2010

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Fracking su Report

Puntata del 12 Maggio di Roberto Pozzan

Le ultime dal governo sulle trivelle

Commissione idrocarburi e risorse minerarie

Disastri in mare

Montara, Australia 2009 1
Montara, Australia 2009 2
Piper Alpha, UK 1988
Paguro, Ravenna, 1965
Santa Barbara, California 1969
Exxon-Valdez, Alaska 1989 1
Prestige, Galizia 2002
Bohai Bai, Cina 2011
Campos Basin, Brasile 2011 1
Campos Basin, Brasile 2011 2

The First Amendment to the Constitution of the United States of America

Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:

CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.

December 15, 1791