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Tuesday, June 16, 2015

L'idrogeno solforato, la Shell e la riserva indiana



CHEMISTRY CAN BE COOL. 
Il giorno 20 Febbraio 2015 i residenti della riserva indiana detta Swinomish hanno avvertito puzze di uova marce.  Qualcuno finisce all'ospedale per inalazioni tossiche.

Cosa c'era nei dintorni? Una bellissima raffineria della Shell. La riserva e' proprio qualche centinaio di metri a sud dell'impianto, nella citta' di Anacortes e nello stato del nord ovest americano Washington State.

A un certo punto la Shell non ha potuto fare a meno di rilasciare un qualche tipo di comunicato stampa. E cosi, dicono semplicemente che sono stati rilasciati in atmosfera dei generici "sulfur-based compounds" ma che era tuttapposto e che i livelli di queste sostanze chimiche erano tutte nella norma.

Passano due mesi. L'agenzia incaricata di sorvegliare l'inquinamento atmosferico, la Northwest Clean Air Agency (NCAA) riceve ben 63 segnalazioni in merito all'incidente. Una al giorno in media.

Inziano anche a circolare dei rapporti della Shell. Il primo, del 30 Marzo, parla solo di generici lavori di manuntenzione. Il secondo, del 10 Aprile, parla di un incidente accaduto il 20 Febbraio.

Entra in scena il professor Dan Jaffe, professore di chimica atmosferica ed ambientale presso la University of Washington.  Va sul computer, e usando un apposito pacchetto di simulazioni viene su con le immagini di cui sopra.  E' l'idrogeno solforato che dalle 12:50 fino alle 16:18 p.m. del 20 Febbraio si e' sparso nell'ambiente. Secondo il rapporto Shell sono stati rilasciati circa 2.3 libbre di idrogeno solforato. E la mappa mostra come tutta la comunita' ne ha risentito.

E' tanto, e' poco. Non e' questo il punto. Il punto e' che la gente ha respirato monnezza per colpa della Shell per tre ore. Conclude Jaffe:

"Any time you have industrial facilities located near people, this is going to happen"

Chiaro e semplice.

Wednesday, November 19, 2008

Commenti e pensieri


Due articoli sulla stampa nazionale di questi giorni:

Il primo e' quello riportato anche dal sito di Vastesi.com, dove si parla di spaventose discariche di sostanze tossiche nella provincia di Chieti. Perche' nessuno in questi anni non ha fatto niente? Non e' il caso di agire con urgenza, ma davvero con urgenza e di andare a bonficare quella zona ADESSO? Possibile che sia sempre la gente comune a dover pagare il prezzo di scelte scellerate?

E poi, a chi appartiene quel terreno? Chi ha messo li quella roba? E perdonatemi la domanda a bruciapelo, ma credo che sia arrivato il momento di porcelo questo interrogativo. C'e' la mano della Camorra o di altri tipi di mafie non solo in questo episodio di scarichi tossici, ma in tutto l'Abruzzo? Portare carichi di robaccia dal nord Italia non credo sia un operazione semplice che puo' fare un delinquentello qualunque. Ci vuole una organizzazione, ci vogliono contatti, negoziazioni, preparazione del terreno e cosi via.

Questa della mafia in Abruzzo in realta' e' la mia piu' grande preoccupazione, forse anche di piu' del petrolio. Quella gente non e' umana e dove vanno portano solo imbarbarimento di ogni tipo. I giornali abruzzesi continuano a riportare notizie di sparatorie, incendi dolosi, proiettili recapitati, interramenti di zozzerie nel terreno, stoccaggi di amianto, usura, giri vortiginosi di droga e forse anche il pizzo. Spero che se ne parli con coraggio. Tutti dobbiamo essere vigili e chi copre posti di rilievo, nei comuni, province e alla regione, deve darsi da fare per non farci ingoiare dalle piovre mafiose prima che sia troppo tardi.

La mafia non arriva da un giorno all'altro, e' come i petrolieri, lavorano piano piano, cercando di capire dove possono infiltrarsi e dove la gente e' debole e da li cercano di spargersi. E come per il petrolio occorre essere preventivi e resistere adesso e non fra venti anni. Spero di sbagliarmi, e che la mafia non ci sia in Abruzzo, ma l'inquietudine resta.

L'altra notizia e' dal Corriere della Sera di ieri. Meno spermatozoii e piu tumori: tutta colpa dell'ambiente inquinato. Nel cinquanta per cento degli uomini la qualita' dello sperma si e' abbassata mentre i tumori ai testicoli, che sono considerati rari, sono aumentati del venti per cento. Queste cose ce el aveva dette gia' il Prof. Ledda che ci aveva anche ricordato che i manuali di urologia sono stati riscritti varie volte negli ultimi anni per cambiare i valori medi di sperm-count e di metterli sempre piu' al ribasso. Cioe' uno che cinquanta anni fa era un normodotato oggi sarebbe un potentissimo "inseminator".

Dove andremo a finire di questo passo?