.

.
Showing posts with label tolle. Show all posts
Showing posts with label tolle. Show all posts

Thursday, April 3, 2014

Lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo causa probabile di terremoti



In alto, l'articolo di Zoback e Gorelich sulla futilita' dello stoccaggio di CO2 sottoterra.
Arriveranno piccoli terremoti, e voila', tutto dissperso nell'ambiente.

In basso, la campagna di "public acceptance" dell'ENI su Porto Tolle









"The notion of mitigating harmful carbon dioxide emissions by storing the gas underground is not practical because the process is likely to cause earthquakes that would release the gas anyway"

We argue here that there is a high probability that earthquakes will be triggered by injection of large volumes of CO2 into the brittle rocks commonly found in continental interiors. Because even small- to moderate-sized earthquakes threaten the seal integrity of CO2 repositories, in this context, large-scale CCS is a risky, and likely unsuccessful, strategy for significantly reducing greenhouse gas emissions
 

Stanford, Environmental Earth System Science

Proceedings of the National Academy of Sciences, USA
18 Giugno 2012


"Clean coal" does not exist

Al Gore, 2008

Amen.



L'Italia e' una nazione strana. Non riusciamo a pagare i piccoli imprenditori o a fornire carta igenica ai bambini, ma ogni tanto ci viene in mente di partire alla grande con progetti di dubbia utilita' e scientificita'.

Siamo a Porto Tolle, provincia di Rovigo, il parco naturale che ha ospitato a lungo una centrale ad olio combustibile ENEL. Sono state le irregolarita' operative in quella centrale che hanno causato la condanna in primo grado a tre anni per Paolo Scaroni, ex AD dell'ENEL, e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per lo stesso.

Secondo il sito Carbon Capture e Sequestration dell'MIT qui a Porto Tolle e' ora in progetto una centrale per lo stoccaggio di anidride carbonica, un progetto di "CCS".

Si vorrebbe infatti convertire la centrale in un impianto a carbone "pulito" e catturare le emissioni di CO2 dai gas effluenti, per poi comprimerli, convogliarli, e iniettarli in un acquifero salino in Adriatico. La CO2 viaggera’ lungo una conduttura di 120 chilometri e lo stoccaggio "geologico" sottoterra sara' per sempre.

Per sempre.

Notare che prima si chiamavano centrali a carbone. Adesso sono centrali a carbone pulito.

Costo previsto? 2 miliardi e mezzo di euro, di cui solo 100 milioni dall'UE.

Il progetto e' dettagliato qui.

Si parla di iniziare nel 2015, anche se il ministero dell'Ambiente lo scorso Gennaio ha bocciato la procedura autorizzativa, di modo che l'ENEL dovra' ora presentare un nuovo studio di impatto ambientale.

Io non so a chi vengano in mente queste fantasie/incubi ma la domanda che mi pongo e' : ma con tutto quello che di buono ci si potrebbe fare in Italia con 2 miliardi e mezzo di euro, proprio a una centrale di stoccaggio di anidride carbonica devono pensare?

E sopratutto, con quali rischi per la collettivita'?

Il 18 Giugno 2012 comparve su PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, una delle riviste di scienza piu' prestigiose - un articolo di Mark Zoback e Steven Gorelich, professori a Stanford, dove affermavano che

"La nozione di poter mitigare gli effetti nocivi delle emissioni di CO2 con lo stoccaggio del gas sottoterra non e' practica perche' il processo sara' probabile causa di terremoti che rilascerebbero il gas comunque."

Cioe' la fatica di Sisifo..

Fai e disfai.

Con terremotini di mezzo.

Zoback e Gorelich aggiungono che il problema non e' che con il CCS ci saranno terremoti di intensita' elevatissima. Piuttosto, visto che la crosta terrestre e' in equilibrio precario anche piccole variazioni nelle pressioni sotterranee, e quindi anche piccoli e medi terremoti, possono avere gravi conseguenze per i siti di stoccaggio, aprendo alla CO2 via di fuga nel sottosuolo che magari possono arrivare in superficie.

Secondo i due, un terremoto di intensita' 4 Richter che potrebbe portare a pochi danni visibili, potrebbero invece spostare le roccie del sottosuolo anche di un paio di centimetri, distanza sufficente a formare canali sotterranei, a compromettere l'integrita' del sito di stoccaggio, e al rilascio di CO2 dal sito di stoccaggio.

Come sempre, occorre ricordare che questi siti di CCS devono essere costruiti per durare non per uno o cinque o venti anni. Ma per sempre.

E quindi: il gioco vale la candela?

Secondo Zoback e Goreclich seppure tutto fosse a tenuta perfetta, ci vorranno almeno 3,500 siti di stoccaggio al ritmo di un milione di tonnellate di CO2 iniettata all'anno per ciascuno, di essi e al costo di un trillardo di dollari - cioe' mille miliardi di dollari - per avere un qualche tipo di impatto sulle riduzioni di CO2 in atmosfera.

La conclusione di Zoback e Gorelick?

“Let’s do all of those things that we know will be beneficial and will have long term payback. Wind and solar are now getting competitive with fossil fuels [...] In 40 years we could be using all renewables. I think CCS in comparison is just too expensive and too risky.”

Thursday, January 27, 2011

La fedina penale di Paolo Scaroni






a tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici
per reati ambientali a Porto Tolle (Rovigo)

E' condanna in primo grado.

Negli USA questo sarebbe sufficente a cacciarlo 
dall'ENI e dalla scena pubblica a pedate.

----

Questo fu scritto nel 2011 

Ecco chi si e' scelta l'ENI per amministratore delegato, Paolo Scaroni.

Questo signore qualche giorno fa e' stato condannato in via definitiva per i danni provocati dalla centrale di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, per emissioni moleste, danni all'ambiente, al patrimonio pubblico e privato, e per la violazione delle leggi sull'inquinamento dell'atmosfera.

Paolo Scaroni al tempo dei fatti era amministratore delegato dell'Enel, proprietaria di quell'impianto, assieme al suo compare Franco Tato'.

Purtroppo i reati sono stati prescritti, per cui la Corte d'Appello civile di Venezia ora quantifichera' i danni, ma non servira' a niente.

Siamo pure sempre in Italia.

Ad ogni modo sono contenta di questo po' di giustizia che si compie e che siano stati colpiti i capi. La responsabilita' finale e morale e' sempre del capo - che lui sappia, nel qual caso e' connivente, o che non sappia, nel qual caso e' ignorante.

Il primo processo contro Enel-Scaroni si svolse ad Adria, e si concluse nel 2006.

Venne fuori che la centrale Polesine Camerini a Porto Tolle aveva emesso quantita' industriali intollerabili di SO2, NOx e polveri sottili, inquinando l'area fino a una distanza di 25 km dalla centrale. I giudici stabilirono che queste emissioni avevano danneggiato l'ambiente naturale del delta del Po, l'agricoltura, e pure le case.

E pensate che l'uomo non sia stato danneggiato da tutto questo?

La centrale operava in violazione di norme italiane ed europee e si trova DENTRO il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Senza parole.

In quella occasione l'Enel dovette dare 2 milioni e mezzo di euro alle parti civili e alle associazioni ambientali. Scaroni e Tato' furono condannati a uno e sette mesi di carcere, mentre i direttori di centrale Carlo Zanatta e Renzo Busatto furono condannati a due mesi il primo ed ad una multa il secondo.

Poi, tre anni dopo, nel 2009, la corte di appello di Venezia decide di assolvere sia Scaroni che Tato', con formula piena. Zanatta e Busatto sono stati condannati a pagare 130 euro il primo e 760 il secondo.

Le accuse di danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose, peggioramento vietato delle emissioni dell'impianto, cadono tutte.

Morale: inquini il delta del Po per anni, e al massimo paghi.. 700 euro! Ma a quelli gli fanno un baffo 700 euro!

Interessante anche la posizione all'epoca dei politici locali: l’Ente Parco regionale Veneto del Delta del Po e i Comuni di Adria, Taglio di Po, Rosolina e Porto Tolle, avevano deciso di non costituirsi piu' parte civile, in cambio dei soldi che l'Enel gia' gli aveva versato.

Finalmente, nel 2011 questa piccola vittoria, anche se di carta: Scaroni e' condannato in via definitiva dalla Cassazione.

Fine della storia? Non proprio.

Scaroni continua ad inquinare il mondo a capo dell'ENI, mentre l'Enel decide di... trasformare la centrale in una centrale a carbone "pulito". Roba da matti. Una centrale a carbone dentro un parco patrimonio dell'umanita'.

Purtroppo in questo paese non impariamo mai niente.

Fonti: Current, Il Gazzettino di Rovigo,
Marina d'Ecclesiis, Radio Citta' aperta