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Friday, December 22, 2017

Jack e Laura comprano e regalano diecimila ettari di costa californiana per farne una riserva naturale













Si chiamano Jack e Laura Dangermond, hanno settant'anni e sono innamorati della costa della California.

Il loro tratto preferito si trova nei pressi di Santa Barbara, dove andavano in campeggio da giovani e dove sono tornati spesso nel corso degli anni. Ci sono quercie secolari, ci sono balene, ci sono praterie, ci sono spiagge incontaminate.

Non ci sono case. Non ci sono alberghi. Non c'e' cemento.

In tempi recenti quel tratto e' stato messo in vendita. Anzi e' stato messo in vendita l'intero lotto detto Bixby Ranch che copre circa diecimila ettari di terra.

E cosi Jack e Laura hanno deciso di spendere $165 milioni dei loro dollari per comprarla e per regalarla alla organizzazione Nature Conservancy che la gestira' e custodira' in eterno.

Sono diecimila ettari che non saranno cementificati, palazzinati, o industrializzati.

Per Nature Conservancy e' il piu' grande regalo mai ricevuto. E' il nono regalo filantropico negli USA per tutto il 2017.

Chi sono Jack e Laura? Beh, sono delle persone ricche, certo, sono miliardari e proprietari della ditta ESRI, una ditta privata che ha inventato le mappe digitali e che ancora oggi ne gestisce i software usati in tutto il mondo.  E' da ESRI che sono nate Mapquest e Google Maps, ed e' ESRI che ancora regola le mappe sui nostri telefonini.

E' evidente che i soldi non mancano loro, ma credo che ci sia qualcosa di bello in due persone che comprano un terreno non per tenerlo per se, quanto per regalarlo ad una associazione non-profit il cui scopo e' di gestire i beni comuni per il beneficio di tutti. Potevano darli ai figli quei soldi, potevano tenersi il ranch per se, potevano costruirci sopra.

L'hanno regalato.

Jack dice che il paesaggio e' unico e prezioso e che ci sono qui circa 50 specie rare, con un ecosistema unico grazie all'incrocio fra le correnti fredde dall'Alaska e di quelle calde dal Messico.
Ci sono artifatti degli indiani Chumash e vari edifici storici considerati di interesse nazionale.

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Il ranch era nato come terre da pascolo per il bestiame. Si chiamava Cojo Ranch. Gia cento anni fa si pensava a costruire qui una citta' e una fabbrica di acciaio. Invece nel 1912 la proprieta' venne comprata da Fred Bixby che poi nel 1939 compro' il Jalama Ranch che era contiguo.

L'intera proprieta' venne ribattezzata Bixby Ranch.

I tentativi di urbanizzare Bixby Ranch non sono mancati nell'ultimo secolo.

Nel 1972 autorizzarono la costruzione di una centrale di trattamento del petrolio, con tubi e oleodotti attraverso la proprieta'. Il tutto e' stato (grazie al cielo) decommissionato nel 2003.

Nel 1992 le autorita' mandarono una lunga lista di restrizioni per qualsiasi futuro sviluppo edilizio su Bixby Ranch. Nei pressi del sito infatti sorge la base militare Vandenberg e non si voleva compromettere operazioni militari con eventuali case, campi da golf e strade se mai Bixby Ranch venisse trasformata in area residenziale.

Ma anche qui pericolo scampato, perche' nessuna palazzina e' stata costruita in anni recenti. Intanto gli eredi della famiglia Bixby continuavano a venire in questo luogo a fare surf, a fare studi sugli indiani, a meditare.

Nel 2007, finalmente il sito e' stato messo in vendita per speculazione edilizia. Gia' allora Jack e Laura volevano comprarlo. Non ci riuscirono, e Bixby Ranch enne acquistato per $140 milioni di dollari da una ditta di investimenti del New England.

Iniziano scavi, rimozione della vegetazione. Il tutto fatto in modo illegale. Scattano gli alt da parte della famosa California Coastal Commission, l'ente che ha lo scopo di preservare le coste di California, l'ente responsabile per la costa californiana cosi come la vediamo oggi, fra le meno cementificate del mondo.

E iniziano anche una serie di tira a molla con gli investitori di Boston.

Alla fine, la California Coastal Commissione ordina al fondo investimenti di piantare quercie, di ripristinare quello che avevano scavato via, e di trasferire 36 ettari di terra da Bixby Ranch alla contea di Santa Barbara.

In piu' hanno dovuto pagare 500mila dollari per le violazioni commesse.

Esasperati, dopo dieci anni di tentativi, quelli del fondo investimenti hanno rimesso il terreno in vendita.

E cosi, per evitare che arrivasse un altro a pensare al cemento, Jack e Laura ritentato di comprare il Bixby Ranch.

Questa volta ci sono riusciti.

Il capo di Nature Conservancy, Mike Sweeney, dice di essere felice di poter preservare questo pezzetto di California. Spesso hanno cercato di comprare terre in vendita come associazione ma non ci sono riusciti a causa dei prezzi troppo elevati, e quindi dice di essere grato alla coppia per il loro dono.

Jack e Laura Dangermond vivono a Redlands, in California dove c'e' anche la sede di ESRI. Da sempre sono coinvolti in cause ambientali, visto che i genitori di Jack erano proprietari di un vivaio e visto che ha studiato scienze ambientali all'universita'.  Mentre era al college pensa a come usare la tecnologia per risolvere i problemi ambientali. E anzi, il suo software per mappe digitalizzate con informazione aggiunta nasce proprio come strumento ambientale. ESRI sta per Environmental Systems Research Institute.

Spesso regalano i loro software personalizzati e gratis a ditte ambientali.

La storia di ESRI e' qui. 

Questo regalo e' il piu' grande mai fatto dalla coppia che dice che sperano di ispirare anche gli altri con i mezzi per farlo, a fare lo stesso per proteggere l'ambiente.

Per ora l'accesso al Bixby sara' limitato a gruppi di scienziati e di scolaresche per non distruggere i delicati ecosistemi. La famiglia Dangermond donera' dei soldi anche per una cattedra all' Universita' di Santa Barbara per studiare l'ecologia del ranch e di questa zona della California.

Il sito verra' chiamato Jack and Laura Dangermond Preserve per il loro lavoro decennale.

Ecco, queste persone sono ricche, e fanno le cose da ricchi per l'ambiente. Ma anche noi, noi tutti, possiamo fare e dare qualcosa, per quanto piccolo, per quanto commensurato alle nostre tasche, al nostro tempo.

Intanto io aspetto sempre l'Agnelli, il Benetton o il Ferrero di turno a regalare qualcosa di grande e di spettacolare alla gente d'Italia, solo perche' e' giusto cosi.

Lo faranno mai? 



Wednesday, February 15, 2017

Alla Patagonia con amore: Kris regala al Cile 400mila ettari di terra e cinque nuovi parchi nazionali





Oggi 15 Marzo la signora Kris McDivitt ha regalato 
400mila ettari al Cile di Michelle Bachelet.

Con questo regalo in Cile saranno creati altri cinque nuovi parchi nazionali
e altri tre gia attivi saranno ampliati.
 
Pumalin, Patagonia, Melimoyu, Cerro Castillo, Alacalufe, Hornopirén, Corcovado e Isla Magdalena andranno ad aggiungersi ai parchi gia' esistenti e formeranno una catena di 17 parchi tutti connessi.

“We are bequeathing to the country the greatest creation of protected areas in our history.”

E poi una parola di amore per il marito morto nel 2015

I wish my husband Doug, whose vision inspired today’s historic pledge, were here on this memorable day. He would speak of national parks being one of the greatest expressions of democracy that a country can realize, preserving the masterpieces of a nation for all of its citizenry.


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Tutte queste foto sono del Parco Pumalin, Patagonia, con terreni acquistati dai
coniugi Kris e Doug McDivitt-Thompson che li hanno ripristinati, ne curano la manutenzione
ed hanno aperto il parco aperto a tutti.

Dal 1993 hanno speso 375 milioni dei loro soldi privati per creare e salvare questa bellezza















“We just rolled up our sleeves and did it. 
There is nothing we wanted to do that we didn’t. 
That’s not to say there’s not more to do.

People need to get out of bed every day and have to do something that is not 
to do with them but to fight for something they love and identify with.
 

We don’t have the luxury of being complacent. 
So, no more getting up in the morning 
and reading the paper and calling it a day. 

You have to act at the end of the day; you have to do something.

Kris Mc-Divitt-Tompkins



Voleva essere la mia storia di San Valentino, ma arrivo con due giorni di ritardo.

Si chiamano Doug e Kris McDivitt-Tompkins.

Kris McDivitt era di famiglia ricca, era una sciatrice professionista durante la gioventu' degli settanta, figlia - ironia della sorte - di un dirigente dell'oil and gas in California. Da adulta divento' uno dei manager piu' importanti di Patagonia, uan ditta che vene attrezzatura per sport e per il contatto con la natura - tende, scarponi da trekking, attrezzatura da campeggio.

Doug Tompkins era un rock-climber, amante della natura, uno sprito libero, che aveva fondato ben due ditte di vestiti: North Face ed Esprit. Da Lake Tahoe, nel nord della California, da giovane, aveva creato una piccola ditta di sci e di zaini con il motto "Never Stop Exploring”. Il suo primo negozietto negli anni sessanta era a North Beach, a San Francisco.

Oggi North Face si vende in tutto il mondo.

Qualche anno dopo Doug creo' la ditta “Plain Jane” che vendeva vestiti causal e sportivi per le donne. Le prima vendite da un camiocino per strada. Plain Jane divenne Esprit, anche lei ora nota in tutto il mondo.

Nel 1993 Doug e Kris si incontrano. Lei ha 43 anni ed e' stanca della vita corporate da dirigente della Patagonia. Anche lui a 50 anni era diventato critico del mondo del business, nonostante il suo successo.

Si sposano e decidono di fare dell'ambientalismo una ragione di vita, vera e cambiano tutto. Dalla California vendettero le loro quote nelle ditte che avevano fondato o in cui lavoravano e si trasferiscono a vivere in Patagonia, fra il Cile e l'Argentina, off-grid. Non c'erano telefonini, non c'era internet.

Cosa avrebbero fatto in Patagonia?

La Patagonia, che Kris aveva sognato da anni per aver lavorato in una ditta da quello stesso nome, avrebbe offerto loro l'opportunita' della vita.

Avrebbero comprato quanta piu' terra possibile, ripristinato quello che era stato degradato e creato un ente non a scopo di lucro per conservare e migliorare quelle terre di Cile e di Argentina. I soldi certo non gli mancavano.

E l'hanno fatto, un po per volta: comprando quasi un milione di ettari di terra che contenevano di tutto: aree sensibili, lagunose, campi, foreste, coste, ghiacciai, fiordi e pure vulcani. Tutto quello che hanno comprato e sistemato e' poi stato restituito alla comunita' sottoforma di parco.

Finora si stima che abbiano speso 375 milioni di dollari. Quelle terre sono oggi salve dalla deforestazione a larga scala, e in favore di flora e fauna. Fra i parchi creati finora il Pumalín Park di circa 300,000 ettari e che va dall'oceano pacifico alle Ande. Ci vivono, e ci vivranno i puma. E' il piu' grande parco creato da privati nel mondo e poi regalato alla collettivita'.

Altri parchi sono in Patagonia e nella laguna di Iberá nel nord-est dell'Argentina.

Spero che ci si renda conto della bellezza di tutto cio: due ricconi che invece di andare sui loro yacht privati hanno speso il loro denaro per creare foreste e parchi aperti al pubblico in una nazione lontana dalla loro ed investendo anni delle loro vite.

E' bello, no?

Kris dice che tutti abbiamo il dovere di fare qualcosa per le generazioni future, e che i soldi sono uno strumento, ma non l'unico, e che nessuno puo' abdicare alla responsabilita' collettiva di salvare il pianeta.

“It’s not about money. There is just no excuse for doing nothing. Abdication is not a possibility. Whoever you are, wherever your interest lies, whatever you’ve fallen in love with, you get out of bed every morning and you do something. You act, you step into the fray, and you fight for a human society that is in balance with the natural world.


E poi... come tutte le storie belle, tutto ha un fine. Dopo 24 anni di matrimonio, il giorno 8 dicembre 2015, Doug muore a 72 anni. Si fece male in un incidente di kayak, in Cile, nel lago Carrera nelle Ande.

E Kris?

Le restarono montagne e foreste e steppe su cui lavorare ancora ed un cuore spezzato in due. Le restano anche le associazioni non profit create assieme al marito, la Conservacion Patagonica and Conservation Land Trust che gestiscono i parchi.

Fra un anno ci saranno cinque nuovi parchi fra il Cile e l'Argentina, altre tre saranno grandemente allargati.

La cosa bella e' che anche i governi di Cile ed Argentina hanno deciso di collaborare, ed hanno donato 4 milioni di ettari in piu' da essere protetti da deforestazione, ranching, trivelle, infrastruttura invasiva ed industriale di qualsiasi genere.

Come dire, fai una cosa buona e se ci credi e sei persistente, le cose crescono e vanno avanti senza che tu possa anticipare quanto importnate sara' il tuo operato.

Come per tutte le cose non e' stato facile per Kris e Doug. All'inizio c'era tante opposizione verso di loro, i cattivissimi americani - gringo, ebrei! - che avrebbero rubato il Cile ai cileni, che avrebbero portato qui monnezza tossica, che rappresentavano il neocolonialismo americano, che volevano rubare l'acqua e "fermare" il progresso del Cile.

Si diceva che erano agenti della CIA. A un certo punto il governo cileno, quando si rese conto che erano diventati i proprietari terrieri piu' grandi del paese, avevano quasi decisero di espropriarli le terre. Ma ci ripsensarono quando iniziarono a vedere i frutti del lavoro di Kris e Doug, quattro anni dopo essere qui arrivati.

Prendevano terre che altrimenti sarebbero finite allo speculatore di turno e ci facevano parchi. E quando il rischio di ancora maggiore deforestazione - miniere, campi da pascolo per la carne, trivelle e dighe megagalattoche - il governo cileno divenne loro partner.

Da dove venivano le terre che compravano? Da cileni che non le volevano piu - compravano aziende agricole semi-abbandonate. L'intento e' sempra stato di restituire il tutto. Hanno usato la loro professionalita' per gestire il tutto nel corso degli anni.

Kris dice che questo loro lavoro ha permesso a vari angoli della Patagonia di tornare ad uno status naturalistico, di essere ripristinata allo stato originale, salvando le foreste tropicali dall'abbattimento, e dai pascoli.

Volevano anche dare una prospettiva ai residenti: il parco offre qualcosa a chi vive li, in termini di lavoro nel mantere le terre, nel curarli e nel creare turismo, passeggiate, trekking, ed economia sana.  In questo momento gli enti di conservazione del parco danno lavoro a varie centinaia di persone.

In tutto questo hanno anche riportato animali un tempo essenzialmente estinti in queste zone, grandi predatori come cervi della pampa, formichieri, pecari dal collare bianco. Il tutto va fatto con critierio, perche' questo porta a problemi con i contadini preoccupati delle loro colture, ed e' per questo che vanno lentamente con quello che si chiama "re-wilding", e cioe' il ri-selvaggizzare.

Kris dice che restera' in Patagonia fino alla fine dei suoi giorni, a continuare il lavoro inziato con tanto amore da lei e da suo marito. Dice che Doug le  manca ogni santo giorno, ma che andare avanti con la Patagonia, le da sollievo.


"People need to get out of bed every day and have to do something that is not to do with them but to fight for something they love and identify with.

“We don’t have the luxury of being complacent. So, no more getting up in the morning and reading the paper and calling it a day. You have to act at the end of the day; you have to do something.”

“It’s not about money. There is just no excuse for doing nothing. Abdication is not a possibility. Whoever you are, wherever your interest lies, whatever you’ve fallen in love with, you get out of bed every morning and you do something. You act, you step into the fray, and you fight for a human society that is in balance with the natural world.

“We have no choice. Otherwise we might as well kiss our beautiful planet goodbye. 

I will be there in Patagonia till the day I die. That’s the idea.”

Wednesday, April 27, 2016

Prince e la filantropia green e di mille altri colori.1958 - 2016

 Prince, Rosario Dawson e Van Jones

 Prince al lancio di YesWeCode, presso EssenceFest in New Orleans
Aveva accettato di aiutare nel lancio, ma non voleva si sapesse che era stata una sua idea
o che erano i suoi soldi. 





#YesWeCode would like to honor Prince and thank him for his inspired vision for #YesWeCode. Prince’s commitment to ensuring young people of color have a voice in the tech sector continues to impact the lives of future visionaries creating the tech of tomorrow.

 When you think about how great he was as a musician, just please understand that's a part of the greatness.

He did not want it be known publicly, and he did not want us to say it. But I’m gonna say it because the world needs to know that it wasn’t just the music. The music was just one way he tried to help the world, but he was helping every day of his life.

There are people who have solar panels right now on their houses in Oakland, 
California that don’t know Prince paid for them.


Van Jones, amico di Prince e direttore di Green For All




E' passata piu di una settimana dalla morte di Prince, e i ricordi e l'affetto verso di lui continuano a riempire riviste e pagine web.

Fra i vari segreti di Prince c'era la sua filantropia. Nella piu' grande discrezione, nel corso degli anni Prince aveva dato il suo supporto a "Green For All", associazione non profit che si occupa di sensibilizzare sui cambiamenti climatici, di portare occupazione green alle comunita' svantaggiate e di dare loro speranza e pannelli solari. Una di queste comunita' e' Oakland, alla periferia di San Francisco, dove "un sacco di gente neanche sa che i pannelli sui loro tetti sono stati pagati da Prince" come dice il direttore di Green For All, Van Jones, amico di Prince.

Oltre a Green For All, Prince aveva segretamente finanziato la radio pubblica che negli USA non ha sussidi governativi, associazioni in supporto dei bambini di Harlem, le famiglie colpite dalla violenza razziale, l'accademia di danza di New York, ed era stato uno dei fondatori di YesWeCode per dare opportunita' ai ragazzi di ceti meno abbienti in modo da trovare lavoro nell'hi-tech. A volte aiutava a fare pubblicita' alle iniziative, come per il lancio di YesWeCode, ma non voleva si sapesse che l'idea e i soldi erano suoi.

La storia dell'amicizia fra Prince e Van Jones e' bella.

Circa dieci anni fa Van Jones ando' ad Oakland a tenere un discorso sulla necessità di creare posti di lavoro verdi per i ceti meno abbienti. A quel tempo Jones era un attivista ed un consulente per l'allora presidente Bush nel mettere a punto politiche green. Prince senti' di questo discorso e mando' a Jones un assegno anonimo
da 50,000 dollari. Jones non lo accetto' e lo rimando' indietro. Disse che non si sa mai che qualcuno volesse ingannarlo, avrebbe potuto essere denaro inviatoda Chevron o da uno spacciatore di droga.

Prince gli rimando' l'assegno, di nuovo da anonimo. Per la seconda volta Jones rimando' indietro il denaro. Alla fine, venne chiamato da un rappresentante di Prince che gli disse che non poteva dirgli da chi venivano i soldi, ma che il suo colore preferito era il viola. A quel punto Jones rise e disse che adesso avevano un altro problema: invece che incassarlo sarebbe corso ad incorniciarlo l'assegno in questione. Divertito, Prince chiamo' Van Jones e i due sono rimasti amici per tutto il tempo gli gli restava davanti. Quando Jones perse il lavoro da consulente, Prince gli offri' di lavorare con lui a tempo pieno.

A Prince piaceva fare del bene con i suoi soldi ma nel segreto del suo cuore. Cercava soluzioni. A Jones arrivavano a raffica idee ed energia. Diceva: piuttosto che discutere dei cambiamenti climatici, mettiamo su pannelli solari. Spesso andava ad Oakland, e in altri posti, con la scusa di fare concerti ma sopratutto per poi andare a visitare le organizzazioni che sponsorizzava.

Jones parla di Prince in modo affettuoso. Ricorda che nella sua modestia pensava che fosse di cattivo gusto incassare milioni di dollari, poi scrivere un assegno per cause sociali o verdi e vantarsene. Diceva che come celebrita' aveva gia' abbastanza attenzione e che il resto era meglio tenerlo privato.

C'e' qualcosa di delicato in tutto questo. In questi tempi in cui e' facile sbandierare tutto su internet, ecco qualcuno ricco e famoso che nel fare cose per gli altri preferisce l'anonimato. Ed e' delicato che non solo desse soldi, ma che si sentisse personalmente investito nel pensare, nel volere trovare soluzioni, nel seguire il progresso delle cose in cui era coinvolto.

Di tutto questo il grande pubblico non sapeva niente.

Passeranno tanti anni e chissa cosa ricorderemo di Prince. Io spero che oltre a Purple Rain, agli stiletti, e al simbolo dell'amore, ricorderemo anche l'eleganza del suo aiutare gli altri con cio' che la vita gli aveva regalato.

Signori si nasce.

Tuesday, April 26, 2016

Prince: il benefattore segreto dei pannelli solari di Oakland, San Francisco


 There are people who have solar panels right now on their houses in 
Oakland, California that don't know Prince paid for them


Come tutti sono rimasta incredula e rattristita dalla morte di Prince, qualche giorno fa. Non so se e' perche' e'  un pezzo di infanzia che se ne va, o perche' era una figura cosi familiare che doveva restare sempre, immortale, sprizzante di vita.. O forse perche' sebbene pubblicata negli anni '80, la canzone 1999 impazzava alla radio il mio primo capodanno californiano e volevo anche io fare party per tutte le cose belle che mi aspettavano in questa nuova vita.

Normalmente non avrei niente da dire su questi eventi. Ma oggi scopro una cosa bella. Nel segreto della sua coscienza Prince era un benefattore, promuovendo l'energia pulita nelle comunita' povere di San Francisco. Oakland, per la precisione, e senza che nessuno lo sapesse.

Secondo Van Jones, amico di Prince e fondatore del gruppo "Green For All" Prince elargi' fondi per la sua non profit di energia solare e grazie a lui vennero installati impianti fotovoltaiici sulle case di Oakland. Al San Francisco Gate Van Jones dice che

“there are people who have solar panels right now on their houses in Oakland, California that don’t know Prince paid for them.”
 
Prince non voleva che si sapesse. Ma spesso andava ad Oakland, e in altri posti, per fare concerti ma anche per poi andare a visitare le organizzazioni che sponsorizzava. Jones dice che mentre lui faceva l'organizzatore, era da Minneapolis che venivano firmati gli assegni, e da dove arrivavano a raffica idee ed energia.

E come si sono consciuti Prince e questo Van Jones?

Circa dieci anni fa, Van Jones collaborava alla stesura del "Green Jobs act" di George Bush. Van Jones era gia' un attivista impegnato. Gli arrivo' un assegno da 50,000 dollari.

Era un assegno anonimo.

Lo rimando' al mittente (cosa inaudita in Italia, vero?) perche' siccome non sapeva da dove venisse era meglio non accettarlo. Ma il misterioso donatore lo rimando' di nuovo. Per la seconda volta Van Jones lo restitui'.

Dopo questi tira e molla, Van Jones ricevette una chiamata da un rappresentante dell'anonimo donatore, in cui gli si diveva: non posso dirti da dove vengono i soldi, ma il suo colore preferito e' il viola. Van Jones rise, e disse: beh adesso allora invece che incassarlo, lo incorncero' questo assegno!

Ed e' stato cosi' che alla fine Prince stesso chiamo' Van Jones e i due diventarono amici.

Semplicemente Prince aveva letto sul giornale che Van Jones stava cercando di portare il solare ad Oakland, e Prince, rimasto affascinato dall'idea, voleva aiutarlo.

La storia l'ha raccontata Rolling Stone. Van Jones dice che pian piano ha scoperto altri aspetti della filantropia di Prince.

Nel corso degli anni Prince aveva sponsorizzato varie altre iniziative caritatevoli, senza dare troppo all'occhio, fra cui contro la violenza nel ghetti urbani delle citta' americane, e quando Trayvon Martin, ragazzino di 17 anni nero, fu sparato senza essere armato e solo per il colore della sua pelle Prince ha offerto supporto economico ai familiari. 

A un certo punto decise di fondare Yes We Code, una nonprofit che aiutava i ragazzi di comunita' disavvantaggiate ad imparare a programmare in modo da poter avere piu' opportunita' lavorative. In occasione della sua morte,

Yes we code ha scritto questo sul suo sito:

YesWeCode would like to honor Prince and thank him for his inspired vision for YesWeCode. Prince’s commitment to ensuring young people of color have a voice in the tech sector continues to impact the lives of future visionaries creating the tech of tomorrow.

Gli piaceva fare del bene con i suoi soldi, racconta Van Jones. E questo sentimento e' condiviso dalla sua ex moglie, Manuela Testolini, fra l'altro incontrata anche lei in circoli di beneficenza, che lo descrive come un "fierce philatropist".

Van Jones racconta anche che a volte i politici cercavano di incontrarlo dopo i suoi concerti. Lui diceva di si, e organizzava tutto in modo tale che prima di incontrare il cantante, il politico in questione ne incontrava uno di visioni opposte, e magari anche un nemico che mai e poi mai avrebbe accettato di dialogare. Ma con la scusa di vedere Prince, e senza neanche saperlo, i due politici si ritrovavano in sala d'attesa assieme e spesso, con l'arrivo di Prince si finiva con il parlare di temi che gli stavano a cuore, quasi tutti di giustizia sociale.

Prince leggeva molto la stampa e ogni volta che c'era qualche evento socio-politico in cui pensava di poter fare qualcosa di utile cercava di farlo. Van Jones dice che era molto modesto, e che se solo avesse voluto fare il politico sarebbe stato il re del mondo, perche' la gente, e la giustizia sociale gli stavano a cuore. 
Di tutto questo il grande pubblico non sapeva niente.
Signori si nasce.