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Sunday, August 12, 2012

I dispersanti nel golfo del messico, 2 anni dopo.


Dispersanti sul golfo del Messico, 2010


Gamberetti anneriti dal petrolio, Dauphin Island, Alabama, Agosto 2012


Tartaruga morta, Mississippi, Maggio 2012


Micheal Crosby, 
Mote Marine Laboratory, Sarasota, FL

Dei danni del golfo del Messico, due anni dopo, si parla poco. Eppure ogni tanto vengono fuoi studi fatti proprio sull'esperienza del golfo che dovrebbe far riflettere tutti, da Passera e Clini, che hanno abilmente risuscitato le trivelle bocciate dalla Prestigiacomo, fino ai sindaci di comunita' trivellate e trivellande.

La BP ha usato circa 1.8 milioni di galloni di dispersanti, fra cui il Corexit, bannato per la sua pericolosita' in alcune nazioni. E anche quando il governo USA gli ha intimidato di non usarlo piu, alla BP non e' importato molto, ed hanno continuato a spruzzarlo imperterriti, di notte, di giorno, a casaccio.

1.8 milioni di galloni sono circa 7 milioni di litri. Il Corexit spezzetta il petrolio disperdendolo nell'acqua, ma spezzetta anche le membrane degli esseri viventi, causando malattie e deformita'.

Ne abbiamo gia' parlato qui nell'anniversario, qui sui pesci, qui sui coralli.

Adesso, c'e' uno studio condotto da Alice Ortman della University of South Alabama, che mostra in maniera scientifica che in un esperimento controllato in laboratorio, la presenza di dispersanti porta alla morte del plankton, ma all'aumento di batteri, capovolgendo tutto il delicato equilibrio della catena alimentare.



There were lots of bacteria left but no bigger things.  
It's like the middle part of the food web is taken away.

C'erano molti batteri, ma niente di piu' grande.
E' come se la parte centrale della catena alimentare fosse stata portata via. 

I pesci non mangiano batteri. E' il plankton che mangia batteri, che poi vengono mangiati dai pesci e se togli quello che c'e' in mezzo - appunto il plankton - la catena alimentare viene interrotta.

Questo e' un risultato inaspettato, nuovo, e dalle profonde implicazioni. 

Il professor Brian Crother, del dipartimento di biologia della Southeastern Louisiana University infatti dice che il tutto e' spaventoso perche l'esperimento condotto in taniche, riproducendo al meglio che si poteva le condizioni in mare, e' durato solo cinque giorni. E se queste sono le conseguenze dopo 5 giorni, figuriamoci dopo 3 mesi!

Micheal Crosby, del Mote Marine Laboratory a Sarasota, in Florida, dice che questo significa che non abbiamo ancora visto tutto quello che c'e' da vedere nel golfo, perche' per vedere l'impatto pieno di questi stravolgimenti sulla catena alimentare occorrera' aspettare anni ancora.

Ad esempio, lo scoppio della Exxon Valdez, nel 1989 non ebbe conseguenze immediate sulla popolazione di pesci. Ci vollero quattro anni, e nel 1993 si inizio' ad asssitere ad un graduale declino della popolazione di aringhe, fino a che le aringhe sono scomparse del tutto e con queste, i pesci piu' grandi che li mangiavano.

Cordova, Alaska era un paese di pesca.

Dopo lo scoppio e la fine delle aringhe, la pesca non esiste piu.
Esistono le ditte fallite, i suicidi, la miseria e la disperazione. 

The worst is yet to come.


Aringa - un tipo di pesce azzurro




Thursday, April 19, 2012

Due anni dopo il golfo del Messico - 20 Aprile 2012


Grazie ad Adriano Bellintani


We've fished here all our lives and 
never seen anything like this
Sidney Schwartz, 2012

Pescatore della Louisiana 
sui pesci con deformita' 
due anni dopo lo scoppio










E cosi, sono passati gia due anni. La BP continua a mandare il televisione pubblicita' progresso in cui affermano che e' tuttapposto, che il mare e' aperto per business, che siamo tutti felici.

Invece lo sappiamo tutti che le conseguenze di questo disastro le sentiremo a lungo. Qui sopra ho cercato di mettere delle foto indicative di tutto cio' che il petrolio BP ha distrutto: delfini, coralli, pesci, persone, aironi, meduse, pellicani.

Allora erano tutti coperti di nero, oggi continuano a morire per deformazioni genetiche, aborti, e lesioni derivanti dal petrolio. Durera' molto, inutile illudersi. L'area dell'Alaska dove si riverso' il petrolio della Exxon Valedez nel 1989 non e' mai tornata ad essere come era prima.

Dei vari reportage che ho letto e visto in questi giorni, uno dei piu' interessanti, mi pare essere proprio quello di Al Jazeera sui pesci del golfo del Messico e le mutazioni genetiche, causate dal petrolio della BP.

Di alcune cose abbiamo gia' parlato in questo blog e le ho messe nella lista accanto - Corexit, killfish, brucellosi, ma qui c'e' un po tutto.

Il Dottor Jim Cowan, che lavora presso il Dipartimento di Oceanografia e di Scienze Costiere della Louisiana dice che oggi nel golfo ci sono pesci e crostacei con difetti terribili: senza occhi, senza zampe, sottosviluppati, con lesioni e buchi al corpo, pieni di petrolio, con gusci fragili e perforati e con tumori e malattie a tassi mai visti prima. Hanno tutti il sistema immunitario indebolito e ci sono molte piu' infezioni batteriche di prima. La biodiverstia' inizia a soffrire.

Ci sono zone, come Barataria Bay, in cui la meta' dei gamberetti pescati e' senza occhi, e la piaga si estende in Mississippi, Alabama. Prima dello scoppio la percentuale di gamberetti con difetti erano dello 0.1%. Adesso siamo al 50% a Barataria Bay. In altri posti le percentuali sono del 20%, ma pure sempre percentuali enormi di fronte a prima dello scoppio.

Colpa del disperasante Corexit, il cui principio attivo 2-butoxyethanol spezzetta le molecole del petrolio ma anche quelle delle membrane degli esseri viventi, non lasciando scampo a chi ci capita.

I gamberi sono i piu' "interessanti" dal punto di vista scientifico perche' hanno un ciclo vitale breve, e cosi dal giorno dello scoppio fino ad adesso sono passate tre/quattro generazioni. Il fatto che continuino a nascere senza occhi significa che le mutazioni genetiche sono avvenute e le sostanze chimiche del Corexit sono adesso parte del loro DNA.

I dispersanti entrano nella vita del mare e delle persone tramite l'inalazione, l'ingestione, contatto con pelle  e occhi, e causano mal di testa, vomito, diarea, dolori addominali, al petto, problemi respiratori, alla pelle, ipertensione, depressione, problemi cardiaci e cardiovascolari. Sono carcinogenici e teratogenici - causano cio' anche difetti ai feti.

Assieme al Corexit, colpa anche degli idrocarburi policiclici aromatici - IPA in italiano, PAH in inglese - che possono anche loro entrare nel genoma, come gia' accaduto nel disastro della Exxon Valdez.

I fondali marini sono coperti di petrolio, con migliaia e migliaia di animali, piante e coralli, sommersi dal petrolio.

Il goverantore della Louisiana - votato anche grazie ai soldi del petrolio, come tutti i politici di Lousiana - dice che e' tuttapposto e che stanno aspettando le analisi.

La BP dice che le lesioni sono normali ma che stanno facendo anche loro dei test.

Il governo non dice niente. Tutto il mondo e' paese.

Darry Felder e' un biologo dell'Universita' della Louisiana che faceva analisi ai pesci gia' prima dello scoppio, perche' l'area era gia' vulnerabile a causa di tutti i pozzi trivellati. Dice che una causa aggiuntiva di danni ai pesci e crostacei potebbero essere i fanghi tossici usati per tappare il buco e di cui sono state usate enormi quantita' durante i mesi delle emissioni incotrollate. In particolare una componente dei fanghi che si ritrovano nei gusci dei gamberi e di crostacei lesionati e anneriti e' il manganese.

Guarda caso,  i fanghi usati dalla BP avevano fino al 90% di particelle a base di manganese.

Andrew Whitehead e' professore alla Louisiana State University, che ha studiato il killifish, un innocuo pesciolino che e' alla base della catena alimentare marina, e ha trovato che anche qui le sostanze tossiche del petrolio e dei dispersanti sono entrati nel loro genoma. Hanno danni al cuore, non si sviluppano e muoiono.

I pesci piu' grandi mangiano il killifish deformati e dal genoma mutato, e noi umani mangiamo loro. Evviva.

Whitehead e' preoccupato degli effetti a catena di questi danni al genoma e pensa che siamo solo all'inzio, visto che il killifish e' un animlae semplice e piccolo - come i gamberi - e che per vedere gli effetti sui pesci piu grandi ci vorra un po, ma che arrivaranno prima o poi.

I delfini pero' non hanno aspettato, e sono morti in centinaia. Le sostanze chimiche che hanno mangiato durante il tempo dello scoppio sono migrate nei loro tessuti, e nei grassi che vengono poi usati durante la fase di gestazione, e cosi ci sono anche problemi di aborti dei delfini, e di feti deformi.

Il professor Ed Cake, 72 anni, ha studiato i delfini e la vita del mare in altri casi di disastri ambientali e dice che non solo l'area dell'Exxon Valdez non e'mai tornata ad essere come era prima, ma neanche l'area di Campeche in Messico, dove scoppio' un pozzo nel 1979, non e' mai tornata ad essere come prima.

I pescatori dicono che continuano a tirare su balle di petrolio e di catrame e residui tossici dalle reti, e che se ne vedono ancora lungo le spiagge.


I residenti non vanno a fare il bagno e non mangiano pesci del golfo.

Oil spills are forever.

In Italia non succedera' mai.