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Tuesday, March 6, 2018

La Tesla costruisce il tetto solare piu' grande del mondo - sulla Nevada Gigafactory









La Tesla sta costruendo il tetto solare piu' grande del mondo.

E' sulla sua fabbrica in Nevada, la Nevada Gigafactory nei pressi della citta' di Sparks. Una volta terminata l'opera, il sistema generera' 70 megawatt di energia. Finora il record e' in India, dove invece l'impianto solare piu' grande del mondo, per ora, genera 11.5 megawatt di elettricita'.

Cosa si produce dentro la Gigafactory? Prodotti che saranno di servizio alle automobili elettriche della Tesla, of course. Per ora da qui e' partita la produzione di massa di batterie al litio, operazione che va avanti dal Gennaio 2017. L'edificio e' tale che nonostante la produzione sia gia' partita alcune ale sono ancora in via di costruzione, come appunto la copertura totale del tetto. In questo momento solo il 30% dell'edificio e' completato.

Uno dira', ma quant'e' grande questo edificio e perche' ci vuole tutto questo tempo?

Perche' si tratta dell'edificio piu' grande del mondo. Siamo solo al 30% dei lavori completati ma la superficie impiegata e' gia' di 450mila metri quadrati, su piu' piani di lavoro.

L'idea non e' solo di costruire componenti per le vetture elettriche di Mr. Elon Musk, ma anche di produrre queste stesse componenti in modo sostenibile, senza energia fossile e usando solo rinnovabili e batterie.

Cioe' senza petrolio, gas e carbone consumati direttamente. 

Oltre al tetto da 70 Megawatt, sette volte piu' grande dell'impianto indiano, veranno usate una serie di installazioni fotovoltaiche a terra.

A regime, entro il 2020, verranno qui costruite batterie al litio a un ritmo di 50 Gigawattora l'anno, piu' che in tutto il resto del mondo messo assieme e abbastanza per alimentare 500mila Tesla. Il tutto senza una goccia di petrolio.

Ha le idee chiare questo Elon Musk, e certo non ha paura di osare e di pensare in grande. Puo' darsi che le cose non filino cosi liscie, che ci saranno errori e ostacoli, ma gia' solo pensare e volerlo il futuro da' speranza.  

Monday, November 21, 2016

Fusione Tesla e Solarcity: dal tetto alla macchina










"We’re trying to make an integrated product, 
where you can go to Tesla store and just say yes.
It's seamless and you'll love it.

Elon Musk 

Eccoci qui.

La Tesla si e' fusa con Solar City,  la piu grande ditta americana di installazione di pannelli solari negli USA di cui Tesla era gia' uno degli azionisti di maggioranza. Anzi, Elon Musk e' il CEO di Tesla ed era anche il chairman di Solar City.

Dopo l'approvazione del 17 Novembre la fusione e' diventata ufficiale il 21 Novembre 2016. 

Alla conferenza stampa di venerdi scorso, Elon Musk ha rivelato cosi il suo sogno: commercializzare tetti solari dai suoi negozi cosicche' il cliente potra' usare l'energia generata dal sole per ricaricare le automobili elettriche. Il tutto da un solo posto: il negozio Tesla.  Se tutto va secondo i progetti di Musk, un giorno andremo da Tesla e faremo qui tutto insieme, troveremo il tetto solare, potremmo acquistare macchine elettriche di vari modelli, e portarci a casa unita' di stoccaggio energia con i Powerwalls and Powerpacks Tesla.

Il primo prodotto figlio della fusione Tesla-SolarCity sara' messo in vendita in estate: tegole al sole.
Durante la conferenza stampa Musk ha anche annunciato anche che il suo tetto solare costera' meno di un tetto tradizionale e sara' piu' bello di un tetto con gli attuali sistemi fotovoltaici.  E l'elettricita' che generera' sara' un bonus. 

La omanda di Musk e':

Would you like a roof that looks better than a normal roof, lasts twice as long, costs less and—by the way—generates electricity?. Why would you get anything else?

E perche' mai questo tetto al sole dovra' costare di meno di un tetto normale? Secondo le analisi di Bloomberg, le tegole di vetro della Tesla-SolarCity saranno prodotti delicati e di high tech, e dunque costosi. Si stima che costeranno anche venti volte di piu' dei normali tetti in uso qui negli USA, tegole o superficie di asfalto.  Ma a causa del loro basso peso, le tegole al sole di Musk saranno molto piu' leggere delle tegole normali e il costo del trasporto e dell'installazione molto minore. Sara' sul trasporto che si risparmiera' dunque.

Ma perche' Musk fa tutto questo? Perche' e' intelligente abbastanza da capire che il consumatore medio vuole le cose semplici e qualcuno a cui rivolgersi in cui avere fiducia che tutto e' stato gia' pensato e sperimentato.  Avere un posto solo dove vai e ti aiutano in tutti i passaggi che servono per la transizione dalla macchina a benzina alla macchina al sole sara' un modo per rendere quest'ultima ancora un po di piu' alla portata di tutti.

In questo momento negli USA non c'e' nessuno che venda sistemi integrati dalla A alla Z, e lui si pone come il primo a risolvere il problema. Un po come la Apple quando ha iniziato ad aprire gli Apple Store e in cui potevi andare, toccare con mano tutti i pezzi del tuo nuovo computer, avere qualcuno che ti spiegasse che periferiche aggiungere e come fare, senza la balcanizzazione di pezzi e pezzettini. E soprattutto con l'idea che il personale non era li per concludere le vendite in fretta ma per spiegare e per aiutare il cliente.

E adesso ce ne siamo dimenticati, ma era proprio questa la missione degli Apple Store 15 anni fa. Ne aprirono pochi e Steve Jobs non pensava di farci guadagni diretti. Vedeva questi Apple Store come un modo per attirare clientela che poi avrebbe magari comprato i suoi computer altrove.

E Musk vuole fare la stessa cosa, mutatis mutandis, con l'elettricita'. I Tesla store di oggi sono pochi. ne ho visto uno a Santa Monica, ed e' proprio questo il sentimento: non vendere a tutti i costi, quanto mostrare il prodotto, i suoi pezzi basilari, come funziona. Puoi pure chiedere di fare un giro in un modello pensato apposta per l'esposizione. Nessuno ti chiede se vuoi comprarla. E' tutto li per rendere il concetto di automobile elettrica familiare al consumatore.

Ma mancora un pezzo ovviamente. Da dove arriviera' l'elettricita'?

Ed e' qui che avere lo stesso showroom che mostrera' i tetti solari e come si integrano con le automobili rendera' le cose piu facili per chiunque voglia avvicinarsi al solare - automobile o tetto che sia.  O tutte e due. E sara' prova che il cliente verra' trattato bene, che la ditta sa quello che fa e che la tecnologia e' facile da usare e bene integrata. All'Apple Store trovi telefoni, computer e ipad con software compatibile e facile da installare. Al Tesla storie troverai tetti, macchine e batterie con tecnologia compatibile e facile da installare.

In una parola, uno andra' dal Tesla store a chiedere: voglio una macchina al sole, dove inizio? E qui trovera' tutte le risposte.

O almeno nei sogni del 45-enne Elon Musk.  E sono i sogni di chi osa che cambiano il pianeta.





Tuesday, November 15, 2016

La Tesla guadagna in un trimestre piu' di tutto l'oil and gas in un anno





Nei tre mesi che vanno dal 1 Luglio al 30 Settembre la Tesla ha guadagnato circa 22 milioni di dollari.  Nell'anno 2015 i  petrolieri hanno perso 67 miliardi di dollari, secondo la U.S. Energy Information Administration.

E quindi la Tesla batte oil and gas, almeno per questo trimestre: il migliore in tutta la storia della Tesla: hanno consegnato circa 24,500 veicoli.  Merito certo del crollo dei prezzi del petrolio a livello mondiale, del desiderio sempre piu' impellente di fermare i cambiamenti climatici, e del design e un po dello status symbol che rappresenta il marchio Tesla.

E tutto questo e' solo l'inizio. 

Secondo il Renewable Energy Institute i prezzi e l'efficenza del solare saranno sempre piu' competitivi: si stima che i costi si abbasseranno e la resa migliorera' almeno fino al 2025, anno in cui sara' piu' conveniente l'energia solare che quella petrolifera in tutto il mondo.

E quindi questa storia della Tesla e' un altra dimostrazione di quello che sappiamo gia' da anni: il futuro punta in una direzione sola: rinnovabili, checche' ne dicano i nostralgici del petrolio incluso Donald Trump.

Il neo-eletto presidente in campagna elettorale ha spesso detto di voler tornare ai giorni di gloria del fossile dando il via libera nei primi 100 giorni della sua presidenza allo sfruttamento delle riserve di petrolio, gas, carbone, shale gas degli USA. Secondo il suo "contratto con gli Americani" si tratta di 50 trilioni di introiti e di posti-lavoro made in the USA.

Contratto con gli Americani...mmmh. Questa l'ho gia' sentita, in Italia!

Ad ogni modo, sara' vero? Sara' possibile che lui faccia questo nel contesto attuale in cui il costo del petrolio e' cosi basso che non sono regole e divieti a fermare le trivelle, quanto il mercato globale a non rendere piu' economici fracking, raffinerie e amici vari? Nel contesto attuale in cui tutto il mondo si rende conto che occorre fare passi concreti contro i cambiamenti climatici, contro le emissioni smisurate di carbone in atmosfera?  Nel contesto attuale in cui sappiamo che la colpa di questi cambiamenti climatici e' nostra, della nostra ingordia di energia da fonti fossili?

Personalmente spero che il pensiero dei suoi figli e nipoti piccoli lo fermi, che si renda conto che anche economicamente e' un suicidio voler fermare la storia e tornare indietro ai giorno del drill-baby-drill. E che magari giochi un ruolo importante anche la paura di fare figuraccie e di non volevare lasciare alla Cina lo scettro di nazione con piu' progressi green del mondo, dopo essere stata per anni la regina dell'inquinamento.

E dall'Asia arrivano altri progressi: Russia, Cina, Giappone e and Corea del Sud stanno mettendo a punto il cosidetto Asian Super-Grid per integrare tecnonogie solari ed eoliche da scambiare fra loro e da vendere a paesi terzi, inclusi quelli europei, dell'Africa meridionale e della penisola indiana.

Vogliamo davvero restarre indietro ed essere secondi? Non vede Donald Trump che la soluzione per tutto e' una America che deve rinascere green? Non vede che sole e vento sono molti piu' competitivi a livello globale? E ha senso anche solo pensare di mettere alla guida dell'EPA un negazionista sui cambiamenti climatici?

O vogliamo parlare di posti di lavoro?

Nel 2015-2016 oltre ai 67 miliardi di dollari evaporati, i petrolieri USA hanno anche mandato a casa
100,000 persone a causa di altrettanti posti di lavoro persi in quell'anno.

In questo momento ci sono piu' americani che lavorano per il solare che nel settore delle fonti fossili, petrolio, gas e carbone messi assieme. 

La Tesla ha circa 18mila impiegati a livello mondiale, di cui la maggior parte qui in California. I suoi progetti sono di assumere altri 9,000 impiegati in the USA per la produzione del Model 3. A Reno, Nevada invece saranno assute altre 6,000 persone che lavorano nel cosidetto Gigafactory dove si produrrano batterie al litio.

Si dira: ma le rinnovabili hanno sussidi. Certo. Ma ce li hanno anche i petrolieri e di gran lunga piu' generosi di quelli che il governo USA da all'industria del sole e del vento da un punto di vista prettamente economico.

Perche' poi ci sono i sussidi dati dai nostri polmoni, dal nostro clima impazzito, dalle nostre democrazie corrotte da oil and gas.

E quelli sono sussidi che non hanno prezzo.

Grazie Mr. Elon Musk. Abbiamo bisogno di sognare, e lei ci mostra ogni giorno un po di piu' che yes, we can: Possiamo guardare al sole invece che sottoterra.