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Wednesday, May 14, 2014

To all MOG investors regarding Ombrina Mare

It is my understanding that one of MOG's greatest asset is Ombrina Mare, and that you are all eagerly awaiting for a resolution of the current impasse, so that drilling can commence.

It is my opinion that this will not happen, not now, not ever, for the simple reason that at this point Ombrina Mare has become a political issue, and that all political parties, from local muncipalities to the central government in Rome, from the extreme left to the extreme right, have expressed their opposition to Ombrina Mare.

Here are a few examples:



Mr. Clemente Senni, from MOG writes to Abruzzo's largest newspaper. The editor tells him 
"I think the project has zero possibilities of going ahead. Due to large opposition from the people, I doubt any politician will ever take the responsibility of starting drilling operations."



Ermete Realacci, head of the Italian Commission for the Environment, Chamber of Deputies.
"Ombrina does not have a chance"






Now, you may argue that these statements are related to the upcoming European elections. It may very well be that they are opportunistic in nature, and indeed I don't think these politicians really care about the environment myself.  But the point is that they reflect the general sentiment in Abruzzo - in all of Italy as a matter of fact - that we absolutely, positively don't want drilling in our seas.

We don't want you here.

Let me repeat: We don't want you here.

And that is a fact. And it has been true since day one of Ombrina Mare, back in 2008, and I promise you the people's will will not change after the elections, nor will we ever stop putting pressure on our politicians to do the right thing, whether they like it or not.

I don't care what you do with your money. In my humble opinion, certainly there are better things you could do with it rather than destroy our planet and keep feeding our addiction to fossil fuels, but if you think you will get rich off of Ombrina Mare, I think you are deluding yourselves.

And in case you are wondering where all this is coming from, you have guessed it right. From this tiny little blog written by a stubborn Bronx-born girl and her incessant activism. Mr. Morandi tried to shut me up and scare me away, but failed miserably. And a court agreed with me. And at this point, really, it is much bigger than me.  Ideas and knowledge have traveled far and out. MOG's lies have been thoroughly dissected,  everyone knows and hates them.

We kicked out ENI - do you really think Ombrina will make it?

For your entertainment.





Tuesday, May 13, 2014

Il collasso del West Antarctic Ice Sheet



Iceberg che si sono staccati dal Thwaites glacier

 Il Thwaites glacier in rosso

I ghiacciai dell'Antartide

Cambio di temperatura nell'Antartide - NASA


Trentacinque anni fa il primo allarme, Prof. John Mercer


Trentacinque anni fa il primo allarme, Prof. John Mercer








"Today we present observational evidence that a large sector of the 
West Antarctic ice sheet has gone into irreversible retreat. 
It has passed the point of no return.” 

Eric Rignot, UCI

This is really happening.
There’s nothing to stop it now.

Thomas P. Wagner,  NASA

Il pianeta terra non ha sempre avuto un polo nord e sud coperti di ghiacchio: in altre ere geologiche quei ghiacci esistevano in forma liquida e il livello degli oceani era molti superiore al livello attuale.

Nel 1978, uno degli studiosi di ghiacciai piu' noti dell'epoca, John H. Mercer della Ohio State University fece una predizione sulla vulnerabilita' dei ghiacciai che coprono il nostro globo, in particolare sul West Antarctic ice sheet nel polo sud. In un articolo su Nature, disse che il rilascio in atmosfera di gas serra a causa del consumo di fonti fossili e' un "threat of disaster", una minaccia di disastro per il West Antarctic ice sheet.

35 anni fa dunque gia' si parlava di come l'uso scellerato di petrolio ed affini avrebbe devastato il pianeta.  Il professor John Mercer fu preso in giro e schernito, perche' non ci si poteva aspettare che i ghiacciai dei poli fossero soggetti a cambiamenti cosi colossali e cosi repentini.

E invece.

Invece sono stati pubblicati proprio in questi giorni due articoli scientifici che sembrano confermare in pieno le predizioni del professor Mercer. Uno di questi articoli e' in Science e l'altro in Geophysical Research Letters. Hanno titoli chiarissimi sul destino di questi ghiacciai: "Irreversible Collapse" e "West Antarctic Ice Sheet is Collapsing" in cui si riporta appunto che secondo studi della NASA e di altre unviersita' americane,  vari ghiacciai dell'Antartico appaiono irrevocabilmente destabilizzati e che il loro collasso "appears unstoppable".

Iniziamo con il Thwaites Glacier, uno dei ghiacciai piu' importanti dell' West Antarctic Ice Sheet - di circa 182,000 chilometri quadrati - che sta collassando. Ian Joughin della University of Washington ed i suoi collaboratori - e non la D'Orsogna - sono giunti alla conclusione che il tempo che resta a questo ghiacciaio e' di circa duecento anni, che alla fine l'intero ghiacciaio scomparira', causando il collasso di ulteriori ghiacciai con un conseguente aumento dei livelli del mare di almeno tre metri e possibili destabilizzazioni su tutto il pianeta.

Il Prof. Joughin conclude che anche se questo processo fosse arrestato adesso, sarebbe “too little, too late to stabilize the ice sheet. There’s no stabilization mechanism" e cioe' sarebbe "troppo poco, troppo tardi per stabilizzare i ghiaccai. Non esiste nessun meccanismo di stabilizzazione." Come dire: una volta che hai innescato un processo geofisico, poi quello cammina per la sua strada, che tu lo voglio o no.

Dal canto suo il professor Eric Rignot della University of California-Irvine, in collaborazione con la NASA, ha analizzato una serie di ghiacciai presso l'Amundsen Sea nella parte occidentale dell'Antartide. I fronti dei ghiacciai Smith e Kohler sono indietreggiati di ben 35 chilometri dal 1992 e si stima che questi si impiccioliranno ancora. Secondo Eric Rignot questi rimpicciolimenti sono irreversibili. Abbiamo passato il punto di non ritorno. 

I due studi su citati sono stati eseguiti da due gruppi diversi e in modo indipendente. Quando hanno scoperto di essere giunti alle stesse conclusioni, e cioe' che l'Antartide collassa,  hanno deciso di indire una conferenza stampa congiunta con la NASA. 

Ora e' ovvio che non vedremo i livelli dell'oceano innalzarsi domani, e che ci vorranno decenni per iniziare a vedere le conseguenze del tutto, pero' abbiamo messo in moto - come dice appunto la NASA - un processo inarrestabile. Geologicamente parlando, duecento anni sono un batter d'occhio.

I ghiacciai scompaiono a causa delle temperature atmosferiche sempre piu' calde, ma in modo indiretto. Nel profondo dei mari polari infatti esiste dell'acqua piu' calda del normale che iniziano ad arrivare sempre piu' di frequente in superficie.  Grazie a questa acqua calda i contorni dei ghiacciai si sciologono a ritmi sempre piu' repentini.

A causare il riaffiorare in superficie di questa acqua calda profonda sono i forti venti che spirano sull'Antartico. In condizioni normali, questi venti servono per tenere bassa la temperatura del polo sud. Ma man mano che il resto del pianeta si riscalda, i venti diventano sempre piu' violenti e piu' stravolgenti. Una delle conseguenze di tutto cio' e' che appunto l'acqua calda profonda torna in superficie, erodendo i ghiacciai.

Fra le possibili concause, anche l'allargamento del buco dell'ozono e possibili cambiamenti naturali. La NASA pero' ritiene che il principale fattore sia il riscaldamento del pianeta.

Qui tutte le foto della NASA

Il professor Mercer che aveva gia' previsto tutto trentacinque anni fa e' morto nel 1987.


Monday, May 12, 2014

Il fracking su Report di Milena Gabanelli


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 Un sacco di gente mi scrive sulla puntata di Report e sul perche' non c'ero. Non lo so. 
Occorre chiedere al pseudo giornalista Roberto Pozzan ed alla Gabanelli.
Pero' di certo il mio blog l'hanno letto, eccome!

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Oggi 14 Maggio 2014 mi ha scritto il diretto interessato Roberto Pozzan per dirmi
che temeva che io volessi approfittarne per fare un viaggio negli USA a spese della RAI
(a questa vilta' neppure i petrolieri sono mai arrivati)

Vivo negli USA e anche se dal petrolio non si ho guadagnato ne soldi
ne carriere politiche i soldi per un volo LAX-Ohio ce li ho.

Per telefono il Pozzan mi dava del tu, come se fossimo amici di vecchia data.
Per email si passa al lei, si vergognava?

Mi ha scritto e telefonato sia negli USA che in Italia ma poi mi scrive che non aveva
i miei recapiti e che e' per questo che non poteva contattarmi!!

Dalla puntata dei fracking si vedeva nel retro il mio blog.

Cara Milena, complimenti per il "giornalista" che si e' scelta.


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Il giorno di Thanksgiving, a fine Novembre 2013 ero a casa che "cucinavo". Erano venuti a trovarmi mio fratello ed altri amici, e sarebbero poi venute a cena varie persone, fra cui Pierluigi. Non mi sono cimentata con un tacchino intero, ma eravamo alle prese con un pollo ruspante - una impresa piu' modesta.

Durante la mattina fra patate da sbucciare e cranberry sauce da improvvisare, mi chiama il giornalista Roberto Pozzan di Report che mi aveva gia' contattata per email e a cui avevo dato i miei recapiti. Mi dice che la Gabanelli gli aveva dato l'OK per una trasmissione sul fracking da mandare in onda in primavera e che quindi voleva farsi una "chiaccherata" con me.

Mi fa tante domande, e siamo rimasti al telefono per quasi due ore. Gli indico il mio blog e gli dico che e' tutto li. Gli dico di Rivara e che ci sono altri casi di fracking in Italia. Gli dico che ho scritto in lungo e in largo di cosa accade negli USA, della correlazione con la sismicita' indotta, delle proteste che si susseguono fra New York e California e con tutto quello che c'e' in mezzo. Una telefonata cordiale, che lascia intendere che ci sara' un dopo.

E poi?

Poi non l'ho piu sentito. Scomparso.

Ieri domenica 11 Maggio, dopo sei mesi, mi chiama per dirmi che la sua trasmissione andra' in onda stasera. Non ho ben capito perche' volesse comunicarmi questa notizia, e infatti l'ho sentito un po imbarazzato.

Ho tagliato corto perche' non sapevo cosa dire e perche' mi feriva sentire quelle parole di circostanza.

Nonostante parli di fracking da anni, non sono stata considerata degna di apparire in questo programma.

Ci sono rimasta male perche' come ho gia' detto sarebbe stato una specie di "grazie", un modo per incoraggiarmi ad andare avanti e per sentire che tutto questo enorme lavoro non e' inutile. Come detto, adesso tutti parlano di fracking (e di acidi e di sismicita' indotta e di H2S e di fanghi e di trivelle a mare e di pesci inquinati e di cementificazioni improprie) ma li dietro c'e' un enorme lavoro di diffusione e di sensibilizzazione che in pochi hanno cercato di fare. Soprattutto, per ognuna di queste cose c'e' sempre stato un periodo iniziale di derisione, come dire: ma che dice quella esaltata, le trivelle non possono portare ai terremoti mai e comunque.

E poi invece...

Per non parlare delle cause, e dei veleni con tutti questi galletti improvvisati ambientalisti, o dei vari Ernesto Galli della Loggia o Ferruccio de Bortoli che si "ispirano" perche' non hanno argomenti, e poi mi chiedono di scrivere perche' non sanno cosa dire, e poi ancora mi censurano perche' certe cose non si possono dire. O dei vari Chicco Testa che invece di rispondere sul tema dei propri conflitti di interesse passa ad attaccarmi sul personale. O di gente come Mariastella Bianchi che non sa che scrivere sulle proprie risoluzioni e copia pezzi interi da me. O Sergio Morandi della Medoigas che cerca di usare i tribunali contro di me.

Perche' dunque questo trattamento da parte di Report?

Leggo la locandina della puntata. Dicono cose come: abbiamo fatto un viaggio in vari stati americani, c'e' la sismicita' indotta, ci sono controversie, i politici sono informati in Italia su questi argomenti?

C'e' qualcosa di diverso da quello che ripeto da anni a questa parte? Non so, non credo. Mi pare che sia l'essenza di quello che dico da anni e anni, nonostante gli insulti e gli approfittatori di vario genere.

Di nuovo perche' questo trattamento?

Sono scomoda pure alla Gabanelli? Pensano che occorre trovare un compromesso e io sia una del "no"? O al giornalista dava fastidio che tutte queste cose sono state gia' raccontate da anni ed anni ormai e che Report arriva tardi? Oppure che non ho il patentino da geologa? Non lo so.

So solo che la prima volta che si e' parlato di fracking in Italia - con Rivara - e' stato perche' sono stata tre giorni e tre notti a indagare, gratis, per amore, e da sola. E rivedere per filo e per segno le cose riprese dal mio blog non e' stato carino.

Ecco:

Fracking a Ribolla

tutto scovato dalla sottoscritta, mentre che i capoccioni delle unviersita' italiane continuavano a ripetere che in Italia mai e poi mai c'era fracking in Italia, che le trivelle non possono mai e poi mai causare terremoti, che in Italia siamo piu' bravi e mentre che il giornalismo italiano, incluso Report,  dormiva.

Ecco qui sulla pizza Chevron
 
La prova di tutto e' che se l'avessero scovate quelli di Report queste cose, io me ne sarei rimasta a casa mia e mai mi sarei messa a fare attivismo dalla California.

Nota: questo e' quello che viene fuori dal mio contatore.  Non sempre lo guardo, non sempre conservo. Non riesco nemmeno a monitorarlo piu' di tanto, per cui molto probabilmente questa e' solo una piccola sezione del tutto. 












Sunday, May 11, 2014

I bambini di San Vito e Rocca San Giovanni


Per fare un Fisico

si prende una F

come forza, futuro, fenomeni.

Poi si prende una I
come idea, ipotesi, intuire.

Poi si prende una S
come scienza, scoprire, studiare.

Poi si prende una I
come immaginare, inventare, interpretare.

Poi si prende una C
come capire, conoscere, cercare.

Poi si prende una O
come osservare, organizzare, operare.

Poi si mettono insieme tutte le letterine
senza odio, senza guerra,
senza fretta, senza ansia, senza confusione
e si fa l’amica del futuro.


I bambini di San Vito



Ciao Maria Rita,

benvenuta in questa primavera gia' fiorita
ci hai aiutato con Ombrina Mare
e ti ringraziamo di vero cuore
con il tuo aiuto e il tuo sostegno
hai realizzato il nostro sogno.
Adesso il mondo e' piu' pulito
specialmente questo mare che e' il nostro preferito.
Maria Rita, Maria Rita
tu sei diventata la nostra migliore amica.

Da tuttii bambini della scuola elementare di San Vito e del mondo, grazie.

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Ci sono molte emozioni belle collegate a questa faccenda del petrolio che non mi sarei mai aspettata di vivere e che ogni tanto arrivano, delicati e leggeri.  Mi piace scrivere di queste cose invece che dei tanti - troppi! - approfittatori, aspiranti politici, pseudogiornalisti che oggi ci sono, ti promettono mari e monti, e domani scompaiono.

Le cose belle sono le piu' semplici. Non ho bambini miei, ma mi piace sempre stare con loro per la loro innocenza e semplicita' . Ai bambini non puoi mentire perche' loro lo capiscono subito cosa hai dentro.

E' successo tutto in questi giorni nelle scuole elementari e medie di San Vito e di Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti.

Abbiamo fatto cinque incontri sparsi su tre giorni, e abbiamo parlato di cosa e' fatto l'universo, e della tavola periodica e degli atomi e dei protoni e dei quark e dei neutrini e dei bosoni.  Qualcuno mi ha  fatto domande di petrolio e poi abbiamo parlato un po di tutto. Cosa succede se vengono gli alieni, di che colore e' il petrolio, perche' vogliono trivellare Ombrina e se i quark italiani sono gli stessi dei quark USA. 

Sono stati degli incontri tutti bellissimi, che non dimentichero' - con i bimbi ad aspettarmi tutti lungo le scale a cantare le canzoncine, a farmi gli applausi, le domande innocenti, a darmi i regalini, i bacini, a invitarmi ai loro compleanni. La tenerezza.

Un grazie speciale alle maestre che hanno organizzato il tutto: Teresa Ucci, Clara Porfilio, Rita Di Sipio, Giovanna Pangallo, Assunta Di Florio, Maria Testa, Teresa Ottaviano, Rosamaria Valente, Rosalia D'Angelo, Silvia Silvestri, Ada De Felice a San Vito e poi Rosamaria Valente, Marilla Piccirilli, Davide Di Iullo, Delia Iezzi, Maria Grazia, Filomena Di Toro, Gabriella Nanni, Lucia De Innocentiis, Rita Strazzeri, Adele a Rocca San Giovanni.

Sono questi i cittadini del domani, ed e' bello che crescano con l'idea del rispetto della natura e delle cose belle.

Grazie.
MR

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Remember this. Hold on to this. 
This is the only perfection there is, the perfection of helping others. 
This is the only thing we can do that has any lasting meaning. 
This is why we're here. To make each other feel safe.

Friday, May 9, 2014

Oklahoma e trivelle: il primo "earthquake warning" della sua storia


Il warning dell'USGS.


Nel 2009 iniziano le attivita' di fracking in Ohio. 

Prague, 5 Novembre 2011 - terremoto magnitudo 5.6



“Our results, using seismology and hydrogeology, show a strong link between a small number of wells and earthquakes migrating up to 50 kilometers away,”

Katie Keranen,  Cornell University


"USGS statistically analyzed the recent earthquake rate changes and
found that they do not seem to be due to typical, random fluctuations in natural seismicity rates. 
The analysis suggests that a likely contributing factor to the increase in earthquakes is triggering by wastewater injected into deep geologic formations.
This phenomenon is known as injection-induced seismicity"

United States Geological Survey, 2 Maggio 2014


Il giorno 2 Maggio 2014 per la prima volta nella sua storia, il servizio geologico degli USA ha diffuso un "earthquake warning" per possibili terremoti ad est delle Montagne Rocciose.

Questo "earthquake warning" e' una allerta per terremoti e per la prima volta nella sua storia, riguarda l'Oklahoma.

Ma cosa e' successo in Oklahoma, stato fino a poco fa considerato non particolarmente soggetto ad attivita' sisimica?

Beh, da Ottobre 2013 fino ad oggi i terremoti di magnitudo superiore a 3.0 sono stati 183, con un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Cosi' gli scienziati dell'USGS hanno avvisato che questi sismi potrebbero essere premonitori ed aumentare le probabilita' di terremoti di magnitudo maggiore che potrebbero arrivare anche a 5 Richter. Con serenita' hanno dunque avvisato le popolazioni che bisogna prepararsi a questa eventualita'.

E cosa altro dicono questi ricercatori dell'USGS?

Che il motivo di questo aumento di attivita' sismica in Oklahoma potrebbe essere dovuto al nostro amico fracking.
 Il report dice infatti, altrettanto serenamente, che i cambiamenti nei tassi di occorrenza dei terremoti non sono dovuti a fluttuazioni normali e casuali ma che potrebbero essere dovuti all'attivita' umana, fra cui trivellazioni e reiniezione di materiale di scarto nel sottosuolo.

Prima del fracking in Oklahoma c'erano al massimo due terremoti l'anno di magnitudo maggiore o uguale a 3.0. Dal 2009, anno di inizio delle attivita' sismiche i terremoti sono aumentati a tassi vertiginosi e ci sono stati venti terremoti di intensita' variabile fra 4.0 e 4.8. Il giorno 5 Novembre 2011 il terremoto piu' forte mai registrato in Oklahoma:  5.7 presso Prague. Studi successivi mostrarono la potenziale correlazione con la reiniezione di materiale di scarto da attivita' petrolifera.

In tutti gli Stati Uniti, sempre secondo l'USGS, dal 1967 al 2000 c'erano circa 21 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0. Dal 2010 al 2012 la media e' salita a 100 terremoti l'anno. Non puo’ essere un caso.

Nel frattempo Katie Keranen, geofisico di Cornell University ha presentato assieme al collega Geoff Abers un nuovo studio in cui si mostra che le attivita' di reiniezione nei pozzi dismessi possono avere conseguenze anche a distanze di varie decine di chilometri, a causa dei cambiamenti di pressione sotterranei. 

C’e’ anche da notare che nel warning c’e’ scritto che “i proprietari di edifici e rappresentanti governativi dovrebbero prestare particolare attenzione alle costruzioni piu’ vecchie, di mattoni e non rafforzati, che sono particolarmente vulnerabili a danni seri se le scosse sono sufficentemente violente.”

E in Italia?  E in Emilia Romagna? E in Basilicata? E in Abruzzo?

Se dovessero servire, ci saranno mai dei sereni annunci in cui ti dicono: guardate che questi terremoti di intensita' minore potrebbero essere precursori di terremoti maggiori, per cui quantomeno siate vigili? C’e’ qualcuno che indaga come gli almeno 39 pozzi di reiniezione italiani solo collegati alle attivita’ sismiche nelle loro vicinanze?

Chi ci vive vicino lo sa che ci sono pozzi di reinizione?

Qui tutti i 39 pozzi di reiniezione noti in Italia:







Thursday, May 8, 2014

Ohio: evacuazioni per perdite durante le trivellazioni da fracking







Ma e' tutto biodegradabile, nessuna paura!


L'Ohio non si fa mancare niente.

Durante le trivellazioni per completare un pozzo da fracking presso Morgan County ci sono stati dei cedimenti e voila'...  perdite di fluidi tossici dispersi nell'ambiente con evacuazioni dei residenti.

E' successo domenica 4 Maggio, quando fluidi di trivellazione al ritmo di circa 40 litri al minuto sono iniziati a sgorgare dal costruendo pozzo di proprieta' della PDC Energy, ditta del Colorado. Dentro questi fluidi non c'erano "composti biodegradabili" come amano dire i nostri amici petrolieri, ma sostanze oleose, lubrificanti, fanghi tossici.  Parte di queste sostanze sono finite nei ruscelli vicino la cittadina di Beverly e nei campi vicinii coltivati a soia e a mais. Sono stati recuperati anche 330 barili di petrolio sparsi un po dappertutto.

Fortuantamente il circondiario non era densamente popolato, ma le tre case piu' vicine al pozzo sono state evacuate perche' si temavano possibili scoppi di gas naturale.

Cosa e' successo? Hanno incontrato delle sacche di gas naturale durante le operazioni di trivellazione, c'e' stato uno sbalzo di pressione e voila' -  perdite di fluidi di trivellazione.

Le autorita' dicono che sono eventi rari.
Chissa' perche' dopo che succedono sono sempre rari!

Nel frattempo, il dipartimento per le risorse naturali dell'Ohio ha diramato nuove linee guida per il monitoraggio e la prevenzione sismica nello stato. Le leggi impongono di eseguire monitoraggi sismici prima di iniziare a trivellare nel raggio di tre miglia, quasi cinque chilometri, da note faglie sismiche o in aree gia' soggette a terremoti di grado 2.0. 

Friday, May 2, 2014

Ciao Pierluigi!



Si chiamava Pierluigi, aveva 36 anni.

Era un fisico e un matematico che si era fatto da solo. Era intelligente, modesto ma brillante, e stimato sia da noi colleghi che da chiunque l’avesse conosciuto professionalmente. Era partito da Taranto, si era laureato a Roma, e dopo essere stato a Princeton e Vancouver era finalmente arrivato a Los Angeles. Era il mio vicino di ufficio. Facevo parte della commissione che l’ha selezionato quando l’abbiamo assunto, nel 2011.

Mille richieste, due posti. Uno per Pierluigi.

Era un po riservato, di questi uomini che non parlano tanto, ma con il tempo siamo diventati amici, prendevamo il caffe o cenavamo assieme, parlavamo di piccoli e grandi eventi universitari, di cose italiane, di tempo libero. A volte mi diceva di stare attenta alle mie "rivoluzioni petrolifere". Ero contenta di avere un collega italiano. Qualche volta ci vedevamo fuori dal campus, in bicicletta lungo il boardwalk che da Santa Monica porta a Manhattan Beach, o a mangiare messicano che gli piaceva tanto. Gli volevo bene.

A Novembre 2013 iniziano mal di pancia e nausea. Una serie di visite, domande, medicine, speranze, e poi il verdetto finale, irreversibile. Tumore. Metastasi. Ho seguito tutto il suo calvario e ne ho avuto cura a Los Angeles come meglio ho potuto. Per un po’ siamo stati io e lui di fronte al mostro.

A Gennaio 2014 e’ tornato a Taranto dalla sua famiglia.

Pierluigi e’ morto il 28 Aprile 2014. Scrivo sul treno mentre torno a casa dopo il suo funerale. Sono stata contenta, se cosi si puo’ dire, di averlo potuto rivedere il giorno prima della fine, che mi abbia sorriso e riconosciuta, e di avergli potuto dare il mio ultimo ciao.

Per una strana coincidenza, Pierluigi e’ morto due giorni prima che morisse il signor Emilio Riva, 88 anni, quello dell'Ilva. Non provo niente per lui. Nemmeno la pieta’ umana che si riserva ad uno sconosciuto che ha sicuramente lasciato dietro una famiglia e degli affetti. Niente.

Io non lo posso sapere con certezza che legame ci fosse fra la mutazione genetica ed il cancro che hanno divorato Pierluigi in neanche sei mesi ed i veleni dell'ILVA. Chissa’, magari si sarebbe ammalato anche se invece che a Taranto fosse nato in Costa Azzurra.

Ma e’ innegabile che l’ILVA e l’industrializzazione selvaggia della citta’ d’acciaio hanno lasciato dietro di se una scia di dolore e di morti che includono tanti giovani dalle vite spezzate come Pierluigi, nonostante tutti i razionalizzatori che – nel 2014 – continuano a sbandierare ancora il mito “lavoro o morte”.

Non vedono questi signori quella polverina rossa che avvolge tutto quando arrivi a Taranto? Non sanno che quel rossiccio marziano ha umiliato la democrazia, permettendo a qualcuno di arricchirsi mentre avvelenavano l’acqua e ucciso le pecore, le mucche, e le persone?

Perche’ i tarantini non reagiscono di piu’? Quanti morti ancora? Perche’ le mamme di Taranto invece di pensare a vestitini alla moda non pensano all’aria sana?  Perche’ Nichi Vendola e il sindaco di Taranto e il ministro dell’ambiente e chiunque prenda le decisioni non hanno il coraggio di dire: e’ tempo di chiudere tutto e di bonificare e di spiegare alla gente che non e’ vero che o muori di fame o di cancro.

Perche’ non sappiamo pianficare il post ILVA con il coraggio di fare cose intelligenti ed ambiziose per il lungo termine?  Il modello di sviluppo anni '60 e' passato da un pezzo e non torna piu'.

Ho accompagnato ieri Pierluigi al suo ultimo viaggio al cimitero di Taranto, vicino al quartiere Tamburi. Era tutto rosso, anche i marmi bianchi delle tombe. Mentre le mani lunghe, affusolate ed esperte di qualcuno sigillavano con solerzia il suo loculo, e delicatamente spargevano il cemento all’ombra di pini e circondato da fiori e lacrime, non ho potuto non notare che dalla tomba di Pierluigi si vede la ciminiera blu dell'ILVA. La canna di Mr. Riva fumava anche il giorno del suo funerale.

Presto la polverina rossa si spargera' anche sulla tomba del mio amico.

Che posso fare piu' di questo?

Ciao Pierluigi! Che tutto ti sia lieve, ovunque tu sia adesso.