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Thursday, December 4, 2014

Israle: l'oleodotto, la riserva, il petrolio, il deserto













“This disaster was expected. That's how it is when the government insists on managing the oil issue based on an out-of-date law from 1952, which was written before they thought about environmental problems. Regulating the oil industry, including its transport, requires modern and professional legislation.” 

MK Dov Khenin membro della Knesset di Israele


C'e' qualcosa da aggiungere?

E' solo che qui oggi era spettacolare, ma queste sono storie di tutti i giorni.

Giovedi 4 Dicembre sono stati riversati un non meglio specificato numero di milioni di litri di petrolio da un oleodotto difettoso. Guy Samet, dell' Environmental Protection Ministry di Israele lo ha chiamato uno dei piu gravi disastr ambientali del paese.

In questo momento c'e' un fiume di circa sette chilometri che attraversa la Evrona Nature Reserve nei pressi della citta' di Eilat. La riserva ospita cervi una specie particolare di alberi di palma e si estende per oltre 4000 acri. Ci vorranno anni per ripulire il tutto.

Se ne sono accorti mentre durante i lavori alla costruzione di un nuovo aereoporto nei pressi della riserva: sono riusciti a chiudere le valvole, ma non a fermare il petrolio. Non ci sono origini dolose, ma solo malfunzionamenti.

L'oleodotto collega la citta' di Eilat al porto Ashkelon, piu' a nord, ed apri' nel 1960 per facilitare il trasporto di petrolio dall'Iran all'Europa. Ma a causa dei tesi rapporti fra Iran e Israele e' adesso usato principalmente per smistare petrolio dentro Israele. 

E come ogni storia petrolifera non puo' mancare il nostro amico l'idrogeno solforato. Infatti, da Aqaba, Giordania vicino al confine con Israele, si registrano puzze sulfuree. Circa 80 persone sono finite all'ospedale a causa di problemi respiratori dai fumi del petrolio.


MK Dov Khenin (Hadash), the chairman of the Social-Environmental Lobby in the Knesset and sponsor of an amendment to the Oil Law, said, “This disaster was expected. That's how it is when the government insists on managing the oil issue based on an out-of-date law from 1952, which was written before they thought about environmental problems. Regulating the oil industry, including its transport, requires modern and professional legislation.”





Tuesday, January 11, 2011

Fracking: terremoti, pesci e uccelli morti




Il fracking e' una tecnica relativamente nuova perfezionata dal gruppo Halliburton di Dick Cheney, petroliere ed ex vice presidente americano, per estrarre gas da roccia porosa. Con questa tecnica si iniettano miscele segrete di sostanze chimiche sottoterra ad alta pressione e si scatenano dei microterremoti, spaccando la roccia che rilascia gas. Qualche volta la roccia triturata finisce nelle falde idriche, qualche volta le acque di scarto si reiniettano sottoterra volutamente, qualche volta il gas si infiltra entra nei rubinetti delle case, come ci insegna Josh Fox con il suo film Gasland. Ne abbiamo gia' parlato varie volte, qui, qui e qui.

In questi giorni, in Arkansas succedono cose strabilianti.

Qualche giorno fa sono caduti 3000 uccelli dal cielo a Beebe, e sono morti 100,000 pesci ad Ozark, avvelenati non si sa da cosa.

Nella citta' di Guy hanno contato 500 terremoti con magnitudine massima 4.0 sulla scala Richter, da Settembre a Dicembre 2010. In tutto il 2009 sono stati 38. Nel 2010 hanno avuto piu' terremoti che in tutto il 20-esimo secolo. Fra il 2009 e il 2010 i terremoti sono aumentati del 1200%.

La gente annaffia campi e prati e puntualmente campi e prati muoiono avvelenati.

Qual'e' il filo conduttore di tutte queste cose? Manco a dirlo, la zona e' interessata al fracking su larga scala e tutte le localita' interessate a queste piccole-grandi calamita' cadono nella zona detta di Fayetteville Shale.

Ci sara' un legame fra le trivelle del fracking e i terremoti? Fra il fracking e l'avvelenamento di campi e di aria?

Come da copione, le ditte petrolifere dicono di no.

La gente, arrabbiata, dice di si.

Il professor Steve Horton dell'Universita' di Memphis dice di si e afferma che la pratica di iniettare le acque di scarto sottoterra potrebbe essere la causa dei terremoti.

Il geologo Jack Century lotta da anni contro le trivellazioni selvaggie e afferma che i microterremoti del fracking possono scatenarne di maggiori.

Il supervisore dell'Arkansas Geological Survey, Scott Ausbrooks, sta indagando le possibili correlazioni fra terremoti e trivelle, perche' dice che l'aumento delle scosse e' preoccupante.


Io scommetto che qualcosa c'entra, basta guardare la tabella, e aggiungere che il fracking e' arrivato qui nel 2004. Le annate si riferiscono a decenni, il 2010 e' da solo. Quindi nel decennio 2000-2009 ci sono stati 179 terremoti, nel solo 2010, oltre 620.


Ma sorge un altra domanda, ai cittadini e agli ispettori della zona.

Potrebbe essere che il fracking abbia causato fughe di metano nel sottosuolo o nell'aria che hanno causato la morte di pesci e uccelli? Potrebbe essere che qualche falda idrica si sia contaminata, dando origine ad acqua inquinata, che uccide orti e i pesci piu' sensibili? Potrebbe essere che si sia rotta una qualche tubatura, con perdite che hanno causato le stragi di animali?

Rady Ananda del gruppo The people's voice dice

Hydraulic fracturing is the most likely culprit for all three events, as it causes earthquakes with a resultant release of toxins into the environment

Il fracking e' la causa piu' probabile di questi tre eventi, perche' causa terremoti con il rilascio di sostanze tossiche nell'ambiente.

Ipotesi semplice e pulita.

Ecco i video dell'incontro cittadini-petrolieri in Arkansas. Domande semplici della gente a cui il petroliere di turno non sa rispondere: Da quando sono arrivate le compagnie del gas, abbiamo iniziato a sentire forti scoppi e terremoti. Come fanno a non essere correlate? Dobbiamo essere uniti, perche' se i terremoti continuano, rovineranno le nostre case e le nostre vite. I controlli che fate sono superficiali e inutili.



Questa e' l'Arkansas petrolizzata e attraversata da tubi ed oleodotti:



Cosa possiamo dire in Italia? Noi abbiamo il lusso di sapere queste cose PRIMA che succedano. Non stanchiamoci, mpariamo, conosciamo, facciamo le cose preventivamente.

Dopo sara' troppo tardi.


Fonti: Red Green and Blue, Planet Save