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Mark Frascogna vada a trivellare a casa sua

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Thursday, August 10, 2017

Il Costa Rica: primo paese del mondo a vietare tutta la plastica usa e getta











Il Costa Rica torna a far parlare di se come di un modello virtuoso.

Tutti abbiamo visto e leggiamo dell'enorme quantita' di plastica che finisce in mare, gli articoli che parlano di piu' plastica che pesci in mare. Tutti abbiamo visto le foto di animali marini e uccelli soffocati dalle buste di plastica. Loro, in Costa Rica,  hanno pensato di fare qualcosa.

Entro il 2021 sara' vietato tutto cio' che costituisce plastica mono-uso.

Tutto.

Bottiglie di plastica e buste di plastica. Forchette di plastica, contenitori in polistirolo. Bicchieri di plastica, inplasticamento mono-uso.

E il fatto che abbiano scelto la data del 2021, significa che sono seri: il 2021 sono quattro anni e sara' un cambiamento radicale che richiedera' tanta buona volonta' e lavoro.

Come faranno? Offriranno incentivi ma allo stesso imporranno obblighi ai produttori. Cercheranno di incoraggiare ricerca e sviluppo di nuove idee come per esempio l'uso di cellulosa acetata.

Quanti altri buoni esempi ci da il Costa Rica? Hanno abolito l'esercito, vanno a 100% rinnovabili da vari anni ormai, hanno in atto progetti di rimboschimento della foresta tropicale. E adesso niente piu' plastica usa e getta.

Il Costa Rica, certo e' un paese piccolo, e forse e' piu' facile attuare questi progetti in un paese cosi.

Nel loro piccolo pero' producono 4000 tonnellate di immondizia al giorno di cui il 20%, circa 800 tonnellate, finisce direttaemente nell'ambiente, spiaggia, foreste e fiumi perche' le discariche e i centri di reciclaggio non riescono a "catturare" tutto.

Pero' tutto questo dimostra che piccoli o grandi, con l'intelligenza e la programmazione,  si puo'. Si inizia sempre a scala piccola, ma a volerlo tutto si puo' adattare e pensare per societa' piu' grandi e complesse. A noi il compito di *volere* tutto questo, di mettere pressione ai governanti, di continuare a sensibilizzare a imparare cosa succede altrove. Di non pensare mai "e' impossibile" quando "come possiamo fare?"

Perche' a volerlo tutto e' possibile, da un mondo che va ad energia elettrica rinnovaibile ad un mondo plastica-free.

Bravi al Costa Rica che ci da sempre lezioni di grande progresso e rispetto ambientale.
Posted by maria rita at 5:48 AM 1 comment:
Labels: acetata, bicchieri, buste, cellulosa, Costa, divieto, getta, inquinamento, mare, piatti, plastica, rica, rinnovabili, USA

Wednesday, July 26, 2017

UK: al bando tutte le macchine a benzina e diesel entro il 2040









 "There is no alternative to embracing new technology," 

“We can’t carry on with diesel and petrol cars,
not just because of the health problems that they cause, 
but also because the emissions that they 
cause would mean that we would accelerate climate change, 
do damage to our planet and the next generation.”


Michael Gove, Environment Secretary, UK


L'annuncio arriva dal governo di Londra tramite il Segretario dell'ambiente Micheal Gove: entro il 2040 non saranno piu vendute macchine a petrolio e a diesel. 

E questo perche' il Regno Unito non puo' piu' andare avanti con carburanti fossili a causa dei danni fatti a persone e all'ambiente. D'altro lato, saranno incoraggiate la produzione e la vendita di automobili elettriche.

Dice che non c'e' alternativa. Dice che non possiamo andare avanti cosi per i danni alla salute causati dalle emissioni e per i danni al pianeta e alle generazioni successive.

Questa decisione fa parte di una strategia piu grande, dal costo di circa 3.9 miliardi di dollari, per aria pulita nel Regno Unito, dove si stima che le morti per inquinamento siano circa 40,000 l'anno.

Ovviamente il 2040 e' lontano, e le esigenze di aria pulita sono a breve termine, e non solo nel Regno Unito.

La decisione arriva proprio adesso perche' il 31 Luglio era il termine ultimo fissato dai truibunali inglesi per il governo di creare programmi anti inquinamento, specie contro i livelli di diossido di azoto emessi dal diesel, che erano oltre quanto stabilito dall'Unione europea in almeno 81 strade ad alto volume di traffico in 17 citta'. 

Di queste strade, 48 sono a Londra. Le altre sono a Birmingham, Derby, Leeds, Nottingham, Southampton, Bristol, Bolton, Manchester, Bury, Coventry, Newcastle, Sheffield, Belfast, Cardiff e Middlesborough.

Perche' siamo arrivati qui? Perche' il numero di diesel sulle strade britanniche e' aumentato da 3.2 milioni di vetture nel 2000 ad oltre 10 milioni nel 2017. In precdenza c'erano state tasse sul diesel, per ridurre le emissioni e per scoraggiarne l'acquisto. Queste tasse furono eliminate proprio nel 2000 sotto il governo di Tony Blair, causando l'aumento delle vendite e sopratutto dell'inquinamento da diesel.

Adesso e' arrivata la resa dei conti. Gia' Sir David King, che fu il principale consigliere scientifico sotto Tony Blair dice che l'idea di eliminare le tasse sul diesel fu un errore.

E cosi oggi, a Londra ci sono vari giorni l'anno in cui viene consigliato alle persone di restare dentro per evitare lo smog, o in cui viene fermato il traffico automobilistico. E anche se sono arrivate maggiori piste ciclabili, aumento della viabilita' pubblica e costi contenuti per chi si sposta in treno o in autobus, tutto questo non e' sufficente. C'e' anche la proposta di mettere una tassa di 16 dollari al giorno per entrare a Londra con veicoli non a basse emissioni, di incentivare la rottamazione di auto diesel, di sincronizzare semafori e rendere il traffico piu scorrevole. 

Il cambiamento non sara' facile, ne nel Regno Unito ne altrove: i produttori di autombili si lamentano dei costi nella transizione, della perdita possibile di lavoro per chi e' impiegato nell'industria automobilitistica tradizionale. Chi gestisce la rete elettrica dovra' adeguarla al maggior consumo di elettricita', e si dovra' capire da dove debba arrivare l'elettricita' in piu che sara' necessaria per alimentare le auto non-fossili. Ci vorra' per esempio, maggiore produzione dall'eolico offsbore.

E' per questo che ci vuole tempo, e che la strategia e' a lungo termine: per dare a tutti il modo di accettare il cambiamento e di programmare.

L'idea e' che entro il 2050 ci saranno emissioni zero in tutte le strade del Regno Unito.

Se sia una chimera o una ambizione possibile, non si sa ancora, ma di certo se niente si fa, mai niente ne verra' fuori.

A quando i programmi per veicoli ad emissione zero in Italia? Per il bando delle auto a benzina in Italia? Per gli incentivi alle automobili elettriche?




Posted by maria rita at 10:32 PM No comments:
Labels: alternativa, automobili, diesel, divieto, elettriche, Gove, inquinamento, Micheal, produzione, smong, strategie, tecnologia, UK

Tuesday, July 4, 2017

Trump scellerato riapre l'Atlantico alle trivelle fermate da Obama




Il presidente Trump continua a prendere provvedimenti a casaccio, contro il buonsenso, la natura, il futuro.

Che dire.

L'ultima e' che il giorno 3 Luglio 2017 ha formalmente riaperto le acque dell'Atlantico alla compravendita di lotti per l'estrazione di petrolio e di gas.  Si tratta dei mari della Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia. Erano zone che Obama aveva deciso di vietare alle trivelle, e contro cui si erano espresse una marea di piccole e grandi ditte, citta', enti locali e statali.

L'unica considerazione positiva e' che per fortuna la compravendita non puo' iniziare prima del 2023, e questo perche' la cessione di lotti petroliferi si fa ogni cinque anni. La finestra dal 2017 al 2022 e' stata gia' regolamentata sotto Obama, e quindi le prime date utili per Trump sono fra il 2023 e il 2028, Speriamo bene che ci sia per allora un qualche presidente piu' illuminato, in modo da evitare il peggio.
 
Come detto, queste aree erano state chiuse alle trivelle da Obama, e ad Aprile 2017 Trump aveva ordinato il riesame delle concessioni. In questi giorni arriva il responso, favorevole ai signori di petrolio e gas.

Non solo Trump vuole aprire questi mari alle trivelle, vuole anche rendere i permessi piu "snelli", cioe' piu' veloci e sempre piu' difficili da contestare, studiare, in modo che residenti ed attivisti abbiano vita piu' facile.

Il mantra di Trump e' sempre lo stesso:  l'America viene prima, il petrolio ci serve, con tutto questo ben di dio... e blah blah.

Dalle sue parole:

"America must put the energy needs of American families and businesses first and continue implementing a plan that ensures energy security and economic vitality for decades to come"

Quello che non capisce e che non vuole capire e' che i bisogni delle famiglie americane includono aria e acqua pulite, il lavoro da turismo e di pesca su cui si reggono centinaia di comunita' dalla Virginia alla Florida.

Ma non sara' facile trivellare: ben 120 citta' lungo la costa est hanno gia' detto no grazie, e cosi pure 1200 sindaci, amministratori, e politici statali e federali dell'area, almeno 41,000 business e associazioni di pescatori che rappresentano almeno 500mila persone.

E poi, c'e' da ricordare sempre il detto del diavolo e delle pentole. Chissa', entro il 2023, magari il petrolio sara' cosi obsoleto che nessuno vedra' alcun vantaggio nel trivellare la costa est degli USA, mettersi contro comunita' intere e creare una infrastruttura petrolifera da zero.

Speriamo che sia cosi, e che non solo sara' obsoleto il petrolio, ma anche tutta la cricca di personaggi piu' o meno assurdi che circondano il presidente arancione e dalle figuracce quotidiane.

Posted by maria rita at 10:38 PM No comments:
Labels: airgun, artico, atlantico, Carolina, divieto, Donald, Douth, florida, georgia, north, Obama, pesca, Petrolio, trivelle, Trump, virginia

Wednesday, June 28, 2017

L'Irlanda vieta il fracking in tutta la nazione









E cosi dopo la Germania, la Francia e la Bulgaria, l'Irlanda vieta il fracking in tutta la nazione.

Il Seanad Eireann, l'equivalente del Senato di Irlanda, ha infatti approvato la legge definitiva oggi 28 Giugno 2017. La prima mozione era stata introdotta nell'altra camera, detta Dáil Eireann, e presentata dal parlamentare Tony McLoughlin.

La legge si chiama -- chiaro chiaro -- "The Petroleum and Other Minerals Development (Prohibition of Onshore Hydraulic Fracturing) Bill 2016".

La legge e' passata con l'ampio consenso di vari partiti politici: c'era infatti forte preoccupazione per le trivelle da fracking in varie parti della nazione, fra cui le localita' di Leitrim, Cavan, Fermanagh e Sligo.

In realta' alcuni parlamentari volevano essere ancora piu estremi e introdurre legislazione per non rilasciare piu' concessioni di qualsiasi genere nel paese - per petrolio, gas, nuove o vecchie che fossero.

Il ragionamento della senatrice Grace O’Sullivan era che non ha senso cercare di ridurre le emissioni di CO2 quando poi continuiamo a cercare e ad estrarre petrolio e gas.  E per risolvere questa contraddizione non c'e' altra strada" occorre lasciare il petrolio sottoterra, dove la natura l'ha messo.

L'ha fatto la Francia, lo puo' fare anche l'Irlanda secondo lei, ma non si e' riusciti a trovare il consenso e per ora ci si deve accontentare di avere fermato quantomeno la pratica del fracking nella nazione.

La senatrice Alice Mary Higgins invece ha ringraziato tutti gli attivisti che hanno portato a questo risultato e al movimento globale che si pone domande essenziali sull'uso di fonti fossili e al tentativo di divestire fondi dall'uso di oil and gas.

Quante lezioni che abbiamo in questa storia. Un obiettivo pratico raggiunto, il consenso di vari partiti politici, e sopratutto i politici che ringraziano gli attivisti per il lavoro fatto.

Ci sono altri obiettivi certo, ma e' bello vedere ogni tanto dei passi in avanti.

Voglio vedere quando succede in Italia che Renzi e Gentiloni ringraziano i comitatini e le persone di buona volonta' per volere salvare l'Italia dalla cappa dell'inquinamento, del petrolio e dello sfruttamento selvaggio della nazione.









Posted by maria rita at 1:45 PM No comments:
Labels: attivisti, bulgaria, Cavan, divieto, Fermanagh e Sligo., Fracking, francia, gas, germania, irlanda, Leitrim, Petrolio, scisti, senato

Sunday, June 25, 2017

Francia: niente piu' trivelle per petrolio, gas, fracking



Nicolas Hulot, Ministro della Transizione Energetica sotto Emmanuel Macron

 Guyana francese





“There will be no new exploration licences for hydrocarbons,”

Nicolas Hulot,  Ministro della Transizione Ecologica di Francia.



Update: 6 Settembre 2017, la legge e' stata presentata in parlamento.  

Se approvata, la Francia non rilascera' piu' permessi petroliferi esplorativi;
Le concessioni attuali saranno tutte eliminate entro il 2040;
Nel 2040 la Francia endera' la vendita di automobili a benzina e diesel; 
Sara' vietato trivellare anche nei territori oltremare

E' una legge simbolica, perche' la Francia produce solo 6 milioni di barili l'anno
ma e' pur sempre un passo, ed un esempio.

La Francia non ha mai rilasciato permessi da fracking, che e' vietato qui dal 2013.


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6 Giugno 2017

Era gia' stato annunciato circa un anno fa e il nuovo governo di Emmanuel Macron pare ora voler fare sul serio.

Come parte della transizione verso un futuro piu' green, la Francia non dara' piu' licenze esplorative per petrolio e gas.

Il ministro della transizione ecologica, Nicolas Hulot conferma che la legge sara' approvata in autunno.  Chi e' Nicolas Hulot? E' un attivista che nella vita ha realizzato diversi documentari sulla natura e sulla necessita' di proteggerla.

Aumenteranno anche le tasse sul diesel, e ci saranno decisioni piu' rapide per tagliare le emissioni e l'inquinamento in generale.  Il divieto di trivellare sara' esteso al petrolio, al gas, con o senza fracking e anche nelle ex-colonie, in particolare nella Guinea francese che di recente e' stata presa di mira da varie compagnie di petrolio e di gas.

Uno dei timori e' che le ditte di oil and gas faranno ricorsi e correranno in tribunale.

Dopotutto la Total e' potente ed e' francese.

In questo momento, il 75% dell'energia in Francia pero' arriva dal nucleare, industria che da impiego a 200mila lavoratori sotto la EDF - Elettricita' di Francia. Nel 2016 una legge e' stata passata per ridurre l'uso del nucleare fino al 50% entro il 2025 -- legge che ha gia' portato a proteste per la possibile perdita di posti di lavoro, e per la prevista chiusura di 20 reattori. 

Quindi c'e' da lavorare. Ma Macron vuole anche portare avanti un nuovo programma per ridurre i consumi, tagliare le emissioni di anidride carbonica e portare lavoro.

Insomma, come dice Nicolas Hulot nella foto con Arnold nella foto in alto, vuole "make the planet great again".


Posted by maria rita at 1:20 PM No comments:
Labels: divieto, Emmanuel, esplorazione, francese, francia, Guyana, Hulot, licenze, Macron, mare, Nicolas, Petrolio, ricerca, terraferma

Thursday, February 23, 2017

Dakota Access Pipeline - di cotanta speranza ai Sioux restano le fiamme


















Queste un po le scene da e intorno a Cannon Ball, nel North Dakota.

I campi di protesta degli indiani e dei loro sostenitori sono stati evacuati con la forza da membri delle forze dell'ordine hanno perlustrato le tende e arrestato dozzine di persone.

Ci sono volute tre ore e 220 poliziotti, nonche' 18 guardie nazionali per andare tenda per tenda.

Fra gli arrestati 46 persone, incluso un gruppo di militari di guerra che hanno resistito per un ora di tempo.

E come poteva essere altrimenti? Ci erano riusciti pelo pelo sotto Obama ad ottenere un fermo temporaneo, figuriamoci se con il nuovo presidenteil fermo poteva restare.

E cosi, tutti via. Mica un oleodotto da 3.8 miliardi di dollari piu' aspettare? 
Tutti via, volenti o nolenti, e a sfregio bruciano pure tutto quello che trovano.

Alcuni dei protestanti,per la maggior parte indiani, erano li, vicino al Standing Rock Indian Reservation, da Aprile 2016.  Al culmine delle proteste c'erano migliaia di persone. Adesso ne erano rimaste poche centinaia a causa del freddo e dell'arrivo dei tribunali.

A costruire l'oleodotto la ditta del Dallas chiamata Energy Transfer Partners in cui Donald Trump e' o e' stato un investitore. Non si sa con certezza se lo sia ancora perche' il nostro presidente (brr!) non rende i suoi investimenti pubblici, ma di certo si sa che fino a Novembre 2016 lo era, come riportato da Forbes Magazine.  Il cosidetto Army Corps of Engineers che si occupa della manutenzione dei sistemi idrici della nazione aveva annunciato che occorreva sgomberare tutto entro il giorno 22 Febbraio, per questioni di sicurezza legate a possibili inondazioni e straripamenti di fiumi. 

Dicono pure che erano preoccupati per la sicurezza dei manifestanti e della grande quantita' di monnezza che avevano lasciato - tende, e macchine che avrebbero potuto finire nei fiumi.  Mercoledi 22 Febbraio erano quasi tutti andati via, a parte qualche recidivo, fra cui il gruppo di veterani di guerra.  

Non e' ben chiaro perche' ld tende e tutto il resta e' stato bruciato: alcuni dicono che la bruciatura era necessaria perche' le tende erano ormai ghiacciate e semi incorporate al tereno; altri che la bruciatura era un riturale indiano. 

E cosi, tre ore dopo era tutto finito.

Almeno a Standing Rock. 

E questo perche' uno dei rappresentanti dei Sioux, Chase Iron Eyes, ricorda che la battaglia continuera' nei tribunali e con il supporto dell'opione pubblica. 

Intanto la Energy Transfer Partners ha incominciato i lavori per stendere il suo tubo di petrolio sotto il lago Oahe vicino al fiume Missouri. 

E cosi avremo petrolio fresco fresco dal North Dakota fino all'Illinois.

Che vuoi che siano i diritti delgi indiani.

Che vuoi che siano i diritti di chiunque.
Posted by maria rita at 11:22 PM No comments:
Labels: Access, army, autorizzazione, Corps Engineers, dakota, divieto, Donald, Obama, oleodotto, Petrolio, pipeline, proteste, Sioux, tende, Trump
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Fracking e donne
Fracking e petrolio
Fracking nei cimiteri
Fracking in cause civili
Fracking in Italia 1
Fracking in Italia 2
Fracking in Germania 1
Fracking in Germania 2
Fracking in Francia
Fracking in Polonia
Fracking in Canada
Fracking a New York
Fracking a New York 2
Fracking a New York 3
Fracking agli Oscar
Fracking al Campidoglio
Fracking e Obama
Matt Damon contro il fracking
David Letterman contro il fracking
Gasland - Josh Fox
The sky is pink - Josh Fox

Stoccaggio e Reiniezione

Siti stoccaggio Italia
Soldi stoccaggio Italia
Terremoti Spagna
Terremoti Oklahoma - 1
Terremoti Oklahoma - 2
Terremoti Oklahoma - 3
Terremoti Colorado
Terremoti Texas
No stoccaggio Sacramento
No stoccaggio Mare del Nord

Acidificazione

Acidificazione da HCl e HF
La Val D'Agri acidificata
Rospo Mare acidificata
Piropo acidificata
Latera acidificata
Trecate acidificata
Ombrina acidificata
Ragusa acidificata
Parma acidificata
Viterbo acidificata
Pisa acidificata
Foggia acidificata


Veneto e Emilia Romagna

Il terremoto in Emilia
Anca Landwer, il capo
Susan Sinnott, il direttore
Aleanna in Veneto
Aleanna nel Delta del Po
Este, Dicembre 2010

Ombrina Mare

Perche' no
A Luciano D'Alfonso
La manifestazione del 2015
Ai ministri
Abolire l'articolo 35
Approvazione 2015
Bocciatura 2010
Bocciatura 2010 1
Bocciatura 2010 2
Crollo in borsa 2010
Osservazioni 3
Osservazioni 2
Osservazioni 1
La chiesa
Gli inciuci
Gli zeri
Lo zolfo
Il vento
FPSO 1
FPSO 2
Scoppio di FPSO
Incidenti FPSO
Gli studenti 1
Gli studenti 2
La propaganda 1
La propaganda 2
L'approvazione
Terlizzese


Sardegna

I Moratti e i morti di H2S
Nel paese dei Moratti
I Moratti e la Saras
I Moratti e la censura
I Moratti e l'aria di Sarroch
I Moratti e il Cip6
"Oil" - Massimiliano Mazzotta

Tar Sands Canada

Tar sands: cosa sono
Tar sands: pesci deformi
Tar sands: fiumi petrolizzati
Tar sands: perdite bituminose
Tar sands: Robert Redford



Golfo del Messico

The big fix - 1
The big fix - 2
Petrolio negli stomaci
Un anno dopo
Due anni dopo
La brucellosi dei pesci
I delfini spiaggiati
Nuova marea nera
Moratoria temporanea
Pozzi dismessi in perdita
Hercules - Luglio 2013
Il processo alla BP
BP: niente piu contratti
Rapporto governativo
3000 pozzi, 5000 perdite
Obama alla nazione, 2010

Sismicita' indotta

Komorovo, Siberia
Groningen, Olanda
Groningen, Olanda 2
Groningen, Olanda 3
Groningen, Olanda 4
Prague, Oklahoma
Prague, Oklahoma 2
Luther, Oklahoma 3
Gazli, Russia
Cleburne, Texas
Cleburne, Texas 2
Azle, Texas
Youngstown, Ohio
Greenbier, Arkansas
Guy, Arkansas
Coalinga, California
Vancouver, Canada
Raton Basin, Colorado
Timpson, Texas
Caviaga, Italia
Basilea, Svizzera
Valencia, Spagna
Scientific American, 2012
USGS, 2012
Science, 2013

Forest Oil, Bomba

Giorgio Mazzenga, il capo
La figuraccia dei Texani
Incontro Forest Oil - Bomba
La posizione della provincia di Chieti
La Forest Oil e il ranch radioattivo
La Forest Oil e i 5 giorni di gas
Gli eredi di John Fante per Bomba
Le bugie di Uberto Crescenti
L'ignaro Eugenio Caporrella
L'ignaro Eugenio Caporrella - part 2
L'ignaro Eugenio Caporrella - part 3
E Bomba?
Lettera al Denver Post
Osservazioni per Bomba
L'arrivo della Forest Oil - 2009
Coscienza civile

Petrolieri? Non crediamoci

Petrolieri? Non crediamoci
28 Agosto 2010

Le ragioni degli abruzzesi

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8 Agosto 2010

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3 Agosto 2010

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Puntata del 12 Maggio di Roberto Pozzan

Le ultime dal governo sulle trivelle

Commissione idrocarburi e risorse minerarie

Disastri in mare

Montara, Australia 2009 1
Montara, Australia 2009 2
Piper Alpha, UK 1988
Paguro, Ravenna, 1965
Santa Barbara, California 1969
Exxon-Valdez, Alaska 1989 1
Prestige, Galizia 2002
Bohai Bai, Cina 2011
Campos Basin, Brasile 2011 1
Campos Basin, Brasile 2011 2

The First Amendment to the Constitution of the United States of America

Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:

CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.

December 15, 1791