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Thursday, July 9, 2015

Trivelle: terremoti in tutta America, danni a neonati e falde




Arriva da Science un nuovo studio sulla sismicita' indotta -- che in Italia non esiste.

Matthew Weingarten, dell'Universita' del Colorado, il principale ricercatore dello studio riassume cosi' il suo lavoro:

“Questo e' il primo studio che misura le correlazioni fra pozzi di reiniezione e terremoti su scala nazionale. Abbiamo documentato un enorme aumento della sismicita' indotta, dal 2009 in poi e crediamo che l'evidenza sia schiacciante: i terremoti vicino ai pozzi di reiniezione sono indotti dalle operazioni di petrolio e di gas."

In totale il numero di terremoti associati con i pozzi di reiniezione e' aumentato da una dozzina l'anno negli anni settanta a piu di 650 nel 2014, alcuni anche di intensita' fra i 4.7 e 5.6 -- a Prague in  Oklahoma, a Trinidad in Colorado, a Timpson in Texas e a Guy in Arkansas.

I principali colpevoli sono i pozzi ad "alto tasso di reinizione" che pompano piu' di 300,000 barili di monnezza nel sottsuolo al mese. A volte invece che la monnezza viene immessa acqua con altre sostanze chimiche per stimolare la produzione di idrocarburi nei pozzi vicini. L'idea e' di aumentare la pressione nei pozzi attivi immettendo materiale nelle vicinanze in modo da "spingere" il petrolio o il gas verso il pozzo d'interesse. La tecnica si usa da molto tempo e non e' necessariamente collegata al fracking, dove invece la roccia viene fratturata. In ambo i casi -- che sia monnezza o stimolazione -
la pressione sotterranea cambia.

Assieme a Matthew Weingarten, i professori Shemin Ge, Jonathan Godt, Barbara Bekins e Justin Rubinstein dell'Universita' del Colorado e del U.S. Geological Survey (USGS) hanno esaminato circa 180,000 pozzi di renizione e di stimolazione dal Colorado alla East Coast. Di questi, piu' di 18,000 erano associati a terremoti (il 10%!) principalmente in Oklahoma e in Texas. La maggior parte dei pozzi problematici e' ancora attiva.

Fra i pozzi di reinizione e di stimolazione, quelli di reinizione di rifiui sono piu' problematici perche' i quantitativi immessi sono meno regolamentati e semplicemente arrivano in grandi volumi, modificando tutte le pressioni sotterranee senza che il sottosuolo possa adattarsi. Quelli di stimolazioni sono piu' gestibili, nel senso che l'arrivo dei fluidi e' piu' graduale e direzionato. La probabilita' che si sia un terremoto da pozzo di reinizione di rifiuti e' 1.5 piu' alta che ce ne sia uno da un pozzo di stimolazione.

Come se non bastasse uno studio indipendente condotto dall' Universita' del Texas, Arlington, rivela la presenza massiccia di sostanze tossiche in uno dei piu' grandi acquiferi della nazione, e che giace sotto il Barnett Shale. Sono state esaminati 550 campioni di acqua.

Cosa hanno trovato? Methanolo,  ethanolo, composti organici volatili, i BTEX (benzene, toluene, ethyl benzene and xylenes) composti clorinati. Molte di queste sostanze sono collegate con i fluidi di perforazione usati dall'industria petrolifera.

E poi, uno studio dell'sui neonati condotto dall'Universita' di Pittsburgh il cui titolo dice tutto: Lower Birth Weight Associated with Proximity of Mother’s Home to Gas Wells.

Qui i recercatori hanno studiato 15,500 neonati di tre contee dal 2007 al 2010 scoprendo che piu' vicino si viveva vicino ai pozzi da gas, piu' alto era il rischio per i neonati di nascere sottopeso - e del 34%!

“Mothers whose homes fell in the top group for proximity to a high density of such wells were 34 percent more likely to have babies who were ‘small for gestational age’ than mothers whose homes fell in the bottom 25 percent. Small for gestational age refers to babies whose birth weight ranks them below the smallest 10 percent when compared to their peers.”

Ovviamente i petrolieri sono andati in fibrillazione ed hanno attaccato come hanno potuto. Ma intanto questo studio si aggiunge ad altri che mostrano la stessa cosa.  Nel 2012 una pubblicazione della Cornell University mostrava la correlazione fra basso peso alla nascata e la presenza di pozzi da fracking nelle vicinanze.

In questo caso:

“The introduction of drilling increased low birth weight and decreased term birth weight on average among mothers 2.5 kilometers of a well compared to mothers 2.5 kilometers of a future well. Adverse effects were also detected using measures such as small for gestational age and APGAR scores, while no effects on gestation periods were found.”

“These findings suggest that shale gas development poses significant risks to human health and have policy implications for regulation of shale gas development.”

Ed ancora nel 2013 un altro studio mostava il calo del peso alla nascita condotto da studiosi di Princeton, Columbia and the Massachusetts Institute Technology.

Ma niente paura, e' sempre tuttapposto.





Monday, June 1, 2015

Il fracking e il gas radon radioattivo nelle case



Eccoci qui.

Quando pensi che le trivelle non possano portare altri tipi di guai - sismicita' indotta, inquinamento di acqua e di aria, democrazie malate, acquiferi contaminati, arriva qualche novita'.

Un nuovo studio mostra una correlazione fra la presenza di pozzi estrattivi in cui si esegue fracking per estrarre gas naturale e livelli inaspettati e pericolosi di gas radon nelle case vicino ai pozzi stessi.  Il radon e' un gas incolore, insapore e radioattivo che causa il cancro ai polmoni.

Joan A. Casey e i suoi collaboratori della John Hopkins Bloomberg School of Public Health, hanno riportato su ``Environmental Health Perspective" che analizzando la bellezza di 860,000 edifici fra il 1989 ed il 2013, si e' potuto verificare che ogni volta che le operazioni di fracking arrivavano in una determinata zona, le case e gli edifici immediatamente riportavano tassi elevati di radon. I picchi maggiori si sono avuti nel 2004 -- proprio l'anno di inizio del fracking.

Nel 42 percento dei casi i valori erano oltre i limiti di sicurezza.

Secondo Joan A Casey:

"By drilling 7,000 holes in the ground, the fracking industry may have changed the geology and created new pathways for radon to rise to the surface"

E cioe': elementare Watson. Fai 7000 buchi di qua e di la, e alla fine in qualche modo dai la possibilita' a questi gas tossici intrappolati sottoterra di venire in superificie e di adagiarsi nei polomoni della gente.

Non ci vuole la laurea in geologia!

Non e' la prima volta che succede perche' gia' in Colorado successe la stessa cosa.  Allo stesso modo il U.S. Geological Survey nel 2012, riporto' alti livelli di radon nell'acqua dello stato di New York e della Pennsylvania vicino al Marcellus Shale, zona di trivelle e di fracking.
 
Come sempre i petrolieri dicono che e' tuttapposto e che mai e poi mai il radon in superificie. Dicono pure che tutto questo in Pennsylvania "e' naturale".

Si, si. A me capita tutti i giorni di aprire la finestra e di sentire il radon che mi viene in casa!

Tuesday, May 19, 2015

Bomba, Abruzzo: 880 persone che sconfiggono la Forest Oil Corporation di Denver






La diga a 45 gradi per la subsidenza



Filomena, la vuvuzuela e Giorgio Mazzenga



E' una storia di quelle che danno speranza e che ci fanno ancora credere che l'attivismo -- intelligente, unito, informato, composto e persistente -- porta a risultati meravigliosi.

Siamo a Bomba, Abruzzo, provincia di Chieti. Popolazione 880 anime. Un paesino tranquillo, dove non succede mai niente. Ci sono gli ulivi, la Maiella, il fiume Sangro e il lago. I romani devono a Bomba parte della loro elettricita': negli anni cinquanta venne costriuta una diga, le cui acque alimentano tuttora una centrale idroelettrica per gli usi della capitale d'Italia.

Vennero espropriati piu' di un milione e mezzo di chilometri quadrati. La diga venne completata nel 1962, con pure la morte di due persone a causa di incidenti. Assieme alla diga nacque il lago di Bomba, azzurro e circondato dal verde d'Abruzzo. Con il tempo, lungo il lago si sono sviluppate attivita' turistiche e ricreative. Un'oasi di pace.

E poi ... nel 2009 arrivano quelli della Forest Oil Corporation di Denver, Colorado. Decidono che vogliono riprendere l'attivita' estrattiva portata avanti dall'ENI venti anni prima, quando avevano trivellato tre pozzi alla ricerca di gas, non avevano trovato nulla di appetibile e se ne erano andati.

La Forest Oil vuole riprovarci. Oltre a trivellare cinque nuovi pozzi, avrebbero anche costruito una centrale di desolforazione e raffiazione. Il tutto con emissioni a poche centinaia di metri dal paese, vasche per il contenimento di materiale di scarto, in un territorio geologicamente instabile, prono alla subisdenza, e non lontano dalla diga. Diga che era stata costruita ad un angolo di 45 gradi ed in terra battuta, non in cemento, proprio per l'instabilita' del territorio. Secondo i petrolieri sarebbe stato tuttapposto, tutti i potenziali effetti sarebbero stati lievi e trascurabili.

Cosa puo' fare un paesino cosi piccolo di fronte ad un colosso americano del petrolio, in affari dal 1916 e che nel 2008 aveva registrato 1.65 miliardi di profitti?

La risposta e' : tanto. Guidati dal Dott. Massimo Colonna, di professione chimico, i residenti si sono riuniti nel "Comitato Gestione Partecipata del Territorio" e non si sono piu' fermati. E se uno pensa che questo sia uno dei tanti comitatini di tanto fumo e niente arrosto si sbaglia di grosso. Questo e' stato un comitato che ha prodotto testi intelligenti, che ha dibattuto i petrolieri, che ha convinto i politici ad agire, che si e' letta le carte, ha rifatto i conti dei petrolieri, e che spesso ne sapeva di piu' dei petrolieri stessi. A ogni occasione hanno fatto vedere alla Forest Oil di che stoffa erano fatti.

Ad un certo punto, esasperati, quelli della Forest Oil hanno mandato i loro rappresentanti a cercare di placare gli animi, un volo da Denver a Bomba a promettere benessere e profumi, ma nessuno gli ha creduto. Gli 880 residenti di Bomba hanno dato alla Forest Oil quello che loro stessi hanno definito il peggior benvenuto nella loro intera storia corporativa di novant'anni.

Ci sono stati tanti episodi in questa storia di Bomba vs. la Forest Oil, a volte ci siamo quasi disperati, altre volte sembrava di avere la vittoria in tasca, ma in questi quasi sei anni, tutti abbiamo fatto la nostra piccola parte senza mai arrenderci. I balconi pieni di lenzuola No Forest Oil, la signora Filomena di un metro e mezzo che con la sua vuvuzuela le cantava a Giorgio Mazzenga della Forest Oil Italia, meta' Abruzzo a mandare osservazioni di contrarieta', i bambini della maestra Assunta di Florio a scrivere ai ministri, il Comitato e il WWF a leggersi le carte, a spiegare a quelli della regione i pericoli della situazione, e a controbattere ai petrolieri parola per parola, e un po anche io dall'altro lato dell'oceano con testi e a scovare comunicati agli investitori dove pure la Forest Oil diceva che non era proprio tuttapposto con la geologia di Bomba.

I petrolieri di Denver sapevano di essere quanto meno in ritardo sul loro programma di marcia. E cosi, nel 2012 hanno dovuto annunciare ai loro investitori dalle pagine del Wall Street Journal la perdita di 35 milioni di dollari di affari. La causa? Bomba!

Finalmente, dopo tanti alti e bassi, eccoci. Il giorno 18 Maggio 2015 il Consiglio di Stato ha decretato in maniera finale e definitiva che il progetto non s'ha da fare. Ci sono rischi di danni insostenibili per la collettivita' locale a causa dei rischi di subsidenza e occorre invocare il principio di precauzione. Il progetto dello sfruttamento di gas a Bomba e' insostenibile.

Non ci sono piu' tuttapposti.

Fine.

Bomba ha vinto.

Ecco, da oggi in poi nessuno potra' dire che a Bomba non succede niente. E' successo che 880 persone di un paese minuscolo dell'Abruzzo hanno rimandato a casa una multinazionale del petrolio. Chapeau.

Monday, February 23, 2015

L'USGS su Science: la reiniezione da fracking e' causa dei terremoti nel midwest



I terremoti in Oklahoma
dal 1990 al 2014.


Le linee che oscillano sono i terremoti in California 
di intensita' superiore alla magnitudo 3.

La linea continua e' l'Oklahoma.



"The rise in seismic activity, especially in the central United States, 
is not the result of natural processes. "

"Deep injection of wastewater is the primary cause of the dramatic rise in detected earthquakes and the corresponding increase in seismic hazard in the central U.S."

Science, 20 Febbraio 2015
United States Geological Survey


Ne abbiamo parlato tante volte. Molte aree degli USA che fino a dieci, venti anni fa erano asismiche sono adesso interessate da una intensa attivita' sismica. Negli stati del MidWest americano e' tutto iniziato nel 2001 e da allora il numero di terremoto e' aumentato senza sosta. Nel 2014 ci sono stati piu terremoti in Oklahoma che in tutta la Calfornia, anche con intensita' elevata, in alcuni casi oltre alla magnitudo 5.

In questi giorni arriva un altra conferma ufficiale che si, le attivita' collegate al fracking sono la causa di questi terremoti. La conferma arriva sottoforma di un articolo scritto da un gruppo di vari esperti del U.S. Geological Survey, dell'University of Colorado, dell' Oklahoma Geological Survey and del Lawrence Berkeley National Laboratory.

Il loro lavoro lo dice chiaramente: in generale le attivita' sismiche non sono dovute ad elementi naturali ma sono causate dall'iniezione di fluidi usati nelle moderne attivita' di produzione energetica.
I fluidi sono quelli del fracking che aiutano a tirar fuori petrolio e gas da giacimenti finora inaccessibili, e che alla fine diventano acque di scarto.

L'articolo sottolinenea anche la necessita' di piu trasparenza per almeno cercare di mitigare i danni dovuto all'uso di fuidi di reiniezione.

Ma qui dissento, per quel che puo' valere. L'USGS dice di star preparando un "modello di rischio"
per i cittadini e per dimunire i rischi,  in cui si useranno i dati sulle estrazioni in corso (tempi, quantitativi) nella speranza di poter identificare i primi terremotini dovuti alla reiniezione e per evitare terremoti maggiori.

.. E magari non fare fracking e installare pannelli solari su tutti i tetti d'America?





Thursday, July 3, 2014

Il fracking e gli ormoni: alterazioni tiroide, riproduttivita', metabolismo, gravidanze








Un altro elemento di pericolosita' che si aggiunge alla lista dei problemi dovuti al fracking: i fluidi di perforazione mettono a soqquadro il sistema endocrino ed ormonale di chi vi e' esposto.

Gia' a Marzo di quest'anno la rivista Endocrinology pubblico' un articolo del gruppo di Susan Nagel
dell'Universita' del Missouri su attivita' estrattive del Colorado. L'articolo ha il titolo: "Estrogen and androgen receptor activities of hydraulic fracturing chemicals and surface and ground water in a drilling-dense region". I ricercatori analizzarono le acque di Garfield County, Colorado, zona letteralmente invasa dai pozzi di gas al fracking. I campionamenti mostrarono che anche la presenza di "livelli moderati" di sostanze chimiche dei fluidi usati per fare fracking avevano la potenzialita' di alterare i livelli di recettori di androgeni ed estrogeni, gli ormoni sessuali e riproduttivi maschili e femminili.

I "recettori" sono piccole strutture biochimiche solitamente interne alle cellule. Quando un qualche ormone o molecola "liganda" ci si attacca, partono dei segnali che poi mettono in moto altri meccanismi.

Dal lavoro di Susan Nagel venne fuori che la maggior parte dei campioni d'acqua analizzati in zone ad alta concentrazione di pozzi di gas naturale comportava maggior attivita' estrogenica o anti-estrogenica, androgena o anti-antiandrogena nelle cellule rispetto ai siti dove l'acqua non era vicino ad attivita' petrolifera. 

Cioe' le cellule esposte a questa acqua manifestavanao alterazioni, in eccesso o in difetto, delle attivita' ormonali. Questo non accadeva nell'acqua analizzata in localita' dove il fracking non veniva eseguito. I ricercatori trovarono anche dei meccanismi di alterazioni dei sistemi endocrini -- indotti con molta probabilita' dalle miscele chimiche del fracking -- fino ad allora ignoti. Susan Nagel ed il suo gruppo conclusero che "natural gas drilling operations may result in elevated endocrine-disrupting chemical activity in surface and ground water"

Questo primo rapporto e' stato completato di recente da uno studio ulteriore in cui si sono analizzati non solo gli ormoni collegati alla sessualita' e alla riproduzione, ma a varie altre attivita' del corpo umano.

E i risultati non sono migliori. Come annunciato presso la International Society of Endocrinology and the Endocrine Society: ICE/ENDO 2014 a Chicago lo stesso gruppo di Susan Nagel ha analizzato 24 composti chimici usati nelle trivellazioni e le loro interazioni con le cellule umane. Questi 24 composti sono stati scelti perche' erano fra i piu' comuni usati nell'industria estrattiva. Le conclusioni sono che queste miscele vanno a alterare il funzionamento del degli ormoni che regolamentano le gravidanze (il progesterone), che regolamentano il sistema immunitario e riproduttivo (glucocorticoid) e che regolamentano la crescita, lo sviluppo mentale e fisico, il metabolismo  (il sistema della tiroide). Dei 24 fluidi analizzati solo uno non interferiva con il funzionamento normale degli ormoni. 

Uno dei coatuori dello studio, Christopher Kassotis dice che gli alti livelli di alterazione del funzionamento degli ormoni e' collegato ad infertilita', cancro, e danni alla nascita. “The high levels of hormone disruption by endocrine-disrupting chemicals (EDCs) that we measured, have been associated with many poor health outcomes, such as infertility, cancer and birth defects.”

Di questi 24 miscele chimiche, 20 andavano a bloccare i recettori femminili, impedendo agli ormoni estrogeni di comunicare con il proprio recettore, 17 blocavano gli analoghi recettori per gli ormoni angrogeni, 10 bloccavano quello dell glucocorticoid receptor e 7 quelli del recettore degli ormoni della tiroide.

La notizia buona e' che nello stato di New York, dove hanno prolungato la moratoria statale fino al 2017, il giudice della Corte di Appello ha decretato che le 170 citta' che si erano dotate di divieti locali ed ordinanze cittadine contro le trivellazioni, possono tenersele.  La piccola citta' di Dryden - abitanti 14,500 - ha infatti prevalso sulla che li aveva portati in tribunale, affermando che il divieto al fracking ledeva i loro diritti.

Tuesday, March 18, 2014

I pozzi di gas e i difetti alla nascita










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Vediamo adesso cosa hanno da dire i negazionisti.

Le operazioni petrolifere, di qualsiasi genere, sono associate ad agenti dannosi alla salute perche' inquinanti - i composti organici volatitli, il benzene, i nitrati, gli idrocarburi policiclici aromatici.
Queste cose, si sanno da decenni, sono dannose alla salute. La stessa American Petroleum Institute nel 1948 concluse che la concentrazione giusta di benzene in atmosfera per garantire la salute umana e' esattamente zero.

Bene, adesso un gruppo di ricercatori della Colorado School of Public Health, guidato da Lisa McKenzie,  ha analizzato 124,842 nascite fra il 1996 and 2009 in zone rurali del Colorado e ha messo in relazioni le nascite di bambini con difetti e pozzi dove si estrae gas naturale.

Il risultato?

Beh, se sei incinta, forse e' meglio vivere altrove che vicino a pozzi di metano.


Le mamme che vivevano vicino a posti in cui c'erano pozzi di metano avevano le probabilita' doppie di avere un bambino con un difetto ai tubi neurali, rispetto alle mamme che vivevano a dieci miglia da pozzi di gas. 

I Neural Tube Defects (NTD) sono malattie congenite dovute ad aperture nel cervello o nel midollo spinale durante la fase di sviluppo embrionale. Fra i Neural Tube Defects: anencefalia, encefaloceles, hydranencephaly, iniencephaly, schizencephaly, e la spina bifida.

Allo stesso modo, le mamme che vivevano vicino a pozzi di gas avevano la probabilita' del 30% in piu' di avere figli con difetti al cuore, principale causa della mortalita' infantile.

Non e' ben chiaro quale esattamente sia il meccanismo che porti a questi problemi (aria contaminata? acqua contaminata?) ma il risultato e' certo: chi vive vicino a questi pozzi da fracking ha maggiori probabilita' di avere figli con difetti alla nascita.

A Gennaio 2014 ci fu uno studio simile in Pennsylvania, condotto da Janet Currie (Princeton University), Katherine Meckel (Columbia University) e John Deutch e Michael Greenstone (Massachusetts Institute of Technology), dove invece si studiarono le nascite dal 2004 al 2011 per studiare lo stato di salute dei bambini nati in un raggio di 2.5 chilometri da pozzi da fracking.  Trovarono che vivere vicino a pozzi di gas naturale aumentava le probabilita' di basso peso alla nascita, molto probabilmente a causa dell'inquinamento dell'aria.


I petrolieri dissero che i bambini si ammalano di piu vicino ai pozzi perche' il fracking cambia la distribuzione demografica nei dintorni dei pozzi e le madri che scelgono di vivere li vicino sono gia' malate per conto loro.

E poi gli asini volano.



Tuesday, February 25, 2014

I filter socks radioattivi del fracking

 Un filter sock usato per filtrare materiale di scarto dalle operazioni di fracking 

 
I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva

 I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva


I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva


 Un filter sock finito illegalmente nelle discariche cittadine


Quelli arancione sono cosi' saturi di materiale tossico che hanno cambiato colore


Sensori di radioattivita' nella discarica della contea di McKenzie.
Ogni volta che suona sono 1,000 dollari di multa.


"Let people know that enough is enough." 
Rick Schreiber, direttore della discarica di McKenzie County



Camion carichi di materiale radioattivo dai campi dei fracking che perdono e che non si sa dove mettere. 

Si tratta dei cosiddetti "filter socks" che vengono ordinariamente usati per filtrare l'acqua usata durante le operazioni di fracking e che alla fine restano impregnati di materiale di scarto, sali, metalli,
composti organici e spesso materiale radioattivo, di solito radon.

Il dipartimento della salute dello stato del North Dakota dice che i filtri non possono essere messi in discarica e che invece devono essere mandati presso centri specializzati che non esistono nel North Dakota. 

Ergo, le ditte petrolfiere devono mandare i loro filter socks fuori dallo stato: Colorado, Texas o South Dakota che sono invece attrezzati per questo tipo di rifiuti.

Ergo, siccome sanno benissimo che questo e' costoso, cercano in qualche modo di trovare soluzioni "creative" al problema dello smaltimento di materiale tossico, cercando di mandare i filter socks in discarica anche se non si puo', e molto spesso ci riescono.

Il capo della discarica di McKenzie County si chiama Rick Schreiber e a un certo punto, l'anno scorso, ha deciso di usare i metodi forti: ha installato una serie di centraline all'ingresso della sua discarica e ogni volta che passa un filter sock e che suona, sono 1,000 dollari di multa.

Nel solo 2013 ne hanno confiscati 985.

Questa volta pero',  quando Mr. Schreiber ha visto i camion perdere fluidi tossici ha detto che non ci ha visto piu' e che ha chiamato tutte le autorita' a livello locale, statale e federale. Dice:  

“When you can clearly see liquid dripping and running off, there are violations. When they are that orange color, we know they’re hot. This is the most (filter socks) I’ve ever seen.

Secondo le leggi del North Dakota i livelli di radiazione oltre i 5 picocuries sono dannosi alla salute.

I filter socks sequestrati da Mr. Schreiber arrivano a 1,000 picocuries - 200 volte superiore al limite legale. A volte il livello di radioattivita' e' cosi' elevato che i sensori vanno in tilt. Non hanno tacche sufficenti!

Mr. Schreiber dice che le ditte del petrolio e del gas sanno benissimo cosa stanno facendo e che questi filtri sono radioattivi e dice che c'e' bsogno di maggiori regolamentazioni.

Il dipartimento della salute del North Dakota, per tutta risposta sta pensando a se e come alzare il limite del livello di radioattivita' tollerato dalle discariche dello stato, se e' il caso di costruirne di nuove e se magari seppellire la monnezza sottoterra.

Evviva il fracking.












 


Monday, December 30, 2013

North Dakota: esplode treno con centosei vagoni di petrolio





 

Centosei vagoni carichi di petrolio per la precisione.

L'urto ha innescato una esplosione incontrollata con enormi fiammate che hanno avvolto numerosi vagoni.  Nonostante l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco, solo cinquanta vagoni sono stati staccati dal lungo convoglio e sottratti alle fiamme. I restanti cinquantasei sono stati lasciati al loro destino, a causa delle elevate temperature. L'inferno che si e' creato ha reso impossibile qualsiasi altra operazione di recupero. A tutti i residenti nel raggio di nove chilometri dall'impatto e' stato consigliato di abbandonare le proprie case. Fortunatamente non ci sono state vittime.

Nel luglio del 2013 ci fu un incidente simile a Lac-Megantic in Quebec. Piu' di quaranta persone sono morte in seguito al deragliamento di un treno con settantadue vagoni carichi di petrolio che e' andato a schiantarsi contro le case della cittadina canadese, incendiandosi. Anche qui, il petrolio partiva dal Bakken Shale del North Dakota.

Il boom del fracking e la stimolazione di vecchi e nuovi pozzi di petrolio qui negli USA -- specie in North Dakota, Colorado e Texas -- ha portato con se l'incremento dei convogli petroliferi che attraversano il Nord America.

Le ferrovie americane trasportano oggi venticinque volte piu' petrolio che nel 2008.

Dal solo North Dakota partono circa 10-12 convogli al giorno che complessivamente trasportano circa un milione di barili al giorno. 

Cento e piu' vagoni di greggio  -- con oltre centomila litri di petrolio -- sono adesso la norma.
Fino ad un decennio fa, le statistiche erano di circa 2-3 incidenti con perdite di petrolio l'anno. 


Monday, September 16, 2013

Colorado: fracking e allagamenti




Fracking and operating oil and gas facilities in floodplains is extremely risky. 
Flood waters can topple facilities and spread oil, gas, 
and cancer-causing fracking chemicals across vast
 landscapes making contamination and clean-up 
efforts exponentially worse and more complicated.



In Colorado in questi giorni c'e' una delle alluvioni piu gravi degli ultimi anni. 500 persone sono presunte morte. Obama ha dichiarato lo stato di emergenza e Giove Pluvio pare non voler collaborare, visto che continua a piovere.

Ci sono tanti risvolti di questa faccenda.  Uno di questi riguarda i pozzi da fracking del gas e quelli da petrolio nella zona. Siamo infatti a Weld County, dove ci sono circa 20,000 pozzi di petrolio e di gas trivellati in zone ora alluvionate.

Che succede a questi pozzi, e a tutto l'equipaggiamento di fluidi, cisterne, camion, pompe in caso di alluvione e dei violenti impeti di acqua che si portano appresso?

Chi sorveglia il tutto?

Dove finisce tutta la monnezza tossica che si disperde nell'acqua dell'alluvione?















 Pozzi da fracking allagati, Weld County, Colorado
Qui il video


 Cisterna di fluidi petroliferi che perde
notare la scia colorata

Cisterna incrinatasi nel fiume con tutto il suo materiale tossico

Beh ecco qui cosa succede: un oleodotto si e' rotto, riversando petrolio e i petrolieri fanno l'impossibile per chiudere i pozzi prima che sia troppo tardi e che tutto diventi una minestra ancora piu tossica. Ma non puoi combattere contro Giove Pluvio, e cosi, si puo' solo stare a guardare.

Dalle foto scattate da residenti di Weld County, si notano cisterne di raccoglimento dei fluidi del fracking incrinatasi nel fiume, altre cisterne che cadono, centinaia di pozzi sotto l'acqua, petrolio che affiora nelle acque dell'alluvione.

A Weld County si erano registrate 158 perdite nel solo 2013 senza dell'alluvione, quindi, e' logico pensare che questi pozzi tanto resistenti non siano e che la pioggia ha solo reso la situazione peggiore.




Tutta salute, eh!