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Tuesday, September 30, 2014

Utah: 400 tonnellate di monnezza petrolifera in atmosfera

Stagni di monnezza petrolifera e uccelli innocenti


Ecco qui, un altra storia di monnezza petrolifera. 

In barba a tutti quelli che dicono che "emissioni zero", "impatti nulli", "biodegradabile".

Nel 2009 e nel 2010, l'ornitologo Skip Ambrose visito' un po di "laghi di evaporazione" gestiti dalla ditta Danish Flats Environmental Services. 

Siamo nello Utah, Grand County dove questi "laghi di evaporazone" altro non sono che vasche artificiali a cielo aperto create apposta per contenere l'acqua contaminata dalle estrazioni petrolifere che la Danish Flats Environmental Services si occupa di gestire e di trattare. E ovviamente essendo a cielo aperto ci sono esalazioni di sostanze tossiche, idrocarburi, sale, propano, butano, e altro materiale di scarto usato nelle operazioni petrolifere.

La Danish Flats Environmental Services riceve ogni anno milioni di tonnellate di materiale tossico
da trattare:  nel 2009 erano oltre 5 miloni, nel 2013 "solo" uno.

In  questi "laghi di evaporazione" Skip Ambose trovo' uccelli e animali morti - papere, pipistrelli e insetti - e uccelli con le piume oleate che magari mangiavano anche gli insetti morti al petrolio. La sporcizia delle piume e' grave perche' puo' far del male alle uova e diminuisce le proprieta' isolanti delle piume stesse. A volte appensantisce cosi tanto gli uccelli che non possono piu' migrare, e muoiono sopraffatti dalle esalazioni.

Ci furono un po di domande e di richieste di ispezionare meglio questi "laghi di evaporazione". La Danish Flats accetto' le ispezioni.  

E cosi venne fuori che questa Danish Flats Environmental Services dal 2008 rilasciava tonnellate e tonnellate di materiale tossico nell' ambiente da ben 14 di questi "laghi di evaporazione" senza che nessuno sapesse o dicesse niente.

Fanno sei anni di monnezza gratuita.
Da un lato la Danish Flats Environmental Services sottostimava l'inquinamento prodotto, dall'altra esagerava le proprie capacita' di smaltimento dei rifiuti.  In alcuni casi hanno detto che le loro operazioni erano troppo "poco" inquinanti e che quindi non avevano bisogno di autorizzazioni. Dicevano che le loro emissioni erano "de minimis", in latino, cosi' fa piu scena.

Cioe' inquinavano,  mentivano, non avevano autorizzazioni, e facevano pure i raffinati latinisti.

"Non sono stati a norma per molti anni e a lungo hanno cercato di disquisire su cosa e come si stimasse l'inquinamento. Ma e' chiaro che non sono mai stati una fonte "de minimis", mai", ha detto Chris Baird,  ex membro del Gran Consiglio della contea di Grand County.

Viene fuori che hanno immesso nell'atmosfera non meno di 330 tonnellate di composti organici volatili - cancerogeni - e 100 tonnellate di altre sostanze tossiche.  E cosi' hanno pagato una prima multa di 50,000 dollari per non avere chiesto autorizzazioni prima di adesso. In realta' la multa era di 84,000 dollari ma hanno detto di non avere sufficenti fondi!

Viene fuori che erano pure in arretrato di quasi centomila dollari (94 mila per l'esattezza) in pagamenti di tasse - che e' quasi la stessa cifra che hanno guadagnato (99 mila dollari). Come dire,
e' una operazione a guadagno zero in cui distruggi solo la natura!

Perche' i guadagni sono cosi pochi?  Perche' man mano che passa il tempo e si aprono altri pozzi,
la monnezza da trattare si sposta con i pozzi stessi, e per i petrolieri diventa piu' conveniente usare altre ditte, in altre sedi. E quindi costruire altri "laghi di evaporazione" piu' vicino ai nuovi pozzi.
Della serie: vengo, sto un po, ti avveleno e poi vado a farlo altrove, ricominciando da zero.

Ma non e' chiaro come andra' a finire. La Danish Flats Environmental Services ha ricevuto raccomandazioni da Skip Ambrose, ma non le ha implementate al meglio.

"People think natural-gas extraction is a clean industry, but the process isn’t that clean if you have ponds like these."

Negli USA la morte di uccelli migratori a causa di esposizione a sostance tossiche comporta l'arresto e sei mesi di carcere.

Vediamo come va a finire.

Quel che resta e' ancora la prova dell'enorme quantita' di monnezza petrolifera prodotta dai trivellatori e che da qualche parte deve pure essere sistemata.  Quando i pozzi sono vecchi, la quantita' di acqua di scarto aumenta vertiginosamente, e qui nello Utah in alcuni dei pozzi vecchi per ogni barile estratto ce ne sono anche cinquanta di acque di scarto da smaltire, sature di monnezza.

Io non so in Italia dove finisce questa robaccia, e quanta acqua di produzione ci sia da ciascun pozzo. Di certo so che se questa acqua salutare finisse nelle colline vicino a casa di Renzi forse il nostro beneamato ci starebbe un po piu attento con la trivella facile.




Sunday, September 28, 2014

Giovanni Legnini, Ombrina e il resto d'Italia



Caro Giovanni Legnini, e' l'Italia tutta che va salvata,
non il proprio orticello elettorale.

La Basilicata si puo' trivellare invece?
L'Emilia Romagna?
La Sardegna? 




Giovanni Legnini, gia' sottosegretario all'economia del PD, diventera' presto il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

La stampa di Torino lo descrive cosi: ``garante del corso renziano, è però persona onesta e ammette di non conoscere il mondo dei giudici: Assicuro però che mi impegnerò a fondo"

Garante del corso renziano.

Giovanni Legnini e' abruzzese e ho avuto vari contatti con lui in merito alla questione petrolio, sia di persona che per telefono. Diciamo che a me non ha impressionato per coraggio, quanto per cercare compromessi e soluzioni ad hoc, un po a mo’ di vecchia democrazia cristiana. Ad esempio, ecco qui un bel titolo del Centro D'Abruzzo di qualche giorno fa: "Legnini: Pd contro Ombrina ma favorevole al petrolio."

Per chi non lo ricordasse, Ombrina Mare e' il progetto petrolifero in mare dall'iter piu' avanzato d'Abruzzo. Un vero mostro, secondo me almeno, con pozzi, navi desolforanti, oleodotti ed emissioni in atmosfera a pochi chilometri da riva.

Cosa vuol dire che il PD e’ contro Ombrina ma favorevole al petrolio?

E poi mi sovviene – garante del corso renziano. Certo, deve essere difficile per Giovanni Legnini cercare da un lato di fare il buon soldato con Matteo Renzi che decide -- da solo -- di trivellare tutto il trivellabile d'Italia e i suoi elettori d'Abruzzo che invece di petrolio non ne vogliono sentire. Ma cosa altro poteva dire Legnini su Ombrina? In prima analisi, Legnini non poteva dire si, non poteva dire no al petrolio. Si e' trovato intrappolato, da un lato dalle politiche di Renzi, dall'altro da quei 40,000 scesi in piazza contro l'Abruzzo petrolifero.

Continuo a leggere l’articolo del Centro.

Siamo contro Ombrina Mare, ma non contro il petrolio. Serviranno alcuni decenni prima che l’Abruzzo e il Paese possano farne a meno, ma non deve farne le spese la costa. La domanda, però, non deve essere: cosa voterà Legnini? Perché voterò sì al decreto “Sblocca Italia”, ma ci opporremo a Ombrina. Il vero tema è come vincere questa battaglia.

Presumo che la costa di cui lui parli sia quella d'Abruzzo. Quindi Legnini e' favorevole alle trivelle "altrove" ma non lungo le coste teatine perche’ non ne devono fare loro le spese.

E l’entroterra d’Abruzzo? Quello si? E l’entroterra di Novara, quello va bene?

E le altre coste d'Italia? Quelle si che ne possono “fare le spese”?

O tutte queste altre localita’ non sono Italia? Non sono degne di essere protette? Non sono il mare o I campi di qualcuno? O quegli altri mari di Calabria e di Sardegna e di Puglia possono "farne le spese" perche' non votano per Legnini?

Perche' Giovanni Legnini si opporra' ad Ombrina Mare davanti a San Vito Marina e non alle trivelle della Schlumberger davanti alle coste di Sassari?

Che tristezza.

Ho vissuto in Abruzzo per 10 anni, e credo di poter dire che il movimento contro le trivelle in quella regione -- che e' forte e che riguarda veramente tutti gli spaccati del vivere civile, chiesa, commercianti, studenti -- sia in gran parte figlio del mio peregrinare citta' per citta' e del mio rompere le scatole, da persona esterna e libera per anni e senza paura. Se Legnini si oppone ad Ombrina, e' grazie anche all'informazione che ho seminato e grazie al movimento popolare che ne e' nato. Semplicemente in questo momento in Abruzzo e' un suicidio politico dire si alle trivelle. E tutto quel lavoro l'ho fatto perche' volente o nolente ho trascorso 10 anni della mia vita in Abruzzo e credo che uno abbia una certa responsabilita’ e che debba "give back", come dicono gli americani.

Ma questo non vuol dire che le altre regioni siano meno importanti. Semplicemente non potevo fare di piu. E anzi, tutti quelli che mi conoscono davvero sanno quanto abbia fatto tutto il possibile per visitare e sensibilizzare da Vercelli fino a Pantelleria.

Ma Legnini non e' un blogger che vive oltreoceano. Legnini e' un politico, un politico importante, che ha mezzi, soldi, influenza.

E se Giovanni Legnini aveva capito che la costa d'Abruzzo non puo' "pagare un prezzo cosi alto" per il petrolio, allora uno che ci credeva veramente avrebbe dovuto capire che *nessun' angolo d'Italia* puo' pagare un prezzo cosi alto. E da questa convinzione partire per dire "trivelle no, ne in Abruzzo ne altrove" e lavorare in questa direzione, invece che trovare soluzioni campate in aria.

Qualsiasi altra cosa e' opportunismo elettorale, e' egoismo, e' mancanza di volonta'.

E quindi a ben pensarci, no, non e' vero che Legnini non poteva fare niente se non questo suo sfortunato distinguo - l'Abruzzo no, gli altri si. Se Legnini ci credeva per davvero, avrebbe dovuto sensibilizzare e lavorare coi suoi colleghi parlamentari di altre regioni con lo stesso problema, e avrebbe dovuto farlo da anni a questa parte. Doveva avere il coraggio di andare da Renzi e dirgli: guarda, non e' intelligente trasformare l'Italia in una gruviera. Siamo l'Italia non l'Arabia Saudita.

Speriamo che Legnini, garante del corso renziano, abbia piu' coraggio al Consiglio Superiore della Magistratura.

Qui quello che avevo scritto in merito a Legnini e all’articolo 35 un anno fa






Saturday, September 27, 2014

Milazzo: tuttapposto - i deliri di FederPetroli



Dunque, a Milazzo scoppia l'incendio in raffinieria e tutto quello che Federpetroli  sa dire e': tuttapposto, abbiamo le migliori raffinerie d'Europa (eh?). Pero' .. siccome non sappiamo che fare, aspettiamo che tutto il petrolio bruci da solo! Che vuoi che sia.

Ecco qui - ma e' tutta salute.







Ecco Feder Petroli:

"FederPetroli Italia sta monitorando continuamente la situazione e lo stato delle procedure messe in atto dalle disposizione di emergenza e sicurezza a seguito dell'incendio che si è verificato nella notte al sito serbatoi stoccaggio della Raffineria di Milazzo.

Da informazioni, al momento l'incedio è domato dalle forze del Vigli del Fuoco e da altre squadre di sicurezza e si procede con intervento mirato sino ad esaurimento bruciatura prodotto presente nei serbatoi.

Il Comune di Milazzo e la Prefettura di Messina ci hanno confermato che nessun operaio o tecnico è rimasto ferito nell'incidente al serbatoio 513 e non è presente alcun allarme rosso. Nonostante la nube a seguito dell'incendio, non vi sono situazioni dannose per l'ambiente e l'aria circostante.

La Raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull'ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all'avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficenza tecnologica. FederPetroli Italia sta monitorando la situazione con gli organi preposti fino a fermo diretto e stato di sicurezza dell'incidente"

Come sempre, basta crederci, e tutto si avvera!

I "giornalisti" italiani e la confusione sul fracking



Meglio riderci sopra. 

In alto: il fracking sara' vietato
In basso: Renzi autorizza lo shale gas.

Mah. 

Wednesday, September 24, 2014

New York: la nobilita' di Leonardo Di Caprio e le balle di Matteo Renzi


Il 23 Settembre 2014 Matteo Renzi ha preso la parola davanti all’assemblea delle Nazioni Unite, convenuta per discutere dei cambiamenti climatici su iniziativa del Segretario Generale Ban Ki-moon.

Renzi ha detto che “abbiamo la possibilità di costruire un mondo nuovo ed un futuro sostenibile per i nostri figli” e che occore fare uno sforzo comune verso una crescita sostenibile, trovando alternative alle fonti fossili. “We must reduce carbon emissions through carbon pricing and energy efficiency, bytapping renewable energy sources, and by cutting back on fossil fuels”.

Cutting back on fossil fuels. Testuali parole.

Ha poi ricordato che in Italia produciamo il 45% di elettricità da fonti rinnovabili e che le ditte green sono anche quelle che esportano di più, innovano di più e creano il maggior numero di posti di lavoro: secondo Renzi, il 40% di nuovi posti di lavoro in Italia è venuto proprio da loro. Il suo intervento si è concluso promettendo risorse per contribuire a costruire un fondo scientifico per “combattere i cambiamenti climatici”.

Applausi. Perfetto. Avanti il prossimo.

E nel concreto?

Come pensa Matteo Renzi di ‘cut back on fossil fuels’ se sta facendo di tutto per raddoppiare la produzione di petrolio – scarso e scadente – in Italia?

E se dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica, il Decreto Sblocca Italia da dove è venuto? Perché in quel decreto si spianano le strade a petrolieri invece che alle rinnovabili? Perché tutt’a un tratto l’estrazione di fonti fossili diventa “attività di pubblica utilità, urgente e indifferibile” ? Perché questa designazione non si applica al risparmio energetico o alle rinnovabili invece? Perché – con tutti i problemi che ci sono in Italia – per Matteo Renzi è importante che l’assegnazione delle concessioni minerarie venga centralizzata a Roma, togliendo alle regioni il potere di decidere per se stesse? Perché non abbiamo una Energiewende come in Germania?

Mi domando che strano Dr. Jekyll e Mr Hyde si sia scelta - o non scelta! - l’Italia per primo ministro.

Non so come abbia fatto Matteo Renzi a fare il suo discorso all’Onu senza un po di vergogna.

Come prima di lui l’amico Corrado Passera, questi politici senza idee hanno bisogno di far soldi e di far presto, e quindi se la prendono con i più deboli e con l’ambiente che non può difendersi. Non sanno dire di no ai falchi speculatori che si aggirano nei palazzi romani e a cui importa solo degli azionisti e del portafoglio, ed ecco che sacrificare il paesaggio e i polmoni degli italiani si può. Fai contenti i lobbisti, racimoli un po di spiccioli per l’economia, e pazienza se a New York devi dire cose che non è che siano proprio rappresentative del tuo operato.

Lo stesso giorno di Renzi ha preso la parola anche Leonardo Di Caprio – un gran signore – che li ha presi di petto i petrolieri dicendo che è arrivato il momento di togliere loro ogni forma di sussidio, che avere accesso ad aria e acqua pulita è un diritto inalienabile, che risolvere la crisi energetica è un dovere morale e urgente e che occorre prendere decisioni grandi ed importanti sul futuro delle nostre industrie perché di questo passo scompariremo tutti.

Qui il bellissimo discorso di Leonardo Di Caprio, appena nominato “United Nations Messenger on peace” con speciale enfasi sui cambiamenti climatici.

Tuesday, September 23, 2014

Il discorso di Leonardo Di Caprio alle Nazioni Unite

E mentre che Jovanotti e Rocco Papaleo si fanno sponsorizzare da ENI e Total, ecco qui, Leonardo Di Caprio all'ONU. Circa una settimana fa il segretario generale delle Nazioni Unite ho ha nominato ``United Nations Messenger of Peace" con enfasi speciale sui cambiamenti climatici. Sotto la versione scritta, leggermente diversa da quella pronunciata.



Thank you, Mr. Secretary-General, your excellencies, ladies and gentleman, and distinguished guests. I’m honored to be here today, I stand before you not as an expert but as a concerned citizen, one of the 400,000 people who marched in the streets of New York on Sunday, and the billions of others around the world who want to solve our climate crisis.

As an actor I pretend for a living. I play fictitious characters often solving fictitious problems.
I believe humankind has looked at Climate Change in that same way: as if it were a fiction, happening to someone else’s planet, as if pretending that Climate Change wasn’t real would somehow make it go away.

But I think we know better than that. Every week, we’re seeing new and undeniable Climate Events, evidence that accelerated Climate Change is here now.

We know that droughts are intensifying, our oceans are warming and acidifying, with methane plumes rising up from beneath the ocean floor. We are seeing extreme weather events, increased temperatures, and the West Antarctic and Greenland ice-sheets melting at unprecedented rates, decades ahead of scientific projections.

None of this is rhetoric, and none of it is hysteria. It is fact. The scientific community knows it, Industry and Governments know it, even the United States military knows it. The Chief of the U.S. Navy’s Pacific Command, Admiral Samuel Locklear, recently said that Climate Change is our single greatest security threat.

My Friends, this body - perhaps more than any other gathering in human history - now faces that difficult task. You can make history...or be vilified by it.

To be clear, this is not about just telling people to change their light bulbs or to buy a hybrid car. This disaster has grown BEYOND the choices that individuals make. This is now about our industries, and governments around the world taking decisive, large-scale action.

I am not a scientist, but I don't need to be. Because the world’s scientific community has spoken, and they have given us our prognosis, if we do not act together, we will surely perish. Now is our moment for action.

We need to put a pricetag on carbon emissions, and eliminate government subsidies for coal, gas, and oil companies. We need to end the free ride that industrial polluters have been given in the name of a free-market economy, they don't deserve our tax dollars, they deserve our scrutiny. For the economy itself will die if our eco-systems collapse.

The good news is that renewable energy is not only achievable but good economic policy. New research shows that by 2050 clean, renewable energy could supply 100% of the world’s energy needs using EXISTING TECHNOLOGIES, and it would create millions of jobs.

This is not a partisan debate; it is a human one. Clean air and water, and a livable climate are inalienable human rights. And solving this crisis is not a question of politics. It is our moral obligation - if, admittedly, a daunting one.

We only get one planet. Humankind must become accountable on a massive scale for the wanton destruction of our collective home. Protecting our future on this planet depends on the conscious evolution of our species.

This is the most urgent of times, and the most urgent of messages.

Honored delegates, leaders of the world, I pretend for a living.

But you do not. The people made their voices heard on Sunday around the world and the momentum will not stop. And now it’s YOUR turn, the time to answer the greatest challenge of our existence on this planet... is now.

I beg you to face it with courage. And honesty. Thank you.

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Grazie, Signor Segretario Generale.

Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri. Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica.

Come attore "fingo" per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi.
Credo che l'umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, come se succedesse a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano.

Sappiamo che non e' così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi estremi nel nostro clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e vanno acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell'oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell'Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche.

Niente di tutto questo è retorica, niente e' isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l'industria e i governi lo sanno, anche il corpo militare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l'ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo - forse più di ogni altro incontro nella storia umana - deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui, o sara' la storia a villificarvi.

Occorre essere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala.

Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perche' la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo. Adesso è il nostro momento di agire.

Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perche' l'economia stessa morira' se muore il nostro eco-sistema.

La buona notizia sta nel fatto che l'energia rinnovabile non solo e' una politica economica realizzabile ma buona. Le nuove ricerche mostrano che nel 2050 l'energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti,  creando milioni di posti di lavoro.

Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L'aria pulita, l'acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ' il nostro obbligo morale - anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L'umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall'evoluzione cosciente della nostra specie.

Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi.

Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere.

Ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l'impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso.

Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.

Grazie.

Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.

Sunday, September 21, 2014

Ancona: Bonaccia a scaricare monnezza in mare a norma di legge

Bonaccia, concessione al largo delle coste di Ancona e all'area turistica 
Numana Marcelli


Fra un po vista trivelle.

E vista monnezza.



Ecco un altra concessione appena approvata.  Si chiama BC 17 TO ed e' una concessione di coltivazione di "idrocarburi liquidi e gassosi" detta Bonaccia al largo di Ancona, sempre dell'ENI. Approvata il 9 Settembre 2014, nel silenzio generale.

Siamo a 60 chilometri da riva, e qualcuno pensera' che... lontano dagli occhi, lontano dal cuore, ma non e' cosi. L'inquinamento e la monnezza appartengono a tutto l'ecosistema e l'Adriatico e' un mare chiuso e tutte le cose che abbiamo sempre detto. Oltre al fatto che una volta installata una piattaforma, poi ne verranno delle altre, a cascata.

Anche qui e' un campo estrattivo vecchio che si allarga con una concessione nuova confinante e con il collegamento fra i due campi Verra' installata una nuova piattaforma a "quattro gambe" -- appunto di nome Bonaccia, con quattro nuovi pozzi "direzionati". Ci saranno pure condotte sottomarine di circa due chilometri dalla piattaforma vecchia alla nuova.

La cosa interessante e'  che qui ci sara' "trattamento delle acque prodotte" per il loro "successivo e scarico a mare". Ecco qui: ultimo rigo

e ancora qui "autorizzazione allo scarico in mare di effluenti derivanti da impianti fissi di produzione offshore"


Cioe' finalmente qualcuno lo ammette - anche in Italia! - che ci sara' robaccia scaricata in mare. Certo e' tutto a "norma di legge" - certo! - ma ... come detto mille volte, le acque prodotte non sono acqua Ferrarelle, ma acque sature di sostanze tossiche accumulatesi per millenni nel sottosuolo e a volte anche con residui di fanghi petroliferi. Sono inquinanti e lo dice non la D'Orsogna ma il governo di Norvegia.

E poi ancora vasche di accumulo dei fanghi e riversamento di acque miste ad oli minerali in un raggio di 100 metri dalla piattaforma, cosi la monnezza si sparge meglio! Fra le varie cose che potranno essere riversate in mare il glicole dietilenico - usato per rimuovere l'eccesso di vapori acquei, idrogeno solforato o anidride carbonica eventualmente disciolti nel gas o nel petrolio. Ma tranquilli e' a norma di legge.





Come detto, la piattaforma sara' a 60km da riva. Chi controllera' mai.

A riva c'e' una vivace attivita' turistica in zona Numana Marcelli che secondo i siti dedicati al Conero e' una "ambita località turistica per chi desidera mare pulito e tipicità locale" con spiaggia "ventilata, ampia e ricca di divertimenti, bar con musica dal vivo e tavolini all'aperto dove gustare bibite e gelati artigianali, mercatini, boutique: una località che coniuga bene turismo familiare e giovanile". E poi ancora "La vacanza al mare potrà essere integrata con passeggiate negli incantevoli sentieri del monte Conero e visite nelle vicine città d'arte."

Chissa' se gli arrivera' pure la vista trivelle e profumo di monnezza.

Vorrei veramente sapere dov'e' la stampa marchigiana in tutto questo.


Saturday, September 20, 2014

Progetto Eleonora: Arborea sconfigge la Saras dei Moratti




Il consiglio di Stato dice che l'idea della Saras di trivellare oltre 40mila ettari ad Arborea (Oristano)  
e' incompatibile con il Piano paesaggistico regionale.

Il progetto e' cosi definitivamente bocciato: 
non ci sono piu' altri ricorsi possiibli per la Saras.

Ciao Signori Moratti, ciao Saras! 

Bravi al sindaco Manuela Pintus, Davide Rullo 
e tutta Arborea 

:)




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 Arborea, provincia di Oristano - si e no 4000 abitanti.

Un tempo questa localita' si chiamava Mussolinia, perche' fu fondata durante gli anni del fascismo. Molti residenti sono figli e nipoti di veneti giunti qui all'inizio del '900 per bonficare l'area. Non distante da Arborea il magnifico stagno di S’Ena Arrubia, protetto da ogni trattato possibile  -- zona a protezione speciale,  sito di interesse comunitario, important bird area --  dove se sei fortunato puoi vedere i fenicotteri rosa e che si estende pacifica e verdeggiante davanti agli occhi di turisti, birdwatchers e chiunque abbia voglia di un po di pace.

Arborea fino a qualche anno fa era una cittadina tranquilla, dove la gente si occupava di agricoltura, turismo e produzione di latticini.  La cooperativa 3A e' all'avanguardia ed esporta latte e derivati in tutto il mondo.

E poi... nel 2009 arriva il lupus in fabula. Che qui si chiama Saras. La Saras dei fratelli Moratti che  presenta il suo bel "Progetto Eleonora" per trivellare un pozzo esplorativo a 200 metri da S'Ena Arrubia e a 400 metri dalle case di Arborea per la ricerca di gas naturale e a 3000 metri di profondita'. E quindi vai con il solito bla bla dei petrolieri: Eleonora portera' lavoro, e metano ai sardi, Eleonora non causera' problemi ambientali e non ci saranno modifiche al territorio.

Ma poi perche' Eleonora? Forse come Eleonora D'Arborea - l'ultima reggente di uno stato sardo autoctono,  il giudicato di Arborea?

Chissa.

E quindi Arborea, 4000 abitanti si ritrova contro il colosso di proprieta' della famiglia Moratti: Giammarco ne e' il presidente e Massimo l'amministratore delegato. Questa famiglia possiede altre raffinerie in tutta Italia,  fra cui quella a Sarroch, citta' letteralmente devastata come lo sono tutte le altre prese di mira dai petrolieri.  A Sarroch c'e' aria avvelenata, morti sul lavoro, tassi di tumori alle stelle, frequenti sversamenti e rilasci di materiale tossico nell'ambiente. Massimo Moratti ha controllato l'Inter per tanti anni,  e la moglie di Giammarco e' Letizia, gia' sindaco di Milano e ministro. Notare che Milly Moratti, moglie di Massimo, e' una "politica ambientalista moglie di un petroliere". Un po incoerente no?

E allora, cosa puo' fare un paesino cosi piccolo di fronte a contanto denaro ed influenza?

La risposta e': molto. Nel 2011 e' partita una bellissima campagna di informazione e di attivismo guidata da poche persone, ma preparate e determinate - Manuela Pintus, Davide Rullo, Paolo Piras,  Federico Torresan, Paolo Pinos, Federico Panetto, Antonella Cenghialta, Irene Nuvoli e tutto il comitato No al Progetto Eleonora che hanno fatto il lavoro giorno per giorno, sensibilizzando, parlando ai propri concittadini, dal basso e con sempre piu' coraggio, mettendo pressione agli enti locali e al governatore Ugo Cappellacci di Sardegna.

Molte sono state le puntate di questa saga, troppo lunghe da raccontare qui. Ma per chi le vive so che sono state un miscuglio di stanchezza, impotenza, gioia, rabbia, coraggio, perseveranza, voglia di non dargliela vinta. Con Manuela, persona di scienza come me, siamo diventate amiche e ci siamo scambiate tutte queste sensazioni che solo chi sta in trincea puo' veramente capire. Ma alla fine, tutta Arborea, tutta la provincia di Oristano, era contro la Saras.

Oggi la bella notizia: il progetto Eleonora e' stato bocciato dalla regione Sardegna. Un risultato che sembrava insperabile nel 2011 ma che invece si e' avverato.  Tutto questo non succede a caso ed e' un altro esempio ancora di quanto potere abbiamo noi cittadini se usiamo l'arma dell'intelligenza, se sappiamo essere organizzati e persistere e senza paura, mettendo pressione a chi ci governa.

Brava Manuela Pintus, brava tutta Arborea. Sono sicura che Eleonora D'Arborea, quella vera e non quella petrolifera che goffamente la Saras voleva propinarvi, da qualche parte sorride ed e' orgogliosa dei suoi discendenti.

Alla famiglia Moratti, lasciate la Sardegna in santa pace. Non si puo' fare gli ambientalisti e le mogli dei petrolieri al contempo.

Qui sulla raffineria Saras in Sardegna.

Friday, September 19, 2014

Approvata Clara del petrolio nei mari di Ancona - ENI


30 Maggio 2016 
Dal ministero dell'ambiente:

Scrivono:
 
 "esito positivo" per la 
"procedura di verifica di ottemperanza della prescrizione 
A6 del decreto VIA del 17 Settembre 2014 inerente la 
Concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi 
e gassosi BC 13 AS  - progetto Clara NW" 

Si legge: tuttapposto

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Il rigo verde e' l'oleodotto a collegare i due pozzi, Clara e Calipso.
Bei nomi, eh?


Altre trivelle ancora, questa volta al largo delle coste marchigiane. Approvate il 17 settembre scorso senza che nessuno facesse niente - o quasi - nei mari di Ancona.

Si chiama Clara, ed ha la sigla BC 13 AS ed e' una concessione di circa 400 chilometri quadrati. Il nostro ministero ha approvato l'installazione di una nuova piattaforma a 4 gambe (Clara NW) e la perforazione di quattro nuovi pozzi per gas e petrolio, nonche' l'installazione di una condotta sottomarina di 13 km dalla nuova piattaforma ad una gia' esistente e detta Calipso.

Il tutto per opera dell'ENI. Zitta zitta si e' allargata.

Nessuno ha mandato osservazioni, ne cittadini, ne enti ne amministrazioni locali. Chissa' pure se lo sapevano. La regione Marche ha semplicemente chiesto un po di prescrizioni, che non sono nemmeno state tutte accordate.

Come sempre, sono tutti eventi concatenati: una volta che arrivano, questi non se ne vanno, si ingradiscono, e trivelle e tubi si moltiplicano.

E' per questo che occorre fermarli prima e non dopo, quando ancora c'e' tempo per farlo.

Che dire. Interessante che tutto questo arrivi lo stesso giorno della bocciatura del progetto Eleonora in Sardegna.  Che differenza che fanno le persone, e l'attivismo nobile e sincero.

Marchigiani dove siete? 


Wednesday, September 17, 2014

L'Abruzzo: uno dei dieci migliori posti al mondo per andare in pensione



Oggi 10 Marzo 2015 un altro articolo decreta che l'Abruzzo e' il sesto posto migliore del mondo per andare in pensione, assieme a Barcellona e Parigi.

Ecco le motivazioni - non e' tutto vero, ma e' meglio lavorare in questa direzione invece che in quella opposta.

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It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, meaning that, living here, you'd have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.
This region is one of Italy's secret treasures. No over-crowding, no heavy industry, only castles, vineyards, and villages made of stone.

Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday, a time with little or no crime and neighbors who watch out for one another.
Old ladies in pinafores bring their chairs outside and sit in gossipy groups, stringing onions into plaits. Instead of playing computer games, young boys are outside playing soccer. Families shop at open-air markets, not hypermarkets, and if they don't produce their own wine, they buy it from local vineyards.

Relatively unknown to foreign visitors, the sparsely populated Abruzzo is where central Italy merges into the languid realms of the deep south. Even though many parts of the area are only an hour's drive from Rome, it clings onto its secret feel.

The main town in the region, Pescara, has one of the best city beaches in Europe and not far away is some of the best skiing outside of the Alps. In spring, it's possible to combine a morning on the Apennine ski slopes with an afternoon at the beach.

Food is important in the Abruzzo, as it is everywhere in Italy. In most trattorie, everything is home-cooked and just like nonna (grandmother) used to make. In fact, sometimes, nonna still makes it. On the coast, dishes feature fish; inland, the cuisine becomes heartier, based on roast kid, baby lamb, and wild boar.





Te lo do io il petrolio!

Ditta Edoardo e Francesco Valentini, per la prima punteggio 2020 per un bianco.
Solo vini autoctoni e metodi naturali

"il segno di un’emozione"
"Piccoli capolavori di artigianato"






"Like Southern California, in a typical Abruzzo winter it is possible
to visit the mountain ski slopes in the morning and relax at the beach that afternoon" 




Rich in history and architecture, Italy is a dream for many Canadians. It's just as lovely as Tuscany, but half the price. Beyond the history and culture, Abruzzo offers great nature. The area has mountains nearby for skiing and beaches on the coast for summer.  Abruzzo also has more than 80,000 acres of vineyards.



Ora, non so se sia un vanto essere un posto dove andare in pensione, ma la rivista  Live and Invest Overseas ha pubblicato qualche settimana fa il suo Retire Overseas Index dove elenca le dieci localita' migliori al mondo per andare in pensione.

All'ottavo posto ... c'e' - l'Abruzzo!

Ecco cosa dicono:

"It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, which means that, living here, you would have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.

This region is one of Italy's secret treasures. There's no over-crowding or heavy industry, only castles, vineyards and villages made of stone. Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday."


"E' difficile immaginare un angolo piu' incantevole dell'Abruzzo. Le spiaggie sono dorate ed il mare si estense come un enorme lampo turchese. Ci sono pure le montagne che significa che, se si vuole vivere qui, si possono avere sia gli sci che il mare a portata di mano, a seconda della stagione.

La regione e' una dei tesori segreti dell'Italia. Non c'e' folla, non c'e' industria pesante, solo castelli, vigneti, e villaggi in pietra. La vita in Abruzzo non e' cambiata molto nel corso degli anni e tutto e' come se uno si avventurasse in un gentile, e delicato passato."

Questo tipo di considerazioni si possono leggere un po ovunque nelle riviste di viaggi, di turismo nuovo e verde, quando si parla dell'Abruzzo.  Verde, mare, sole, colline, vigne e gente buona. Notare che non c'e' nessuna altra regione italiana in questo elenco. Non si parla di petrolio, di infrastruttura pesante, di centri oli o di Ombrina o di Elsa o della Petroceltic. E forse e' proprio per questo che ci hanno messo qui.

Si parla solo del mare turchese, delle vigne. Lasciamolo cosi l'Abruzzo, in pace, e facciamo tesoro di questo articolo e di questa pubblicita' gratis. Creiamo delle campagne pubblicitarie e dei servizi appositi per il turismo "particolare" - i nudisti, i matrimoni, i pensionati, le famiglie, a ciascuno il suo. Educhiamo la gente ad essere ospitale, valorizziamo le tradizioni e i saperi. Insegnamole a chi viene a trovarci. E vendiamocelo, nel senso buono del termine, per dare benessere diffuso a chi vive li, senza buchi, senza veleni.

Ecco, se io fossi Confindustria penserei all'industria dell'accoglienza e non a quella delle trivelle.

Qui su Penne, provincia di Pescara

L'elenco completo e' qui


1. Algarve, Portugal
2. Cuenca, Ecuador
3. George Town, Malaysia
4. Chiang Mai, Thailand
5. Dumaguete, Philippines
6. Pau, France
7. Medellin, Colombia
8. Abruzzo, Italy
9. Panama City Beaches, Panama
10. Istanbul, Turkey






Tuesday, September 16, 2014

Piccole Ombrine che crescono


Non e' solo Elsa: eccole qui. La Petroceltic torna all'assalto con giacimenti dai nomi piu' fantasiosi. E infatti Elsa e' solo la madre e l'apripista di "Turchese", "Zaffiro", "Granato", "Rubino", "Opale", "Tormalina",  "Peridato" e "Rublo".

Come dire: dei veri gioielli in mare!

Io sono convinta che questi giacimenti non sono diversi da Ombrina, e che come per il Centro Oli di Ortona, come per Ombrina, come per il gas di Bomba, sono tutti ad alto tenore sulfureo, e ci sara' bisogno di desolforazione e di infrastruttura pesante.

Elsa e' il punto di partenza per la Petroceltic: credo questo perche' e' piu vicino alla riva e quindi logisticamente piu' facile da operare.

Tutto il lavoro fatto per Ombrina deve continuare: Elsa o Ombrina o Rubino o Turchese, sono tutti mostri nel mare, pure se vogliono farceli passare per pesci e gioielli e signore distinte, e semplicemente non ce li vogliamo.

Andiamo avanti cosi.

Qui per mandare le osservazioni contro Ombrina

Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!




Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia. Qui in inglese per chi volesse.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Sunday, September 14, 2014

I capodogli spiaggiati a Vasto, l'airgun e Matteo Renzi



Ormai abbiamo tutti letto dei capodogli spaiggiatisi al largo delle coste di Vasto. Di sette esemplari, tre sono morti, ed una era incinta.

Non e' ben chiaro perche' questi capogogli si siano spiaggiati. Il Centro D'Abruzzo riporta l'opinione di Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei Onlus secondo il quale si e' trattato di una "riemersione troppo rapida, la cui causa potrebbe essere un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun.  Questo trauma porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni, simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione".

Ora, come detto, non e' dato sapere esattamente quale sia il motivo di questo spiaggiamento.  Ma c'e' qualcuno che dice che potrebbe esserci stato l'air gun di mezzo.

L'air gun, come predicato in ogni conferenza a cui ho partecipato da sei anni a questa parte, e’ una tecnica di ispezione dei fondali marini usato dalle ditte petrolifere.  Si mandano spari ad aria compressa ad alta intensita' ogni 5 o dieci secondi (e non minuti come qualcuno ha scritto, mal copiando le mie frasi!) e dalle onde riflesse si cerca di ricostruire la geologia del sottosuolo e la possibile presenza di giacimenti. Ovviamente a causa dell'alto impatto ambientale, ci possono essere lesioni e ferite su animali malcapitati nelle vicinanze. Altra possibilita' e' che gli animali perdano l'udito e con quello il senso dell'orientamento.  Come appunto potrebbe essere successo a Vasto.

Per avere una idea di quanto forti questi spari siano - e' presto fatto. Uno sparo medio e' di circa 210 decibel, che sono un miliardo di volte piu' intensi di un tipico concerto rock. A volte si puo' arrivare a 250 decibel, devastanti per la vita acquatica.

Come detto e' forse troppo presto per dire qualsiasi cosa. Ma i tre cetacei di Vasto pongono delle domande. C'era qualcuno che faceva airgun o multibeam sonar nelle vicinanze di Vasto? Chi? A che scopo? Per quale giacimento? Per quale compagnia?  C'erano altre navi -- commerciali, militari -- a mandare segnali che avrebbero potuto impattare la vita marina?  Lo sapremo mai? Se si, saranno multati?

E ancora, visto che il nostro scellerato governo ha deciso di accellerare sul petrolio, e visto che ci sono stati altri casi di balene spiaggiatesi a causa dell'air gun in tutto il mondo, quali controlli avremo per far si che non ci siano episodi simili in futuro dovuti ai petrolieri? Esistono dei protocolli da parte del governo italiano per prevenire queste cose? Del tipo, se stai sparando in mare alla ricerca di petrolio o affini, hai l'obbligo di fermarti in caso di avvistamento cetacei? Chi controlla?

E Renzi cosa ha da dire su questo tema?  Vogliamo fare la stessa cosa davanti alle coste di Sassari e di Oristano, dove la Schlumberger ha in procinto di eseguire ispezioni sismiche con airgun su un area di 21000 chilometri quadrati a poca distanza dal santuario marino Pelagos?

Probabilmente Renzi non dira' nulla. Non gli interessa delle persone in carne in ossa che dovranno vivere vicino a pozzi, fanghi di perforazione, mari inquinati a Gela e a Viggiano, figurati che vuoi che gli interessino tre capodogli spiaggiati.

E' per tutto questo insieme di cose -- possibilita' di terremoti, di cetacei spiaggiati, di avvelenamento dell'aria e dell'acqua -- che continuo a ripetere che estrarre petrolio non e' saggio per un paese come l'Italia. E' tutto gia' successo altrove. Come puo' non succedere in Italia? Basta solo essere curiosi ed intelligenti e far tesoro degli errori degli altri, per capire che abbiamo il dovere di trovare altre strade per risolvere i problemi di questa nazione. Fare buchi non e' la risposta.

Qui lo spiaggiamento di 100 balene in Madagascar -- uno dei piu' grandi spiaggiamenti al mondo dovuto a esplorazioni petrolifere da parte della ExxonMobil nel 2008.